Timeline
2019


Nonostante tutto non scriverò un diario intimo.

Non cedere alla compassione

15.01Colui che per inclinazione o per abitudine preferisce la solitudine ha un enorme vantaggio sugli altri; purché, per compassione, non ceda al bisogno di compagnia degli altri.

Il pregiudizio politico

14.01Si può definire il pregiudizio come un'opinione fondata su una reazione affettiva che ha forza motivazionale. La persistenza dei pregiudizi nella storia umana è un segno dell'importanza della loro funzione, quale che sia.

Le ricerche sperimentali di Tversky e Kahneman sembrano indicare la presenza di uno schema interpretativo già strutturato nella mente del soggetto, che condiziona il processo decisionale in tutte le circostanze nelle quali non è attivato o è inibito il pensiero riflessivo. In questi casi il pregiudizio sembra essere uno strumento per prendere decisioni in modo rapido ed efficace.

A partire dal lavoro di Allport si è creato un ampio consenso sull’assunto che alla base del pregiudizio razziale ci sia una categorizzazione sociale. Il pregiudizio colpisce un individuo in quanto membro di una specifica categoria.

Inoltre, la ricerca sembra avere dimostrato che il cervello umano è cablato per codificare inconsciamente sesso, età e colore della pelle degli altri esseri umani in nanosecondi. Il pregiudizio razziale consente quindi all'individuo di posizionarsi immediatamente all'interno di uno specifico gruppo sociale offrendo una relativa sensazione di sicurezza (ovviamente priva di fondamento reale) necessaria al benessere psicologico del soggetto.

Sottovalutare questi fattori, che agiscono per lo più secondo motivazioni indipendenti dalla volontà degli individui, significa mettere in opera un pregiudizio politico, che impedisce di assumere decisioni ragionate.

PS. Sullo scivolamento illuministico dalla superstitio al praejudicium si può discutere.

Aristotele rivisitato

13.01L'idea principale di The Quality of Life: Aristotle Revised è che ciò che Aristotele chiama "beni esteriori" (ricchezza, reputazione, potere) hanno un impatto solamente indiretto sulla qualità della nostra vita. Una buona vita interiore - il modo in cui sperimentiamo originariamente il mondo - è ciò in cui consiste il benessere. Il piacere è un aspetto di questa esperienza, ma solo una piccola parte di essa. Molto più preziosa è la qualità delle nostre esperienze emotive, intellettuali, sociali e percettive.

Il libro critica l'interpretazione dell'esperimento mentale ideato da Robert Nozick - la macchina dell'esperienza - per mostrare che la nostra vita interiore ha poco o nessun valore in sé stessa e che, per vivere bene, dobbiamo vivere nel mondo reale. In realtà, dice Kraut, questo esperimento mentale giustifica una conclusione opposta: la qualità della nostra vita dipende dalla qualità delle nostre esperienze.

Contro la bontà assoluta e l'assoluta cattiveria

In trenta brevi capitoli e sei appendici (accessibili solo a chi è perfettamente vedente) Richard Kraut si oppone all'idea che l'etica e il pensiero pratico in generale abbiano bisogno del concetto di bontà assoluta. Il suo obiettivo è G. E. Moore che ha detto che l'unica ragione che può giustificare qualsiasi azione è che con essa si dovrebbe realizzare il maggior numero possibile di ciò che è assolutamente buono (G. E. Moore, Principia Ethica, Cambridge University Press, 1903, p. 153). Contro Moore, Kraut sostiene che la bontà assoluta non è un motivo per attribuire proprietà e, se non si collega alle ragioni, è, nella migliore delle ipotesi, inutile. Nel peggiore dei casi, vale a dire se qualcuno la prende per fornire una ragione, è fuorviante. L'etica deve concentrarsi su ciò che è buono per le persone e non su ciò che è assolutamente buono. ※

Contraddizioni del tardo capitalismo

12.01Elwood (Illinois) è un paesino agricolo con grandi distese di terreno pianeggiante situato all'incrocio di alcune delle principali vie di comunicazione degli Stati Uniti. Per questo alla fine degli anni '90 viene scelto come luogo dove costruire un grande centro intermodale di trasporto, con quel che segue...

L'articolo di Alexander Hurst invece, centrando il suo commento su alcuni episodi di antisemitismo, enfatizzati anche dalla stampa francese, insinua l'idea che il mouvement des Gilets jaunes sia antisemita nel suo complesso, con quel che segue...

Limiti della democrazia

11.01Perché non siamo in grado di immaginare una democrazia al di fuori dello Stato nazionale?

Io sto con Google

10.01L'accesso alle informazioni e alla creatività online è una risorsa per tutti noi. Troviamo un modo migliore per aggiornare le regole sul copyright in Europa. Io sto con Google

Come volevasi dimostrare

09.01L'inviato del Corriere della Sera a Bruxelles, Ivo Caizzi, scrive una lettera al comitato di redazione e alla redazione del quotidiano di via Solferino chiedendo di "verificare e valutare" il comportamento del direttore Luciano Fontana nella copertura della trattativa tra il governo italiano e l'Unione Europea sulla manovra.

L'istanza retorica

08.01Nonostante la spontaneità — apparente — della scrittura interrotta, l'istanza retorica è sempre presente nel frammento letterario.

Peu érudit au sens de la génération humaniste de Du Vair, ni même au sens de la génération déjà littéraire de Balzac et de Le Vayer, Pascal a travaillé ici directement sur la source française, médiatrice inconsciente d'un fonds latin déjà moins proche, avec une liberté d'autant plus grande que la source est moins prestigieuse pour lui que les siennes ne l'étaient pour Du Vair. Pascal, transformant et condensant, a fait jaillir des lieux communs humanistes la pensée vigoureuse de deux ordres, dont l'un n'est que la figure de l'autre, celui du pouvoir (de persuader d'autres esprits) propre aux grands esprits, et celui du pouvoir (de commander à leurs sujets) propre aux rois. Mais chez Pascal comme chez Du Vair, c'est la même idée du pouvoir de la parolle, manifestation de la puissance de l'esprit, et de sa supériorité sur l'ordre inférieur du pouvoir politique. ※

Punizione senza reato

07.01Il libro di Alexandra Natapoff contiene una dura critica al metodo adottato dal sistema penale americano nei confronti dei reati minori, che negli Stati Uniti costituiscono l'80 percento di tutti i procedimenti giudiziari. Le persone arrestate per crimini minori vengono travolte dalla procedura messa in atto nei tribunali, dove spesso non sono assistite da un avvocato, i giudici emettono sentenze in pochi minuti e quasi tutti gli imputati sono indotti a dichiararsi colpevoli.

Questo congegno infernale inizia a punire le persone molto prima di averle condannate: punisce gli innocenti, punisce condotte che non avrebbero mai dovuto essere considerate un crimine. Di conseguenza, un gran numero di americani - molti dei quali poveri e di colore - sono condannati ad una pena sproporzionata ai fatti che hanno commesso, sono stigmatizzati come criminali, impoveriti attraverso multe e spese di giudizio, privati della patente, del posto di lavoro, dell'alloggio.

Come è noto, a partire dalla metà degli anni '70 del secolo scorso il sistema della giustizia penale americana ha subito enormi cambiamenti. Sono state promulgate leggi più severe che hanno portato a pene detentive più lunghe ed hanno criminalizzato comportamenti prima non perseguiti, con un conseguente aumento esponenziale della popolazione carceraria. Gli Stati Uniti, con il 5% della popolazione mondiale, hanno oltre il 20% dei detenuti nel mondo. La popolazione carceraria è aumentata del 700% dal 1970 al 2005. Le percentuali sono sproporzionate per le minoranze, in particolare per gli uomini di colore meno istruiti. Per contenere il sovraffollamento le prigioni hanno adottato tecnologie di controllo che prima sarebbero state giudicate inopportune e inumane.

Tutto questo ha portato ad un'esplosione dei costi che iniziano ad essere considerati eccessivi anche dai più accesi sostenitori della lotta dura al crimine. Il 21 dicembre 2018 è stato firmato dal Presidente Donald Trump il First Step Act, approvato con una maggioranza bipartisan, che modifica l'esecuzione della pena detentiva per i reati federali e aumenta i fondi per il reinserimento dei detenuti.

Come i ricchi minano il sistema che li ha resi ricchi,

06.01Il libro di Edward Watts ci ricorda la precarietà di un sistema republicano fondato sulle virtù civili di fronte al modificarsi delle condizioni economiche. Watts sostiene che, nell'antica Roma, tre sono stati i fattori principali dell'indebolimento delle virtù civili republicane: 1) un rapido afflusso di denaro nel secondo secolo a.C., 2) la crescita numerica dell'esercito a seguito del predominio di Roma nel Mediterraneo dopo la seconda guerra punica, e 3) l'ascesa di una classe professionale di politici che ha strumentalizzato il potere della folla (i populares).

Aiuto! Vogliono costringerci a votare Salvini

05.01Sono allibito dai continui attacchi della stampa indipendente al governo presieduto da Giuseppe Conte. Questo governo non sarà il meglio in assoluto, ma è comunque il miglior governo che abbia avuto l'Italia da qualche decennio a questa parte. Quindi sorge il sospetto che i media controllati dai vari Berlusconi (Paolo), Cairo, De Benedetti, Elkann si siano accordati per sostenere la campagna elettorale di Matteo Salvini. Finirà che, se continua così, per salvare la libertà di espressione saremo costretti a turarci il naso e votare Lega

Capita poi che questi stessi giornali, che fanno propaganda politica faziosa, siano tra i sostenitori di un'iniziativa che dovrebbe certificare la differenza tra notizie vere, opinioni e pubblicità. Mi chiedo ad esempio che cosa certifichi il marchio The Trust Project apposto su un articolo di Sabino Cassese. Forse che lo ha scritto proprio Sabino Cassese e che quelle che stiamo leggendo sul sito del Corriere della Sera sono proprio le opinioni di Sabino Cassese e non di un anonimo redattore del Corriere della Sera? Oppure si insinua, e questa è l'ipotesi peggiore, che le parole di Sabino Cassese a sostegno di un'élite della quale egli stesso ha fatto parte siano la verità? Quando, invece, sono solo le opinioni personali di Sabino Cassese.

PS. Naturalmente non sono in grado di citare il contenuto di nessun editoriale dei quotidiani leggibili solo in abbonamento — La Stampa, la Repubblica, il Foglio, Libero, Il Giornale, etc. — gli stessi che utilizzano strumentalmente la titolazione come mezzo di propaganda politica.

Un discorso a parte merita invece Il Messaggero, del gruppo editoriale Caltagirone, che da qualche settimana ha reso disponibili gratuitamente gli editoriali e si presenta con una home page rinnovata graficamente e molto più ricca di servizi in video. Anche la linea editoriale è diventata più equilibrata. Per ogni editoriale contro il governo ne publica anche uno a favore o almeno non del tutto ostile. Segno dei tempi.

Stampa finanziata, stampa asservita

04.01




Distorsione del mercato e della vita democratica. Ma quanti italiani sanno che lo Stato finanzia il Corriere della Sera, rimpolpando gli utili degli azionisti della RCS con elargizioni calcolate, per un solo anno, in 23 milioni di euro?

E come commentare il fatto che gli italiani, tutti gli italiani, lavoratori e imprenditori, laici e cattolici, piemontesi e siciliani — oberati, tutti insieme e individualmente, dal più alto debito pubblico dell'Occidente (che nel 2006 ha sfondato il tetto dei 1.600 miliardi di euro) e da interessi sul debito colossali (ogni anno il 6% del PIL) — siano costretti a finanziare, fra gli altri, anche il quotidiano della Confindustria con più di 19 milioni di euro l'anno, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana con più di 10 e il quotidiano della Fiat con 7 milioni di euro?

La Mondadori, notoriamente, non ha un quotidiano. Si accontenta, diciamo cosi, di fare la parte del leone in edicola con i periodici e in libreria con i libri. Come la prendereste se vi dicessero che, solo sotto forma di credito d'imposta sulle spese sostenute per l'acquisto della carta in un anno, l'azienda di Silvio Berlusconi è stata da noi sostenuta con un contributo di 10 milioni di euro? E che in un solo anno risulta aver avuto dallo Stato uno sconto, per le spedizioni postali, di quasi 19 milioni di euro? Tutti conoscono Giuliano Ferrara e il suo Foglio, Vittorio Feltri e il suo Libero, Antonio Polito (poi sostituito da Paolo Franchi) e il suo Riformista. Pochi sanno che costoro possono fornire il loro esuberante apporto alla vita politica e istituzionale del Paese grazie al nostro diretto apporto economico. Insomma, ci costano complessivamente più di 12 milioni di euro.

Ricordate Giuseppe Ciarrapico? Sì, il mitico brasseur des affaires della DC di Andreotti. Più recentemente, da re delle acque minerali e delle cliniche private, si è messo in testa di fare l'editore, inventandosi piccole testate locali (Nuova Viterbo Oggi, Ciociaria Oggi, Nuovo Molise, Nuova Rieti Oggi, Fiumicino, Guidonia, Ostia, Castelli Oggi... ). In breve sono diventate dodici. Le mette in vendita insieme al Giornale, col metodo del "panino", a un euro. Insomma, sotto costo. Ma non se ne preoccupa. Si è inventato infatti una cooperativa, chiedendo (e ottenendo) le provvidenze previste dalla "legge per l'editoria". Conclusione: ogni anno, più di 5 milioni di euro, fra quelli legittimamente sottratti dallo Stato alle tasche degli italiani, finiscono in quelle dell'editore Ciarrapico.

E così di seguito fino ad oggi...

Libertà e proprietà di sé stessi

03.01Ripensare la proprietà e la proprietà di sé





























Parola d'ordine: rottamazione

02.01A volte sfugge a chi governa la comprensione di ciò che sta avvenendo tra i governati. Questa è una delle situazioni peggiori che possano capitare alle élite politico-economiche di un paese e le sue conseguenza possono essere devastanti.

Tipicamente questa situazione si presenta dopo un lungo periodo di governo senza ricambio all'interno della classe dirigente. Qui concordo con Ernesto Galli della Loggia.

I dirigenti comunisti che hanno portato al crollo dell'Unione Sovietica sono un esempio paradigmatico di come una nomenclatura autoreferenziale composta da persone sempre più anziane perda progressivamente ogni contatto con la realtà sociale che è chiamata a decriptare.

Anche la fine traumatica del berlusconismo nel 2011 può essere letta come un effetto ritardato del lungo periodo di governo dei boiardi democristiani e socialisti. Se lo consideriamo dal punto di vista degli uomini il bipolarismo Berlusconi-Prodi è un'appendice della Prima republica.

Il seguito è solo una serie di errori compiuti da persone anziane e con una lunga militanza di governo, mi riferisco al Presidente Giorgio Napolitano ma non solo, che hanno ritenuto di poter decidere su ciò che è meglio per i cittadini senza ascoltare i cittadini. Naturale quindi che la narrazione del Partito Democratico abbia fallito

ciò che manca al Partito democratico è una narrativa del presente capace di intercettare il sentimento popolare. La narrativa scelta, incarnata dal leader del partito Matteo Renzi, è imperniata sulla descrizione positiva di un paese che si sta risollevando, mentre in realtà la maggioranza degli italiani ancora non percepisce la svolta avvenuta. [..] È la genesi di un micidiale cortocircuito: più i leader del PD parlano di risultati positivi, più la rabbia del ceto medio cresce, perché si tratta di una realtà lontana al punto da sembrare beffarda, offensiva. *

Nel libro di Maurizio Molinari non c'è molto altro — ed il suo prezzo è assurdo rapportato al contenuto, ma ciascuno è libero di vendere a caro prezzo le sue parole — Inoltre Molinari non ha capito che gli italiani desideravano e desiderano semplicemente cambiare classe dirigente. Lo aveva capito anche Matteo Renzi quando proponeva la rottamazione dei deputati di lungo corso. Qualcosa deve averlo sviato se poi ha candidato Pier Ferdinando Casini ed Emma Bonino nelle liste del PD.

Dopotutto il fine ultimo del sistema democratico republicano è appunto consentire di cambiare la classe politica al potere senza spargimento di sangue.

Concordo invece con Lucia Annunziata. Questo governo è un tentativo, forse - anzi certamente - lacunoso, di dare delle risposte concrete alle domande che sono state poste dalle trasformazioni tecnologiche e dai mutamenti delle condizioni sociali del nostro paese che richiedono una classe dirigente giovane, capace di innovare e con un pizzico di incoscienza. Tutte cose che la sinistra ha dimostrato e continua a dimostrare di non possedere più.

Il filosofo autodidatta

01.01Si sforzava di raggiungere la capacità di non pensare che a Lui e di non associarGli alcun altro; otteneva ciò girando intorno a sé stesso e accelerando il suo movimento. A volte il suo pensiero era puro da ogni contaminazione e con esso contemplava l'Essere necessario. Poi le facoltà corporee lo assalivano e il suo stato si alterava e tornava allo stato precedente. Si dedicò a questo per un certo tempo. Si mise infine a cercare la terza assimilazione. Riflettendo sulle qualità dell'Essere necessario gli era apparso chiaro che erano di due generi. Qualità positive, come la scienza, la potenza, la sapienza. Attraverso queste qualità la Sua Essenza non diveniva molteplice poiché si riducevano tutte ad un solo concetto che era la Sua Essenza stessa. Si mise a cercare come sarebbe potuto divenire simile a Lui. Sapeva che la conoscenza che Egli aveva di Sé non era un concetto che si aggiungeva alla Sua Essenza, ma la Sua Essenza era il Suo stesso conoscersi e il Suo conoscersi era la Sua Essenza. Gli fu chiaro che se gli fosse stato possibile conoscere la Sua Essenza, quella scienza con cui lo avrebbe conosciuto non sarebbe stata un concetto aggiunto alla Sua Essenza ma sarebbe stata Egli stesso. Si applicò a questo.

MP

☛ 2018