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Il problema della moneta costruita male rimane

23.06Premesso che : una moneta unica che di fatto non è una moneta unica è un problema che deve essere risolto, la riforma del Meccanismo di Stabilità Europeo (MSE) proposta da Giovanni Dosi, Marcello Minenna, Andrea Roventini e Roberto Violi mi sembra ragionevole, tecnicamente ben costruita dal punto di vista economico e assolutamente condivisibile.

Detto questo, poiché la proposta prevede esplicitamente l'avverarsi di alcune condizioni politiche, che allo stato dei fatti sono da considerarsi aleatorie, credo che nella sostanza abbia ragione Roberto Perotti nel dubitare della sua fattibilità.

Una colonizzazione di ritorno

22.06Il problema dei conflitti prodotti dalle massicce ondate migratorie conseguenti agli squilibri sociodemografici in atto nei paesi in via di sviluppo è virtualmente irresolubile. Si può comunque immaginare una norma internazionale che imponga una proporzionale cessione di sovranità da parte dei paesi di origine a favore dei paesi di arrivo dei rifugiati e degli emigrati. Una, per così dire, colonizzazione di ritorno.

György Lukács

21.06Ho un ricordo molto vago... molto lontano nel tempo... che lega il Maestro... il Breviario di estetica di Benedetto Croce... la Critica del gusto di Galvano della Volpe... l'Estetica di György Lukács...

Qual'è la relazione tra sensibilità e percezione? Tra materialismo e dimensione estetica della vita?

Ci sono sentenze che lasciano perplessi

20.06Ci sono sentenze che lasciano perplessi. Poichè questi casi, oltre a sollevare dubbi sui reali interessi in causa, mettono in questione presso l'opinione publica l'operato della magistratura e del legislatore sarebbe opportuno venissero sottoposti ad una verifica d'ufficio da parte del CSM.

P.S. Come introdurre il concetto di feedback nella legislazione?

Il nostro miserabile XXI Secolo

19.06La mattina del 9 novembre 2016, l'élite americana si è svegliata in un paese sconosciuto. L'elezione di Donald Trump è stato un evento imprevedibile, quasi impossibile anche solo da immaginare, una sorta di terapia d'urto per gli americani che vivono in quella che Charles Murray ha definito "la bolla" (la barriera protettiva della prosperità e delle associazioni auto-selezionate che proteggono sempre più i nostri migliori e più brillanti dal contatto con il resto della loro società). L'elezione di Trump è servita per far conoscere la verità su una realtà che non poteva più essere negata: Le cose là fuori, in America, sono molto diverse da quello che pensavi. ⚛

Pochi americani sono convinti che il tasso di disoccupazione ufficiale del 5 per cento dia un quadro preciso del mercato del lavoro oggi. Le stime suggeriscono che il tasso di disoccupazione reale sia più vicino al 10 per cento, se prendiamo in considerazione anche quanti hanno smesso di cercare lavoro e quelli che sono nella condizione di poter aspirare solo ad un lavoro part-time. ⚔

Se la causa dell'aumento della disoccupazione è la "fuga dal lavoro", consentita da una rete di sicurezza sociale ormai troppo generosa, come sostiene Nicholas Eberstadt in Men Without Work: America’s Invisible Crisis, come mai fra i bianchi di mezza età, non ispanici e con un basso livello di istruzione, cioè gli elettori di Donald Trump, il tasso di mortalità dovuto a malattie cardiache, suicidi, abuso di alcool e oppiacei, che lungo tutto il XX secolo era diminuito, sta aumentando?

Costituzionalizzare la secessione

18.06Da alcuni giorni ho iniziato a leggere - confesso con qualche difficoltà - Constitutionalising secession di David Haljan. Opera ricca di suggestioni e spunti che si contraddicono, come è naturale che sia quando si affrontano costituzionalismo statale e diritto di secessione.

La mia posizione

17.06La mia posizione parte dalla constatazione che esistono uomini che esplicitamente o implicitamente negano l'uguaglianza. Questo semplice fatto è sufficiente per dimostrare l'impossibilità dell'uguaglianza fra gli uomini. L'uguaglianza esiste sino a quando è da tutti accettata come condizione delle relazioni sociali. Ne segue che la stessa constatazione dell'impossibilità dell'uguaglianza rende legittima non solo la separatezza di chi si ritiene diverso, e quindi già vive in essa, ma anche la disgiunzione legislativa e la secessione di tutti coloro che si riconoscono nell'uguaglianza.

Dopotutto la lotta per il riconoscimento (dell'uguaglianza) si risolve (hegelianamente o hobbesianamente) nel riconoscimento dell'inevitabilità della disuguaglianza.

Il contratto sociale può essere firmato da una mano invisibile?

16.06Alcuni anni fa, prendendo in prestito il titolo di un articolo in cui Hillel Steiner mette in questione l'origine dello stato in Nozick, la rivista Rationality, Markets and Morals ha proposto come argomento di discussione il tema della fondazione del contratto sociale.

Il contratto è la costituzione di una relazione e presuppone l'esistenza di una volontà, quella dei contraenti che si ritiene debba essere validamente espressa affinché il contratto si realizzi. Ma il contratto sociale viene dato come se fosse stato stipulato per nostro conto ab origine da una mano invisibile.

A chi appartiene il potere di firmare il contratto sociale? Occorre distinguere se si tratta di mano invisibile come mito fondativo o di ragione in atto? Come mito fondativo la questione non fa problema. Una spiegazione vale l'altra. Come ragione in atto diventa, invece, una questione di legittimità e mi sembra difficile che una manina invisibile, a meno che non abbia gli attributi divini, sia legittimata a firmare per nostro conto.

Peut-on bien écrire et penser mal?

15.06Chi scrive sa che la parola è azione.

In una bella giornata d'estate, l'illustratore Jean Bruller, che prima della guerra si era fatto una certa fama con i suoi disegni satirici per i giornali di sinistra, stava passeggiando in rue du Vieux-Colombier quando si sentì chiamare da un vecchio amico, lo scrittore e critico letterario André Thérive. Benché in passato lo avesse trovato simpatico, ora Bruller ne era assai meno entusiasta, perché Thérive collaborava a periodici pubblicati sotto il controllo tedesco. Bruller, che aveva cominciato a occuparsi da poco di un'iniziativa editoriale clandestina, non aveva nessuna voglia di discutere con lui sui fatti del giorno. Quando giunsero alla stazione del metro all'angolo tra boulevard Raspail e rue de Sèvres, Thérive mostrò a Bruller il libro che teneva sottobraccio: Jardins et routes di Ernst Jünger. Con tedeschi come Jünger, osservò Thérive, ci si poteva intendere. Ed elogiò la sua sensibilità, la sua comprensione, il suo amore per la Francia. Bruller allora si procurò il libro...

e scrisse Le silence de la mer, il primo volume publicato clandestinamente dalle Édition de Minuit.

Come ha fatto la Danimarca a diventare la Danimarca

14.06But how did Denmark get to Denmark? La Danimarca è spesso considerata l'incarnazione dell'idea che i paesi possano svilupparsi attraverso la cooperazione nelle campagne. L'articolo confuta il presupposto che un paese con molti contadini e molte mucche (come l'Irlanda a cavallo del XX secolo o l'India dopo la seconda guerra mondiale) possa uscire dal sottosviluppo semplicemente per mezzo della cooperazione. La Danimarca è arrivata ad essere la Danimarca non solo per il socialismo dei suoi contadini, ma anche attraverso un lungo processo innovativo del quale sono state artefici élite economiche e intellettuali provenienti dai ducati di Schleswig e Holstein. Il separatore della panna che ha consentito alle cooperative di prosperare - sostengono gli autori - è come il pezzo finale che permette di completare un puzzle.

Mi sembra che si possa convenire che sono almeno due le condizioni necessarie per la prosperità di una nazione. Una disposizione del popolo e una competenza delle élite economiche e intellettuali.

Forse il problema dell'Europa non è l'Italia

13.06Merita una menzione l'articolo di Ashoka Mody su Vox, il portale del Centre for Economic Policy Research (CEPR), che ha per oggetto la situazione politica europea dopo le elezioni in Italia.

Non occorre soffermarsi sulla superficialità con la quale i decisori europei hanno trattato le perplessità di alcuni economisti sulla forma data alla moneta unica europea per comprendere che il problema viene da lontano ed ha motivazioni complesse.

In quello che sta accadendo c'è invece da considerare un elemento congiunturale sul quale in Italia non si riflette perché riguarda la condizione sociale interna della Germania. Scrive Marcel Fratzscher, presidente del Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung (DIW Berlin), che il progresso economico del paese negli ultimi decenni non ha raggiunto la metà inferiore della popolazione tedesca. Di conseguenza l'alienazione politica e il conflitto all'interno della società sono aumentati.

Inutile ricordare quanto sia importante per la pace in Europa la condizione di benessere sociale del sottoproletariato tedesco.

Questione di principio

12.06La distinzione fondamentale è tra chi riconosce il principio di uguaglianza, con tutte le sue implicazioni, e chi non lo riconosce. Poiché c'è chi non lo riconosce è lecito opporre a queste persone il principio di separazione, fino alle sue estreme conseguenze: la disgiunzione legislativa e la secessione territoriale.

Le multinazionali del cuore

11.06Le Ong sono organizzazioni private, senza legittimità politica, che si fanno portatrici di interessi che esse definiscono publici, dimostrando, di fatto, la possibilità di una politica non legittimata dalla volontà popolare espressa attraverso il voto, bensì dalla raccolta di denaro.

È opinione diffusa che le Ong agiscano in modo indipendente e senza l'aiuto degli Stati o addirittura contro di essi. Esse si affermerebbero come contropotere generato dalla società civile. Presunto avversario ideologio, lo Stato è invece una delle principali fonti di sostegno delle Ong. I soggetti publici aggrediti dalle Ong in realtà le finanziano in misura sempre maggiore.

Le Ong che si schierano in favore della trasparenza democratica si sottomettono forse alle procedure della rappresentanza democratica? Fino a che punto possiamo accettare il paradosso della democratizzazione di organi non democratici che fanno da portavoce a una richiesta di maggiore democrazia?

I rapporti delle Ong con il mercato sono altrettanto ambigui di quelli intrattenuti con gli Stati e le istituzioni internazionali. Alla critica dei costi (ambientali, sociali, ecc.) del capitalismo le Ong associano l'utilizzo dei meccanismi del mercato per raggiungere i propri obiettivi. In pratica le Ong sono attività economiche come tutte le altre, strutturate secondo le regole del capitalismo di mercato, che promuovono l'acquisto di beni immateriali anziché di merci.

Memoria delle transazioni e disgiunzione legislativa

10.06L'unica seria obiezione che può essere opposta alla secessione territoriale conseguente ad una disgiunzione legislativa è la necessità di dividere ripetutamente i beni naturali in modo consensuale e quindi necessariamente equo, cioè in proporzione al numero delle persone e non alla quantità di denaro.

La memoria delle transazioni, contrariamente a quanto immaginato da Nozick, ha dei limiti nella natura umana. Così impone Levitico 25.23.


Talleyrand - Quale forma di governo avrebbe dovuto adottare la Francia dopo la catastrofe della caduta di Napoleone?

Ditemi che l'aumento dello spread non è una congiura della finanza ebraica

09.06Federico Fubini sul Corriere della Sera di oggi ha insinuato l'esistenza di un collegamento tra due fatti: l'arrivo di una lettera allo «Huffington Post Italia» martedì 15 maggio e l'incredibile performance del fondo speculativo inglese AH di Alan Howard nello stesso mese.

Howard aveva posizioni ribassiste sull’Italia da tempo e non c’è alcun indizio per ipotizzare comportamenti illeciti come la manipolazione del mercato o l’insider trading. Ma per guadagnare tanto in così poco, bisogna caricarsi di moltissimo debito — varie volte il capitale — e scommettere tutto in una sola direzione. Bisogna avere molta fiducia di aver visto giusto, perché se il mercato si muove appena un po’ nella direzione sbagliata la catastrofe è assicurata. E chissà se la mano anonima alla casella delle lettere dello «Huffington Post» si è mai posta una domanda del genere.

Il collegamento, se comprovato, oltre a dover destare l'interesse dell'autorità giudiziaria darebbe anche adito alle più ardite teorie complottiste sulla finanza ebraica, che vive speculando e opprimendo i popoli ecc. ecc., delle quali non si sentiva proprio il bisogno in questo momento storico.

Infatti i protagonisti di questa storia sono il gestore del fondo AH, Alan Howard, che ha fatto parte del consiglio del Conservative Friends of Israel e la proprietà dell'Huffington Post Italia, publicato sul sito de La Repubblica, quotidiano del gruppo editoriale GEDI i cui principali azionisti sono la Cir di De Benedetti ed Exor che ha come presidente John Elkann.

Due più due fa quattro. Sorge legittimamente qualche dubbio sulla reale natura dell'invisible hand che ha movimentato i mercati in occasione della formazione del governo Lega-M5S. Ma, come è noto, speculare sullo spread italiano non porta bene. (Cfr. )

Post scriptum - Per difendersi dall'insinuazione di essere stata involontario strumento di un complotto ai danni dell'Italia, Lucia Annunziata confessa che la lettera nella quale era contenuta la bozza del contratto non è anonima, ma ha un mittente ben noto, la fonte era conosciuta da me, di grande reputazione e l'arrivo del documento in quella forma e modalità era stato concordato, senza accorgersi che in questo modo tutto si complica perché la fonte dovrà essere rivelata.

Il sospetto, più che legittimo, è che Huffington Post sia stato il veicolo, certamente ingenuo e inconsapevole, di una gigantesca operazione di aggiotaggio. Bisogna fare chiarezza, collega Annunziata. Dire da dove è partita la polpetta avvelenata

Trattandosi di una lettera rubata, anziché del magistrato, potrebbe essere utile l'intervento dell'investigatore Dupin.

I ricchi e le tasse

08.06Fin dai tempi più antichi gli uomini hanno sviluppato strategie retoriche per giustificare moralmente a sé stessi l'esistenza di una grande disparità nella distribuzione della ricchezza. Per questo motivo non ci dobbiamo stupire se Matteo Salvini, quando sostiene che ridurre le tasse ai ricchi fa bene ai poveri, non fa altro che rimodulare l'argomento rawlsiano utilizzando parole comprensibili anche al popolo della Lega.

L’importante è che ci guadagnino tutti. Se uno fattura di più e paga di più è chiaro che risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più e crea lavoro in più.

Secondo l'argomento rawlsiano qualsiasi aumento della disuguaglianza è giusto se migliora le condizioni dei meno dotati, ovvero, in termini brutali, se è utile ai più poveri. Ma, che nella realtà accada così non può essere dedotto e va dimostrato empiricamente. Non sembra che questa dimostrazione sia ancora stata data. Questo è il punto di forza e nello stesso tempo di debolezza della proposta di Salvini. (Cfr. anche )

Sembra invece matematicamente certo che ridurre l'aliquota massima dal 43% al 20% aumenti in maniera più che proporzionale la velocità di accumulazione della ricchezza. Ne segue inevitabilmente un aumento della disuguaglianza ed alcuni sostengono che la sola esistenza di persone con enormi disponibilità di denaro sia una concreta minaccia per l'esistenza della democrazia.

La frangia più agiata della popolazione mondiale vive ormai al di fuori del mondo comune, libera da qualsiasi forma di appartenenza. Chi ha qualche milione da distribuire può acquistare legalmente la cittadinanza di qualsiasi nazione. Se gli oligarchi degli Stati Uniti decidono di imporre delle sanzioni alla Russia o all'Iran queste sanzioni colpiranno in misura maggiore i poveri, non gli oligarchi russi e iraniani che hanno la cittadinanza cipriota o maltese. Mi sfugge quale sia la ratio di questo comportamento. Forse i ricchi hanno dichiarato guerra ai poveri e non ce ne siamo accorti?


07.06Torna a crescere lo spread: i mercati si interrogano sul programma di governo. Così titola la pagina web di un quotidiano popolare non del tutto neutrale. - I mercati si interrogano!? - Da quando gli algoritmi si fanno delle domande?


06.06Le straordinarie possibilità di agire sull'uomo, offerte all'uomo dallo sviluppo delle scienze naturali, senza un analogo progresso delle scienze dell'uomo, possono diventare un problema.


05.06La scrittura può trasmettere emozioni e concetti. Comprendere un concetto per mezzo della lettura può essere un'emozione, ma provare un'emozione leggendo non è mai un concetto.

MP

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