Timeline

Autotelismo e Utopia

24.08 Possiamo esprimere la tesi di fondo della cavalletta sul valore dicendo che ciò che si dimostra avere un valore intrinseco nella vita umana è l'impegno in attività strumentali. In una condizione non utopica, queste attività non le perseguiamo solo per il loro interesse. Ma in Utopia il loro valore strumentale è annullato; hanno il puro valore intrinseco dei giochi.

La tesi sul valore esposta dalla cavalletta si estende in modo fatale alla possibilità di una vera Utopia. Ciò che ha valore intrinseco nella vita umana non è solo l'impegno in attività strumentali, ma anche l'impegno in attività che hanno un valore strumentale. Impegnarsi o cercare, dove non c'è alcun senso per l'impegno o la ricerca, è "una semplice rappresentazione teatrale, un sogno vuoto". Nel nostro mondo non-Utopico, i giochi hanno senso perché fanno parte di una vita che non è semplice gioco. Essi ci offrono tregua dalle attività che riguardano gli ostacoli necessari. E quindi i giochi hanno un valore strumentale per noi; godiamo della libertà di creare i nostri ostacoli. Ma in Utopia non avremmo altro che quella libertà. Nel nostro mondo il senso dei giochi è quello di non avere alcun senso oltre se stessi; in Utopia mancherebbe loro proprio quel senso.

Non è forse un paradosso? In che modo il valore intrinseco di un'azione può dipendere dal suo valore strumentale? Come può essere che l'unica cosa che vale la pena di fare di per sé stessa sia fare qualcosa in funzione di qualcos'altro? Sicuramente il punto di vista della cavalletta sul valore intrinseco - o, in ogni caso, la nostra interpretazione di esso - è completamente incoerente.

È il capitalismo bellezza

23.08Il crollo del ponte Morandi ha messo in evidenza i limiti politici della privatizzazione delle grandi infrastrutture.

Per semplificare il ragionamento limiterò il numero degli stakeholders. Date le tariffe nettamente superiori alla media europea e l'inefficiente manutenzione, provata dal crollo del ponte Morandi, gli utenti possono essere esclusi come portatori di interesse al mantenimento delle privatizzazioni. Rimangono quindi a contendersi gli utili di impresa solo azionisti e lavoratori.

A seguito della privatizzazione delle autostrade italiane è possibile dimostrare che gli investitori, direi da poche decine a poche centinaia di persone, si siano divisi alcune decine di miliardi di euro di profitti ed abbiano almeno in parte trasferito tali profitti all'estero.

Se pensiamo che un miliardo di euro equivale al salario annuale di 40.000 lavoratori di basso livello e corrisponde ad entrate per imposte dirette e indirette, contributi, etc. di almeno 500 milioni, si possono facilmente inferire quali siano i devastanti effetti dello spostamento di quantità di denaro di tali dimensioni dai salari ai profitti sulle istituzioni publiche.

Data questa premessa appare assolutamente poco credibile che un'azione così contraria agli interessi della classe politica sia stata compiuta per beneficenza. A dire il vero, esiste un'altra ipotesi, che non esclude la corruzione, ma fa leva sulla debolezza e l'incapacità della classe politica per spiegare una decisione così autolesionista. Mi riferisco alla situazione sociale degli anni novanta del secolo scorso quando è stata progettata la privatizzazione dello Stato italiano.

Secondo questa ipotesi, che prende in considerazione l'incapacità gestionale dei manager publici di nomina politica e l'azione corporativa dei sindacati, i politici, ormai incapaci di tenere sotto controllo la macchina dello Stato, avrebbero immaginato di delegare all'imprenditoria privata il controllo sociale. Come detto questa ipotesi non esclude il movente della connivenza individuale.

Gli uomini non desiderano la ricchezza...

22.08 - Men do not desire merely to be rich, but to be richer than other men, or than certain other men - Gli uomini non hanno il desiderio di essere ricchi, ma di essere più ricchi degli altri, Non vogliono essere importanti, ma i più importanti. Non sapienti, ma i più sapienti. Anche quando si umiliano non si accontentano di come si rappresentano a sé stessi, ma cercano di essere considerati dagli altri uomini i più umili degli umili.

Narratontologia

21.08Sono il personaggio di una fiction o sono una cosa che pensa un personaggio di una fiction che pensa una cosa che pensa un personaggio di una fiction?

Come ottenere un calcolo previdenziale equo

20.08Escludendo l'uguale ripartizione, che pure ha un suo autonomo giustificato motivo nell'impossibilità di quantificare il reale contributo di ciascuno al benessere collettivo; il metodo di calcolo delle pensioni publiche che più si avvicina ad un ideale di giustizia è quello in base al montante attualizzato delle imposte dirette effettivamente versate, ottenuto suddividendo annualmente l'imposta netta per il quoziente familiare e ponendo in capo a ciascun componente della famiglia la somma degli importi risultanti.

Come ottenere una rendita equa da questo montante? Lascio la soluzione all'immaginazione del lettore incuriosito dal problema.

I moventi dell'azione umana

19.08I moventi dell'azione umana sono essenzialmente tre: il denaro, la gloria, il gioco. Ovvero: l'interesse materiale personale, la sublimazione e l'azione fine a sé stessa. Di questi l'unico movente che intimamente mi soddisfa è l'assenza di un fine. Altrimenti non sarei qui a giocare con le parole e con quello che, a volte, le parole esprimono.

La vita come ludo autotelico

18.08Ammetto che questa è una fantasia folle - disse la cavalletta - perciò esito a raccontarvi i miei pensieri. Tuttavia, sono abituata ad essere considerata sciocca, quindi procederò, invitandovi a fare delle mie parole ciò che volete. Inoltre permettetemi di confessare che ho un sogno ricorrente, in cui mi si rivela - anche se, come si rivela non posso dire - che tutti i viventi sono in realtà impegnati in giochi complicati, mentre credono di svolgere le loro ordinarie occupazioni. I falegnami, mentre credono di svolgere il loro mestiere, stanno giocando, e allo stesso modo i politici, i filosofi, gli amanti, gli assassini, i ladri, i santi... Qualunque occupazione o attività si possa immaginare è in realtà un gioco. Questa rivelazione è, ovviamente, sorprendente. Il seguito è terrificante. Poiché nel sogno ho l'intenzione di persuadere tutti della grande verità che mi è stata rivelata. Come li convincerò non lo so, anche se so che li convincerò. Ma proprio nel momento in cui ciascuno è persuaso - e questa è la parte orribile - cessa di esistere. Non è solo che il mio ascoltatore si dissolve, anche se è effettivamente così. È che so anche, con assoluta certezza, che non esiste più da nessuna parte. È come se non fosse mai esistito. Sconcertata dai risultati delle mie parole, non sono in grado di fermarmi, ma devo passare rapidamente alla creatura seguente con le mia rivelazione, finché non avrò predicato la verità in tutto il mondo e convertito tutti all'oblio. Infine rimango sola sotto le stelle d'estate assolutamente disperata. Subito dopo mi risveglio nella gioiosa consapevolezza che il mondo è ancora pieno di esseri senzienti e che, dopo tutto, era solo un sogno. Vedo il falegname e il filosofo continuare il loro lavoro come prima... Ma, mi chiedo, è proprio come prima? Il falegname sul tetto sta semplicemente martellando chiodi, o sta facendo qualche mossa in un antico gioco di cui ha dimenticato le regole! Un brivido si insinua fra le mie gambe. Mi viene sonno. Cari amici, addio.

Evergetismo postumo

17.08Carlo Nicoli, sindaco democristiano di Fornovo San Giovanni dal 1962 al 1975, scomparso nel 2016 all'età di 85 anni, ha lasciato erede universale l'amministrazione comunale.

Una proposta agli azionisti di Atlantia

16.08Fra gli innumerevoli sproloqui che si leggono sui media in questi giorni meritano un commento le parole di Vito Gamberale che riprendo dal Corriere della Sera.

«Il governo deve muoversi con incisività ma anche con prudenza» e farebbe bene a «chiedere un nuovo assetto manageriale terzo e di garanzia esterno ed estraneo alla più recente storia», tutelando la società e gli azionisti gran parte dei quali di livello istituzionale, ha dichiarato l’ex amministratore delegato di Autostrade Vito Gamberale, sottolineando l’estraneità della famiglia Benetton che, come azionista di controllo ha sempre delegato la gestione ai manager. «Il mio ricordo della famiglia Benetton - riferisce - è di un raro esempio di assoluto rispetto della gestione manageriale e confondere le eventuali responsabilità dei manager con quelle della proprietà sarebbe del tutto improprio anche perché coinvolgerebbero azionisti istituzionali di livello mondiale. Non c’è dubbio che l’attuale management ha dato un’impronta fortemente orientata alla redditualità ed è per questo - sono parole di Gamberale - che io ho lasciato l’azienda in disaccordo con una gestione della holding di controllo tutta orientata agli aspetti finanziari e alle esasperazioni reddituali». «È bene far presente che non si possono ignorare i diritti degli azionisti anche perché il mancato rispetto dei patti può scoraggiare gli investimenti nel nostro paese visto che Atlantia è un asset di grande rilevanza a livello europeo e mondiale», dice ancora.

Gli azionisti non c'entrano - dice Gamberale - la colpa è del management che persegue una gestione orientata alla redditualità. Peccato che il management faccia questo per gli azionisti. La giustificazione non regge. Vedi qui.

Ma Gamberale fa anche una proposta che io leggo così: perché gli azionisti di Autostrade per l'Italia non delegano al governo la scelta di un nuovo management terzo e imparziale in grado di affrontare una situazione così delicata?

L'uso di sostanze psicotrope non è un'attenuante

15.08Il ventiquattrenne J.G. è stato condannato a 6 anni di reclusione dalla Crown Court di Sheffield per l'omicidio colposo di L.H., 21 anni, durante un rapporto sessuale.

In un rapporto sadomasochista che abbia determinato delle lesioni colpose gravi, l'uso di sostanze psicotrope atte ad alterare l'attenzione non può essere invocato come attenuante, ma deve essere considerato un'aggravante dal punto di vista penale.

È crollato il ponte Morandi! Ho pianto.

14.08 Per me che ho studiato i rudimenti del cemento armato sul Santarella il crollo del ponte Morandi rappresenta la sconfitta di un'idea nella quale ho creduto.

Progettato da Riccardo Morandi, e costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua, il ponte che attraversa il torrente Polcevera ha presentato sin da subito difetti progettuali, sia urbanistici che strutturali. La sottovalutazione della complessità in fase di progettazione ha segnato il destino dell'opera.

L'economia non si esaurisce nel calcolo dell'utilità

13.08L'economia non si esaurisce nel calcolo dell'utilità attesa. Se compro una cravatta costosa la necessità di compensare una distruzione con una parte - per quanto piccola - di accumulazione altera la qualità del dispendio. L'acquisto di una cravatta tutto sommato contribuisce alla prosperità. Nel capitalismo i dispendi individuali sono integrati nel meccanismo. Giacché il dispendio ormai non può accrescere il risparmio (e con il risparmio la produzione), succede alla fine che si produca troppo. Arriva il momento di una produzione pletorica in cui non si smaltisce più quanto si produce. Non vi è prosperità che muti alcunché.

Una gallina dalle uova d'oro

12.08Vendete i titoli e preparatevi al ciclone autunnale. Consiglio stupido. Si rifletta sul fatto che l'Italia da quaranta anni paga interessi reali positivi sopra la media e quindi il debito publico italiano è stato, nel suo complesso, un ottimo investimento! Chi pensa che una gallina dalle uova d'oro possa essere messa in pentola sbaglia. Ovviamente mi riferisco solo ai titoli di Stato.

E se, per ipotesi, l'Agenzia delle entrate accettasse i titoli di Stato in pagamento delle imposte al valore nominale dei titoli...

Un refuso stimolante

11.08Al § 18 dell'Introduzione al Treatise, Berkeley porta come esempio del fatto che non è vero che ad ogni nome generale sia unito un significato preciso e determinato questa definizione di triangolo:

For example, a TRIANGLE is defined to be A PLAIN SURFACE COMPREHENDED BY THREE RIGHT LINES, by which that name is limited to denote one certain idea and no other.

Poichè la definizione non precisa se la superficie sia grande o piccola, bianca o nera, Berkeley ne trae la conclusione che non c'è nessuna idea determinata che circoscriva la parola triangolo

In una recente traduzione del Treatise la definizione di triangolo presenta un evidente refuso, dovuto probabilmente ad un lapsus, il quale dimostra, senza ombra di dubbio, come nella nostra mente al nome triangolo corrispondano più idee di triangolo.

Ad esempio, il triangolo si definisce come una superficie piana compresa fra tre angoli retti: in virtù di questa definizione, il nome triangolo deve limitarsi a denotare una certa idea, ad esclusione di tutte le altre.


Manierismo postmoderno. Tra le sinfonie di Giya Kancheli la quarta, In memoria di Michelangelo, è quella che preferisco.

I paradossi delle privatizzazioni

10.08Il ricorso al settore privato per gli investimenti publici in linea di massima non ha sgravato i governi dalla responsabilità ultima del rischio, ma al contrario li ha costretti a offrire indennità agli investitori privati in caso di fallimento.

Un esempio paradossale à la garanzia publica di 2 miliardi di sterline concessa dal governo britannico a tre aziende francesi e cinesi (tutte di proprietà publica) per costruire la centrale nucleare di Hinkley Point C.

Nell'ottobre 2014, la Commissione europea (CE) nel 2014 e il Tribunale dell'Unione europea nel 2018 hanno ritenuto ammissibili gli aiuti di Stato alla EDF Energy subsidiary NNB Generation, che mirano a garantire il pagamento del capitale e degli interessi sul debito per la costruzione della centrale, la remuneratività dei prezzi dell'energia elettrica e un risarcimento in caso di chiusura anticipata dell'impianto.

Un altro esempio, riportato da Crouch, dei limiti dell'intervento dei privati nella gestione dei servizi publici è il fatto che le compagnie ferroviarie private del Regno Unito ricevono sussidi più alti di quelli che venivano accordati alla ferrovie quando erano di proprietà publica.

La differenza tra la gestione publica e quella privata degli investimenti finanziati dallo Stato si risolve nella scelta, tutta politica, tra dipendenti publici e imprenditori privati come destinatari delle rendite monopolistiche che ne derivano. Gli effetti di questa scelta sono due modelli sociali molto distanti fra loro.

Austerità e rigore nella spesa publica

09.08Quando il discorso si polarizza, qualcosa in quel discorso non funziona. Il permanere della polemica indica il trasferimento del confronto dal piano dei concetti a quello delle emozioni. Questo vale sempre quando ci si imbatte in concetti astratti e generici come idealismo, materialismo, comunitarismo, individualismo, capitalismo, populismo e anche quando, in economia, si parla di austerità. Si dice austerità, ma si intende altro.

Solo dopo questa metodologica presa di distanze dall'oggetto del discorso, mi è consentito prendere posizione contro l'austerità come strumento di controllo del bilancio statale e, nello stesso tempo, a favore del rigore nella spesa publica. Spendere male è peggio che spendere troppo.

Se pensi che il denaro sia una cosa ben definita che esiste da qualche parte e devi trovarla prima di poterla spendere sei intrappolato in un pregiudizio mentale fondato sul gold standard.

la teoria della moneta moderna sottolinea che uno Stato sovrano che disponga di una sua valuta (e di una sua banca centrale) non è soggetto a vincoli di bilancio. La sua spesa non è finanziata dalle tasse e dai proventi dei titoli di Stato. Logica vuole che la spesa publica o i prestiti della banca centrale debbano precedere la raccolta delle tasse e la collocazione dei titoli di Stato. Inoltre, tutta la spesa publica è già finanziata attraverso la creazione di moneta, e può continuare a esserlo semplicemente lasciando le riserve nel sistema e astenendosi dal vendere titoli di Stato. ⚛

Ciò non significa - continua Wray - che non vi siano limiti alla spesa. I governi non devono fare i conti con vincoli di bilancio, ma devono fare i conti con vincoli legati alle risorse reali. Spendere di più dell'output gap può condurre all'inflazione. L'inflazione viene prodotta da un eccesso di spesa in rapporto ai beni disponibili, non da un semplice eccesso di moneta circolante come vorrebbe la teoria quantitativa della moneta. ※

Tutto questo ovviamente non vale per la zona euro, deliberatamente disegnata in modo da impedire ai governi di accumulare disavanzi di bilancio e creare moneta attraverso l'attività di prestatore di ultima istanza della banca centrale. Cui prodest?

MP Opus sitemap

08.08Con il termine sito web (website) si identifica una raccolta di file correlati fa loro, posizionati su uno dei server che formano la rete internet (World Wide Web), raggiungibile attraverso un indirizzo che conduce alla pagina iniziale (home page) del sito web oppure, in alternativa, attraverso i motori di ricerca (crawler) che indicizzano le pagine del sito (webpage).

L'organizzazione di un sito web è determinata dai criteri scelti dal webmaster in funzione delle esigenze del proprietario del dominio. Quando committente e webmaster coincidono, come in questo caso, la struttura nella quale la raccolta di file si mostra diventa anch'essa espressione del contenuto.

Per questa ragione la ricerca della forma più adatta alla migliore fruizione del testo, sia per chi legge che per chi scrive, è il primo e unico criterio che ho seguito. Ciò ha comportato l'autoimposizione di numerosi limiti nell'impaginazione, che ritengo però di aver risolto brillantemente.

Sebbene sia soddisfatto dei risultati ottenuti nella grafica, non è così nell'organizzazione del sito. Molti particolari nella gestione delle pagine non hanno ancora trovato una soluzione altrettanto funzionale. Mi riferisco alla staticità della struttura (sitemap) che male si adatta alle continue evoluzioni del pensiero.

Anch'io, come credo la maggioranza dei webmaster, sono stato abbagliato, complici alcuni motori di ricerca, dall'idea di sfruttare economicamente la moltiplicazione delle pagine e dei banner. Idea che, a dire il vero, è durata poco.

Più difficile liberarsi dal condizionamento occulto indotto dal seo, il posizionamento nei o sarebbe meglio dire nel motore di ricerca. Prova ne sono i numerosi post che testimoniano il mio interesse per il comportamento degli algoritmi di ricerca.

Rinunciare alla moltiplicazione delle pagine significa anche rinunciare ad una parte della visibilità, almeno finché Google, Qwant o DuckDuck non saranno in grado di indirizzare gli utenti direttamente agli id interni alle pagine html.

Quale lo scopo di questo contorto monologo? Semplicemente segnare la data nella quale ho finalmente deciso di rinunciare definitivamente alla moltiplicazione delle pagine e di accorpare tutto quello che è possibile accorpare, fregandomene del seo. Non sono io che devo cercare Google, ma è Google che deve cercare me.

Questo lo schema secondo il quale verrà riorganizzato il sito.

  • Opus
  • Timeline - Linea del tempo
  • Miscellanea di letture e recensioni
  • Addenda - Pagine sparse non indicizzate
  • Noindex - Testi di supporto non indicizzati

L'ossessione per il profitto a breve termine ha un costo

07.08L'ossessione per il profitto a breve termine nel mercato dei capitali ha prodotto un'eccessiva estrazione di valore dalle imprese quotate in borsa, a scapito della loro capitalizzazione, degli investimenti e della produzione.

In soldoni, questo è quanto hanno dimostrato le ricerche di Miles, Haldane et alii. Le società non quotate nel Regno Unito tendono, nel tempo, a reinvestire nella loro attività una quota fra le quattro e le otto volte superiore a quella delle società quotate.

Generalizzando si può affermare che: eliminando l'ossessione per il breve termine il livello del prodotto sarebbe più alto di circa il 20 per cento e che i guadagni sarebbero elevatissimi.

Fra le misure proposte da Haldane per correggere questo fallimento del mercato dei capitali mi sembra significativa solo quella fiscale, che interverrebbe incentivando le imprese a trattenere i profitti e gli investitori a conservare i titoli.

Supponendo che Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft siano, per ovvi motivi, esenti dallo short-termism è probabile che la situazione media delle imprese quotate della old economy sia anche peggiore di quella descritta da Miles, Haldane et alii, ma dubito che un aumento della produzione con l'attuale distribuzione dei redditi avrebbe l'impatto previsto da Haldane sui profitti della old economy.

Come migliorare HTML

06.08Non amo il formato PDF (Portable Document Format) sebbene questo formato abbia ormai quasi monopolizzato la presentazione e la conservazione dei testi, ma HTML+CSS oltre alle difficoltà di utilizzo per chi non conosca il linguaggio di formattazione, ha l'inconveniente di produrre un doppio file se lo stile è aggiunto dall'esterno o di appesantire il file se lo stile è replicato all'interno della pagina, quindi comprendo le resistenze di chi preferisce il formato PDF.

Però!

Non è difficile migliorare questo aspetto del linguaggio di markup per gli ipertesti. Per eliminare il foglio di stile esterno dalle pagine HTML di solo testo è sufficiente incorporare nei browser alcuni semplici e schematici template, che possano fungere da alternativa alla formattazione di default in assenza del collegamento al foglio di stile proprio di quella pagina. In questo modo ogni pagina web potrà essere visibile in un formato congruo anche offline senza la presenza di alcun fastidioso supplemento.

Naturalmente ciò richiede anche un qualche ripensamento nella formulazione del linguaggio di markup. Mi riferisco, ad esempio, al layout della pagina che state leggendo, nella quale ho utilizzato impropriamente, non avendo altro di meglio a disposizione, il tag aside per le note a lato e il tag span per segnalare l'id proprio di ogni capitolo.

A cosa è dovuta la felicità

05.08A cosa è dovuta la felicità che provo quando comprendo un'concetto, un'idea, o semplicemente una sequenza di parole?

L'utile e l'onesto

04.08Non c'è nulla di veramente utile che non sia anche moralmente onesto e nulla di moralmente onesto che non sia anche veramente utile. Così Panezio di Rodi.

Secondo questa concezione del bene - astratta, ma non priva di intrinseca razionalità - non può darsi conflitto tra l'utile e l'onesto. Se l'utile e l'onesto sono una qualche forma di bene, non si possono negare l'un l'altro senza contraddirsi entrambi.

Il limite di questa formulazione è la sua astrattezza. Finché non viene completata da una definizione dell'utile e dell'onesto, rimane una tautologia; vera, ma priva di valore conoscitivo. Non appena si definiscono l'utile e l'onesto la questione si complica.

Se ciò che viene perseguito per sé stesso è da considerarsi di ordine superiore a ciò che viene perseguito in vista di un fine secondario e riteniamo, ad esempio, il profitto un utile da perseguire per sé stesso, ne segue che sarà anche moralmente onesto...

Effetti della complessità

03.08 - Il Guardian si occupa, con un lungo e dettagliato articolo, dell'Hotel House di Porto Recanati. La dimensione degli edifici aumenta la loro complessità e la complessità richiede competenze e le competenze costano e non appena le competenze vengono meno gli edifici complessi decadono rapidamente.

Un parlamento inutile

02.08 Sto ascoltando il dibattito parlamentare sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (Atto Camera: 924).

Un rituale d'altri tempi, un improbabile confronto di idee, uno spreco di risorse e di intelligenze. Surreale anche la difesa degli imprenditori che internazionalizzano la produzione da parte dei deputati del Partito Democratico. Non vedo altro. Tutto assolutamente inutile.

Una polemica stucchevole

01.08Anche ammesso - ma non concesso - che il rapporto tra prodotto interno lordo e debito publico significhi effettivamente qualcosa, trovo stucchevole la polemica, sempre viva, tra chi vuole abbassare questo rapporto riducendo il debito, anche a costo di ridurre il Pil, e chi vuole ridurlo aumentando il Pil, anche a costo di aumentare il debito.

Difendere lo status quo è il miglior assist a chi sostiene che il ritorno alla sovranità nazionale sia l’unico modo per cambiare la politica economica europea. ∀

MP

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