2002

1.

A) Non so quante persone si sono prese la briga di esaminare i conti economici dello stato degli ultimi anni. Non so neppure quanti abbiano tratto da queste analisi delle correlazioni tra la gestione dello stato e i risultati elettorali. Se è vero che sono i rapporti economici a determinare i rapporti sociali, è possibile che vi sia una relazione tra l'operato del governo e dello stato più in generale e il gradi di soddisfazione e di benessere dei cittadini e di conseguenza tra l'operato del governo ed i risultati elettorali.

Esaminando i dati generali delle entrate negli anni, dal 1992 al 1999 si nota un vistoso incremento delle entrate tributarie che ha alcuni picchi:

- il primo nel 1995-96 ( governo Berlusconi) con un aumento delle entrate tributarie di 34.000 miliardi di lire nel 95 e di 37.000 miliardi di lire nel 1996. con un incremento totale di 71.000 miliardi di lire pari ad un incremento percentuale de 16,2% in due anni.

- segue un analogo aumento nel 1997 ( governo Prodi) di più di 60.000 miliardi in un anno, pari ad un aumento percentuale del 12% circa in un anno.

- dopo un un assestamento nel 1998 un nuovo picco si ha nel 1999 (governo Dalema) con un incremento di 50.000 miliardi di lire pari ad un aumento percentuale annuo del 9% circa

Tra il 1994 e il 1999 si è passati da entrate tributarie (di competenza) per 437.401 a 613.970 miliardi di lire, con un incremento di 186.569 miliardi di lire ed un aumento percentuale complessivo del 42.6 %.

Poichè l'aumento nominale delle entrate può essere determinato da tre cause: l'inflazione, l'aumento dei redditi, l'aumento dell'imposizione fiscale, è necessario stabilire le rispettive quote per valutare l'impatto sociale di questo aumento. Se l'aumento fosse dovuto ad aumento dei redditi ciò corrisponderebbe ad una situazione sociale tranquilla e di grande sviluppo economico, se invece l'aumento è dovuto ad una spinta inflazionistica o ad un aumento della tassazione ciò corrisponderebbe ad una situazione sociale critica.

Data l'entità, che ritengo straordinaria in situazioni ordinarie, dell'aumento delle entrate tributarie riscontrato fra il 94 e il 99 è probabile che tutte e tre le cause siano operanti. Considerando una inflazione reale del 3% annuo circa si ottiene un incremento finale intorno al 20%. Mi manca il dato del reddito imponibile prodotto per determinare con precisione la quota spettante all'aumento della produzione. L'aumento della tassazione si ottiene per differenza. Ma possiamo ragionevolmente calcolare di poter attribuire ad ognuna delle due cause un 10% depurato dell'inflazione. Il che vuol dire, in termini netti di inflazione, un aumento medio della produttività e della pressione fiscale del 2,5% annuo ciascuno.

Si tratta in ogni caso di un aumento estremamente rilevante. E' improbabile un aumento di tale portata non abbia avuto conseguenze sociali.

Tenendo conto che negli stessi anni sono state attuate, con ulteriore incremento delle entrate, delle dismissioni di beni publici, per importi rilevanti, stupisce che gli esercizi dello stato si siano chiusi comunque in disavanzo. 139.972 miliardi nel 1995 (governo Berlusconi) 138.825 miliardi nel 1996, avanzo di 3.082 miliardi nel 1997 (governo Prodi) disavanzo di 81.131 miliardi nel 1998 (governo Prodi) disavanzo di 53.997 miliardi nel 1999 (governo Dalema). Per un totale di 410.843 miliardi di lire.

Se sommiamo, con un conto della serva, il totale del disavanzo con il totale dell'incremento delle entrate tributarie, possiamo calcolare la massa aggiuntiva che lo stato ha speso in questi sei anni : 597.712 miliardi di lire . 

Se questa rilevante disponibilità economica aggiuntiva, investita in termini keynesiani, avesse prodotto uno sviluppo equo e visibile del paese probabilmente il governo in carica nel 2001 avrebbe vinto le elezioni. Ma così evidentemente non è, perchè la sinistra ha perso le elezioni e la situazione sociale del paese appare peggiore, e con maggiori contradizioni, che nel 1994.

Questo è solo un abbozzo di analisi, che dovrebbe essere affinata, se si volesse fare un discorso serio sulla sinistra di governo. I dati sono presi dall'annuario ISTAT e quindi vanno ovviamente presi con beneficio di inventario, ma quello che mi interessava mostrare qui è il metodo che si dovrebbe seguire per un discorso sulla sinistra che metta una volta per tutte fuori gioco la politica delle elites di partito.

E) Differenza tra oggetto mentale ed oggetto empirico. Tutti gli oggetti dell'esperienza sono oggetti mentali, ma non tutti gli oggetti mentali sono oggetti empirici, a cui corrisponde una esperienza reale.

B) Civiltà delle macchine, 1965, 1966, 1967 - Su Nino Franchina (1967) Nato a Palmanova, da genitori siciliani, nel 1912, espone per la prima volta alla galleria del Milione a Milano nel 1934 dove in seguito ssferisce. Entra a foar parte del gruppo di Corrente e dal 38 espone allq quadriennali d'arte di Roma ed alla biennale di Venezia. Dal 47 al 51 soggiorna e lavora a Parigi dove partecipa a diversi Salons des réalités nouvelles e Salons de la jeune sculpture. Tiene una personale alla Galerie Pierre nel 1949. Nel 1958 partecipa alla seconda Documenta a Kassel. Nel 1960 esegue una grande scultura in ferro per l'Italsider che viene collocata sul lungomare di Genova. Nel 1962 una scultura per l'esposizione "sculture nella città" a Spoleto.

C) La filosofia in forma di tavola di Mendeleev. Possiamo certamente individuare delle posizioni filosofiche che possiamo inserire, in una tavola periodica, una accanto all'altra fino a costruire degli insiemi di idee in cui si evidenziano già delle posizioni possibili anche se non ancora espresse, e quelle già conosciute si rapportano fra loro secondo delle regole. Di ogni idea può essere data una idea contraria. Nel leggere Kripke si ha la sensazione che giochi con la possibilità che esiste logicamente sempre di sostenere una posizione opposta ad una già espressa.

D) Perchè non riprendere l'idea di Freud di non insegnare religione ai bambini ? Le verità che le dottrine religiose contengono sono così deformate e sistematicamente mascherate che la massa degli uomini non può riconoscerle come verità. E' un caso analogo a quello che che si ha quando raccontiamo ai bambini che la cicogna porta i neonati. Anche in tal caso diciamo la verità in veste simbolica; sappiamo infatti cosa significa il grande uccello. Ma il bambino non lo sa, coglie il solo lato di travisamento, si ritiene ingannato, e sappiamo quanto spesso la sua sfiducia nei confronti degli adulti e la sua insubordinazione derivino proprio da tale impressione. Siamo giunti alla convinzione che sia meglio omettere nei nostri discorsi coi bambini queste dissimulazioni simboliche della verità e non negar loro la conoscenza dello stato reale delle cose, pur adattandola al loro grado di sviluppo intellettuale. Parte 8. Il nostro dio Λóγος attuerà di questi desideri quanto la natura a noi esterna consentirà, ma molto gradualmente, in un futuro imprevedibile e per nuove generazioni di uomini. A noi che soffriamo duramente nella vita, non promette alcun risarcimento.... L'educazione liberata dalla pressione delle dottrine religiose non cambierà forse molto nell'essenza psicologica dell'uomo; il nostro dio Λóγος non è forse molto onnipotente, può adempiere solo una piccola parte di ciò che i suoi predecessori hanno promesso. Se dovremo ammettere ciò, lo accetteremo con rassegnazione. Non perderemo l'interesse per il mondo e per la vita; abbiamo infatti in un punto un sostegno sicuro che a Lei manca. Crediamo che sulla realtà dell'universo il lavoro scientifico possa apprendere qualcosa, tramite cui possiamo accrescere il nostro potere e ordinare la nostra vita. Se questa credenza è un'illusione siamo nella sua stessa condizione, ma, mediante numerosi e importanti successi, la scienza ci ha dato prova di non essere un'illusione. Essa ha molti nemici dichiarati, e assai più nemici nascosti, che non possono perdonarle di aver indebolito la fede religiosa e di minacciare di abbatterla. A suo biasimo viene addotto il poco che ci ha appreso e l'incomparabilmente superiore mole di ciò che ci ha lasciato nel buio. Ma in tal modo si dimentica quanto sia giovane, quanto ardui ne furono gli inizi e quanto infinitamente piccolo è il tempo trascorso dal momento in cui l'intelletto umano si è fatto abbastanza forte per affrontarne i compiti.... Infine si è cercato di screditare radicalmente lo sforzo scientifico adducendo che, in quanto vincolato alle condizioni della nostra organizzazione propria, non può fornire che risultati soggettivi, mentre la natura effettiva delle cose al di fuori di noi le rimane inaccessibile. Ma si prescinde in tal modo da alcuni fattori che al fine della concezione del lavoro scientifico sono decisivi: la nostra organizzazione, ossia il nostro apparato psichico, si è sviluppato proprio nello sforzo di esplorare il mondo esterno, e deve quindi aver realizzato nella propria struttura in certo grado di congruenza; essa stessa è parte costituente di quel mondo che dobbiamo esplorare e consente benissimo tale ricerca; il compito della scienza è pienamente circoscritto se lo limitiamo a indicare come il mondo deve apparirci in ragione del carattere particolare della nostra organizzazione; i risultati ultimi della scienza, proprio a causa del modo della loro acquisizione, sono condizionati, non solo dalla nostra organizzazione, ma anche da ciò che su tale organizzazione agisce; il problema di una natura dell'universo non riferita al nostro apparato psichico percettivo è, infine, una vuota astrazione, senza interesse pratico. Parte 10. Freud L'avvenire di un'illusione Torino Boringhieri.Traduzione S.Candreva, E. A. Panaitescu

A) Giuseppe Lupo Sinisgalli e la cultura utopica degli anni Trenta Milano, Vita e Pensiero, 1996. Bel libro su Sinisgalli poeta.

V. Scheiwiller (a cura di) Civiltà delle macchine. Antologia di una rivista 1953-1957. Milano Libri Scheiwiller, 1989.

Perchè le idee buone si trasformano in realizzazioni cattive ? Che cosa modifica una idea buona rendendola una realizzazione cattiva ? E' l'idea che contiene in se i germi della sua cattiva realizzazione ? cioè nell'idea stessa vi è qualcosa di cattivo di non compreso che la modifica nella sua realizzazione pratica o è la pratica che è refrattaria e non sempre corrisponde all'idea. E' quindi nel rapporto fra la pratica e l'idea che nasce il male o è già in uno dei due termini. E poi, come spiegare che a volte delle idee non buone danno a volte dei buoni risultati nella pratica ?

C) Sono pochi i momenti ai quali non rinuncerei, e non sono quelli che mi aspetterei. Sono quelli dell'attesa, del prima e del dopo, sono quelli che circondano qualcosa che non è mai. I viaggi in treno, fatti per qualcuno, sono tra le cose alle quali non rinuncerei e nelle quali mi ritrovo, non so come, tutto intero. Queste lunghe interruzioni dello spirito... Sono molto triste. Le descrizioni di Milano mi fanno sempre male. Troppo. E' come se rivedessi qualcosa della mia vita come in un sogno. Non avrei mai immaginato che una città così brutta potesse diventare qualcosa di me.

 

Sarà inviato un espressi al signor Lenormand, commerciante di legname (...) per pregarlo di venire egli stesso, con una carretta, a prendere il mio corpo per trasportarlo... nel bosco della mia tenuta della Malmaison ... dove voglio sia posto, senza alcuna cerimonia, nel primo bosco ceduo folto che si trova sulla destra del detto bosco... La mia fossa sarà scavata in questo bosco ceduo dal fattore della Malmaison, sotto il controllo del signor Lenormand, che lascerà il mio corpo solo dopo averlo posto nella fossa... Una volta ricoperta la fossa, vi si semineranno sopra delle ghiande, affinchè, in seguito, essendo il terreno della detta fossa ricoperto e il bosco ceduo risultando folto come prima, le tracce della mia tomba spariscano dalla faccia della terra, così come io mi illudo che la mia memoria si cancellerà dalla mente degli uomini. Testamento del Signore (Herr) Alphonse, François, Marchese De Sade

C) Alain Propos Paris Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1956, 2 v.

Pag. 62. 13 novembre 1909. La morale è buona per i ricchi. Lo dico senza scherzare. Una vita povera è chiusa da

LA MORALE, C'EST BON POUR LES RICHES. La morale, c'est bon pour les riches: Je le dis sans rire. Une vie pauvre est serrée par les événements; je n'y vois ni arbitraire, ni choix, di déliberation. Certaines vertus sont imposées; d'autres sont impossibles. Aussi je hais ce bon conseils que le bienfaiteur donne au misérable.

Les plus modérés veulent que les pauvres soient bien lavés, parce que, disent-ils, l'eau ne coûte rien. Erreur; l'eau coûte de la peine, et le savon coûte de l'argent. Il faut du temps aussi pour laver les mioches, et du temps pour laver les blouses et les coulottes.

Il faut de l'ordre et de la prévoyance; parbleau oui; qui en doute ? Mais il en est de ces vertus comme des profits; elles ne peuvent se greffer que sur un premier capital. Comment voulez-vous que la sagesse se soutienne quand elle se bat tous les jours avec des soucis qui renaissent comme les têtes de l'hydre ? Concevez-vous ce regard toujours porté vers un avenir noir ? non; c'est un cercle d'où l'on ne peut sortir; insouciance nourrit misère; misère nourrit insoucianse.

Je connais une maîtresse d'école maternelle qui sincèrement essayé d'enseigner un peu de morale à ses petits; mais les leçons lui reintraient dans la bouche. "Quel plaisir, mes petits amis, d'avoir une maison propre et claire!" Mais elle rencontrait le regard d'un ou deux mioches qui n'avaient pour fenêtre qu'une tabatière et qu'une mansarde étroite pour troi lits...

Gardons nos sermons pour les riches; et d'abord pour nous-même. 

A) Sulla metafora. Dio padre è una metafora. che può essere letta anche Dio e come il padre ovvero vicersa Il padre è come Dio. Ma con questa espressione della lingua, la metafora, si dà consistenza reale, corporea, ad un nome che ne è privo, che diversamente non avrebbe consistenza e non sarebbe immaginabile.

B) Perchè l'uomo produce idee ? Non certo per innato amore del sapere. L'uomo produce idee essenzialmente per influire sull'altro, per convincerlo; a nutrirlo dice Alain. Produrre parole, e tutto quello che le parole veicolano, è in realtà essenzialmente una richiesta di aiuto. E' osservazione comune che le idee vengono prodotte più facilmente in situazioni di stess, quando la parola non ottiene il suo effetto. Si può sostenere che Dostoewski giocasse, e perdesse al gioco quanto aveva guadagnato scrivendo, per essere costretto a cercare nuovamente denaro e quindi a scrivere nuovamente. Lo stesso Freud osserva su di sè che i periodi più fecondi per la produzione intellettuale corrispondono agli stati di disagio fisico e psichico. Bateson costruisce su questa idea una teoria. ( devo ritrovare il libro )

Alain mostra come la produzione di parole sia legata ad un qualcosa di mitologico, quando il bambino apprende l'uso della parola e attribuisce ad essa un potere magico. ( devo rileggere Alain)

L'amore per il sapere viene solo dopo, quando accade che dall'altra parte non ci sia risposta, e si dia al bambino l'esperienza dell'assenza dell'altro nella parola. Questa mancanza di risposta, fa cadere l'idea del potere magico della parola, a cui subentra la ricerca della parola onnipotente e magica, che ha il potere di colmare la mancanza.

B) L'importanza del ribaltamento copernicano attuato da Kant del problema della conoscenza, non è tanto nei risultati che produce nello sviluppo del pensiero filosofico, che non sono così risolutivi, quanto nella relativizzazione del punto di vista del soggetto conoscente, che diventa acquisizione stabile, fino alla formulazione generale che questo principio avrà nel metodo dell'epoché fenomenologica.

A) Leibniz Discorso di Metafisica. Se qualcuno avesse tracciato una linea... è possibile trovare una nozione o una regola o un'equazione comune a tutti i punti della linea ( esiste sempre un ordine generale afferrabile da una intelligenza)

Questo principio dell'illuminismo, teorizzato da Leibniz, ha la sua massima espressione la teoria della probabilità

B) Noi tutti pensiamo di saper parlare, o almeno pensiamo di sapere quello che diciamo e pensiamo, ma le cose non stanno così, non in modo così semplice almeno.

Su ogni fenomeno legato alla lingua abbiamo molteplici punti di vista, uno logico, filosofico, ermeneutico; uno linguistico, grammaticale, semiotico; un altro psicologico, semantico, etc. Forse di nessun altro fenomeno umano e fisico abbiamo tanti diversi e separati punti di vista.

La comunicazione nello scambio di parole è vicina all'abbaglio. Si crede di percepire un significato e questo credere fa sì che comunque un significato si crei, che però non ha il significato reale trasmesso. La trasmissione attraverso la parola è di tipo analogico più che digitale.

L'idea del senso comune o del linguaggio comune si riferisce sempre ad un ascoltatore universale, che non abbia bisogno di altri riferimenti, se non quelli compresi nel testo e nei testi citati, per comprendere quello che viene detto. Ovvero la catena dei significanti e dei significati è completa e chiara per quanto possa essere lunga. In realtà il linguaggio comune è solo indeterminato. La catena dei significanti e dei significati è semplicemente indeterminata e ciascuno vi appone una interpretazione.

C) Uno degli effetti del digiuno è certamente lo stimolo alla creazione di idee nuove e di associazioni strane. La fame stimola il pensiero e la fantasia, questa reazione ha una giustificazione razionale, perchè è primitivamente funzionale alla ricerca di cibo. La fame probabilmente provoca la sovraeccitazione e poi la morte delle cellule nervose. Prima di morire la sovraeccitazione crea forse un aumento delle trasmissioni di dati alle cellule vicine provocando nuove idee. Secondo una teoria la morte delle cellule cerebrali vecchie stimola la creatività. Questa teoria era rivolta a giustificare la sbornia periodica.

D) Tutti i sistemi chiusi hanno qualcosa di falso al loro interno. Ma anche in questa falsità hanno un potere di fascinazione sulla mente per il fatto di essere completi. Un sistema chiuso che abbia al suo interno la sua regola è logicamente falso. Nella logica non si dà un ente che sia o possa essere pensato come "causa sui" senza contadizione. Il pensiero che pensa se stesso pensante, il cogito, è un tentativo di fondare un sistema chiuso.

A) Nell'idea di etica si confondono tre cose diverse : una teoria del bene, una teoria del desiderio, una teoria dell'utile; che fanno capo ad una serie di norme o regole di comportamento più o meno strette, "trincerate".

La prima considerazione che ci viene di fare quando cerchiamo di farci una idea dell'etica e che l'etica non è ciò che sembra.

B) Anche nella riforma della lingua Cattaneo è stato sconfitto.

C) A volte anche la traduzione di una parola è in qualche modo una metafora. Il sintomo è una risposta sotto forma di metafora. Si potrebbe distinguere un pensiero metaforico da un pensiero non metaforico. 

Quando io mi esprimo attraverso una metafora creo un oggetto irreale di cui posso valutare l'irrealtà. L'acquisizione del concetto di dio avviene nell'infanzia attraverso l'uso di metafore. 

D) La percezione che io ho di un elettrone è quella che si presenta sullo schermo dello strumento che utilizzi per studiarlo. La percezione che io ho del batterio che mi provoca la febbre ha la forma che io vedo al microscopio. L'applicazione delle idee al mondo è un pò come l'attrito. E' vero che le idee possono essere vere, ma solo nel vuoto, nella realtà sono trattenute dall'attrito.

E) La common law suppone sempre una influenza della morale sul giudizio a scapito della razionalità.

B) Luciano Floridi Il problema della giustificazione di una teoria della conoscenza Rivista di Filosofia, 1991. Secondo Chisholm ( The Problem of the Criterion Marquette University 1973 ) ogni possibile teoria della conoscenza parte dalla risposta ad una delle due seguenti domande: 1) qual'è l'estensione della nostra conoscenza ? 2) quali sono i criteri della nostra conoscenza ? purtroppo come egli dice "se si dà il caso che conosci la risposta alla prima domanda puoi essere in grado di rispondere alla seconda... Ma se non hai risposte alla prima domanda è difficile vedere come tu possa eventualmente escogitare una risposta alla seconda. D'altra parte se in qualche modo conosci la risposta alla seconda domanda è probabile che tu abbia la speranza di essere in grado di rispondere alla prima... Ma se non conosci la risposta alla seconda domanda, è difficile che tu possa escogitare una risposta alla prima.

James Van Cleve considera il problema di Chisholm come un circolo cartesiano già presente ad esempio in Montaigne Apologia di Raymond de Sebond Al fine di sapere se le cose siano realmente come esse appaiono, noi dobbiamo avere una procedura per distinguere le apparenze che sono vere dalle apparenze che sono false. Ma al fine di sapere se la nostra procedura è una buona procedura, noi dobbiamo sapere se essa realmente riesce a distinguere le apparenze che sono vere dalle apparenze che sono false. E non possiamo sapere se essa realmente vi riesce a meno che noi sappiamo già quali apparenze sono vere e quali sono false . E così siamo presi in un circolo. Questi sono i termini del problema su cui Floridi innesta una tavola di risposte di vari autori.

C) Maria Carla Gallavotti Sulla filosofia della probabilità Rivista di Filosofia 1991 - De Finetti Probabilismo in Logos 1931 e ripreso in Logica dell'incerto. Milano, Saggiatore 1989.

D) James G. March Prendere decisioni Bologna Il Mulino,1998

A) B. Russell La conoscenza del mondo esterno Milano. Longanesi. 1966. Naturalmente si può dire che tutte le deduzioni riguardo al futuro non sono valide in realtà ed io non vedo come si potrebbe confutare questo punto di vista. Ma mentre ammettiamo la legittimità di questo punto di vista possiamo, ciò nondimeno, domandare : Se sono valide le deduzioni riguardo al futuro quale principio si deve implicare per farle ?

Il principio implicato è il principio dell'induzione che, se è vero, deve essere un principio logico a priori, incapace di essere provato o confutato dall'esperienza. È problematico come si dovrebbe formulare questo principio; se serve a garantire le deduzioni che dobbiamo fare per suo mezzo, deve essere enunciato così: " Se, in un grande numero di esempi, una cosa di un genere è associata in certo modo con una cosa di un altro genere, è probabile che una cosa del primo genere sia associata, in modo simile, con una cosa del secondo genere; e quando il numero degli esempi aumenta, la probabilità si avvicina illimitatamente alla certezza".

Così il principio di induzione, più che la legge di causalità, è il fondamento per l'esistenza delle cose non date immediatamente.

... Penso che il punto di vista che il principio di causalità sia a priori, non possa essere affermato da nessuno che si renda conto di come sia complicato... necessariamente ci deve essere implicito qualche principio a priori nella deduzione dall'esistenza di una cosa a quella di un'altra cosa, se questa deduzione deve essere valida; ma dall'analisi condotta sopra sembrerebbe che il principio in questione sia l'induzione non la causalità [ pag. 219 ]

B) Revue d'économie politique Jacques Percebois - énergie e théorie economique. l'articolo affronta due tipi di domande 1) il dibattito sull'organizzazione ottimale di una industria di rete (trasporti, gas, luce, acqua). 2) il dibattito sulla "tarification " ottimale dell'energia .

A) In un saggio su Aut Aut del 1990 Jean François Lyotard prende a pre-testo Nella colonia Penale per esporre alcuni sensi di Praescrivere : scrivere un'intestazione o un titolo; ordinare; e nel latino più tardo, tracciare, preliminarmente, abbozzare. E non va dimenticato il senso del basso latino praescriptio : limitazione - senso in cui si innesta la prescrizione del Codice Civile, dove è chiamato così "il mezzo acquisitivo o liberatorio determinato da un certo lasso di tempo, e sotto le condizioni stabilite dalla legge". La praescription inglese comprende quasi tutte queste sfumature. Per quanto riguarda il tedesco, esso distingue l'istruzione (Vorschift), il decreto (Verordnung ) l'ordinanza e l'ordinamento (Anordnung) e la Verjäfrung ossia l'estinzione di un diritto o di un dovere per decorrenza dei termini. Prescrizione è dunque eccetto che in tedesco dove non vi possono essere confusioni, un termine che significa indifferentemente sia l'ordine di eseguire qualcosa, sia l'atto di prescrivere di una ricetta, una medicina, o il contrario la sollevazione da un delitto, da una legge, da una norma per ordine del tempo.

B) Lorenzo Ciccarese su LA Stampa di diffonde sui possibili pericoli di un impregnante comunemente usato nell'industria del legno: il CCA - Chromated Copper Arsenate . Come dice il nome si tratta di una soluzione di ossidi di cromo, rame e arsenico che ha proprietà battericide e antifungine. L'impregnante è largamente diffuso per il trattamento del legno da circa venti anni, ma da qualche mese l'EPA, l'agenzia USA per la protezione dell'ambiente, lo ha inserito fra le sostanze tossiche e cangerogene. L'importanza del problema è dovuta all'entità del consumo di arsenico e cromo per questo uso, che secondo le cifre riportate dall'articolista è pari a ben 150.000 tonnellate. Nell'articolo viene detto, senza però specificare la sequenza temporale dei fatti, che negli USA sono già iniziate cause giudiziarie nei confronti di produttori e rivenditori di legno impregnato con CCA e che in Florida e Minnesota molti parchi giochi sono stati chiusi per la presenza di alte concentrazioni di cromo e arsenico in prossimità delle attrezzature in legno. E' difficile credere che la dimostrazione della tossicità del cromo e dell'arsenico sia una scoperta recente.

A) Bertrand Russell, Saggi logico filosofici. Milano, Longanesi, 1976. Contiene tra l'altro : Il valore esistenziale delle proposizioni. - Mind 1905. On denoting - Mind 1905 - Implicazioni filosofiche della logica matematica - Revue de Métaphisique et de Morale 1911

C) Alessandro Natta. Breve storia della parola illuminismo . Belfagor, 1947.

... non è dato trovare nei documenti del tempo quel termine che noi oggi usiamo a designare la filosofia, anzi l'intera civiltà della seconda metà del '700 : illuminismo . La parola è di formazione recente e riassume in sè il vecchio concetto di " secolo dei lumi ", ma tuttavia con una lieve modificazione essendosi esso quasi disancorato dal suo significato storico per assumere il valore filosofico di eterna categoria dello spirito, come romanticismo, riforma, rinascimento...

Nel " Giornale Storico della Letteratura Italiana " del 1913 in una recensione della "Storia della Filosofia" del Windelband, tradotta da E. Zaniboni si osserva : "La filosofia del Rinascimento chiude fra il XV e il XVIII secolo, poi viene una fase razionalistica che va dal Locke alla morte di Lessing, e che i tedeschi chiamano con un vocabolo non bello, Aufklärung , un secolo circa di storia dal 1689 al 1781 " e in nota postilla : " più brutta ancora e inadeguata la traduzione italiana di illuminismo ".

D) Effetti anomali dell'euro. In un articolo del Corriere della sera di oggi si parla di consistenti aumenti che si stanno verificando nei versamenti di valute europee nelle banche svizzere. I versamenti provenienti non solo dall'Italia, ma da tutta Europa, sono dovuti al desiderio di evitare l'identificazione al momento della conversione in euro. Nell'articolo sono raccolte notizie curiose provenienti da diversi paesi. In Spagna la banca centrale ha rilevato nel 2001 una diminuzione del numero di banconote di grosso taglio circolanti, in Germania solo nel mese di ottobre 2001 sono stati sequestrati 81 milioni di marchi alla frontiera, mentre stavano per essere esportati in Svizzera,

A) In un articolo su La stampa di oggi, Mario Sensini evidenzia un effetto anomalo dell'euro : Fino ad ora le banche centrali nazionali europee hanno macinato utili sulle rispettive banconote in circolazione, in funzione della quantità di banconote emesse dalla Banca centrale di quel paese, cioè della "massa monetaria" e quindi del grado di apprezzamento della moneta da parte degli utilizzatori non solo nazionali. La Bundesbank grazie all'enorme diffusione del marco tedesco anche al di fuori dei confini nazionali (che si stima pari al 40% del totale ) registrava utili pari a 8 miliardi di euri.

Con la nuova moneta il reddito monetario della Banca Centrale Europea verrà distribuito, non in funzione della massa monetaria apportata da ciascuna banca nazionale, ma in funzione delle quote di partecipazione al capitale della BCE. Queste ultime sono state calcolate in base al pil e alla popolazione di ogni nazione e non coincidono con la quantità di moneta conferita.

Nel caso particolare della Germania, a fronte di un conferimento del 38% della massa monetaria, si ha solo il 30% della quota capitale della BCE. Queste condizioni determinano un danno per la Germania, che verrà compensato parzialmente per gli anni 2002-2007. Dopo il 2007 la distribuzione degli utili dovrebbe avvenire in funzione delle quote di capitale. Gli utili potranno variare in funzione del grado di utilizzazione della moneta e quindi aumentare nel caso aumento della quantità di moneta utilizzata al di fuori dell'unione o diminuire con l'aumento dell'utilizzazione della moneta elettronica.

Ci si chiede, ad esempio, perchè questi utili debbano essere ridistribuiti alle singole banche centrali, quando trattandosi di fondi ormai europei a tutti gli effetti, sarebbe più corretto lasciarne l'utilizzazione a livello europeo. Evitando un viaggio di andata e ritorno di equivalenti fondi richiesti dall'unione ai singoli stati.

moneta conferita quota capitale BCE
Germania 38,6% 30,2%
Francia 12,2% 20,8%
Italia 18,0% 18,4%
Spagna 14,1% 11,0%
Olanda 5,2% 5,3%
Belgio 3,5% 3,5%
Austria 3,4% 2,9%
Grecia 1,9% 2,5%
Portogallo 1,3% 2,4%
Finlandia 0.8% 1,7%
Irlanda 1,0% 1,0%
Lussemburgo 0,0% 0,2%

Questo è solo un esempio degli effetti anomali, che l'introduzione della moneta unica produrrà. La determinazione di questi effetti non è così semplice, nè così evidente, tanto è vero che la situazione di sbilancio della Germania non era stata inizialmente prevista e la compensazione è stata contrattata in extremis. Non è detto d'altronde che la ripartizione di questi interessi, che sono comunque variabili, in base ai parametri compendiati nella cosiddetta quota capitale della BCE sia esenti da obiezioni.

Ma vi possono essere effetti dovuti alla presenza di una moneta unica, anche sulle condizioni di competitività di una zona d'Europa rispetto ad un'altra. Come dimostra l'insuccesso economico dell'unificazione italiana avvenuta secondo la formula unitaria, anzichè secondo la formula federale, non necessariamente l'unità delle economie produce risultati buoni e uniformemente distribuiti.

L'analisi e la gestione di questi effetti anomali può essere un campo di studio interessante nei prossimi anni.

C'è una casualità negli eventi della vita che supera ogni volontà. Occorrerebbe sapere, prima di iniziare il gioco, quali sono le sue regole e le condizioni che ci vengono imposte. Ma questo quasi mai è dato. E' difficile rappresentarci le conseguenze delle scelte che stiamo per compiere in modo sufficientemente chiaro e senza pre-giudizi affinchè la scelta sia realmente libera.

A) Quello che scrivo qui cerca di essere la rappresentazione di un flusso mentale di idee così come si presentano alla mente nel tempo. Nello Zugzwang avevo cercato di utilizzare un flusso mentale per fare delle associazioni fra idee. Ma qualcosa, forse la stessa idea di dargli una forma, lo aveva interrotto. Affinchè un flusso mentale non sia falsato in esso deve essere rappresentato tutto o almeno richiamato anche tutto quello che per il suo sviluppo diventa necessariamente autonomo. Per questo devo lasciare nel testo anche indicazioni bibliografiche o link apparentemente estranei alle materie trattate.

B) Il linguaggio può riferirsi indifferentemente ad oggetti esistenti e ad oggetti inesistenti.  Come si spiega che nel linguaggio non vi siano elementi per dedurre se l'oggetto a cui ci si riferisce esista o no ?   Questa impossibilità di distinguere all'interno del linguaggio l'esistenza o meno di ciò di cui parliamo ci porta a volte ad attribuire l'esistenza a cose inesistenti per il solo fatto che le pensiamo, che ne parliamo, e che diamo loro un nome. A volte come nel caso del chiliagono, di cui parla Descartes nella Sesta meditazione, si tratta solo di una impossibilità dell'immaginazione di dare una rappresentazione ad una idea, altre volte si tratta dell'inesistenza nella realtà di qualcosa di cui parliamo ed abbiamo anche una rappresentazione immaginaria, come nel caso della befana. O forse sull'altipiano dello Sciliar le streghe esistono veramente ?

1) John N. Deely Il riferimento del linguaggio al non-esistente allegato alla rivista Renovatio 1974 (BUG)

Si può ipotizzare, paradossalmente, che all'inizio del linguaggio, e ad ogni acquisizione di un nuovo concetto vi sia un riferimento del linguaggio ad un ente o ad un oggetto "non esistente".

Lo sforzo di un neotomista deve essere necessariamente quello di dimostrare "l'esistenza reale" di oggetti puramente mentali. In questo modo è possibile dimostrare l'esistenza di dio. Ma quando si sia dimostrato che è possibile dare esistenza reale a degli oggetti mentali, questo significa anche dimostrare la possibilità di creare oggetti reali dal nulla. Per dimostrare l'esistenza reale di dio quindi bisogna essere dio, se la creazione dal nulla è uno degli attributi di dio.

L'idea che noi abbiamo di dio non corrisponde a nulla di reale. Di dio io ho una idea sulla cui corrispondenza con qualcosa di esistente nel reale non mi posso esprimere. Cioè non posso dire, onestamente, che ci sia qualcosa di reale che corrisponde alla mia immaginazione. Ogni immagine che mi faccio di dio è creata da me e costruita su qualche cosa di esistente: un totem, un elefante, un uomo crocifisso.

La rappresentazione simbolica della divinità più vicina alla realtà è il "fallo", quello della psicoanalisi e dei misteri eleusini.

2) Flavio Baroncelli Il Chiliagono della politica mondiale e la povertà della nostra immaginazione nel volume 16 di Ragion Pratica "Mentre ascoltavo la conferenza di Otfried Höffe... capivo le singole frasi, le singole argomentazioni, le singole esemplificazioni. Ma non mi si componeva in mente alcun quadro preciso. Era un pò come essere di fronte ad uno che rischia di svitarsi i polsi per spiegarti il sistema solare usando delle arance. Sentivo che era anche colpa mia, e infatti la situazione, nel complesso, mi ricordava quella, descritta da Descartes nella Sesta Meditazione :

- E sebbene, per abitudine che ho di servirmi sempre della mia immaginazione quando penso alle cose corporee, accada che, concependo un chiliagono, mi rappresenti confusamente qualche figura, tuttavia è evidentissimo che questa figura non è un chiliagono, poichè essa non differisce per nulla da quella che mi rappresenterei se pensassi ad un miriagono, o a qualche altra figura di molti lati; nè serve in alcun modo a scoprire le proprietà che differenziano il chiliagono dagli altri poligoni -

1) Il Sole 24 ore di oggi. La provincia di Bolzano dopo aver acquisito la società Agat che fornisce gas ai comuni della zona dello Sciliar acquisirà anche le 19 centrali idroelettriche dell'ENEL sul suo territorio, con le quali verrà coperto il consumo dell'intera provincia.

Oggi l'Alto Adige conta poco più di 465.000 abitanti di cui il 68% appartiene al gruppo linguistico tedesco, il 27% al gruppo linguistico italiano ed il resto a quello ladino. Ha un tasso di disoccupazione ufficiale al 2,3% e reale all' 1,9%

Lo stato ha incassato fra tasse, imposte e voci diverse 8.592 miliardi di lire pari se non erro ad un carico fiscale di 18.500.000 lire per abitante

Lo stato ha restituito sotto forma di finanziamenti alla provincia compresi stipendi a magistrati, forze dell'ordine etc 7.899 con un saldo di 693 miliardi di lire a favore dello stato. 

Conteggiando il debito pubblico nazionale e le spese generali statali la provincia arriverebbe ad un saldo negativo di 917 miliardi di lire.

Inoltre se è vero che la provincia di Bolzano non ha debiti, in quanto tutti gli investimenti in conto capitale vengono fatti con le entrate correnti, non si può certo sostenere che lo stato italiano stia attualmente finanziando l'Alto Adige.

3) Nel 1914 l'uccisione di Sarajevo è servita come innesco alla guerra dell'impero asburgico contro la Bosnia. La guerra ha avuto l'effetto paradossale di provocare il dissolvimento chi era stato offeso e la guerra l'aveva legittimamente dichiarata. Una chiara provocazione ha creato un trabocchetto nel quale gli Asburgo si sono gettati senza riflessione. Anche gli Stati Uniti si trovano oggi di fronte ad una grave provocazione, a cui è stato facile, come agli Asburgo, rispondere con una aggressione alla piccola nazione che ospita l'attentatore. L'impero americano è oggi nel momento della sua massima espansione. Si può dire che non abbia confini. Questo, al di là delle affermazioni di solidarietà che tutti sono pronti a fare, certamente preoccupa molte nazioni. Come preoccupava la presenza dell'impero asburgico nei balcani. Il risultato della guerra quindi non si giocherà sulla cattura di Bin Laden, ma sull'effetto che avrà sulle altre nazioni il gesto degli Stati Uniti di attaccare l'Afganistan.

1) Sorprende trovare in una publica biblioteca un libro dei primi dell'ottocento ancora intonso. Ciò significa che quel libro in una città come Genova è stato dimenticato per quasi duecento anni. E' quello che mi è capitato con la Tattica delle assemblee legislative di Bentham pubblicato a Napoli nel 1820. Il libro riguarda i regolamenti parlamentari. Dal fatto che sia stato pubblicato a Napoli nel 1820, sotto il regno dei Borbone, si può dedurre, oltre al certo legame del regno borbonico con l'Inghilterra, che vi fosse un interesse per le nuove forme di democrazia. 

2) C'è una constatazione che ho fatto spesso: se un pensatore con cui mi trovo in accordo è d'accordo con un altro pensatore facilmente anche io sarò d'accordo con il secondo pensatore indipendentemente dal mio accordo con il primo. E' una constatazione che non è così ovvia, in quanto non si tratta di un accordo sulle teorie, ma di un accordo che va oltre le teorie. Saint Beuve esprimeva questo concetto dicendo che "alcuni uomini fanno una catena" e Cattaneo esprimeva una idea simile parlando delle menti associate.

3) L'unica separazione che dà ragione della origine delle idee è la loro sequenza nel tempo. Separare le idee per materia è un arbitrio, che ne nasconde la sequenza temporale per sovrapporre una sequenza logica. Se noi possedessimo la sequenza delle idee di Newton penso che rimarremmo stupiti dalla casualità con la quale le idee mescolandosi fra loro danno origine alle scoperte scientifiche. Keynes ha lasciato intendere che è possibile che esista una relazione "logica" fra gli scritti di Newton sull'apocalisse e quelli scientifici. 

4) quando viene fatta una teoria, in particolare quelle che riguardano l'uomo, prima ancora di chiedersi se sia vera o se sia falsa, se funzioni o no, occorre chiedersi cosa significhi, cioè se essa ha un significato e un valore diverso da quello che appare.

E' uso ad ogni volume apporre una prefazione, massimamente al primo. Ma io mi trovo in imbarazzo nell' esplicitare motivi e ragioni che giustifichino questo impegno, perchè non mi appaiono come immediatamente razionali. Quello che mi guida in quello che sto facendo è il desiderio e dovrei ammettere che desiderio e razionalità coincidono nel mio gesto di pensare e di scrivere.

Che il desiderio possa essere la razionalità e che la razionalità coincida con il mio desiderio è una affermazione insostenibile. Ma non so come esprimere meglio quello che penso. 

C'è un ordine, quello che ci sforziamo di descrivere e di comprendere nel mondo, che coincide con il desiderio: il desiderio umano. In questa prospettiva la razionalità appare semplicemente come svelamento del desiderio in quanto tale. Fuori da questo gesto, difficile e sconvolgente, c'è il mondo dell'ignoranza in cui spesso viviamo e da cui siamo comunque avvolti e circondati.

Svelamento è l'azione propria della ragione. Ma nell'atto dello svelamento la ragione si scopre desiderio. Non c'è nessun altro motivo per cui io stia qui a cercare la razionalità del mondo se non il mio desiderio. Se è così, è il desiderio che rende la ragione ultima della razionalità. Quello stesso desiderio che la ragione svela nella sua nudità come fondamento.

Questo serve a comprendere perchè l'estensione dell'idea che noi abbiamo della ragione e della razionalità ci appaia molto più vasta e dai confini molto più sfumati della ragione e della razionalità quale la descriveva Carlo Cattaneo, anche se siamo certi che si tratti della stessa ragione e della stessa razionalità.

Journal des savants 1901 Sulla federazione delle Accademie

Il 9 e 10 ottobre 1899 si tenne a Wiesbaden una conferenza in vista della fondazione di una Associazione Internazionale della Accademie a cui parteciparono:

- L'Accademia delle scienze di Berlino rappresentata da Auwers, Wirchow e Diels.

- La Royal Society rappresentata da Rucher, Armstrong e Schuster

- La Societa reale delle scienze di Lipsia rappresentata da Windisch e Wislicenus

- La Società reale di Gottinga rappresentata da Ehlers e Léo

- L'Accademia delle scienze di Monaco rappresentata da von Zittel, W. Dyck e von Sicheres

- L'Accademia delle scienze di Parigi rappresentata da Moissan e Darboux

- L'Accademia delle scienze di San Pietroburgo rappresentata da Famintzin e Salemann

- L'Accademia delle scienze di Vienna rappresentata da Gomperz, Mussaffia, von Lang e Lieben

- La National Academy di Washington rappresentata da Newcomb, Remsen e Bowdich

Era assente fra gli invitati solo l'Accademia dei Lincei di Roma.

Venne approvato uno statuto il cui fine principale era quello espresso nella lettera di invito della Accademia di Berlino:

"Il fine dell'Associazione è di venire in aiuto a tutte le imprese scientifiche che saranno raccomandate dall'assemblea delle Accademie associate o anche di una sola tra di loro, e di mettere in atto tutte le misure necessarie per favorire le relazioni scientifiche fra le Accademie. Resta inteso che ogni Accademia è libera di dare o di rifiutare il suo concorso ad ogni impresa particolare."

L'Associazione fu costituita a Parigi nel 1900 e celebrò il primo congresso nel 1901 a cui aderirono 17 Accademie. Comprendendo anche quelle di Amsterdam, Bruxelles, Budapest, Stoccolma, Copenhagen, Madrid, e l'Accadémie des inscription et belles lettres di Parigi.

Le Accademie sono oggi essenzialmente espressione del potere politico, quali, in fondo, non le voleva Leibniz.

André Robinet Leibniz iter italicum Olschki 1988

Antonio Oliva (1624-1690) animatore dell'Accademia del Cimento a Firenze, divenuto medico a Roma, stimato da Innocenzo XI e confermato da Alessandro VIII. Arrestato dal Santo Uffizio insieme a Egidio Gabrielli è imprigionato e torturato, tra due interrogatori si getta da una finestra, il suo suicidio mette fine all'istruzione. Leonio lo dà come facente parte dell'Accademia Fisicomatematica.

Louis Couturat La logique de Leibniz Paris. Alcan. 1901. pag. 508 Puis il sollicitait du duc un bénéfice ecclésiastique, pour subvenir à ses travaux et entreprises scientifiques, " car V. A. S. sçait bien" disait-il " que le meilleur usage qu'on peut faire... est de les donner à des gens qui travaillent à l'avancement des sciences "(lettre au duc Jean-Frédéric - Klopp ). C'était son idée fixe de laiciser indirectement les richesses inutilement immobilisées entre les mains des congrégations, en les consacrant aux recherches scientifiques.Aussi proposait-il bientot au duc "une nouvelle chimere": c'était de lui accorder la surveillance des cloitres, des fundation pieuses, des pensions stipendiales, etc. pour en faire servir les biens ecclésiastiques à des causes pieuses, non pas comme le vulgaire l'entend mais bien à l'avancement des sciences.

Aussi n'est-on pas étonné de trouver un mémoire intitulé De Republica, daté de septembre 1678, aprés beaucoup d'autres projets politiques ou scientifiques, le plan d'une Société ou plutot d'un ordre scientifique, analogue à celui des Jésuites, qui s'occuperait précisement des études scientifiques que les Jésuites négliegent.

pag. 513. La société qui souhaite Leibniz devrait être indépendante, fondée sur l'union volontaire et l'accord réciproque, et en même temps posséder en propre des biens et des revenus. Elle ne pourrait donc être que le résultat d'une fondation privée faite par des personnes généreuses et zélées pour la science.

Leibniz cercò di coinvolgere in questo progetto, principi, borghesi e gesuiti, ma senza eccessiva fortuna.

Aprés tant de projets avortés, Leibniz réussi enfin à en réaliser un, avec l'appui de la princesse Sophie-Carlotte, électrice de Brandebourg (ensuite reine de Prusse), fille de la duchesse Sophie de Hanovre, sa protectrice. C'est grâce à elle qu'il parvient à organiser, sous le patronage de l'électeur Frédéric III (depuis Frédéric I de Prusse) la Société des Sciences de Berlin, et qui devint sous Frédéric II (1744) l'Academie royale des Science de Prusse. La première idée de ce projets fut conçue en 1697... Il lutta ainsi pendant dix ans pour organiser et faire vivre la Société des Sciences, qui ne fut définitivement constituée et installée que le 19 janvier 1711. On sait comment tout ces efforts de Leibniz furent récompensés: par l'ingratitude de la Société et du souverain. L'année même où il allait recueillir le fruit de ses peines, il était supplanté dans les honneurs de la présidence par le ministre von Printzen, et ses collegue allaient jusqu'à lui retirer son traitement, que le roi se contenta de réduire de la moitié.

Napoleone Orsini Bacone e Macchiavelli Genova. Emiliano degli Orfini. 1936. La stampa di questo volume fu terminata il 20 Aprile 1936-XIV - a cura di Emanuel Gazzo - presso la Tipografia ITALICA in Genova Vico Vegetti, n. 5-2

DISCORSO / DELL'ORIGINE / DELLE / ACCADEMIE / PUBLICHE, E PRIVATE, / e sopra l'IMPRESA de / gli AFFIDATI di / PAVIA / DI GIO: BATTISTA ALBERTI C.R.S. / ALL'ILLUSTRISSIMO / SIGNORE / GIACOMO FILIPPO / DURAZZO / - / IN GENOVA / Per Gio: Maria Farroni, Nicolò Pefagno, & / Pier Francesco Barbieri. 1639 / CON LICENZA DE' SUPERIORI

MUNDUS / ALTER & IDEM / Sive /Terra Australis hantehac / semper incognita / AUTHORE MERCURIO / Brittannico / Accesserunt Tractatus / duo / -- / ULTRAIECTI / Apud Johannem Waesbergensis / 1643

MUNDUS / ALTER & IDEM / Sive /Terra Australis hantehac sem- / per incognita; longis itineribus peregri- / ni Academici nuperrimè lustrata. / Authore MERCURIO BRITANNICO / Accessit propter affinitatem materiae Thomae Campanellae Civitas Solis et Nova Atlantis Franc. Baconis Bar. de Verulamio / -- / ULTRAIECTI / Apud Johannem Waesber- /ge Anno cb cXLIII

Autore dell'opera prima Joseph Hall - Paolo Rossi dice l'edizione che raccoglie le tre opere "Assai significativa"

Prima edizione della New Atlantis publicata da William Rawley in appendice alla sua edizione della Sylva Sylvarum.. - London Printed by J.H. for William Lee... 1626 - Scritta tra il 1614 e il 1617 fu sottoposto a revisione da Bacone nel 1624 edizione postuma.

in Svizzera il 54,4 % dei cittadini ha votato per l'eroina di stato e per la politica di riduzione del danno

Aut Aut - 1968, 1969, 1970, 1999

Enzo Paci Keynes etc 1968 [ Robinson Teoria dell'occupazione Etas / Kompass Milano 1962 ] [ Rapporto segreto da Iron Mountain sulla possibilità e desiderabilità della pace Bompiani Milano 1968 - Galbraith] Quando uscì il Treatise on Probability di Keynes, Whitehead e Russell ne furono entusiasti - del resto lo conoscevano già e avevano aiutato Keynes. Si trattava del tema delle relazioni che conduce al relazionismo e, più specificamente, per noi al relazionismo fenomenologico. Ma si trattava anche dell'induzione e dell'incertezza, o "possibilità", dell'esperienza, della sua probabilità di fronte alla necessità formale delle proposizioni logiche e tautologiche.

Maria Maggiore su La stampa (14-02-2002) L'UE approva il vino transgenico Da oggi sarà possibile anche in Europa coltivare viti di piante Ogm. Il consiglio dei mnistri dell'Unione Europea approverà nella mattinata a Bruxelles la revisione di una vecchia direttiva del 68 sulla commercializzazione delle viti, e la produzione di colture transgeniche.

L'introduzione di viti Ogm sarà approvata oggi senza neanche un dibattito tra i ministri visto che l'accordo formale sulla direttiva è stato raggiunto ieri a livello di esperti nazionali.

Ma perchè spianare la strada al vino transgenico prima che le nuove regole sugli Ogm entrino in vigore ? si chiedono Legambiente e Greenpeace. Ermete Realacci presidente di Legambiente ha distribuito un comunicato dove esprime il suo stupore e la sua delusione "per una direttiva dove i produttori tradizionali di vino, in assenza di una normativa che regolamenti la tracciabilità dei prodotti e la loro etichettatura saranno colpiti dalla concorrenza sleale dei nuovi Ogm."

B) L'idea di associazione delle menti e di accademia degli studiosi sperimentali in Bacone, Leibniz, Condorcet e Cattaneo.

C) 9 maggio 1974

Ricordava ancora le gelide mattine d'inverno quando attraversava a passo svelto Via Vochieri e via Trotti per raggiungere l'Istituto tecnico Leonardo da Vinci di Alessandria. Gli era sufficiente evocare appena quel ricordo per materializzare nella sua mente la nebbiolina sottile che nelle mattine d'inverno scendeva anche in quelle strade strette e riparate, e sentire ancora il freddo pungente attraverso i vestiti. Gli era rimasto il ricordo di una di quelle mattine, forse quella in cui il professore di geografia entrando nella classe dopo l'intervallo si era fermato a leggere la frase scritta sulla lavagna e rivolgendosi alla classe silenziosa aveva domandato chi l'avesse scritta. Non era la prima volta che un professore leggeva le frasi che si divertiva a scrivere affinchè qualcuno, forse un dio ignoto, le leggesse, ma era la prima volta che una persona si soffermava su di esse. Si era alzato timoroso, e il professore, facendogli un complimento, che lo aveva sorpreso, gli aveva chiesto se non avesse mai pensato di raccogliere quelle frasi sparse e di publicarle. Aveva risposto di no. Mentendo perché in cuor suo era sicuro, come forse ne era sicuro il professore, che un giorno quelle frasi, sarebbero state scritte da qualche parte dove molte persone le avrebbero lette. 

Mentre scriveva aveva sempre più chiara la sensazione di essere stato preso in uno strano rimando. Si era reso conto solo allora, che stava per scrivere su di una grande lavagna, così grande che allora non ne avrebbe immaginato l'esistenza, una frase che apparteneva ancora una volta ad un altro. Era come se, leggendo le frasi scritte con il gessetto il suo insegnate ne fosse diventato l'autore.  Ed ora egli intuiva pienamente il senso di qualcosa che aveva nella mente ormai da molti anni. Anzi ormai non aveva più dubbi, l'altro, la persona che scriveva sulla lavagna, voleva che gli fosse data la parola, quando fosse venuto il momento di scrivere ancora un'ultima frase sulla lavagna. Oggi, dopo ventisette anni, il momento era venuto. Ecco quello che aveva trovato scritto sulla lavagna: 

"...il 9 maggio 1974 un professore di geografia è entrato nel carcere di Alessandria per raggiungere i suoi studenti ed ha incontrato al loro posto un uomo che ha deciso per lui ."

Il 9 maggio 1974 in una rivolta nel carcere di Alessandria, durante l'assalto dei carabinieri agli ordini del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, vengono uccise 7 persone. Fra di esse un professore di geografia.

Louis Couturat La logique de Leibniz Pari, Alcan 1901

pag 240L'idée d'une Logique des probabilités avai été suggérée de bonne heure à Leibniz par ses étude juridiques et théologiques ( lettre à Jean Bernoulli 5 mars 1697). Il citait souvent avec éloge les distinction subtiles que les Jurisconsultes avaient établies entre les "degrés des probations". ( Voir l'énumération des divers degrés de preuves et l'indices juridiques dans les Nouveaux Essais, IV etc) Il avait déjà esquissé une théorie des probabilités dans son De Conditionibus (1665), et entrepris un ouvrage intitulé Ad Stateram juris, degradibus probationem et probabilitatum , dont il ne nous reste qu'une belle préface, où il propose les jurisconsultes comme des modèles de Logique dans les questions contingentes. Puis, quand il fut devenu mathématicien, cette idée première se précisa et se confirma dans son esprit par l'étude des travaux de Fermat, de Pascal et de Huygens sur les jeux de hasard, et de ceux de Hudde et de Jan de Witt, pensionnaire de Hollande, sur les rentes viagères.

Pag 244 Les idées fondamentales de sa théorie se trouvent, d'abord dans le De Conditionibus de 1665 ensuite dans le Specimen demonstrationum politicarum pro eligendo rege Polonorum (1669) composé a la demande du baron de Boineburg, et qu'il rappellait volontiers plus tard, sans doute parce qu'il prouvait l'ancienneté et l'originalité de ces idées; enfin dans sa première Lettre à Arnauld (1671 ou 1672) e dans sa Definitio Justitiae universalis qui date manifestement de la meme epoque.

Pag 245. La première de ces idées est que les probabilités sont à la certitude comme les parties sont au tout, ou comme les fractions propres à l'unité... Mais il y a des problèmes où les diverses alternatives ne sont pas égalment probables, et il faut alors évaluer au préalable la probabilité respective de chacune d'elle... En résumé, Leibniz avait découvert de lui-meme les règles de la probabilité totale et de la probabilité composée, ( Laplace principe II et III - Cournot principe I et IV  Exposition de la théorie des chanches et des probabilités Paris Hachette 1843)

Pag 249. Pour les mathématicien, la théorie des probabilités n'etait qu'une occasion de poser et de résoudre des problèmes purement mathénatiques, tandis pour Leibniz, c'etait vraiment une "partie de la Logique", jusqu'alors ignorée ou méconnue... Il regrettait que cette Logique, la plus importante et la plus utile, fût négligée par les logiciens, qui ne connessait, à l'exemple d'Aristote, que la logique du nécessaire (la Méthode de la certitude) et qu'elle n'existât que sous une forme implicite et quasi inconsciente dans les théories des juristes. Ce devrait être, selon lui, la véritable Topique ou Dialectique, c'est a dire la logique du vraisemblable; il l'opposait et la préférait de beaucoup à la Topique d'Aristote (theorie des lieux communs), laquelle ne sert tout au plus qu'à trouver des arguments de rhéteur pour plaider n'importe quelle cause, mais nullement à en éprouver la valeur et à en mesurer la force probante ou le "poids", c'est-à-dire la probabilité. D'autre part il l'opposait également au probabilisme des théologiens et des casuistes ( en particulier des Jésuites) ... La preface Ad Stateram juris contient une vive critique de la morale relâchée des Jesuites, qui parait être un écho des Provinciales.

Pag 273. L'Art d'inventer fait nécessairementi appel au Calcul des probabilités; car l'analyse, avons-nous vu, consiste à remonter des effets au causes, c'est-à-dire des conséquences aux principes, des phénomènes observés aux lois hipothétiques. Or on sait que cette régression, inverse de ordre déductif direct, n'est que probable, lorsque " le retour n'à pas lieu"; il s'agit alors d'évaluer le degré de probabilité de l'hypothèse ainsi établie, et c'est précisement là l'office du Calcul inverse des probabilités, qui consiste à estimer ce qu'on appelle la probabilité des causes qui peuvent produire un effet donné et connu par expérience.(Le calcul direct des probabilités apprend à évaluer la probabilité d'un effet, étant données les probabilitè de ses causes ou conditions. Le Calcul inverse apprend à éavluer la probabilité de la cause, étant donné que l'effet a réellement lieu)

Dans le Calcul direct des probabilités, les donnes, qui sont les probabilités des causes, peuvent être connues et calculées a priori; mais dans le Calcul inverse, les données sont les probabilités des effets, et, comme elles ne peuvent pas se déduire des probabilités des causes ( qui sont justement inconnues) elles ne peuvent être connues qu'à posteriori.

Come è noto la logica di Leibniz è stata a lungo ignorata e si deve a Couturat la sua prima diffusione.

A) Su La Stampa di oggi un articolo di Lester C. Thurow sulla situazione in Argentina propone una idea che si può riferire in generale a tutti i popoli, Italia compresa, e che in un certo senso risale alle teoria delle elites.

L'Argentina è forse il più grande mistero economico del mondo. Non ci sono grandi eventi - guerre o rivoluzioni - all'origine del crollo. Pochi milioni di persone, discendenti degli immigrati europei abitano un'ampia area geografica ricca di alcune delle migliori terre agricole del mondo. Il clima è molto simile a quello degli stati uniti. E' fra i paesi più colti del mondo ispanico. In sostanza non è un paese povero che lotta per emergere.

Le cause reali e i rimedi ruotano intorno alla leadership. Perchè l'Argentina ha sistematicamente una cattiva classe dirigente ?

Il problema non è solo politico. Nella seconda metà dell'800 l'America ha collezionato una serie di cattivi presidenti di cui oggi nessuno ricorda i nomi. In quegli stessi anni però c'erano ottimi uomini d'affari, i cui nomi (Morgan, Edison, Rockefeller Carnegie, Mellon, Eastman) oggi si ricordano ancora.

Se la guida di un paese è costantemente sbagliata c'è qualcosa che non va nel popolo che si ostina a sceglierla. Vuol dire che non è disposto a seguire un buon leader ma tende a seguire quelli cattivi. Questo è il vero problema.

Maria Teresa Salvemini Le politiche del debito publico Bari Laterza 1992 pag. 194. La ripresa del dibattito teorico sugli effetti economici del debito publico si colloca in un contesto di generale ripensamento della teoria economica... Al cuore della contesa tra keynesiani, monetaristi e neoclassici è stata la questione del crowding out, dello spiazzamento dell'investimento, o del consumo, privato ad opera della spesa pubblica finanziata con emissione di debito. I keynesiani hanno sostenuto che in condizioni di liquidità abbondante quali sono le recessioni, un aumento del debito non provoca aumenti significativi dei saggi di interesse, e che comunque la sensibilità degli investimenti al saggio di interesse, in quelle condizioni, è bassa. Per i monetaristi i parametri rilevanti sono invece tali da determinare forti rialzi dei rendimenti, e forti effetti sulla spesa privata. Nel modello neoclassico la tendenza del sistema alla piena occupazione è assicurata dalla flessibilità dei prezzi e dei salari, e la spesa publica in disavanzo non serve, e se viene fatta non può che spiazzare una corrispondente spesa privata. Più tardi l'inserimento nel modello, delle aspettative razionali degli operatori ha notevolmente arricchito la comprensione degli effetti della politica di bilancio sulla domanda aggregata: a seconda di come vengono percepiti i cambiamenti di tale politica mutano le reazioni degli operatori.

L'evidenza empirica non è, su questi punti. risolutiva.

pag. 201 Le condizioni per una crescita non esplosiva del debito, e cioè che garantiscono il rispetto del vincolo intertemporale di bilancio,seppure senza limiti di tempo, sono - che nell'intero periodo gettito fiscale e finanziamento con moneta (adeguatamente scontati) coprano sia gli interessi sul debito che le spese. (à la condizione che non si faccia un Ponzi Game) ... La seconda condizione, necessaria nel caso in cui non operi la precedente, è che il tasso di crescita del prodotto sia superiore al tasso di interesse; anche in questo caso esiste un momento, lontano nell'orizzonte quanto occorre, in cui si raggiunge il valore attualizzato richiesto dal vincolo intertemporale. E' importante notare che ciò avviene senza necessità di avanzi primari. Non vi è onere per le generazioni future che vedranno descrescere il peso del debito senza far nulla.

Che cosa determini il divario tra tasso di interesse e tasso di crescita è problema di grande interesse e di grande complessità. L'esperienza storica indica una prevalenza dei periodi in cui il tasso di interesse è stato inferiore al tasso di crescita - e forse questo spiega come nessuna delle previsioni catastrofiche fatte dagli econimisti circa le conseguenze di elevati debiti pubblici si sia verificata. In genere è nei periodi di crisi economica, quando il reddito ristagna, che i tassi di interesse si collocano al di sopra del tasso di crescita Bisogna vedere se è la recessione che aumenta i tassi di interesse o se è l'aumento dei tassi che determina la recessione. L'uovo o la gallina.

pag. 229 Ci sembra di poter sostenere che la crescita del debito pubblico negli ultimi venti anni, e più in generale le difficoltà di controllo sulla politica di bilancio dipendano in misura non secondaria dalla scelta, effettuata negli anni Settanta, di trasformare tutta la finanza pubblica non statale - regioni ed enti locali, ospedali ed enti previdenziali, aziende autonome ed enti di gestione delle partecipazioni statali - in enti a finanza derivata, sostanzialmente privi, cioè, di autonomia di entrata. Un governo, ed anzi un Tesoro, che ha avuto in mano tutte le leve finanziarie, è stato un Tesoro debole perchè ha avuto, coalizzate contro, tutte le forze, i gruppi, gli interessi.

pag. 233 L'idea di ridurre il debito publico sostituendo a questo nei portafogli privati beni immobili o attività finanziarie provenienti dal patrimonio pubblico è un'idea che ha molte suggestioni. C'è al fondo una idea di stato diversa, più limitata, prima ancora che una motivazione economica di ripianamento di un debito. L'idea di ripianare il debito publico con le privatizzazioni è stato un grimaldello con il quale introdurre l'idea di stato minimo. Da un punto di vista economico le privatizzazioni sono una contradizione, per cui il sostegno dato dalla sinistra alle privatizzazioni è un controsenso o un cattivo uso delle parole. La vendita di attività patrimoniali non può peraltro essere considerata equivalente ad altri tipi di interventi intesi a ridurre stabilmente il disavanzo primario. Non lo è, in primo luogo, perchè l'effetto è transitorio, trattandosi di entrata straordinaria, salvo il risparmio eventuale degli interessi. Non lo è perchè assai diversi sono gli effetti sulla domanda aggregata. Non lo è perchè comunque l'operazione di privatizzazione riduce il valore dell'attivo patrimoniale del settore pubblico, e quindi lascia invariato il valore del debito netto. . Occorre anche distinguere tra vendite di attivita patrimoniali che producono reddito e vendite di attività che non producono reddito. Nel primo caso si ha anche una riduzione delle rendite che avrà un effetto duraturo. Nel secondo caso, di attività in perdita, non può trattarsi di vendite ma di chiusure camuffate da dismissioni nelle quali difficilmente ci saranno entrate reali. Non appare credibile che una attività per il semplice fatto di essere gestita dai privati sia economicamente attiva e viceversa sia economicamente in perdita per il solo fatto di essere gestita publicamente.

Ministero del Tesoro. Ragioneria generale dello stato. I bilanci statali dei paesi della comunita economica europea. Roma 1959

Principi di bilancio. Sistema di bilancio

Belgio. L'articolo 2 della legge di contabilità stabilisce che sono considerati pertinenti ad un esercizio soltanto i diritti acquisiti. Ma la norma patisce tante e tali eccezioni per cui in pratica il Belgio finisce per adeguarsi in larga parte, al sistema di competenza secondo un sistema che ha molti punti di contatto con quello italiano.

Germania. Il bilancio si adegua in parte al sistema della cassa e in parte al sistema della competenza. Per quanto riguarda le entrate si segue quasi esclusivamente il sistema della cassa. Per quanto riguarda le spese gli stanziamenti possono essere utilizzati soltanto durante l'anno finanziario, dovendosi portare in economia le differenze risultanti alla chiusura dell'anno medesimo fra le somme stanziate e quelle pagate. Peraltro possono essere utilizzati al di là dell'anno finanziario nel cui bilancio risultano iscritti gli stanziamenti relativi a spese straordinarie, odinarie non ricorrenti e spese trasferibili autorizzate dal ministero delle Finanze.

Francia.Il sistema della gestione (di cassa) trova applicazione nei confronti della spesa unicamente in sede di rendiconto, mentre in sede di previsione e in sede di esecuzione il bilancio si adegua al sistema della competenza.

Il sistema dello stato italiano si adegua al sistema della competenza pura. Trattasi di sistema della "competenza " in quanto le entrate e le spese che si inscrivono nel bilancio rappresentano appunto le "competenze dello esercizio" al quale il bilancio medesimo si riferisce e cioè: per le entrate ciò che si crede potranno produrre durante l'esercizio considerato i diversi cespiti stabiliti dalle leggi e quelli eventuali che sono prevedibili; per le spese quelle che il governo è autorizzato a disporre nel corso dell'esercizio medesimo per provvedere ai pubblici servizi e agli obblighi assunti dallo stato.

Quanto poi all'aggettivo "pura" esso sta a significare che il conto della competenza dell'esercizio in corso è tenuto distinto dal conto dei residui, senza, quindi, che vi sia alcun collegamento formale e diretto con le rimanenze attive e passive degli esercizi precedenti.

Giulio Tremonti- Giuseppe Vitaletti Il federalismo fiscale Bari Laterza 1994

Occorrerebbe prendere per base della tassazione non l'anno ma il ciclo vitale. Con i moderni strumento di calcolo non è poi così difficile tenere conto della storia personale di ogni contribuente sia esso persona fisica o giuridica e costruire sulla sua storia una possibilità di credtito.

Il discorso di Tremonti è in parte di sinistra. Perchè la sinistra si è fatta spossessare dal discorso suo proprio ?

La successione è una imposizione "sulle cose", nel senso dato da Tremonti a questo termine.

pag. 131 Le aliquote della tassazione sui consumi potrebbero essere modulate più attentamente di quelle dell'IVA in funzione crescente a seconda che i prodotti siano essenziali o non essenziali. I corrispettivi richiesti dal sistema sanitario publico potrebbero essere unificati in un'unica fattura annuale per tutti i tipi di prestazione con pagamento proporzionale al reddito (e dico io proporzionale al reddito esteso negli anni). etc

B) René Sigrist L'expérimentation comme rhétorique de la preuve: L'exemple du Traité d'insectologie de Charles Bonnet. Revue d'histoire des sciences. 2001

Résumé - Depuis que l'analyse des rhétoriques scientifiques a été développée par des auteurs comme Stevin Shapin [ Leviathan eta la pompe à air : Hobbes et Boyle entre science et polithique Paris La Decouverte 1993 ] ou Cristian Licoppe [ La formation de la pratique scientifique de l'expérience en France et en Angleterre (1620-1820) Paris La Découverte 1996], la stratégie de convinction apparait comme une composante majeure de la démarche de tout savant. La présente étude, centrée sur le Traité d'insectologie de Charles Bonnet (1745) entend montrer comment la démonstration expérimentale de phénomènes surprenants comme la parthénogenèse du puceron ou la régénération des vers d'eau douce a défini la "rhétorique de la preuve" d'un naturaliste du milieu du XVIIIe siècle, et comment cette "rhétorique a en retour conditionné le développement d'une expérimentation basée sur des "suites d'observations". Pour donner à ses démonstration une forme plus convaincante, Bonnet s'appuie sur une narration très circonstanceiée de ses observations, qui inclut des figures et des extraits de son journal de laboratoire. Cette "rhétorique de la transparence", qui s'adresse à un lecteur censé servir de "témoin virtuel" des expériences, est caractéristique d'une norme scientifique qui s'impose au milieu du XVIIIe siècle, par opposition à l'épistémologie mécaniste classique. Loin de l'idéal baconien d'une expérience cruciale unique, cette pratique de l'expérimentation en série associe une expérience principale, qui sert à établir l'existence d'un "fait", à une suite de répétitions et de variations destinées à établir la stabilité et à analyser l'extension de ce fait.

Marino Buscaglia La pratique, la figure et les mots dans les Mémoires d'Abraham Trembley sur les polypes (1744) comme exemple de communication scientifique. in Galuzzi etc. Le forme della communicazione scientifica Milano, Franco Angeli, 1998

Charles Bonnet, Ginevra 13 marzo 1720- 20 giugno 1793. Laureatosi in giurisprudenza nel 1743 si dedicò però agli studi naturalistici ed alla filosofia. Dal 1752 al 1768 fu membro del Gran Consiglio. A 18 anni scopri la partenogenesi degli afidi, si occupò poi della rigenerazione degli animali inferiori studiando l'idra di acqua dolce.
Traité d'insectologie ou observations sur les pucerons (Parigi 1745, voll. 2).
Recherches sur l'usage des feuilles dans les plantes (Gottinga 1754)
Considerations sur les corps organisés (Amsterdam 1762, Voll. 2)
Oeuvres complètes Neuchatel ( 1779-1783)
Su di lui J. Trembley Mémoires pour servir à l'histoire de la vie et des ouvrages de Bonnet. 1784

C) Hélène Lenoble-Liaud Union monétaire européenne: faut-il avoir peur du passeger clandestin ? Revue d'économie polithique. 2001 Résumé - La littérature sur l'impact de la formation d'une coalition sur les pays en dehors met en évidence un risque de free-riding , car la coordination bénéficie plus aux outsiders qu'aux insiders . La coalition n'est donc pas stable. Mais en ce qui concerne la zone Euro, l'importance accordée au free-riding paraît exagéré compte tenu du comportement des pays durant la phase précédant l'intégration, et de l'empressement del outsiders européens potentiels à satisfaire les critères de convergence. Nous étudions donc l'impact du  free-riding à partir d'un modèle simple type néo-keynésien à troi pays. En nous appuyant sur des résultats de théorie des jeux, nous montrons que la supériorité du gain de l'outsider par rapport à celui d'un insider ne dissuade pas de se coordonner. Le free-riding fait éventuallement obstacle à la coordination quand il revêt d'autre formes, principalement quand les pays sont supposés différents ou subissent un choc spécifique.

Civilta delle macchine 1955-1956-1957 Keynes (1956)

Questa seconda serie. di Aldo Fascetti.  (Presidente dell'IRI) "Civiltà delle Macchine", pubblicata fino a d oggi dalla Finmeccanica sarà, da questo numero, la rivista di tutte le aziende IRI. 

"Civiltà delle Macchine" ha una sua impostazione di indubbio interesse. Per questo, avendo pensato di dotare le aziende IRI, di una pubblicazione che servisse per tutte, mi è sembrato che la formula adottata da "Civiltà delle Macchine" rispondesse alle esigenze intellettuali di coloro che direttamente o indirettamente operano nell'IRI. ( segue foto a piena pagina di Fascetti. Numero 2 del marzo-aprile 1957)

Copertina del numero "Trucioli della Terni" Fotografia di semplici trucioli di acciaio. Articolo Trucioli di Gino Papùli Durante la guerra, in un'isba di uno sperduto villaggio russo, vidi una lampada fulminata tenuta come soprammobile. Ne provai stupore ed interpretai la cosa come indizio della ritardata evoluzione dei centri rurali lontani dalle strade di grande comunicazione e dalle linee elettriche.

Oggi riconosco a quella lampada inservibile gli stessi diritti di una ceramica di Picasso... Questa revisione del pensiero ha trovato conferma, tempo fa, nella decorosa casa di un colono umbro, dove - accanto alla radio - era posato il tortiglione bluastro di un truciolo di acciaio....

Evaristo Gaulois di G. Verriest (1957)

Leonardo Sinisgalli ( settembre-ottobre 1955) Le mie stagioni milanesi Rasentavo le fabbriche verso mezzogiorno, quando mi ero appena alzato dal letto, sentivo il fischio delle sirene come una frustata, guardavo le file degli operai che inforcavano le biciclette, e quelli che andavano all'osteria, e i muratori che consumavano sui margini del prato i loro cartocci. Avevo pietà di me. Ma non ero infelice.

Vorrei dire, di straforo, che una delle mie ambizioni fu proprio questa: provocare stimolare una prosa analitica piuttosto che il solito pezzo commemorativo, un referto e non un inno, un commento non una predica. Io sono sicuro che se i nostri scienziati e i nostri tecnici considerassero l'esercizio della scrittura alla stregua di un'operazione dignitosa (una vera e propria lima del pensiero) qual'è sempre stata per Leonardo o per Cartesio, per Leon Battista Alberti o per Maxwell, per Linneo o per Einstein, e se viceversa i letterati e i filosofi e i critici, come hanno fatto del resto Goethe e Valery, Hegel e Bergson, Giedion e Dewey, accogliessero con rinnovata simpatia, le ipotesi e i risultati del calcolo, dell'esperienza, una concordia nuova potrebbe sorgere tra le inquietudini e le stanchezze del nostro tempo, non voglio dire un nuovo mito. E' molto probabile che questo genere di letteratura "a comando", [[ Beccaria]] questo giornalismo tecnico prenda il sopravvento sulle pagine scritte in libertà, sulla prosa gratuita, sulla scrittura disinteressata. Abbiamo letto in questi ultimi giorni una "memoria" che accompagnava la relazione di bilancio di una grande società finanziaria belga: un saggio sull'utilizzazione delle materie prime che poteva portare una firma celebre, ed era invece soltanto una plaquette anonima. Io aspetto il gran giorno in cui il Regno dell'Utile sarà rinverdito dalla cultura, dalle metafore, dall'intelligenza. Quest'estate ho aperto qualche libro dei nostri illuministi, l'abate Galiani, Filangieri, Verri. Mi veniva da confrontare la nitidezza dei loro pensieri e delle loro parole alle sbavature di tanti articoli di fondo dei nostri giornaloni.

Sinisgalli Fiori pari fiori dispari Bari Leonardo da Vinci 1964 Capitolo venticinquesimo.

Tornavo a caso, alcuni anni addietro, tutte le sere per le stesse strade, e una volta mi accorsi di Via Velasca. Ebbi l'impressione di avere per anni calpestato un cadavere disteso davanti alla porta; a un certo momento il cadavere si alza da terra e mi chiede, immemore, notizie di sè. Così mi accorsi quella sera di Via Velasca e i versi di allora hanno commemorato quell'incontro inevitabile. Io volli legare al ricordo di quella strada un'immagine della mia vita, quella strada le cui selci mi apparivano alla fioca luce dell'aria così profondamente logore. Io non dissi che la mia vita mi doleva come dolevano le costole rotte a Via Velasca. Io dissi solo che una stessa luce poteva soccorrerci insieme in quell'ora, la luce che cadeva dai tetti quella sera sopra le povere ossa di Via Velasca e dentro il mio petto.

C) Alessandro Wagner Due milioni di miliardi Milano Mondadori 1993. Alessandro Wagner giornalista del "Giorno" poi del "Messaggero" e dell'"Indipendente"

Nel bilancio di previsione c'era scritto che lo stato governato da Craxi avrebbe speso, "a legislazione vigente", 346mila miliardi nel 1984, 354mila nel 1985 e 374mila nel 1986. Invece ne spese 356 il primo (+8mila), 417mila il secondo (+63mila) e 461mila il terzo (+87mila)... Uno scostamento di 80-90 mila miliardi di spese in più rispetto alle revisioni rappresentano uno scostamento non male per uno che la spesa publica la "calcolava" e la "governava".

L'evoluzione del debito publico è il miglior testimone degli anni di Craxi: quando lo ereditò era di 456mila miliardi, quando fu costretto a lasciare il posto tre anni dopo stava per arrivare a 900.000, cioè era raddoppiato.

Relazione annuale del governatore della Banca d'Italia
Relazione annuale della Corte dei conti sul rendiconto dello stato.
Fondazione Einaudi Il disavanzo publico in Italia: natura strutturale e politiche di rientro. 1993

D) Le fonti per lo studio dell'amministrazione publica italiana. Guida Bibliografica 1848-1992 a cura di Fernando Venturini Bologna Il Mulino 1994

ISTAT - Annuario statistico italiano - dal 1878
ISTAT- Compendio statistico italiano - dal 1932
Bollettino del servizio per il diritto d'autore - 1987 - Presidenza del consiglio - trimestrale - già Bollettino dell'Ufficio della proprietà letteraria e scientifica (1945-1987)
Relazione generale sulla situazione economica del paese - Ministero del Tesoro (L. 639/1949 - L. 48/1967, art 2b)
Conto riassuntivo del tesoro - Supplemento mensile dalla Gazzetta Ufficiale. (RD 827/1924 art 609 Ragolamento di contabilità)
Bollettino bimestrale sulla gestione di bilancio - Ragioneria generale dello Stato (1991)
Relazione illustrativa al rendiconto generale dello Stato (L. 468/1978 art 22)
Decisione e relazione della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato (presentata al parlamento ai primi di luglio)

E) Giulio Tremonti Lo stato criminogeno Bari Laterza 1997.

pag 44 LA DEMOCRAZIA DEL DEFICIT. Tutto è cominciato - dice Tremonti - con la "centralità del Parlamento". Il PCI, presente nel Parlamento perchè ce lo mandavano i cittadini, non poteva però essere presente nel governo, perchè lo escludeva il veto imposto dalla ragione di Stato. Questa asimmetria tra voti e veto fu superata facendo entrare il governo nel Parlamento. Questo giustificherebbe la tesi di Tremonti sulla corresponsabilità del PCI nel deficit. La prima fase (critica) va dalla fine degli anni sessanta fin verso la fine degli anni settanta. Il deficit publico è utilizzato come mezzo di controllo del conflitto sociale. La seconda fase (clientelare) occupa gli anni ottanta. In questo periodo di sviluppo le ragioni del deficit vengono meno, ma l'involuzione del sistema politico impedisce scelte rigorose per lo scontro dei gruppi clientelari. La terza fase (finanziaria) comincia alla fine degli anni ottanta. Dal 1992 l'aumento del debito serve solo a coprire la spesa per interessi sul debito stesso. E' questa la causa scatenante della crisi del 1992-93.

L'aumento del deficit ha generato come conseguenza inevitabile, un progressivo aumento della pressione fiscale senza corrispettivo. La crisi di tangentopoli è in realtà una espressione di una insofferenza verso la pressione economica dello stato e della politica sui cittadini. Non è secondo me una questione strettamente giuridica. Una classe politica che avesse avuto l'appoggio della popolazione avrebbe schiacciato ogni velleità punitiva della magistratura.

pag. 64. INFLAZIONE LEGISLATIVA. Il mito della legge. Il fenomeno dell'eccesso legislativo è storicamente ricorrente. Risale al principio dell'età moderna ("l'immensité des statuts, qui, faute d'ordre et d'ensemble, rendent la loi inaccessible aux citoyens" J. Bentham. Oeuvres Bruxelles 1840. Vol III. p. 163) e arriva fino all'età contemporanea. ( S. Cipollina "Osservazioni sulla politica legislativa in materia fiscale " Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze. 1995.)

Tremonti elenca quattro fattori all'origine di questa proliferazione incontrollata della legge. 1) Il mito della legge, nato dalla rivoluzione francese, che la stabiliva come espressione della volontà generale attraverso l'assemblea espressione del popolo, che si traduce però nel Rechtsstaat. 2) Il "positivismo giuridico" ha teorizzato l'onnipotenza della legge, che ha cessato di essere esclusiva espressione delle "idées générales" di razionalità e giustizia. La legge come voluntas discrezionale, è stata utilizzata dallo Stato, autoritario, totalitario, socialdemocratico per le rispettive finalità: l'edificazione dello Stato etico, dello stato sociale etc. 3) in seguito la legge è divenuta essa stessa fattore economico, il valore delle cose cresce in funzione del tipo e del regime di leggi che le governa. La legge dopo essersi fatta suddita dello stato si fa suddita dell'economia. 4) Alla fine la quantità ha cominciato a influire sulla qualità della legge. La mancanza di tempo "per far maturare i disegni di legge", il lobbismo, la contaminazione tra legge vera e propria e provvedimenti amministrativi determinano un decadimento della qualità delle leggi. E così cominciano ad apparire le leggi spazzatura, le leggi usa e getta. L'evidenza statistica - dice Tremonti- indica che nella "fabbrica della legge" entra un testo legislativo ogni 2 ore e ne esce un prodotto finale ogni 3,5 giorni.

Tremonti cita Tomaso Moro "E' massimamente ingiusto vincolare gli uomini attraverso leggi che o sono troppo numerose da poter essere lette tutte quante da cima a fondo, o sono troppo poco chiare, da poter essere comprese da tutti" Utopia, De optimo reipublicae statu (1516).

Tra le cause di degenerazione della politica c'è stata in particolare, proprio la confuzione tra forum e mercatus . La legge, non concepita come codificazione di principi, ma intesa come sistemazione di interessi sempre più specifici... basta leggere la "Gazzetta Ufficiale" a ridosso del ciclo elettorale, per verificare l'incremento vertiginoso della "legislazione di scambio".

C. E. Paliero "Minima non curat praetor" Ipertrofia del diritto penale e decriminalizzazione dei reati bagatellari. CEDAM Padova 1985

pag. 160. CHE FARE?. Il mondo finora vincente è stato il mondo giacobino: un mondo regolato in forma dogmatica, totalitaria e prevalente dalle leggi dello Stato. Il mondo finora perdente è stato invece quello aristotelico e cristiano, il mondo delle regole contenute nei contratti e prodotte liberamente dagli individui, dalle famiglie, dai corpi intermedi. Ora, con la fine dello Stato giacobino 'moderno', questo mondo può e deve nuovamente prevalere. L'apoditticità di affermazioni di Tremonti lascia stupiti dopo tanta pratica saggezza dimostrata. Che il mondo cristiano si sia rifatto ad Aristotele con l'Aquinate è vero, ma che il cristianesimo, quello evangelico non quello di Tommaso, sia riconducibile ad Aristotele è molto discutibile. E Aristotele non è certo riconducibile al cristianesimo. Ma oltre a questo, non sembra giustificata, almeno dal punto di vista metafisico, l'affermazione che il mondo cristiano sia il "mondo delle regole contenute nei contratti". Questo è certamente falso. Ma forse si tratta di una svista, o semplicemente di un modo di ingraziarsi la chiesa dicendo cose vaghe ed astratte difficili da dimostrare sia in un senso che nell'altro. Comunque il mondo che il professor Tremonti ha in mente si avvicina di più, forse, a quello di Carlo Cattaneo, che non era certo tenero con gli aristotelici.

pag. 167. Un manifesto in cinque punti.

1. Dalla legge al contratto : "tutto è libero, tranne ciò che è vietato". Il campo dei divieti deve essere limitato all'ordine publico nel senso letterale del termine.... Tutte le leggi finora vigenti devono essere abrogate, per essere sostituite da codici. La codificazione è una fase essenziale della libertà.... E' la ricerca di principi essenziali unificanti (sarebbe meglio dire generali)... Il diritto semplice non è una utopia giuridica, è una necessità. Come è stata una necessità quella espressa nel principio illuministico della legge certa, chiara e semplice.

Vedi Bentham per i codici, le leggi che hanno valore di legge, devono essere generali, conosciute e non possono variare ogni settimana.

2. Il federalismo. Sfonda una porta aperta.

3. Il fisco: otto tasse un solo codice. Una riforma fiscale come qui si ipotizza non è nè di destra nè di sinistra. Semmai, si pone nell'alternativa tra vecchio e nuovo.

La riforma qui in ipotesi si muove su tre direttrici:

- dal centro alla periferia (federalismo fiscale)

- dalle persone alle cose (la tassazione ambientale e dei consumi)

- dal complesso al semplice ( certezza e semplicità del diritto)

Ovviamente non si possono fare miracoli (direi io non si devono fare miracoli) 

Oggi si tassa troppo chi lavora e chi vuole produrre ricchezza.

4. Le pensioni: la coperta statale è corta e va lasciata ai più poveri. esclusa l'intenzione di 'americanizzare' con la previdenza la società, e data l'opposta esigenza di conservare livelli di convivenza sociale, la formula è una sola: il ceto medio deve essere lasciato libero di procurarsi previdenza e assistenza passando attraverso mutue, fondi, cooperative, volontariato, famiglie (ehm. ehm.)

5. Scuola: uso della televisione publica per la formazione e inglese, impresa, informatica. I figli dei ceti abbienti e medi imparano l'inglese in casa o soggiornando all'estero. Cosa è una impresa e come funziona lo imparano (quasi sempre) stando a casa, per osmosi familiare. Infine apprendono l'uso del computer perchè ne hanno la disponibilità. Gli altri devono avere altrettanto dallo Stato.

L'atomo di Democrito
Prendiamo in considerazione un elemento primitivo,ad esempio l'atomo di Democrito, esso è individuato dalle tre coordinate spaziali e dal tempo. Una cosa che è nello stesso punto nello stesso tempo è la stessa cosa. Un atomo democriteo è lo stesso se ha le stesse coordinate spaziali e temporali. Per rendere possibile che due atomi democritei siano uguali pur differendo in qualcosa è necessario che vengano identificati attraverso una quinta coordinata diversa da quelle spaziali e temporali. Due atomi democritei uguali sono diversi se differiscono nella quinta coordinata e cosi via due atomi che sono uguali nella quinta coordinata sono diversi se differiscono nella sesta coordinata. Due atomi democritei che hanno le stesse coordinate spaziali e temporali si comporteranno sempre nello sesso modo. Due atoni democritei che hanno coordinate spaziali e temporali diverse sono diversi e si rapporteranno fra di loro sempre nello stesso modo.Un atomo democriteo che ha una carica elettrica positiva non può essere lo stesso che ha una carica elettrica negativa. Deve essere necessariamente un altro atomo cioè deve differire per almeno una delle coordinate spaziali e temporali. Questa è una logica di tipo binario. Possiamo ipotizzare una logica in cui un atomo democriteo con le stesse coordinate spaziali e temporali e le stesse n coordinate accessorie di un altro atomo sia diverso dall'altro atomo al di fuori delle n coordinate. Questo atomo democriteo uguale ad un altro atomo per le n coordinate ma diverso da esso per definizione è il nulla. Questa è la massima estensione logica di un atomo democriteo.

Effetto Zeigarnik

Quando si forma un motto di spirito si abbandona per un momento un corso di idee che poi riaffiora improvvisamente  dall'inconscio come motto.  Freud  - Il motto di spirito.

Effetto Zeigarnik - effetto psicologico che si produce quando un compito non portato a termine lascia una Gestalt in sospeso.

L'osservazione è comune, quando una azione non è completata il suo effetto continua a permanere nella mente anche se ci si dedica ad un'altra attività. La mente continua a pensare. A volte il modo migliore per ottenere il risultato di un problema che non riusciamo ad afferrare è semplicemente distrarsi, liberare la menta dall'attività cosciente in modo che possa dedicarsi alla Gestalt rimasta in sospeso.
Questo significa che le attività della mente si sovrappongono e hanno delle interazioni fra loro, ma significa anche che la coscienza è una, e solo ad un risultato per volta è consentito raggiungerla.
E' notizia di pochi giorni fa che studiosi Svizzeri e del MIT stanno elaborando un circuito che possa funzionare utilizzando dati digitali e dati analogici contemporaneamente. Questo permetterebbe appunto di simulare l'attività della mente che sovrappone piani diversi di pensiero.

UNA FRASE DI FREUD

C'è una frase di Freud riferita ai legami con l'altro reale, che non comprendevo, di cui mi sfuggiva il senso, influenzato forse dalla idea cristiana di amore per l'altro.

Freud afferma che le uniche persone alle quali si è legati sono i familiari, la propria compagna.  Non c'è nessun rapporto di reciproco scambio se non quello del legame familiare. Ovviamente Freud intendeva il rapporto di due persone accomunate da un legame erotico profondo. Fuori da questo rapporto non c'è nulla.

Debbo confessare che quando ho letto queste frasi, molti anni fa, ero ancora giovane, mi sono sembrate piccolo borghesi, non vere, l'altro è buono mi dicevo, così ci ha insegnato la religione, l'altro è nostro fratello. Non è vero aveva ragione Freud. L'altro non solo non è buono, ma non esiste che nell'immaginario. L'unico altro che esiste è la persona che hai accanto e condivide la tua vita, se veramente la condivide. Al di fuori di questo rapporto - ovviamente se questo rapporto esiste e non è detto che esista sempre - c'è sostanzialmente il vuoto.

Ogni affermazione diversa non solo non è vera, ma è una menzogna. L'altro non ti conosce e tu non conosci l'altro, l'altro per me è solo un mezzo, come io sono solo un mezzo per lui. Pensare in questi termini significa rispettare l'altro ed essere rispettato. Se l'altro si accorge che tu lo consideri diversamente o si illude o ti usa.

Una frase di Gyorgy Lukács

C'è una frase di Lukács sulla democrazia che dice più o meno così: quello che mette in pericolo la democrazia non è l'ineguale distribuzione delle ricchezze, ma la troppo ineguale distribuzione delle ricchezze.

Il confine tra la democrazia e la non democrazia non è la forma di governo, non è la legislazione a tutela dell'individuo, non è la proprietà privata, e neppure la proprietà collettiva dei beni. No il confine tra la democrazia e l'assenza di democrazia è un semplice aggettivo: troppo.

La troppo diversa distribuzione del potere è la minaccia più grave alla democrazia. Seppure tutta la mia simpatia vada all'autore del programma con cui scrivo non c'è dubbio che lo smembramento della Microsoft è una semplice questione di democrazia.

Osservazioni sull' uguaglianza degli uomini

Il principio di uguaglianza degli uomini come noi oggi lo concepiamo è il risultato delle trasformazioni che l'illuminismo ha operato sulla concezione cristiana dell'uguaglianza dei credenti di fronte a Dio, nell'uguaglianza dei cittadini di fronte allo Stato.
Forse oggi occorre fare ancora un passo in avanti nella elaborazione del concetto di uguaglianza
Occorre andare oltre, liberarsi dell'imago dello Stato come artefice dell'uguaglianza dei cittadini. Come l'illuminismo ci ha liberato dell'imago divina come artefice dell'uguaglianza degli uomini introducendo al suo posto l'imago dello Stato occorre oggi interrogarsi sul significato della concezione cristiano-illuminista dell'uguaglianza.
Si dirà, che lo Stato come in fondo anche Dio ci preserva dalla cattiveria umana e dalla condizione beluina in cui si ricadrebbe non appena la Legge cessasse di avere forza. Questo non è vero. A dimostrazione di questo si può dire che là dove la Legge è più forte l'uguaglianza degli uomini è messa in serio pericolo perché la Legge è sempre Legge per qualcuno.
Inoltre in questa concezione dell'uguaglianza non è Dio né lo Stato che ci assicurano l'uguaglianza, ma la Legge. E' la Legge quindi che crea Dio e lo Stato perché possa essere applicata una Legge a nome di qualcuno che non sia il mio simile, l'altro uomo. Si sente l'esigenza che la Legge venga applicata a nome di un terzo. In realtà Dio e lo Stato non sono terzi dell'uomo ma sono semplicemente altro, addirittura un altro immaginario che viene però simbolicamente identificato ai suoi rappresentanti. Ma nessun uomo può agire in nome di un terzo immaginario senza pericolo per gli altri uomini.

Come si vede è sufficiente cambiare anche leggermente la prospettiva da cui si traguardano le cose per avere una immagine di esse completamente diversa.

Occorre quindi chiedersi cos'è l'uguaglianza. Sembra una domanda banale,ma non lo è. Tutti noi pensiamo di sapere cosa significa essere uguali. Ma non siamo uguali e neppure lo potremo mai essere,  da cui ne consegue che ogni idea ed ogni richiesta di uguaglianza sono in realtà un'altra cosa.
Se dichiariamo di essere tutti uguali e poi nella realtà non lo siamo questa è una finzione, una menzogna. Se invece siamo coscienti della realtà dell'ineguaglianza si entra nel regno della "misura", l'ineguaglianza ha una misura, si può misurare. E quindi se si può misurare si può determinare una differenza e si può agire su questa differenza. Il concetto di uguaglianza è un concetto totale ed in quanto tale è impossibile agire su di esso. Non si può essere un pò più uguali se si è già uguali! Mentre se non si è uguali si può essere un pò più uguali.

Se non siamo uguali per imposizione divina, e se non siamo uguali per imposizione statale forse possiamo essere uguali nella realtà e non nell'immaginario.

Indifferenza
C'è un solo modo per essere realmente rivoluzionari. ed è l'applicazione rigorosa e formale della Legge. La legge non è in grado di resistere a questo trattamento. Lo insegna il giudizio Salomonico. Non concedete a nessuno la possibilità di cogliervi in fallo, ma coglietelo inequivocabilmente in fallo ogni volta che vi è concesso. In questo modo dimostrerete che la Legge non esiste. Non abbiate pietà perché nessuno avrà pietà di voi, ma nello stesso fate in modo che nessuno vi possa cogliere in fallo sull'osservanza della legge. Se dovete uccidere sessanta persone che siano esattamente sessanta e mai sessantuno o cinquantanove perché male ve ne incoglierebbe. Non dimostrate di avere piacere o pietà mentre li uccidete perché la Legge non ve lo concede. Eseguite il vostro compito con indifferenza, quale esso sia in modo che nessuno possa dire che ne avete un piacere o un dolore. Se dimostrate che una cosa vi interessa l'altro la userà contro di voi. Non dubitatene, l'altro non prenderà mai le vostre ragioni. Il giuramento oligarchico sia la vostra massima di comportamento. Tutto quello che rende l'altro più debole e dipendente viene a vostro favore, tutto quello che fate per aiutarlo a divenire forte e indipendente viene a vostro danno.

MP

☛ segue