2012

1.01Il principio di contraddizione riveste un ruolo essenziale nella pratica - la scienza essendo una pratica del reale - ma non è determinante per il pensiero, dove l'assenza di contraddizione è la condizione per poter pensare l'alterità. Questo hanno intuito Eraclito ed Hegel. L'elaboratore utilizza il principio di identità, non il principio di contraddizione. Anche se i due principi sembrano esprimere lo stesso concetto non è così. I paradossi logici dimostrano che la contraddizione può essere pensata ed espressa, lo stesso non accade per l'identità.

1.02Sembra che la ripetizione operi nell'intelletto una trasformazione nella qualità dell'informazione. Se leggo una parola più volte, se ritrovo uno stesso concetto in contesti diversi, quella parola e quel concetto diventano oggetti dell'intelletto.

1.03 Meritiamo una religione migliore (di quella cattolica). Abbiamo bisogno di una religione nuova, diversa da quelle che fino ad ora hanno sedotto la grande massa degli uomini.

1.04 Il maggior problema che abbiamo oggi in Italia è il Parlamento. Non mi riferisco al gran numero di lestofanti presenti, ma al prodotto dell'azienda Parlamento: le leggi. Le leggi in Italia sono malfatte.

1.05 I ricchi sono più intelligenti dei poveri. Sono ricchi per questo. I ricchi hanno una maggiore coscienza di classe - o se si vuole consapevolezza di ceto - dei poveri. I ricchi, fra loro, sono più affidabili dei poveri fra loro. La morale dei ricchi è diversa da quella dei poveri.

1.06 Il problema non è il lavoro, creare nuovo lavoro. Il problema è il consumo. Non c'è lavoro senza consumo.

1.07 La psichiatria mette a nudo l'elemento sociale. A che serve una psichiatria senza una società funzionante?

1.08 Se osserviamo l'argomentare degli autori postmoderni siamo colpiti dalla loro capacita di distogliere l'attenzione dal centro del ragionamento per concentrarla sulle marginalità del testo.

1.09 Io sono povero e mi sento derubato da chi fa della carità un mestiere (come i preti).

1.10 Discrezionalità, nel welfare, significa che è a discrezione di chi lo gestisce applicare il principio di uguaglianza.

1.11 le masochisme chez la femme résulte de la non-acceptation de sa féminité, maternité comprise [Nacht]

1.12 Nessuno può parlare a nome di un altro, tanto meno di Dio. Paolo lo ha fatto, si è sostituito a Gesù, come dice Nietzsche lo ha inchiodato alla sua croce.

1.13 C'è un modo semplice di liberarsi della colpa, quello di spostarla sugli altri.

1.14 Se la scienza ha come obiettivo di predire il futuro, → essa ha una analogia se non una identita di fini con l'astrologia. Il primo tentativo di predizione del futuro fu, appunto, l'astrologia. L'astrologia è la prima forma mentale di scienza.

1.15 È possibile filosofare dal punto di vista di Dio, come fa Leibniz?

1.16 Liberare Gesù dalla chiesa che Paolo gli ha costruito intorno.

1.17 Quello che importa è comprendere quale sia il discorso di Gesù e quale quello di Paolo; poiché è chiaro che non si tratta dello stesso discorso. Sono per così dire due religioni diverse. E qui sorge un problema di lettura in Nietzsche. L'anticristo, il contra Paulus è una riscrittura della parola di Cristo/Dioniso.

1.18 Il dono senza reciprocità - come nella dépense - è pura dissipazione, in cui l'esistenza, o meno, di colui che riceve il dono è inessenziale. Il dono come gioco è pura perdita, l'esistenza di qualcuno dall'altro lato del rapporto non è necessaria.

1.19 A Genova governa una classe politica che la lunga mancanza di alternative ha reso arrogante.

1.20 Chi dice agli altri come devono essere è un ingannatore o come disse Gesù un sepolcro imbiancato. Bisogna essere come si vuole che gli altri siano, questo è il messaggio di Gesù.

1.21 Libro cercato e non trovato

1.22 Esistono delle ideologie (come quelle cristiana e comunista) che fanno dell'uguaglianza degli uomini uno dei loro principi.

1.23 È una evidenza che noi pensiamo attraverso una logica più complessa di quella regolata dal principio di non contraddizione e del terzo escluso.

1.24 Quando Lacan dice che una figura topologica (il toro) è materialmente la psicosi cosa dice?

1.25Sono venuto in possesso di alcuni manoscritti di Francesco Sebregondi casualmente, barattandoli con il mio lavoro, poiché mi spiaceva lasciarli distruggere. Non si presentava come un grande affare. Di quel poco che avevo letto solo una pagina aveva attirato la mia attenzione, ma questo bastava a dare un valore a quei poveri fogli. Sebregondi è uno poeta dimenticato di un'epoca in cui la poesia aveva ancora un ruolo.

1.26Le idee non sono causa delle rivoluzioni. Non credo che nessuna rivoluzione abbia avuto una origine culturale. Le rivoluzioni trovano la loro causa nella società. L'ambiente culturale dà loro la forma.

1.27Se il popolo è lasciato alle sue tradizioni non ne verrà un male per il filosofo? Potrà il filosofo vivere degnamente in mezzo ad un popolo che crede e pratica il falso?

1.28Nella mitologia paolina il dono che Cristo fa di sé costringe l'uomo in un confronto impari da cui non può che uscire sconfitto. Nel messaggio di Gesù non c'è nulla che coinvolga l'uomo, è semplicemente un darsi come esempio, per il proprio piacere.

1.29Premesso che non si può non sostenere il governo presieduto da Mario Monti per la qualità intellettuale dei suoi componenti, si può affermare però con certezza che le modalità della sua formazione, l'assenza di un mandato popolare, siano state un errore politico, che determina un vulnus nella democrazia ed in generale nella situazione politica italiana. Se, come è probabile, gli effetti del programma, che verrà messo in atto dal nuovo governo, saranno migliori di quelli di tutti i precedenti governi eletti democraticamente si porrà il problema del ritorno dei partiti politici. A che titolo delle organizzazioni e degli uomini che hanno manifestato tutta la loro incompetenza ed incapacità di governo del paese potranno rivendicare il ritorno al vecchio sistema come se nulla fosse accaduto? Ma si pone anche un altro problema. Non sarà il caso di sottoporre al giudizio popolare, attraverso normali elezioni politiche, l'operato del governo presieduto da Mario Monti? Ovvero non sarà il caso che il governo si presenti alle elezioni per avere confermato il suo operato come accade in ogni democrazia a conclusione di un ciclo di governo? Ovvero ancora, non sarà il caso che il sostegno al programma del governo Monti si manifesti anche in sede elettorale sotto forma di programma di un nuovo soggetto politico? Non è pensabile, infatti, che chi viene dopo, se non propone un programma alternativo ed allora dovrebbe coerentemente opporsi già oggi, non assuma l'operato del governo Monti come una strada tracciata, un punto di partenza da cui non si può prescindere e questo significa in primo luogo un cambiamento nel tipo di uomini da proporre alle prossime elezioni. Se Monti funziona chi c'era prima o si mette, corentemente, all'opposizione o lascia il posto a chi ha dimostrato di saper governare meglio. Potrebbe anche accadere che, per qualche motivo, il programma del governo Monti non funzioni e allora non ci resterebbe che chiamare a governarci un capitano del popolo straniero; come accadeva, senza alcun imbarazzo, nelle città libere del medioevo italiano.

1.30Chi nega valore all'utilitarismo lo fa per negare la minima uguaglianza. Bentham non era così sciocco da negare la differenza dei desideri fra gli uomini, ma voleva evidenziale che c'è una base di uguaglianza fra gli uomini che può essere calcolata.

1.31Le guerre di religione dimostrano (a Hobbes) che Dio non aiuta i suoi eserciti.

1.32Il motto degli Stati Uniti, E pluribus unum, cioè la riduzione dei molti all'uno è la negazione dell'individualismo. In apparenza.

1.33Crudeltà come fare il male per il male.

1.34La storia delle teorie dell'intelletto, che seguono quella di Aristotele lungo duemila anni, mostra una caratteristica comune a molti autori: la necessità di parlare di - e commentare - testi che non erano in grado di leggere nella lingua originale e spesso materialmente non possedevano neppure.

35C'è la tendenza a considerare la metateoria, ad esempio il discorso sulle condizioni sociali, come condizione per la definizione delle teorie stesse; il che è una ontologizzazione del reale. Non si dà nessuna metateoria dell'esperienza fisica.

1.36Castità uguale autismo sessuale.

1.37L'abilità consiste nel riconoscere la situazione, cioè distinguere i cooperanti dai defezionanti.

1.38Ma di cosa si preoccupano i parlamentari? i due terzi di loro non saranno più rieletti e si dovranno pentire di non aver ridotto lo stipendio di quelli che li sostituiranno.

1.39Bataille, Kojève, Sartre, Lacan nessuno di loro era professore universitario, anche se Lacan si autorizzerà da se stesso.

1.40Se consideriamo ad esempio gli effetti dell'infestazione da vermi nematodi, l'ancylostomiasi, possiamo scambiarli per malnutrizione da carenza di cibo. Se non ho le conoscenze tecniche necessarie per diagnosticarla e per curarla poco importa ogni presa di posizione morale, filosofica o sociologica che sia. Il bisturi che incide la carne, un taglio con il bisturi, è solo un fatto tecnico, niente altro.

1.41Pensiero obliquo. In un quadro, che mi è stato sottratto,...

1.42Ready-made ovvero l'arte moderna.

1.43A volte accade di non trovare posto a sedere alla Berio, ma qualche giorno fa sono rimasto sorpreso nel vedere diversi studenti seduti per terra con il libro in mano. Per una serie di ragioni che affronteremo in altra sede, i posti disponibili nelle biblioteche publiche di Genova sono, almeno in certe ore, inferiori alla domanda.

1.44In Freud la narrazione è lo strumento, in Lacan la frase.

1.45È solo una questione di mercato: il partito politico come impresa economica. Individuato un tema che abbia una base popolare - i diritti civili (Marco Pannella); il federalismo (Umberto Bossi); la corruzione politica (Antonio Di Pietro); i pensionati (Carlo Fatuzzo); ma in altri tempi sono stati usati come temi di richiamo anche la classe operaia e la religione - si costruisce intorno ad esso una struttura, sotto forma di partito politico, in grado di gestirlo economicamente. Nasce in questo modo il partito azienza. Quando si crea una domanda nasce un mercato e tutto, alla fine, viene trasformato in una banale questione di potere e di denaro per chi controlla la struttura (il partito). È possibile fare qualcosa per impedire che gli effetti di struttura prevalgano sempre sui contenuti dell'azione politica?

1.46Il racconto di Poe si muove intorno ad un oggetto, la lettera, (il significante) assolutamente indeterminato per il lettore. Nella lettera non c'è scritto nulla.

1.47Intelligenza come capacità di stabilire relazioni adeguate fra le cose. Ingegno come capacità di stabilire nuove relazioni fra cose e parole, che si dimostrano adeguate alla situazione.

1.48Il problema da risolvere è: « Perché - dopo Hobbes - nonostante l'uguaglianza sia considerata il fondamento di ogni rapporto sociale e l'evidenza di alcune soluzioni politiche la presenza di gruppi organizzati - le chiese, le lobby, le confindustrie, i sindacati, le corporazioni professionali - influisce negativamente impedendo di attuare le soluzione più logiche ed idonee a risolvere queste situazioni?

1.49L'uguaglianza non è un valore in sé.

1.50Se qualcosa è fatto gratuitamente vuol dire che è messo in conto alla collettività, senza che la collettività possa scegliere. Occorre ripensare l'uso publico della cultura.

1.51L'intelligenza si riferisce ai concetti universali, mentre l'agudeza d'ingegno si riferisce ai concetti particolari. La retorica essendo uno strumento del particolare. Il particolare ha una grande importanza nel determinare le azioni umane: nei confronti dell'altro (retorica) in situazione (ingegno)

1.52La sovranità deve essere terza rispetto ai cittadini. Nella democrazia la terzietà del potere politico non può esprimersi compiutamente. Questo è effettivamente in difetto della democrazia. Cfr. Schumpeter.

1.53La libertà di non essere importunati nelle proprie azioni è essenzialmente frutto di un contratto con gli altri membri della comunità in cui qualcosa, non necessariamente la stessa cosa, venga riconosciuta agli altri. Poiché, ad eccezione del minimo vitale, i desideri delle persone sono sostanzialmente molto diversi: si deve ammettere che il minimo vitale, uguale condizione per tutti, in qualsiasi contratto sociale sia prevalente, mentre gli altri desideri seguiranno la regola della minore interferenza possibile.

1.54Non tutte le verità meritano di essere conosciute. Molte verità relative a fatti e concetti sono ininfluenti. Il fatto di aver avuto delle credenze false su certe cose, p.e. su quali fossero le capitali di certi Stati, non mi turba minimamente [Nozick, p. 101]

1.55Sembra ragionevole pensare che il nostro interesse originario per la verità abbia un fondamento strumentale [Nozick, p. 102]

1.56Esprimono qualcosa le proposizioni metafisiche nel senso di Carnap? o non esprimono proprio nulla?

1.57Essere è essere il valore di una variabile [Quine]

1.58Solo nel contesto dell'enunciato le parole hanno un significato. [Frege] Il problema è che il contesto sono 'altre parole'.

1.59Riflettendo sul blocco della contingenza per le pensioni superiori a due volte il minimo operato con la legge ... del Governo Monti mi sono convinto che quello che sembra un abuso è in realtà una forma corretta di riequilibrio. Premesso che, come è noto, molte posizioni pensionistiche oggi in atto sono superiori alla rendita dei contributi realmente versati specie per i trattamenti più elevati si possono fare due osservazioni: a) non è detto che annualmente non si possa decidere, in base alle condizioni finanziarie degli enti pensionistici, adeguamenti maggiori, ma sempre secondo un adeguamento uguale per tutti e non più in forma proporzionale. b) sarebbe utile che a ciascun pensionato fosse inviato il calcolo della pensione anche secondo il metodo che andrà in vigore per le nuove pensioni, in modo che a ciascuno sia chiaro quanto prenderebbe in più (o in meno) con il nuovo metodo.

1.60La traduzione delle poesie di Hölderlin non è scontata. Così pure la comprensione.

1.61Quando leggo certe affermazioni mi chiedo: Perché costui vuole farmi credere a qualcosa che non corrisponde al vero? Che ragione lo spinge? Che interesse ha a farmi credere cose inesistenti?

1.62Nel dilemma del prigioniero ripetuto le soluzioni cooperanti possono imporsi a condizione che il defezionante venga convinto a cooperare dal fatto che riterrà di poter in ogni caso ottenere un guadagno dalla situazione; mentre i cooperanti avranno comunque un guadagno per la minore competizione se la mancata ritorsione non è troppo costosa.

1.63Scrittura come tentativo di trasformazione del reale - come in Nietzsche - e quindi scrittura come forma del reale.

1.64Una sinistra inutile.

1.65Sul lavoro utile ed inutile. Il reddito prodotto da un domestico dal punto di vista del Prodotto interno lordo si somma al reddito prodotto dal suo datore di lavoro. Dal punto di vista sociale invece il lavoro del domestico è incluso nel lavoro del suo datore di lavoro, ne è una parte, ovvero il lavoro del datore di lavoro non sarebbe lo stesso se dovesse svolgere anche il lavoro del domestico.

1.66Il progresso, nel senso di Condorcet, non riguarda il miglioramento delle condizioni di vita e neppure le scoperte della scienza, ma è una condizione 'morale': la conquista del mondo da parte dell'intelletto.

1.67La tassazione proporzionale può essere applicata contestualmente alla formazione del reddito, senza ulteriori conguagli.

1.68Esistono modifiche delle regole che comportano cambiamenti negli effetti di struttura. Esempio: la riduzione dell'orario lavorativo a sette ore, considerando l'eccedenza di lavoro come straordinario, sia esso da retribuire o da recuperare, modificherebbe le condizioni della società, ad esempio riducendo la disoccupazione, aumentando la flessibilità, senza intervenire direttamente.

1.69Perché i sindacati non sono legittimati a parlare di reddito di cittadinanza. In questi giorni abbiamo letto su vari organi di stampa che sindacati e Confindustria si oppongono a misure di reddito minimo garantito a cui sembrerebbe invece favorevole il Ministro del lavoro Elsa Fornero.
Dal punto di vista sociale dobbiamo chiederci a che titolo sindacati e Confindustria hanno diritto di opporsi a misure che riguardano tutta la comunità? Che diritto hanno di escludere una parte della società dai beni prodotti anche dai nostri padri e che per contratto hobbesiano appartengono come bene comune a tutti gli uomini? La ragione fondamentale ci sembra sia la paura di perdere potere di condizionamento e di coercizione su chi è senza lavoro e senza reddito. Ma, quando si pronunciano in questo modo, manifestano la loro ottusità, la stessa ottusità che ha condotto il paese alla rovina. La vecchia maledizione biblica del lavoro ritorna come un ritornello anche fra chi a parole si dice, mentendo, come cristiano o comunista, a favore dell'uguaglianza degli uomini.

1.70Fare filosofia è molto più difficile di quanto credono coloro che pensano che parlare di epistemologia, metafisica o etica sia sufficiente a significare qualcosa di filosofico

1.71"Uscire dalla filosofia" è molto più difficile di quanto pensino comunemente coloro che credono di averlo fatto già da tanto tempo con facilità e che di solito finiscono col cadere nella metafisica, inghiottiti dalla mole di un discorso che pretendono di aver liberato da essa.

1.72Turgot, progresso come messianismo.

1.73Il Welfare State ovvero la redistribuzione di ricchezza operata dallo Stato (è uno dei suoi compiti - più importanti) può avvenire fondamentalmente secondo due criteri:
a) selettivo: con la prova dei mezzi, ovvero secondo criteri stabiliti e sostanzialmente arbitrari, in quanto variabili da comunità a comunità
b) universalistico: in modo uguale per tutti senza prova dei mezzi e senza distinzione di età, sesso, razza, lavoro, etc.
Per ciascuno di questi criteri vi sono pro e contro, ma si può affermare che in una società evoluta e ben ordinata entrambi i sistemi derivati da questi due criteri devono essere presenti. In Italia come è noto non è così.

1.74Si può cambiare idea. Ad esempio sull'imposta progressiva sul reddito seguendo l'idea oggi prevalente ho inizialmente ritenuto che sia corretto il sistema di imposizione sul reddito in cui l'aliquota aumenta parallelamente all'aumentare del reddito.
Dopodiché ho notato che nessun sistema fiscale utilizza un algoritmo sufficientemente preciso nell'effettuare - nel caso concreto - l'imposizione e che, quindi, la sua applicazione rimane molto aprossimativa.
Anche dal punto di vista diacronico l'imposta progressiva sul reddito presenta delle imperfezioni matematiche che richiedono nella sua applicazione concreta degli aggiustamenti e delle aprossimazioni molto ampie.
Una terza osservazione riguarda il fatto che l'imposta progressiva colpendo esclusivamente il reddito si presenta come uno sbarramento all'accumulazione e quindi favorisce i vecchi possidenti contro i nuovi ricchi, che in genere rappresentano la parte più innovativa della società.
Quello che mi ha convinto a cambiare idea però è stata l'opinione di Hobbes. Considero Hobbes un esempio di razionalità e di conseguenza quando Hobbes esprime una opinione su cui non sono d'accordo mi chiedo se ho dimenticato di valutare qualcosa.
Hobbes non concepisce ancora l'imposta sul reddito come oggi noi la conosciamo, ma dà la sua preferenza all'imposta sul consumo, che considera l'unica imposta giusta, rispetto all'imposta patrimoniale allora più diffusa.
L'imposta sul consumo, se si fa eccezione per il consumo di ciò che è necessario al proprio mantenimento ed alla riproduzione della specie, colpisce il lusso, l'eccedenza. Ai tempi di Hobbes invero le imposte sul consumo erano esatte solo sui consumi di prima necessità, il grano, il sale etc. Solo con l'avvento dell'Imposta sul valore aggiunto si è avuto uno strumento in grado di trasferire l'imposta al consumatore per molte merci voluttuarie, anche se rimangono ampi spazi di miglioramento nell'equità dell'imposizione.
Un secondo caso in cui ho cambiato opinione riguarda l'imposta sul risparmio. Il ragionamento di J.S. Mill, ripreso da Einaudi, sulla doppia tassazione del risparmio è stato inizialmente convincente. Il risparmio dovrebbe essere esentato dall'imposta sul reddito applicata sugli interessi da esso prodotti per evitare il duplicarsi dell'imposta. Il risparmio, come consumo differito, non verrebbe tassato sugli interessi, che rappresentano il suo valore l'uso. Il ragionamento sarebbe corretto se l'interesse equivalesse, nel tempo, alla svalutazione del denaro risparmiato (come ipotizza Keynes). Ma ciò non è sempre vero. O meglio si potrebbe provare a distinguere, non so con quale mezzo tecnico, ma è possibile ipotizzarlo, la quota di interesse sul risparmio che rappresenta il costo di mantenimento del valore (che non andrebbe tassato) dalla quota che rappresenta un plusvalore (che invece andrebbe tassato).
Ma c'è anche un'altra ragione per cui il risparmio andrebbe comunque tassato ed è la sua natura di merce.

1.75Il discorso filosofico è un andare a tentoni (tâtonnement) in cui aumenta progressivamente la complessità del linguaggio. In questo risiede la vera scienza.

1.76La Bibbia non dice Dio creò la forma, ma dice Dio creò le cose! Ma se l'essenza delle cose è la forma o la Bibbia sott'intende l'equivalenza di Dio e forma o è in contraddizione.

1.77In Italia non è mai stato attuato un Welfare di tipo universalistico come nella gran parte delle nazioni nord-europee. Chiesa, sindacati, corporazioni professionali e di conseguenza la classe politica hanno impedito lo sviluppo di un reale Welfare State non categoriale. Le categorie hanno badato esclusivamente ad ottenere dallo Stato i fondi necessari per integrare i propri sistemi di previdenza. In questo modo il costo del lavoro è stato gravato di oneri sempre maggiori in un'epoca in cui la globalizzazione rendeva invece necessario il loro alleggerimento.

1.78Freud ha la capacità di trasformare in narrazioni gli eventi che lo circondano.

1.79Non è compito dello Stato occuparsi di come passano il tempo gli anziani. Solo lo Stato totalitario si occupa di come i suoi cittadini passano il loro tempo libero. Se poi le risorse che lo Stato impiega per dirigere il tempo libero degli anziani sono distratte da compiti più fondamentali, che spettano allo Stato, allora sorge il sospetto che questo sia il vero obiettivo: la distrazione.

1.80Sia che consideriamo il sindacato come una organizzazione di categoria sul modello americano, sia che lo consideriamo come espressione di classe, secondo il modello marxista, non può che essere contrario al reddito di cittadinanza, che assume l'uguaglianza dell'individuo come principio universale.

1.81Una certa forma di individualismo che nega l'individuo è la causa della mancanza di un welfare universalistico in Italia.

1.82L'errore mi provoca un disturbo fisico.

1.83Quale è il compito del politico, la funzione per il quale il suo lavoro è giustificato? Ascoltare il popolo e dare una forma razionale alle sue richieste. Se questo compito non è soddisfatto il ruolo del politico è compromesso. Al suo posto è sufficiente un tecnico.

1.84Per comprendere le leggi della gravità nessuno più legge Newton, bastano due pagine di manuale. Perché per comprendere la psicoanalisi non è sufficiente leggere Fenichel, ma è necessario leggere Freud.

1.85Hobbes è stato il primo ad applicare in modo coerente alla politica il principio di uguaglianza esteso a tutti gli uomini, senza distinzioni di casta o di ceto. In ciò ha sorpassato il principio feudale. L'individualismo hobbesiano è fondato sulla necessità del riconoscimento dell'uguaglianza politica di tutti gli uomini.
L'individualismo feudale era fondato, invece, sul riconoscimento dello statuto di individuo solo agli appartenenti alla nobiltà. Il servo appartiene al feudo, è comunità, ma non è individuo.
Per affermare l'uguaglianza formale del soggetto politico Hobbes ha bisogno di un terzo, un soggetto astratto, il Leviatano, che si frapponga tra gli individui. Il Leviatano non è più il feudatario, spodesta il Signore feudale, lo svuota di senso, assumendone tutte le prerogative.
La posizione hobbesiana è la sola coerentemente capitalista, essendo il principio capitalista la negazione del principio feudale.

1.86Il socialismo di Marx e il liberismo di Hayek tendono a recuperare e integrare elementi feudali all'interno di una visione capitalistica della società.
Il fatto che i regimi comunisti tendano a trasformarsi in forme di governo ereditario può essere considerato la dimostrazione del loro carattere ideologicamente feudale.
A sua volta Hayek, provenendo da una nazione, l'Austria, che ha mantenuto più a lungo di altre la sua struttura feudale, concepisce un capitalismo intriso di elementi feudali.
L'individualismo hayekiano, negatore dell'eguaglianza, assomiglia di più all'individualismo feudale, che all'individualismo hobbesiano. Il capitalismo così come è formulato da Hayek trova appoggio nella Chiesa cattolica perché la sovranità dell'individuo padrone di sé, nel senso di Hayek, rimane esposta ad una assenza di fondamento, che riconduce l'individuo (il Signore feudale come il capitalista) al controllo ecclesiastico attraverso la fondazione della sovranità nel diritto divino.
Così pure il marxismo, la sua componente comunitaristica, antindividualistica, ha una deriva ecclesiologica rappresentata dal partito, il corpo mistico su cui si fonda la sovranità.

1.87L'attribuzione al ministero dell'Interno dell'erogazione delle pensioni di invalidità civile fa parte della concezione dell' assistenza sociale come affare di polizia.

1.88Alcuni segni indicano che probabilmente stiamo uscendo senza accorgercene dal capitalismo per ritornare a forme di rapporto feudale.

1.89Si può dire che vi siano uomini che hanno un guadagno e quindi un interesse personale alla crisi.

1.90L'inconscio è il nous, l'inconscio è ciò che pensa (ambiguità lessicale). L'inconscio non è strutturato come un linguaggio, è qualcosa di più complesso. L'inconscio è la materia del linguaggio, è ciò che da materia al linguaggio. Il linguaggio è una struttura - una serie di relazioni (fra oggetti mentali) dotate di senso, questa è una struttura - mentre l'inconscio è ciò che da la materia per formare le relazioni, ciò che dà senso - uno fra i molti possibili - al linguaggio, per questo si confonde con il linguaggio.

1.91Iniziando la lettura de L'uomo senza inconscio di Massimo Recalcati [Raffaello Cortina, Milano, 2010] ho avuto uno spaesamento ogniqualvolta comparivano le espressioni: il soggetto dell'inconscio o il soggetto dell'inconscio freudiano. L'inconscio non ha soggetto mi dicevo, non riuscendo nella mia mente a collegare nulla all'espressione soggetto dell'inconscio. Il soggetto è ciò che non è inconscio. Che l'inconscio abbia un soggetto, che non sia pura espressione della lingua, mi sembra inconcepibile. Ma andiamo avanti e vediamo cosa succede.

1.92I principi e le modalita di tassazione sono strettamente collegati alla sostanza del contratto sociale.

1.93Il concetto di comunismo può essere declinato in due modi: a) in termini di uguaglianza fra gli individui, il che non implica necessariamente l'abolizione della proprietà privata. Il liberismo assoluto presuppone la completa uguaglianza delle potenzialità di ciascuno. b) in termini di negazione della proprietà privata, il che non conduce necessariamente all'uguaglianza fra gli individui. Il feudalesimo da questo punto di vista può essere considerato una forma di comunismo dal punto di vista della proprietà. (comunismo & comunitarismo)

1.94Da più parti (Telegraph, 10.02.2012) si parla di aumentare l'età pensionabile fino a 70 anni ed oltre per rendere economicamente sostenibile il sistema pensionistico. Di fatto ciò significherebbe la dissoluzione del sistema pensionistico (retributivo o contributivo non fa in questo caso alcuna differenza) sostituendolo con una forma di tassazione del lavoro, i contributi pensionistici verrebbero riversati dallo Stato a fini di assitenza sociale.
Solo chi non è in grado di lavorare può andare in pensione. Questo è il retropensiero di questi discorsi.

1.95Quando, nel pensiero, una relazione diventa una cosa l'essenza della relazione si perde e rimane l'ipostasi della relazione, cioè la cosa.

1.96La scolarizzazione di massa ha fatto si che un maggior numero di persone mediocri abbia raggiunto qualifiche dove è richiesta una competenza per cui sono impreparati.

1.97Stupisce il fatto che ancora nell' '800 si sia dovuto discutere su fatto che senza cervello non c'è pensiero.

1.98La catena causale che porta ad un evento naturale è di natura diversa dalla catena causale che porta alla costruzione di un bicchiere.

1.99Possibilità di defezionare dal sistema attraverso i corpi intermedi. Se la società si frantuma, come vorrebbero i cattolici neocorporativi, ad opera dei corpi intermedi sarà forse possibile creare delle organizzazioni alternative in competizione con quelle cattoliche.

1.100Il cooperante sa di guadagnare di più dalla competizione ed è disposto a concedere al non cooperante un vantaggio, ma sa anche che può ottenere in ogni momento, in un colpo solo, quello che non otterrebbe comunque in caso di non cooperazione continua.


2.01Mi si perdonerà se commetterò qualche errore filologico. D'altra parte le idee nuove sono il risultato di un fraintendimento nell'intelletto.

2.02Alla fine dei tempi non rimarrà che la parola scritta per la gloria, senza nessun altro motivo.

2.03 Caro Fumagalli, ho riflettuto sulla tua ipotesi di reddito minimo di base a livello locale e mi sono ricreduto: Hai ragione tu, si può fare. Sempre che lo si voglia.

2.04 Ci sono imprenditori che possono avere interesse alla crisi. Anche la crisi è una operazione economica.

2.05 La morte del padre, e le sue conseguenze, sono un fatto - esterno - a cui il soggetto deve far fronte.

2.06 Sembra evidente che la produzione di beni non sia un problema, forse non lo è mai stato. Il problema è la distribuzione dei beni fra gli uomini, questo non riguarda l'economia, ma una questione di potere.

2.07 C'è un'immagine - darsi la mano attraverso il tempo che riguarda lo spirito.

2.08 L'esazione fiscale segue il principio della facilità, si rivolge, prevalentemente, dove è più facile prendere.

2.09 Non conoscere la verità mediante gli uomini; conosci la verità e conoscerai chi dice il vero

2.10 A volte si scopre per caso di avere un doppio, accanto al quale si è vissuti, nella stesse città magari a pochi passi nella stessa via, ma senza saperlo.

2.11 Diritto sociale e corporazioni. Il diritto sociale inteso come rappresentazione degli interessi di un gruppo particolare non potrà mai diventare un diritto sopraindividuale di tipo statale, ma richiederà pur sempre l'intervento di un "terzo".

2.12 Lo si voglia o no, in Italia sono rimasti solo due partiti: Mario Monti e Beppe Grillo.

2.13 Mistica vel sadomasochismo. Troppe volte sadomasochismo e misticismo si incrociano nella storia perché questo sia un fatto casuale.

2.14 I cadaveri del Partito Democratico e del Popolo della Libertà cominciano ad ammorbare l'aria.

2.15 I libri sono niente altro che il contorno delle idee.

2.16 Il negativo non è un non-essere ma un essere-non.

2.17 Quello che viene chiamato (con Lukacs) irrazionalismo della ragione moderna non è che una estensione del razionalismo alla comprensione di fenomeni che non sono riconducibili all'ordinario razionalismo.

2.18 Sarebbe interessante comprendere come una teoria erronea possa essere sviluppata, aggiungendo ad essa elementi e spiegazioni, se si ammette che una teoria corretta abbia al suo interno gli elementi strutturali che ne determinano lo sviluppo.

2.19 Cyrano o lo scambio di persona.

2.20 Non ci sono studi seri sul ruolo del sadomasochismo nell'Inquisizione, come nella religiosità medievale in genere.

2.21 Negli studi sull'Inquisizione si parla della motivazione "religiosa", la lotta all'eresia, che sottende per lo più una questione di potere. Sempre più spesso si citano le motivazioni "economiche", l'Inquisizione era una un modo per togliere ed accumulare ricchezza. Quasi mai viene menzionata e studiata la motivazione strettamente psicologica, che pure appare ben presente in numerose descrizioni del comportamento degli inquisitori.

2.22 Da ragazzo riuscivo a risolvere le espressioni algebriche in modo molto veloce, molto più rapido dei miei compagni di classe. Questo avveniva, nella maggior parte dei casi, senza l'intervento diretto della coscienza, cioè senza dover risalire alle regole che presiedono alla risoluzione del caso. Allo stesso modo penso si spieghi il famoso aneddoto di Gauss, che risolse in un tempo brevissimo un problema che richiedeva la reiterazione del calcolo intuendo direttamente la regola matematica che presiedeva al caso. Il calcolo matematico non raggiunge necessariamente la coscienza e quando ciò accade trovare una soluzione diventa molto più faticoso.

2.23 Scrivere non è ancora pensare, chi scrive deve dimostrare di pensare

2.24 Esquisse d'une Histoire de la philosophie. Nella forma, di questo libro, ci sono una teoria della storia e della filosofia diverse da quelle che di consueto si ritrovano nei manuali. La forma in cui le idee vengono presentate è parte delle idee presentate.

2.25Quando scrivo di Condorcet non sono oggettivo, non posso esserlo. Il suo essere, il suo presentarsi nel mondo, non mi consente di essere oggettivo, egli è l'alfa e l'omega di ciò che un uomo deve essere.

2.26La questione, in apparenza esclusivamente tecnica, delle modalità per la determinazione dei tributi è in realtà una questione etica, di equità, il che complica incredibilmente il discorso.

2.27Gli editori non esistono. Finalmente si è spezzato il sodalizio, un pò equivoco, che legava autori ed editori. Oggi lo stampatore, diventato editore, pensa di essere egli stesso autore delle parole, facendosi scrivere quelle che pensa di vendere meglio, e così esponendosi al ridicolo.

2.28Se il principio del soddisfacimento del desiderio è la legge che guida l'individuo, quale è la legge che determina la società?

2.29Poiché ho smesso molto presto di credere alle favole, mi sono sempre chiesto, fin da bambino, se veramente i greci credessero negli dei della loro mitologia. Quando ho visto il libro di Paul Veyne: I greci hanno creduto ai loro miti ho pensato che avrei avuto finalmente una risposta alla mia curiosità? Ma non è così, non c'è una risposta alla domanda perché gli uomini credono in qualcosa, all'origine della credulità non c'è nulla di reale.

2.30Freud ha fatto una operazione di spostamento. La scena primaria non è reale, bensì immaginata. Lacan ha fatto un ulteriore spostamento, la scena non solo non è reale, ma non viene neppure immaginata.

2.31C'è un organo materiale che pensa, diciamo il cervello, senza il quale il pensiero-pensato non può raggiungere la coscienza. Ma questo organo materiale un pò pensa e un pò non pensa e si decompone e muore e non c'è nulla di stabile in esso, come una sostanza, che possa essere identificato con il pensato. Il cervello riproduce per un tempo limitato delle forme (gli intelligibili) che attribuisce all'effetto provocato da una cosiddetta realtà attraverso i sensi.

2.32Filosofia come religione.

2.33Sacrificio rituale e pena di morte appartengono allo stesso archetipo antropologico.

2.34Problema dello scrittore morto.

2.35Costringere (sadismo) essere costretto (masochismo) a dichiarare il proprio godimento.

2.36Il salario è condizionato da una parte dalla produttività (internamente al ciclo produttivo) e dalla domanda di beni (esternamente), dall'altra dal costo di riproduzione della merce lavoro, che determina il livello dell'offerta di lavoro. Sono limiti non comprimibili, oltre una certa misura, senza che vengano compromesse le altre parti del sistema.

2.37Il libri delle biblioteche a volte rendono familiare un nome: Tarello - Rotta - Sanguineti - Lercari - Morselli...

2.38L'esigenza posta dai sofisti di un sapere dell'opinione, che pur non essendo scienza riguarda l'uomo e la sua vita rimane inalterata nei secoli fino ad oggi, nonostante il tentativo di Platone di relegare questo sapere fuori dall'uomo e la sua esclusione dai curricola scolastici nel XIX secolo.

2.39Nazionalizzazioni e privatizzazioni sono aspetti di un confronto impari dove il privato ha sempre la meglio.

2.40Occorre che io trovi un modo di espressione tale per cui il discorso si chiuda su di sé in qualsiasi momento esso venga interrotto.

2.41Ingegno = intelligenza pratica.

2.42Il problema che pone Comte: costruire una nuova religione, adeguata ai tempi e alle masse, non è così insensato come potrebbe sembrare.

2.43L'ipotesi a fondamento di questa indagine è che lo schema aristotelico dell'intelletto sia valido per la comprensione della struttura della conoscenza. Ipotesi che potrebbe anche rivelarsi sbagliata.

2.44Nella mente la ripetizione di una parola (di una idea o di una sensazione) determina una modificazione tale che il ripresentarsi di quella parola viene riconosciuto e il fenomeno che si accompagna alla parola è diverso nei due casi. Viceversa in un sistema di elaborazione dei dati la ripetizione è esattamente la stessa. è come se la mente dicesse: questa cosa assomiglia a qualcosa che ho già visto e il pc dicesse :questa è esattamente la stessa cosa che ho già esaminato. E qui bisogna immaginare che cosa accade nella mente del bambino.

2.45Joseph Henry Darger, H F Lovecraft, Duchamp (di essendo dati)... l'America è il paese dove si può vivere in estrema solitudine lungo tutta una vita, precipitati in un mondo fantastico, senza essere disturbati da nessuno.

2.46Politica come attività economica imprenditoriale - Individuato un tema che abbia una base popolare – i diritti civili (Marco Pannella); il federalismo (Umberto Bossi); la corruzione politica (Antonio Di Pietro); i pensionati (Carlo Fatuzzo); ma in altri tempi sono stati usati come temi di richiamo anche la classe operaia e la religione – si costruisce intorno ad esso una struttura, sotto forma di partito politico, in grado di gestirlo economicamente. Nasce in questo modo il partito azienza. Quando si crea una domanda nasce un mercato e tutto, alla fine, viene trasformato in una banale questione di potere e di denaro per chi controlla la struttura (il partito). È possibile fare qualcosa per impedire che gli effetti di struttura prevalgano sempre sui contenuti dell’azione politica?
Non sto parlando, chiaramente, dei malversatori all'interno dei partiti che utilizzano i beni publici per interessi personali, ma della struttura di alcuni partiti che sempre di più assomigliano a, ovvero prendono la forma di, pure e semplici attivita economiche a fine di lucro.

2.47Se Milton Friedman e James Tobin che non sono d'accordo su nulla in economia sono favorevoli alla Negative Income Tax vuol dire che è giusta.

2.48La tesi forte dell'intelligenza artificiale secondo cui i calcolatori avrebbero pensieri e sentimenti per il solo fatto di istanziare un programma 'appropriato' e dotato degli appropriati imput e output si fonda sull'idea che l'elemento corporeo e quindi materiale dell'uomo sarebbe niente altro che il modello ideale di un calcolatore.
Occorre capire se le relazioni, gli schemi, le reti sono da considerarsi un fenomeno fisico, o se abbiano necessariamente come sottostante un fenomeno fisico, ovvero siano effettivamente delle idee platoniche, nel senso in cui oggi le definiamo platoniche, senso in cui forse Platone non le ha mai considerate.

2.49Con l'avvento della modernità, da Hobbes in poi, i filosofi hanno sentito, in modo sempre più chiaro, l'esigenza di arrivare alla costruzione di una forma di religiosità più evoluta, capace di sostituire le religioni tradizionali.

2.50Coco è stato ucciso perché non sono state rispettate le condizioni per la liberazione di Sossi.

2.51La cronaca è sotto gli occhi di tutti, ma è come se non venisse vista.

2.52Marginalie. Il titolo non è una citazione dai Marginalia di Poe e neppure da Teoria e storia della storiografia di Croce, ma è la classe di un elemento HTML.

2.53Il fatto che il significato delle parole, dei segni, non rimanga immutato nel tempo, ma sia soggetto a scivolamenti di senso, ha qualcosa ha che fare con l'intelligenza umana?

2.54Non si dà scienza di fatti unici, ma solo di fatti multipli fra i quali sia possibile stabilire delle relazioni.

2.55Il carattere eversivo della scrittura - neutra, impassibile, senza destinatario - è all'origine dell'autocensura.

2.56L'applicazione dei principi liberali, l'estensione della tolleranza a tutti gli uomini , ha come conseguenza inevitabile l'intolleranza perché rende possibile la separatezza e di conseguenza consente l'intolleranza.

2.57L'ingiustizia appare a Hobbes come una illogicità.

2.58La teoria platonica della reminiscenza esprime l'idea che il conosciuto, in qualche modo, deve essere già presente all'intelletto.

2.59L'oralità veicola, insieme al concetto, un di più. Come dice Alain, la parola è invocazione, persuasione. Nella scrittura questo di più cade, rimane il concetto come residuo della comunicazione. Forse, solo la poesia mantiene, anche scritta, l'invocazione.

2.60Il contratto deve in ogni caso mantenere vivo un vantaggio per entrambi i contraenti, altrimenti decade.

2.61Non mi sento umanamente tutelato dalle religioni.

2.62Se si eccettuano i libri di studio, e sono sempre gli stessi, e qualche libro alla moda, le biblioteche sono depositi di libri intonsi.

2.63Non è possibile definire un asserto vero per un linguaggio generale, ma solo per linguaggi parziali (definiti). È possibile che questa condizione sia legata alla possibilità stessa di produrre nuovi asserti?

2.64La tolleranza politica è un problema perché l'intollerante, il religioso ortodosso, il settario politico, etc. non accetterà mai, se non per opportunismo, di rispettarla. Costitutivamente non fa parte dei suoi principi. Dall'altra parte il tollerante dovrà sopportare la presenza dell'intolleranza come condizione di tolleranza, il che sarà per lui una minaccia costante che lo renderà meno tollerante.

2.65Non è sufficiente dire che la struttura del cervello umano è unica per tutti gli individui della specie per poter affermare che logicamente è possibile comunicare su dati che si riferiscono al mondo esterno. Perché ciò sia possibile è necessario che esista una uguaglianza formale tra pensante e pensato, tra intelletto e intelligibile e tra intelligibili e mondo.

2.66Al desiderio delle vecchie religioni di opporsi al liberalismo si può solo rispondere - come avevano già previsto Spinoza e Comte - fondando una nuova religione.

2.67Il tentativo di Possenti di giustificare l'intrusione del religioso nell'altro come obbligo lede in primo luogo la dignità ed il rispetto dovuto all'altro e solo secondariamente la libertà!

2.68Il Parlamento italiano, negli ultimi cinquanta anni, è riuscito nell'impossibile impresa di costruire un sistema sociale in cui a) le pensioni sono più alte degli stipendi; b) il periodo lavorativo è minore del periodo che si trascorre in pensione; c) il numero dei lavoratori è inferiore al numero dei pensionati. Ma dove hanno studiato matematica costoro? E adesso ci vogliono far credere che i contributi dei lavoratori extracomunitari riusciranno a pagare le pensioni!

2.69Si legge di Nietzsche che durante la malattia si cospargesse il corpo di escrementi. Si legge anche di Eraclito che affetto da idropisia si facesse cospargere il corpo di escrementi. Il parallelismo è troppo evidente per non essere notato (e proprio per la sua evidenza non è stato notato da nessuno)

2.70Qualche anno fa, alla Biblioteca Berio, è stata rubata una bella edizione dell'Etica di Spinoza. Certo: una persona che ruba l'Etica di Spinoza senza restituirla dopo averla letta ha perso inutilmente il suo tempo, perché dimostra di essere intellettualmente incapace di comprenderla.

2.71Laicità è regolamentazione della conflittualità religiosa partendo dal presupposto che nessuna delle posizioni può prevalere sulla altre fino ad annullarle.

2.72La filosofia ha un problema con la religione.

2.73Il soggetto non pensa, solo riceve i pensieri.

2.74Se Dio è la causa del mondo ci vuole una causa per Dio. (Mill) Nonostante tutto l'idea di Dio e l'idea di causa prima non sono sovrapponibili. Marcione distingueva Dio dal Dio creatore del mondo. Il Dio creatore del mondo è un essere imperfetto. Una causa prima implica una forma, il mondo è una forma determinata. Se questa forma è necessaria allora essa si confonde con la materia e quindi Dio si confonde con la materia (Spinoza). Se non è necessaria implica una scelta, ma un Dio che sceglie è un Dio definito da ciò che sceglie. Se il mondo creato è imperfetto ne segue che il Dio creatore è imperfetto e quindi malvagio, ragione che spiega la necessità di una redenzione da parte del vero Dio (Marcione).

2.75L'idea che il cristianesimo sia stato in qualche momento della sua storia una concezione unitaria e quindi universale è un errore. (Hadot) Non è mai esistito un unico cristianesimo.

2.76Solo attraverso il discorso scritto ( e le sue specificazioni, il libro... ) l'umanità (in realtà l'uomo generico) acquisisce la coscienza dell'essere del suo essere. Il discorso scritto, per un singolare gioco di specchi, fa affiorare alla coscienza ciò che non è dato immediatamente ai sensi e non è quindi visibile, udibile, palpabile.

2.77Se cerco nelle biblioteche di Genova un libro publicato prima del 1980 sono quasi sicuro di trovarlo. Se cerco un libro publicato dopo il 1990 sono quasi certo di non trovarlo.

2.78L'affare Gotti Tedeschi (defenestrato presidente dello Ior) getta un'ombra di ridicolo, oltre che di immoralità, sul Vaticano.

2.79Dal punto di vista del diritto comunitario l'uccisione di Lea Garofalo e di Du'a Khalil Aswad sono non solo lecite ma doverose. Solo con il venir meno della legittimità del diritto comunitario la loro uccisione appare come un crimine nei confronti dell'individuo. L'urto di due sistemi di leggi: quello che fa della comunità l'unica fonte di ogni diritto e quello che ne fa invece l'individuo.

2.80Quando Lacan dice che la figura geometrica del toro è la psicosi, che cosa dice? Se la cosa in sé non è una cosa, ma una forma - un insieme di relazioni dell'intelletto - allora il toro "è" qualcosa (o quanto meno una possibile rappresentazione di qualcosa); che questo qualcosa sia una psicosi è da vedere.

2.81Il problema dell'uguaglianza può essere posto così: a) non è vero che gli uomini sono uguali b) ma poiché debbono vivere insieme di deve assumere che essi siano convenzionalmente uguali, poiché nessuno di loro accetterebbe volontariamente di essere meno di un altro.

2.82Se si agisce senza dare il tempo ai sistemi inconsci di dare la soluzione ad un problema, molto frequentemente si farà la scelta sbagliata perchè a scegliere sarà il sistema conscio.

2.83La religione istituzionale è un modo per far prevalere il conscio.

2.84La storia è fatta di eventi esemplari, unici; la cronaca di fatti multipli, ripetibili. Della storia non si dà scienza, della cronaca si.

2.85Quella che noi chiamiamo tavola periodica degli elementi ha la caratteristica di essere costruita da una sequenza numerica legata alla massa degli elementi che ne determina le caratteristiche (questo è lo schema).

2.86Occorrerebbe lavorare meno intensamente prolungando la durata della vita lavorativa, distribuendo così in modo più razionale il lavoro durante tutto l'arco della vita. Questo permetterebbe anche di aumentare la produttività e di ridurre i costi da inattività.

2.87Come è noto esistono due ipotesi per spiegare intelligenza e soggettività umana. La prima si fonda sulla constatazione che senza un corpo e senza un cervello non c'è pensiero e sul fatto che modificazioni nella struttura del cervello producono modificazioni nel pensiero e nella soggettività. Questa è l'ipotesi materialistica che considera il pensiero come un prodotto del cervello, come la bile è un prodotto del fegato (Buchner). Dall'altra parte l'esperienza comune di chi pensa in modo produttivo - di non essere l'autore dei propri pensieri - ha generato la convinzione che il pensiero non provenga esclusivamente dal cervello, ma abbia una propria esistenza autonoma al di fuori del cervello. Questa ipotesi viene detta idealistica.

2.88Ogni forma di struttura economica che consente il cumularsi del capitale attraverso le generazioni tende inevitabilmente al ritorno ad una struttura economica non più basata sulla libera impresa ma sulla rendita, come il feudalesimo.

2.89Una teoria economica rigorosamente liberale, capitalistica quindi, deve prevedere l'azzeramento o almeno la riduzione delle differenze iniziali di capitale attraverso opportuni sistemi di imposizione sulle successioni.

2.90Non esiste alcuna moralità, non c'è alcun dovere morale; ci sono un istinto ed una convenienza. Possiamo avere l'istinto ad aiutare il prossimo (o a non aiutarlo) possiamo avere la convenienza ad aiutarlo (o a non aiutarlo) ma nessun tipo di obbligo morale.

2.91Non ho mai trovato nessuno che mi abbia aiutato per obbligo morale e neppure io l'ho mai fatto. La morale vale sempre per gli altri.

2.92Trovo Hayek stupido, un masturbatore mentale, comprendo la sua nostalgia per il feudalesimo, ma non comprendo il suo tentativo di far passare il feudalesimo per una forma di capitalismo.

2.93L'incapacità dello Stato di rispondere, in modo adeguato, ai compiti per i quali è nato pone il problema della legittimità della sua esistenza. Uno Stato che non funziona diventa un orpello inutile e dannoso.

2.94Se lo Stato non funziona, se diventa uno Stato feudale fatto di vassalli, valvassini e valvassori, si ripropone la legittimità delle corporazioni. Se lo Stato divide i cittadini secondo titoli di appartenenza, se non rispetta il principio di uguaglianza, occorre allora poter scegliere con chi fare Stato. Esattamente come nel medio evo quando sorsero le città republicane.

2.95Statisticamente viene posta la differenza tra disoccupati involontari (da conteggiare) e disoccupati per scelta (da non conteggiare). Ai fini del sistema non esiste una reale differenza, in quanto se il disoccupato per scelta entrasse nel mercato automaticamente un lavoratore attivo verrebbe espulso creando un disoccupato involontario.

2.96I numeri sono sequenze (temporali, elettiche...) che materializzano una cosa nella mente.

2.97In una depressione economica ad immissione di capitali in qualsiasi parte del sistema consegue un miglioramento della situazione. Va da sé che, dal punto di vista sociale, non è lo stesso finanziare le banche o finanziare gli individui.

2.98Il passaggio da uno a due è qualitativo, non quantitativo!

2.99È evidente che il concetto di stupidità non è scientifico, per cui la sua trattazione non può che essere filosofica, almeno inizialmente.

2.100L'unica cosa che può sconfiggere la stupidità è l'intelligenza, ma esistono stupidi molto intelligenti. Questo è il problema.


3.01La scienza non può essere identificata ai risultati che ottiene, ma al processo con il quale li ottiene.

3.02Nella Storia non c'è nulla di irreversibile, ma nemmeno nulla di immutabile.

3.03 Occorre capire se la corruzione parlamentare sia un fatto strutturale o dipenda esclusivamente dalle persone.

3.04 Contrariamente a quanto si pensa la stupidità non è una questione individuale. Non esistono individui stupidi, ma solo situazioni in cui gli individui si comportano da stupidi.

3.05 Sul diritto delle minoranze a costituire delle entità indipendenti dallo Stato. Come è noto nel Medioevo sotto la spinta delle esigenze di trasformazione dei rapporti commerciali alcune città italiane si affrancarono dal controllo imperiale. Oggi, similmente, con l'avvento della globalizzazione, si assiste ad una disgregazione dell'entità statale. Gli stati nazionali in Europa non sono più in grado di svolgere la loro funzione e d'altra parte la Comunità Europea non è stata capace di sostituirsi agli Stati nazionali, sebbene nello stesso tempo ne abbia minato il ruolo e l'autorità. In questa situazione si è ripresentata e si ripresenta l'esigenza di nuovi corpi sociali intermedi che si sostituiscano nelle funzioni che non sono più svolte dallo Stato. Si presenta anche un'altra esigenza; gruppi di cittadini - minoranze che non sono tutelate - possano costituirsi in entità autonome distaccandosi dal controllo della maggioranza che governa lo Stato. Non è quindi un'eresia pensare che si vengano a costituire in uno Stato delle enclave in cui le minoranze ideologiche possano sottrarsi al governo delle maggioranze che non consentono un equo sviluppo della società nel suo complesso. Il prossimo obiettivo politico diventa quindi quello di riconoscere il diritto alla separatezza e di consentire il formarsi di entità autogovernate di persone che scelgano le proprie leggi.

3.06 Ha ragione la Fornero, o forse ha doppiamente torto: il lavoro non è un diritto. È un diritto avere di che vivere anche quando non si lavora.

3.07 Impegnarsi in attività stupide è sempre pericoloso.

3.08 (attraverso l'educazione) ci viene trasmessa un'insoddisfazione che non ci appartiene.

3.09 Roland Barthes scrive almeno due volte della paura (non la paura), in roland Barthes par roland barthes e in Le plaisir du texte, questo gli serve per accostare Bataille e Hobbes (c'è anche in mezzo un rimando, che non ho trascritto, a Maupassant, ma non conta) due autori con i quali dichiara di non avere molto in comune se non, appunto, la paura. Barthes parla della paura e non dell'angoscia. La paura viene distinta dall'angoscia per avere un fondamento immediato nella realtà. Nella paura si teme qualcosa di reale, eppure in Roland Barthes il reale, filtrato dalla scrittura, è sempre molto lontano.

3.10 Écrire par fragments.

3.11 Sul diritto di secessione. La globalizzazione ha come conseguenza il venir meno del ruolo dello Stato come garante del cittadini. Da qui nasce la richiesta di nuove forme di tutela da parte di agenzie intermedie, che controllano una parte limitata del territorio: le città per i ricchi, ad esempio. Nasce cioè la necessita di poter scegliere la comunità nella quale vivere e di conseguenza si genera la richiesta di ridurre le esigenze di tassazione dello Stato, che non fornisce i servizi richiesti. Si può immaginare anche uno stato in cui esistano diverse legislazioni secondo le comunità di appartenenza. Uno Stato cioè che garantisca il diritto di vivere in una comunità scelta secondo le proprie convinzioni politiche e religiose e che si faccia garante del rispetto di questa separatezza anche legislativa.

3.12 Uno dei temi della morale greca che verranno travolti dalla speculazione cristiana è quello dell'autocontrollo di fronte a ciò che esterno al soggetto, considerando esterni anche gli stimoli e le sensazioni che provengono dal corpo e quindi la fame, il desiderio sessuale, etc.

3.13 L'autocontrollo greco proviene dall'interno ed è un mezzo - come in Democrito - per distinguere ciò che utile e necessario al benessere dell'uomo da ciò che distoglie dall'utile e comporta una perdita (di tempo).

3.14 Devi essere freddo e spietato davanti a tutto e a tutti.

3.15 Il Trattato sull'emendazione dell'intelletto muove dalla constatazione dell'umana imbecillitas, che costringe l'uomo a trovarsi in estremo pericolo e pone l'esigenza di ricercare un bene stabile.

3.16 Nella ricostruzione storica noi cerchiamo qualcosa di più della semplice causa della successione degli avvenimenti. Dobbiamo pensare che ciò che viene cercato è qualcosa che non assolve lo scopo di una tesi di dottorato, ma ha qualche influenza sulla nostra vita perché è più vicino alla sua essenza.

3.17 Credo esista una specificità di discorso nei poeti, nei narratori, nei filosofi. Qualcosa che è presente in tutti i filosofi e in qualche parte dell'opera viene dichiarato come importante.

3.18 Chi ruba le opere di Spinoza può anche evitare il fastidio di leggerle, tanto non le capirà mai.

3.19 La differenza tra filosofia e matematica sta nella differenza di come l'intelletto intende parole e numeri. Mentre il numero ha un unico referente nell'intelletto, la stessa parola ne ha diversi. Nelle espressioni numeriche le lettere si comportano come numeri.

3.20 Molti beni publici producono una utilità ed un reddito che oggi non viene suddivisa in parti uguali fra i cittadini. Ne consegue che se si vuole una eguaglianza reale anche i beni publici dovrebbero pagare una tassa sulla proprietà in modo che il ricavato possa essere distribuito a tutti e non solo ad alcuni cittadini.

3.21 Se si afferma come principio l'uguaglianza assoluta (il comunismo) e poi questa non può essere ottenuta in nessun modo, continuare ad affermare il principio di uguaglianza non può che essere una menzogna.

3.22 Dedicato alla professoressa di matematica Pia Boselli. Il Parlamento italiano ha una idea innovativa di matematica. In questi sessanta anni di storia republicana si è impegnato in ogni modo per dimostrare che due più due fa cinque e qualche volta sei.

3.23 Il comma secondo dell'art. 3 della Costituzione Italiana dovrebbe dare indicazioni riguardo al principio di uguaglianza, ma così non è. Ciò provoca una confusione operativa quando debba essere applicato. Se ad esempio lo Stato dà un'integrazione di reddito ad un cittadino (sotto qualsiasi forma, dalla borsa di studio al biglietto dell'autobus per i pensionati al biglietto del teatro) senza dare una adeguata contropartita agli altri si altera l'equilibrio esistente nella scala della ricchezza. Il Parlamento italiano non ha mai tenuto conto di questo principio. Le conseguenze di questo modo di procedere sono, come è noto: a) trappole della povertà (può convenire avere un reddito inferiore senza lavorare che un reddito di poco maggiore lavorando) b) clientelismo politico (le categorie interessate tenderanno a corrompere ed a farsi corrompere) c) alterazione della scala dei valori sociali.

3.24 Le misure prese dal governo Monti negli ultimi sei mesi non sembra abbiano avuto il risultato sperato sui mercati finanziari. Occorre chiedersi perché. Queste misure sono dello stesso ordine di quelle che hanno preso i governi di destra e di sinistra negli ultimi 20 anni ogni volta che si trattava di rastrellare denaro per coprire i buchi della macchina statale e presentano un paese, una classe politica, incapace di rinnovarsi. Non sembra che l'élite burocratica che governa lo Stato e che risponde ai partiti tradizionali da cui è nominata sia in grado di modificare il contenuto e la forma delle leggi che predispone, indipendentemente da chi sia presieduto il governo. Tutto questo, in assenza di cambiamenti reali, non può che dare una pessima immagine dell'evoluzione economica del paese nei prossimi anni. Se gli italiani continuano a votare Berlusconi, Casini e Bersani gli investitori stranieri non potranno che dare un giudizio negativo sulla prospettive future dell'Italia.
Facciamo un paio di esempi di come sia cambiato (o non cambiato) il modo di legiferare nel passaggio dal Governo Berlusconi al Governo Monti.
Province. Il Governo Berlusconi, ovvero l'élite burocratica che produce le leggi, aveva predisposto un testo che comprendeva l'accorpamento di alcune province e la formazione di 12 nuovi enti, le città metropolitane. Quali sono le proposte del Governo Monti dodici mesi dopo? Le stesse! Come è possibile avere fiducia in questa classe politica?
Un altro esempio. Nella situazione di incertezza economica e politica in cui siamo è evidente che le classi benestanti tenderanno a risparmiare riducendo in ogni caso le spese, indipendentemente dagli incentivi a spendere e dalle opportunita di speculazione. L'unica classe per cui le spese aumenteranno, indipendentemente da ogni altro fattore, è quella con il reddito più basso, le cui spese sono incomprimibili. Che cosa ha pensato l'élite burocratica che predispone le leggi per il Governo Monti? Ha pensato bene di aumentare gli incentivi fiscali per favorire la spesa di alcune categorie benestanti, violando anche il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, per inseguire un aumento della domanda, che non ci sarà perché, come detto, la classe benestante, in assenza di stabilità politica, diminuirà in ogni caso il volume complessivo della propria spesa. Ma c'è di più, perché gli incentivi settoriali alterano in modo arbitrario l'equilibri del mercato, favorendo alcuni settori e penalizzandone altri, senza una motivazione interna alla domanda. Cioè non si favorisce il naturale assestarsi della domanda sui bisogni, ma su ciò che la classe politica considera utile... L'unica alternativa efficace è l'aumento della possibilità di spesa delle classi la cui spesa è incomprimibile e quindi ogni incentivo dato a questa classe diventa automaticamente spesa e soddisfacimento di un bisogno reale. Ma questo il Governo Monti non lo vuole fare e per questo pensiamo che debba andare a casa.

3.25Quella cosa che in me pensa, oggi, sotto l'effetto della lettura di alcune frasi di Nietzsche, mi dice che Nietzsche era folle, da sempre, e che la sua scrittura è stata un tentativo di padroneggiamento della follia. Ma il padroneggiamento della follia fallisce. Non perché le idee di Nietzsche siano folli, ma perché non lo sono.

3.26In un mondo di scarsità in cui anche beni tipicamente publici e comuni, necessari alla vita, diventano privati si rende obbligatorio che a tutti venga versato un corrispettivo per la quota publica a cui ciascuno deve rinunciare per effetto della scarsità. Questa quota deve consentire di ricomprare almeno la quota necessaria alla vita. Non è una prospettiva allettante, ma non vedo altre soluzioni che non siano menzogne.

3.27Non c'è un motivo reale per cui lo Stato, al di là delle norme generali di regolazione dei rapporti fra Stati, debba essere necessariamente unico, anche all'interno di un unico territorio. In un unico territorio possono esistere più comunità statali. Il Leviatano non fissa regole minute ma solo il contratto costituzionale.

3.28Su diritto di proprietà. Quando si parla di proprietà occorre fare una distinzione preliminare, cioè dichiarare che cosa si intende per proprietà, poiché esistono almeno due sott'intesi. Il primo è quello che identifica la proprietà con il possesso riconosciuto di cose. Una seconda osservazione, più sottile, pone una condizione preliminare a questa identificazione. Proprietà è essenzialmente proprietà di sé stessi e solo secondariamente questa qualità si trasmette all'oggetto dell'azione umana. Se intendiamo diritto di proprietà il riconoscimento all'altro del diritto alla proprietà del proprio corpo e quindi alla sua conservazione e degli oggetti della propria azione ne segue che accettiamo una scala di valori - per reciproco riconoscimento e quindi per contratto originario - per cui la proprietà del proprio corpo e la libertà di azione hanno prevalenza su ogni altro diritto di proprietà per estensione alle cose.

3.29L'obbligo per lo Stato di risarcire i danni dovuti ad un suo organo, ma anche ad una semplice mancanza dovuta al caso, risiede nel contratto stesso che origina lo Stato. Non può che essere così.

3.30Le chiavi sono: la prefazione alla Genealogia della morale, l'introduzione dell'autore alla Sociologia della religione, l'introduzione alla Storia della sessualità.

3.31L'educazione, che abbiamo ricevuto, ci porta a dividere la nostra personalità in scomparti non comunicanti. Così accade anche nella società, c'è sempre qualcuno che non accetta come sei fatto e vuole migliorarti tagliandoti qualche scomparto.

3.32Religione, filosofia e scienza sono tre modi distinti di concepire il mondo. La religione è fede nella tradizione. La filosofia è un non credere, una assenza di fede. La scienza è manipolazione della materia, cioè indifferenza alla fede.

3.33Se concepiamo la mente come un insieme di relazioni tra le quali il pensiero si muove, l'introduzione di una nuova possibilità permette la creazione di innumerevoli nuove relazioni, cioè nuove idee. L'ingenio è la sperimentazione di nuove possibilità e nuove relazioni. L'ingenio funziona per tentativi, cioè spesso dà origine a degli aborti di pensiero.

3.34Sostituire al concetto di uguaglianza l'idea di equivalenza.

3.35Elementi di aritmetica politica

3.36L'uguaglianza matematica ha un ben preciso significato, indica la perfetta identità, mentre da un punto di vista politico l'eguaglianza è intesa in modi diversi e dipende delle proprie opinioni personali. Come avrete notato in italiano si usa più correttamente la parola uguaglianza, da uguale, per la matematica mentre si tende ad usare la parola eguaglianza, da eguale, negli altri casi. Forse è sarà un caso, ma la parola eguaglianza usata in politica non ha lo stesso significato della parola uguaglianza usata in matematica. Ciò ha provocato dei problemi di interpretazione quando si è voluto trasferire l'uguaglianza dalla matematica alla politica, perché l'eguaglianza politica è sempre relativa, essendo riferita a tre termini anziché a due; è il terzo termine, lo Stato, quello a cui si riferisce l'eguaglianza dei cittadini. mentre in economia l'eguaglianza indica una equivalenza.

3.37La critica impegna solo il critico, non l'autore.

3.38La scrittura riposiziona l'immaginario.

3.39Certamente la classe sociale di provenienza influisce sulle idee. Possiamo ritrovare pari pari gli ideali della piccola nobiltà asburgica proiettati nelle formulazioni di Hayek sulla società.

3.40Il problema da risolvere per Averroè è la congiunzione dell'intelletto con l'uomo, che richiama una spiegazione di ordine scientifico. Sono le modalità della congiunzione il problema. Per Tommaso invece il problema è l'esistenza del sapere comune agli individui, che richiede un atto di fede. Se è l'uomo, il singolo individuo che pensa, che cosa pensa se non il prodotto della sua mente materiale?

3.41Se qualcuno vuole farti credere di essere buono e per questo devi essere buono con lui è qualcuno che ti vuole male.

3.42L'idea che vorrei sottoporre a verifica è se il marxismo si possa considerare un tentativo di ritorno al feudalesimo mantenendo, nello stesso tempo, vive le nuove strutture economiche proprie del capitalismo. L'evoluzione del capitalismo verso nuove forme feudali è nella natura delle cose. Il capitalismo è strutturalmente instabile, si muove ciclicamente, produce povertà e tende a forme di concentrazione della ricchezza e di monopolio, ogni qual volta i controlli publici siano allentati. In questo senso è la forma di produzione che richiede il maggior controllo del mercato, perché contrariamente a quello che pensa Hayek e conformemente a quello che pensa Keynes, il libero mercato non si crea da solo, non si autogenera, ma deve essere creato e mantenuto in vita da forze esterne ad esso. La creazione di un capitalismo efficiente è, a mio parere, l'obiettivo, non realizzato, di Marx.

MP

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