Ci sono molte buone ragioni per diffidare della filantropia

17.10Nel 2011, Anand Giridharadas ha ricevuto una Henry Crown Fellowship presso il prestigioso Aspen Institute. Il programma, che onora la memoria di Henry Crown (1896-1990) industriale miliardario e filantropo di Chicago, destina ogni anno una borsa di studio a venti giovani leader imprenditoriali promettendo di aiutarli a trovare soluzioni per migliorare il mondo.

Giridharadas non è un imprenditore, è uno scrittore. Winners Take All, nel quale si sostiene che: a coloro che traggono il loro potere dalla ricchezza ottenuta sfruttando la società non si dovrebbe lasciare l'incarico di risolvere i mali della società, è l'esito finale di quella borsa di studio.

Riconoscere l'estraneità dell'altro

16.10Sebbene le situazioni non siano omogenee qualcosa accomuna gli abitanti di Hong Kong, i curdi, i palestinesi, i catalani, gli altoatesini e li porta a rivendicare la propria autonomia dalle entità statali che li governano.

I cinesi di Hong Kong sono estranei alla Cina; il popolo curdo è straniero ai paesi arabi che lo circondano; i palestinesi sono stranieri nella terra dei loro padri, i catalani non condividono quasi nulla con gli spagnoli, non la lingua, non le tradizioni politiche; infine è un fatto che gli altoatesini non sono mai stati "italiani".

Volgerò lo sguardo al mio passato

15.10Non leggerò Slavoj Žižek, Peter Sloterdijk, Alain Badiou... tornerò sui miei passi... leggerò solo ciò che ho già letto.

Metafora (definizione)

"Metafora" è, nel migliore dei casi, una parola vaga e noi dobbiamo guardarci dall'attribuirle delle regole di uso più ristrette di quanto non sia realmente stabilito nella pratica. [Black]

14.10La metafora (tropo) può essere definita (in generale) come una relazione tra parole. Ancor più in generale si può dire che le metafore istituiscono insiemi di relazioni tra insiemi di parole. Nel concreto la metafora è uno specifico tipo di relazione nella quale una parola (o un insieme di parole) si rapporta ad un'altra parola (o ad un altro insieme di parole) che assume un valore diverso da quello consueto. Questo valore si ricava esclusivamente dal contesto. Non è possibile ricavare questo valore dal testo della frase. In questo senso la metafora esaspera quella che è una caratteristica intrinseca alla frase, di non essere interpretabile in senso letterale, cioè di non avere un senso ed un significato univoco. Ogni frase si riferisce ad un interpretante. La presenza di una metafora (un tropo) richiama esplicitamente la necessità di un'interpretazione (di un atto creativo o di una reminiscenza). La metafora è un segnale posto all'interno del discorso. In questo modo le metafore strutturano percezioni e comprensione.

Il futuro? Estonia versus Bielorussia

13.10Il futuro, secondo Alec Ross, è rappresentato dai dati.

La Bielorussia è un paese che funziona ancora con le macchine da scrivere e praticamente non produce dati. Il punto più alto per quanto riguarda il rapporto tra Bielorussia e internet è rappresentato da un dottorando esperto di social media di stanza in Massachusetts, Evgenij Morozov, che scrive invettive neoluddiste contro le aziende americane di tecnologia

Viceversa l'Estonia è un paese dove tutto è digitalizzato. Per diventare e-residente dell'Estonia basta entrare una sola volta nel paese per sottoporre a verifica i propri dati biometrici e altri dati personali. Si paga l'imposta di registrazione e si riceve una carta d'identità che consente svariate attività, come fare affari in tutta l'Ue e utilizzare vantaggiosamente i suoi programmi online per i contratti e la dichiarazione dei redditi. È un modo per sottrarsi a sistemi più costosi e meno efficienti presenti in altri paesi. Niente più scartoffie, meno tasse e, se si possiede un'attività commerciale, tutta la libertà che viene dall'essere un business registrato nell'Ue

Il futuro immaginato da Ross è fondato sull'economia della condivisione globale, dove, però, nessuno condivide niente. La puoi anche chiamare economia della condivisione, ma non dimenticare mai la carta di credito.

La vecchiaia

12.10A volte la vecchiaia porta la libertà di dire quello che si pensa e di provare a farlo.

Io che mi sono occupato di ambientalismo per tutta la vita vi dico che quasi non è più possibile. Mentre parliamo di usare la bicicletta, quattro miliardi di asiatici pompano il loro Pil e vogliono la nostra qualità della vita. E non puoi dire: in nome dell’inquinamento non lo puoi fare. Che discorso è?

Bisogna portare avanti il reddito universale. Mi piacerebbe che lo portassero avanti il Pd e le forze liberali, tutti. Se nasci, nasci con il reddito. Io ti do il reddito e poi tu scegli che lavoro fare.

La nuda lotta per il potere

11.10La fornitura di esenzioni fiscali alle organizzazioni commerciali senza scopo di lucro non si traduce soltanto in concorrenza sleale, ma anche in inefficienze. L'obiettivo - nascosto, sebbene reale - delle organizzazioni non-profit è la massimizzazione del profitto (economico e politico) degli organizzatori e dei manager. Senza arrivare al caso limite delle fondazioni le cui entrate complessive sono quasi integralmente spese per i compensi ai dirigenti, l'esenzione fiscale alle organizzazioni non-profit si traduce in una maggiore disponibilità economica per organizzatori e manager.

Nel caso, che abbiamo qui ipotizzato, di una ONP guidata da un manager "puro", l'esenzione non fa modificare il volume dell'attività commerciale e pertanto la ONP si trova a poter disporre di fondi aggiuntivi di ammontare pari alla mancata imposta. Ma questi solo in parte vengono utilizzati per accrescere il volume dell'attività istituzionale, in quanto vengono aumentate anche le spese (non produttive) "manageriali". Il maggior avanzo dell'attività commerciale viene pertanto tutto speso, ma l'attività istituzionale viene svolta ad un livello inferiore a quello possibile, a causa di un utilizzo inefficiente delle risorse (la destinazione di una parte di esse a spese "'manageriali").

Basta grattare la superficie delle relazioni tra Stato e Chiesa per rivelare la nuda lotta per il potere.

Critica letteraria come letteratura

10.10Che la critica sia un genere letterario non sembrano esservi dubbi. Ma, può una storia della letteratura essere paragonata ad un racconto o ad una raccolta di racconti? Dopo aver sbocconcellato la Storia della letteratura francese di Albert Thibaudet credo di si.

La storia di Thibaudet non è un manuale dove trovare informazioni, ma un racconto dove si provano sensazioni. Non ci sono date, non ci sono note. Chi già non conosca la letteratura francese dell'ottocento fatica a raccapezzarsi nel profluvio di nomi e di titoli che si susseguono senza interruzione, pagina dopo pagina, inesorabilmente. E allora sorge la domanda - "Che cosa sostiene la lettura?" - alla quale non si può che dare una sola risposta: "Il racconto, appunto !".

Di seguito, a modo di esempio e giustificazione, le poche righe che Thibaudet dedica ad Auguste de Villiers de l'Isle-Adam:

Villiers de l'Isle-Adam. Al capogabinetto di Tocqueville, al ministro plenipotenziario, al profeta postumo [si riferisce agli autori citati in precedenza, Barbey d'Aurevilly e Gobineau], non si può certo paragonare quel bohème sfortunato, morto di fame, che fu Villiers de l'Isle-Adam; il quale discende peraltro dal gran maestro di Malta più autenticamente di quanto Gobineau discendesse da Ottora Jarl. Ma l'opera del bretone allucinato e chimerico è assai più preziosa, per noi, che non quella del profeta Gobineau o del conestabile Barbey. È uno dei più grandi poeti in prosa della nostra letteratura. Ha creato un una specie di Homais cresciuto al chiar di luna. che è Tribulat Bonhomet. I suoi Contes cruels restano una delle vette del racconto francese. L'Ève future è un romanzo che profetizza la nostra civiltà meccanicistica e americanistica di oggi, la profezia del Daniele del cinema. Il dramma Axel in quattro atti, che ha una strana potenza visionaria, può considerarsi il mito più alto dell'idealismo poetico.

Una religione razionale

09.10Si può convenire con Audi che un pieno impegno religioso può essere razionale solo se è minimalista e residuale, cioè se non intacca la possibilità che esistano altre scelte di vita altrettanto razionali.

Non ho cercato di dimostrare che esistono prove oggettive dell'esistenza di Dio che tutti dovrebbero trovare convincenti, e nemmeno che l'impegno religioso sia una buona opzione razionale per qualsiasi tipo di vita che una persona razionale possa condurre: ho tentato piuttosto di mostrare come, dati certi tipi di esperienze e di riflessioni, siamo al cospetto di una scelta ammissibile.

È giunto il momento di cancellare il tuo account su Academia.edu ?

08.10La domanda è pertinente e riguarda il modello di business che ruota intorno alle publicazioni accademiche.

I social network costruiti sul modello academia.edu sfruttano il bisogno di visibilità di chi ambisce ad una carriera negli istituti di ricerca e nelle università per ottenere dati e rivendere i testi depositati gratuitamente - e sui quali a volte l'autore ha già ceduto i diritti - senza corrispondere alcuna royalties.

Quindi, anche se questi network aumentano la disponibilità di informazioni, togliendo temporaneamente spazio ad Elsevier ed agli altri editori commerciali, è pur vero che il loro modello di business tende in prospettiva a replicare quello stesso modello ed a mettersi in competizione con essi.

Quindi ne segue che, se si vuole privilegiare l'accesso aperto alle informazioni prodotte con denaro publico, è giusto cancellare il proprio account su Academia.edu.

America First

07.10Prima l'America. In un mondo dove la fiducia è tutto, la strategia di Donald Trump nella guerra in Siria (e non solo) sta minando la credibilità degli Stati Uniti. Ciò influisce anche sull'idea che gli Stati Uniti siano effettivamente una democrazia, dove chi governa è tenuto a rappresentare tutta la nazione.

L'iniqua imposta sulle uova

06.10Il ragionamento di Mario Mazzocchi sulle merendine è corretto, ma andrebbe esteso a tutti gli alimenti e reso politicamente trasparente. Ad esempio, il legislatore dovrebbe spiegare perché l'Iva sulle uova è al 10% anziché al 4%. Forse le uova non sono un prodotto alimentare essenziale, soprattutto per i più poveri?

Perché sono contrario al finanziamento publico dell'editoria così come è stabilito

05.10Si è discusso molto e molto si discuterà del finanziamento publico dell'editoria. Però mi sembra che l'unico obiettivo di chi sostiene il finanziamento publico dell'editoria sia fare propaganda - politica, ideologica, religiosa - con i soldi degli altri.

Il manifesto è, o meglio si definisce, un quotidiano comunista, ma io che sono povero non ho mai potuto acquistarlo e le poche volte che ho potuto leggerlo ho trovato i suoi articoli incomprensibili per me che sono povero.

Quanto ai numerosi e variegati bollettini della Curia, che ricevono denaro publico per diffondere l'ego di questo o quel prelato, francamente non li sopporto.

Forse dovrei provare a leggere il quotidiano socialista stampato in dieci copie o quello liberista di quattro pagine, che costa come gli altri ed è fermamente contrario agli aiuti di Stato sebbene ritenga corretto ricevere soldi publici?

Immagino che per sostenere il pluralismo qualcuno mi proporrà di provare a leggere Opinioni Nuove, organo del Movimento Monarchico Italiano. Un pò troppo elitario per i miei gusti. Forse è meglio che provi con qualche quotidiano dichiaratamente fascista, ma rivolto alle masse popolari?

Certo, negli anni, ho ascoltato anche Radio radicale, ma non ho mai resistito più di qualche minuto; la faziosità della propaganda neoliberista ed il personalismo mi fanno vomitare.

Quanto agli stampatori di libri è meglio lasciar perdere.

C'è un sistema per ovviare a questo vergognoso mercimonio. Applicare correttamente i principi del libero mercato. Agire dal lato della domanda anziché dal lato dell'offerta. Rendere equa la domanda e lasciare che sia la domanda stessa a deterninare l'offerta, ovvero redistribuire in parti uguali a tutti i cittadini il denaro destinato al sostegno dell'editoria. Dare a tutti, indistintamente, un contributo spendibile solo per l'acquisto di informazioni e cultura e lasciarli liberi di scegliere.

Antimoderno sarà Lei !

04.10La categoria dell'intellettuale antimoderno, così come stabilita da Antoine Compagnon, è parsa ai critici oggettivamente così comprensiva da rendere difficile stabilire quali siano gli intellettuali che non vi sono inclusi.

Forse per questo nella Postfazione alla seconda edizione del libro, ora tradotto anche in italiano, ha precisato che gli antimoderni ai quali si riferisce non sono conservatori, reazionari, tradizionalisti, accademici, neoclassici ma sono moderni, moderni divisi, lacerati, spartiti, spesso animati dall'odio contro se stessi in quanto moderni, o quanto meno dal dubbio. Non sono moderni entusiasti o ciechi, ma moderni rassegnati. Insomma, non si può essere antimoderni se prima non si è stati moderni, è indispensabile aver attraversato il moderno per poterne vedere i limiti. Il paradosso, dice ancora Compagnon, è che i veri moderni sono anche degli antimoderni, cioè moderni lucidi, non rincitrulliti dal modernismo.

E se la questione rimane quella di mostrarsi indocili, perché la letteratura è proprio questo - essere all'opposizione - è venuto il momento di esaltare i Lumi, e non di fare gli schizzinosi.

Dio e il lupo

03.10Poiché Desiderio Erasmo non è uno scrittore qualunque, evidentemente deve esistere una qualche affinità fra Dio e il lupo, tale da rendere ragione dell'identica costruzione degli adagia 69 e 70.

Come hanno osservato sia Tricaud che Tosi, in Erasmo la trattazione delle due locuzioni proverbiali è assai diversa. Al commento della prima vengono dedicate alcune pagine alla seconda solo alcune righe, il che fa della seconda un'appendice della prima.

※ pour Erasme, homo homini deus, (qui fait l'objet d'un article près de vingt fois plus long que celui qui traite d'homo homini lupus) est de beaucoup la plus importante des deux formules. La seconde ne serait que le travestissement occasionnel, le «négatif», de la première.

Se logica vuole che non sia possibile predicare qualcosa ed il suo contrario allora Lupo è l'altro nome di Dio, quello nascosto, quello sconosciuto.

Studiare meno, studiare meglio

02.10Non solo diplomi di laurea più modulari...

Potrebbero esservi motivi per ripensare l'intera struttura dell'istruzione universitaria negli Stati Uniti, un sistema progettato quando gli studenti di solito lasciavano l'università per una carriera che sarebbe durata tutta la vita presso un unico datore di lavoro. Abbiamo bisogno di diplomi di laurea più modulari e di un'istruzione universitaria alla quale si possa accedere per tutta la vita, in modo che gli studenti possano scegliere e ricevere quel che desiderano quando ne hanno bisogno.

Sul diritto di dire no

01.10In Hobbes il diritto di resistenza è individuale e inalienabile, poiché non può essere ricompreso, a nessuna condizione, nel contratto sociale. Analogie del diritto di resistenza così inteso con la safeword.

Come si deve interpretare il detto di San Paolo

30.09È la curiosità che mi guida nella scelta dei libri che leggo. Ma la curiosità ha bisogno di un appiglio e l'appiglio, il più delle volte, se lo lasciamo agire, ce lo fornisce l'inconscio.

L'appiglio, in questo caso sono i barbari. Da Collingwood a Erasmo. La sfumatura evidente. Collingwood parla di barbari alle porte, Erasmo di barbari che occupano la scuola.

L'odore della rivoluzione

29.09John Kekes, già professore di filosofia ad Albany, nato in Ungheria nel 1936, emigrato negli Stati uniti nel 1965, naturalizzato cittadino americano nel 1977, all'epoca della rivoluzione era un ragazzo: Il mio ricordo più vivido della Rivoluzione è il suo odore; mucchi di macerie, inzuppati di pioggia, corpi putrefatti sepolti sotto.

Se la nostra concezione del mondo è il risultato della nostra storia, i pensieri esposti nei libri di Kekes ci dicono che dietro l'odore della rivoluzione c'è, evidentemente, altro.

The topic of this chapter is the illusion of equal human worth, which is deeply and often unquestioningly shared by countless people, even if they are not egalitarians. It may be said by religious believers that we are all children of God; by utilitarians that everybody is to count for one and no more than one; or by Kantians that all human beings are entitled to a basic respect simply because they are human. Many people hold on to this belief in the face of the undeniable fact, of which no one can be ignorant, that there are great moral differences between habitual evildoers, like the pusher, the prostitute, and the terroristi on the one hand, and their decent, humane, and reflective counterparts, on the other.

Alle varie forme di egalitarismo Kekes oppone le differenze morali fra le persone. Non siamo uguali perchè siamo moralmente diversi, cioè meritiamo diversamente. Ma, credo ne converrete tutti, merito e morale sono parole difficili da giustificare a priori. Non è questa la strada da percorrere per trovare una spiegazione ragionevole della diseguaglianza.

Sovente chi parla di morale intende niente altro che obbedienza e la rivoluzione, quale che sia, è disobbedienza. Se, per me, la rivoluzione ha lo sgradevole odore delle macerie e dei corpi putrefatti, necessariamente sarò portato a considerare la preservazione dello status quo ante come la migliore condizione possibile. L'unica meritevole di premio.

Anche se la conservazione sono i carri armati sovietici.


Poiché, in genere, non apprezzo la musica vocale non comprendo la ragione dell'attrazione che esercita su di me la Festmesse di Johann Josef Netzer, ma è la stessa ragione che mi fa ascoltare la musica corale massonica di Mozart.

Hobbes scoprì...

28.09Al capitolo 24 del Nuovo Leviatano si legge:

24.48 - Ciò che Hobbes scoprì era che "lo stato" o "il governo" non governa affatto con la forza ma esso tuttavia governa; governa con l'autorità. Governa perché quelli che sono sudditi, che sono (alcuni tra loro, non tutti) sulla linea che divide gli uomini come esseri sociali dagli uomini allo stato di natura, sono pervenuti alla vita sociale e perciò sono in grado di conferire autorità

Dicendo Hobbes scoprì Collingwood attribuisce la qualifica di fatto alle parole sono i sudditi a conferire autorità. Secondo questa lettura Hobbes scopre che non appartiene a Dio ma ai sudditi (coloro ai quali l'autorità si applica) la facoltà di rendere legittima l'autorità. Può essere o non essere considerato un fatto ciò che Hobbes scoprì, ma è un fatto che Collingwood scrisse, cioè pensava, che Hobbes scoprì e da ciò che Collingwood scrisse si può inferire che considerasse "un fatto" ciò che Hobbes aveva scoperto, cioè che ai sudditi, non a Dio, appartiene costitutivamente l'autorità.

Non so se dipenda dall'essere o non essere pervenuti alla social life ma non tutti considerano questo un fatto.

Ciascuno ha il suo Confucio

27.09Lionello Lanciotti, nell'introduzione a I quattro libri di Confucio, cita l'affermazione di un grande studioso cinese moderno, Ku Chieh-kang, il quale scriveva che "ogni età ha il suo Confucio".

Indubbiamente esistono dei segni, delle parole, che vanno sotto un nome e sono attribuiti a Confucio. Ciascuno legge questi segni e queste parole a modo suo e le dice di Confucio. L'indeterminatezza e l'ambiguità attribuiscono a questi segni un grande fascino.

Identità razziale

26.09Poiché la maggioranza degli americani fa distinzione tra bianchi e neri, tra "noi" e "loro", è estremamente utile avere una buona teoria che spieghi le disuguaglianza tra bianchi e neri.

La teoria dell'identità proposta da Akerlof e Kraton attribuisce un valore in termini di utilità economica all'appartenenza ad un gruppo e, di conseguenza, considera misurabili le caratteristiche identitarie (gli ideali) del gruppo di appartenenza, inteso in termini razziali, di genere, religiosi o semplicemente di un gruppo sociale più definito (ad esempio i lavoratori di un'azienda), e le forze che determinano la convenienza, o meno, al mantenimento di queste caratteristiche per la persona.

Però, sottolineano gli autori, la causa fondamentale del fenomeno è l'iniziale esclusione dei neri da parte del gruppo dominante. Ovvero, possiamo inferire, la causa fondamentale della discriminazione è da ricercarsi nell'originaria costituzione di una coscienza identitaria del gruppo dominante e nell'interesse di questo gruppo a non perdere le sue caratteristiche.

Occorrerebbe quindi indagare, in termini di utilità, l'interesse del gruppo dominante, e non solo dei gruppi minoritari, a mantenere i propri caratteri identitari, in quanto escludenti.

Il circolo vizioso della discriminazione

25.09Nonostante i ripetuti tentativi di trovare una ragione biologica delle differenze sociali e quindi anche di giustificare la discriminazione razziale attraverso l'inferiorità intellettuale, a partire dalla celebre ricerca guidata da Gunnar Myrdal, il circolo vizioso della discriminazione è diventato il paradigma americano del Negro Problem.

In questa indagine, assumeremo l'interdipendenza tra tutti i fattori del problema nero. Il pregiudizio dei bianchi e la discriminazione tengono il nero ad un basso livello di vita, di salute, di educazione, di costume e di morale. Tutto ciò, a sua volta, giustifica i pregiudizi dei bianchi. In tal modo il pregiudizio dei bianchi e il livello di vita dei neri si determinano l'un l'altro. [Myrdal, 1944:75]

Trattandosi di un circolo vizioso consente di nascondere l'inizio e la fine del ragionamento e quindi preclude all'origine ogni possibile soluzione.

Borghesiana

24.09È contro l'inconsapevole relativismo di Averroè che è diretta la svolta trascendentale di Kant.

Eppure i commenti di Averroè sono la prova provata che si può parlare con cognizione di causa di ciò di cui non si conosce il significato e questo fa di Averroè un kantiano (o viceversa).


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Po-leninski

23.09Molti anni fa mi è stato regalato questo ☛ manifesto.

Autoconfutazione del libero mercato

22.09Il libero mercato è la libertà del più forte. Ciò che mi impressiona è che lo dica l'ambasciatore Sergio Romano sul corrierone.

A mia figlia

21.09Guarda i bambini difficili come oggetti di studio, non come problemi personali.

Ecco perchè il Pd perderà ancora le elezioni

20.09L'articolo di Vincenzo Visco sul giornale di Confindustria dimostra (volendo essere benevoli) confusione di idee. Se l'aliquota unica nel caso dell'imposta sul valore aggiunto non è regressiva (su questo aspetto si potrebbe discutere a lungo sostiene Visco) ergo non dovrebbe esserlo neppure l'aliquota unica dell'imposta sul reddito.

Se, poi, all'aumento dell'IVA per le classi più disagiate si dovesse sommare anche solo una parte delle proposte elencate da Visco nell'articolo, che colpiscono la zona grigia della popolazione senza esprimere un vero criterio di uguaglianza, allora i partiti di governo alle prossime elezioni non avrebbero scampo.

Per essere equo e quindi accettabile dalla maggioranza della popolazione il programma di riforma fiscale abbozzato da Visco dovrebbe essere bilanciato dall'introduzione di una qualche, seppur minima, forma di UBI. Ma di questo nel suo articolo Visco non fa cenno.

To barbarize

19.09Nel Nuovo Leviatano non c'è traccia (perlomeno non immediatamente evidente) del metodo storico di Collingwood. La spiegazione: il Nuovo Leviatano non è un libro di storia bensì di politica. Ma, poiché il problema politico che si pone Collingwood non è (non può essere ) quello di Hobbes, perché questo travestimento?

Questione di forma

18.09Devo liberarmi dalla necessità di essere compreso... , dalla necessità di dare una forma compiuta al discorso.

Qual'è la domanda?

Non ci si può facilmente attendere che un uomo, la cui mente è sempre occupata dall'insegnamento della filosofia, raggiunga quella calma e quel silenzio interiore che sono condizione del pensiero filosofico.

17.09Ray Monk sostiene che la prematura morte di George Collingwood abbia privato la filosofia inglese di un'alternativa all'ombra che Gilbert Ryle ha proiettato su di essa.





una logica in cui si vagliano le risposte e non le domande è una logica falsa.

Chiamerò "proposizione" dice C. ciò che altri chiamano "giudizio", "affermazione".

non si può venire a sapere quello che un uomo intende dire semplicemente studiando le sue affermazioni scritte od orali, anche se egli ha parlato o scritto con perfetta padronanza della lingua e con perfetta intenzione di verità. Per scoprire quel che intende dire, si dove sapere anche quale era il problema (un problema suo, e da lui supposto anche in voi) a cui la cosa che egli ha detto o scritto intendeva rispondere.

Una proposizione non era una risposta, o comunque non poteva essere la risposta giusta, ad una qualsiasi domanda a cui si sarebbe potuto rispondere altrimenti.

Non ci sono due proposizioni che possano contraddirsi, a meno che esse non siano entrambe risposte ad una stessa domanda. E perciò impossibile dire di un uomo io non so quale sia la domanda alla quale egli vuole rispondere, ma vedo che si contraddice.

Lo stesso principio si applicava all'idea di verità. Se il significato di una proposizione è relativo alla domanda cui essa risponde, la sua verità deve essere relativa alla stessa cosa.

Qui mi distaccai da ciò che chiamavo la logica proposizionale e dal suo rampollo, le teorie della verità generalmente riconosciute.

Siamo tutti pronti ad ammettere che la Repubblica di Platone ed il Leviathan di Hobbes vertono su due cose che per un certo senso sono la stessa cosa, e per un altro sono diverse. Questo non è in discussione. Ciò che è in discussione è il modo di essere la stessa cosa, e quello di essere diverse. I «realisti» pensavano che l'essere la stessa cosa fosse la «stessa cosa» di un «universale», e la differenza una differenza tra due esempi di quell'universale. Ma non è così. Questo «essere una stessa cosa» è l'essere una stessa cosa di un processo storico, e la differenza è la differenza tra una cosa che nel corso di tale processo si è cambiata in qualcosa d'altro, e quell'altra cosa in cui essa si è cambiata.

Ne segue. Qual'è la domanda alla quale voleva rispondere Collingwood dicendo: la domanda a quale domanda il Tal dei Tali voleva che questa proposizione rispondesse? è, un problema storico? Ovvero. Qual'è la domanda che risponde alla proposizione la domanda è un problema storico?

Trolleyology

16.09La carrellologia non mi appassiona. Molti dei dilemmi che pone sono indecidibili, o per meglio dire, oscuramente percepiamo che qualsiasi soluzione si dia loro è comunque moralmente (soggettivamente) accettabile.

Come è dimostrato dalla psicologia sperimentale, la soluzione dei dilemmi del trolley dipende dalle nostre convinzioni morali, che sono un effetto della nostra storia psichica, dalle nostre capacità logiche e dalle circostanze nelle quali ci troviamo a prendere la decisione. Assai diverso è dover decidere in astratto, davanti ad un libro, o in situazione, quando in pochi secondi si deve scegliere se deviare o non deviare il tram.


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Il vero saggio

15.09Il vero saggio è colui che non scrive una parola, non dice una parola sulla guerra, come se non esistesse.

L'inclusione capitalistica ed i suoi limiti

14.09La discriminazione su base etnica è diffusa in tutto il mondo e altrettando diffusa è la discriminazione su base religiosa. Una terza forma di discriminazione ha origine, nelle società più antiche, dalla divisione del lavoro.

Partendo dall'originaria tripartizione - sacerdoti, guerrieri, lavoratori manuali - motivazioni etnico-religiose hanno dato origine ai fuori casta, destinati alle occupazioni considerate impure (non necessariamente quelle meno remunerative) nelle quali erano sovente impiegate le minoranze etniche e gli stranieri. L'istituzionalizzazione della divisione castale era poi destinata a regolare e cristallizzare la situazione di discriminazione.

Gli esempi di fuori casta sono numerosi, differenziati e ubiqui: dai dalit indiani, ai burakumin giapponesi, ai cagots pirenaici e, in un certo senso, anche ai giudei europei, perlomeno in alcuni periodi storici.

Con l'avvento della moderna forma capitalistica di produzione si è modificata la ripartizione delle funzioni tra le varie componenti della società. Il sistema feudale di governo e la suddivisione castale della società si sono dimostrati poco funzionali agli scopi propri del modo di produzione capitalistico. La nuova casta dei possessori di sapere tecnico-scientifico ha sostituito la casta dei sacerdoti nel ruolo di guida ideologica della società destrutturando dall'interno l'ordine gerarchico preesistente.

Quindi, stabilita l'inutilità della suddivisione gerarchica tradizionale e la necessità dell'inclusione sociale universale si è presentato il problema dato dall'esistenza dei fuori casta, poché il loro riassorbimento nel contesto sociale presenta storicamente delle difficoltà di integrazione che non sono superate dai provvedimenti legislativi.

Logica (non del tutto) stringente

13.09La guerra condotta dalla NATO in Afganistan per ordine degli Stati Uniti è stata inutile, forse controproducente, e per gli italiani ha avuto un prezzo altissimo in vite umane e risorse economiche, ergo è necessario un esercito dell'Unione Europea.

Conseguenze della nascita di un esercito europeo: non ci sarà più nessuna guerra alla quale gli europei parteciperanno per ordine degli Stati Uniti e forse sarà la fine della NATO

Noli foras ire, in te ipsum redi

12.09Prima o poi si dovrà dare un'interpretazione alla rinascita della polemica e dello scontro confessionale in un'epoca di progressiva perdita di senso del religioso. Non potrà essere un'interpretazione teologica e neppure filosofica, bensì dovrà essere una lettura sociologica dei fatti.

[Se è vero che] La contesa, il confronto, il dialogo anche, sono l'essenza del politico, non del religioso.

Un peccato contro la carità

11.09I sacerdoti della chiesa cattolica mancano di rispetto per l'altro e quindi di carità cristiana. Quello che appare moralmente inaccettabile è che la nostra morale debba essere applicata all'altro o viceversa che ci sia imposta a forza di legge la morale dell'altro.

Amok

10.09Senza alcun motivo ha spinto giù dalle scale del sottopassaggio ferroviario della stazione di Lecco una studentessa di 18 anni, poi, sempre nel sottopasso, ha sferrato un pugno in faccia ad una pendolare di 55 anni facendola cadere a terra.

In questo come in altri casi simili esiste una responsabilità oggettiva della comunità che si deve concretizzare in un risarcimento materiale a carico dello Stato e quindi della fiscalità generale.

Giochi di palazzo

09.09

Parole di Giancarlo Giorgetti intercettato dai giornalisti mentre scambia alcune battute nel cortile interno di Montecitorio durante il dibattito sulla fiducia al Conte 2: Ce l'hanno tutti con Salvini, povero Cristo... Matteo era l'unico che voleva andare avanti, mentre tutti noi gli dicevamo di rompere...

Il Corriere della Sera, di proprietà di Urbano Cairo, riporta il video nel quale Carlo De Benedetti, ospite di Lilli Gruber su La7, di proprietà di Urbano Cairo, dà un giudizio sul nuovo governo Conte: Questa estate è successo di tutto, ma io ero per le elezioni e non voterei la fiducia a questo governo


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David Koch potrebbe essere morto

08.09Fanno discutere i media americani i 50 milioni di dollari donati da Allison e Dorothy Rouse alla facoltà di legge della George Mason, università publica della Virginia del Nord, per promuovere la diffusione delle idee politiche conservatrici fra i futuri giudici ed avvocati.

Da quando i fratelli Charles e David Koch hanno iniziato a finanziarla, la George Mason University è diventata uno dei più importanti centri di diffusione delle idee conservatrici negli Stati Uniti. L'indebita influenza dei media nella questione è stata, a suo modo, stigmatizzata dal Wall Street Journal:

I progressisti dominano quasi tutti gli angoli del mondo accademico americano, ma a quanto pare vogliono tutto. Ne testimonia l'assalto politico e mediatico alla George Mason University, un'isola di diversità intellettuale nella Virginia del Nord, che ha commesso il peccato di accettare denaro da donatori conservatori.

Depurazione della filosofia

07.09L'atomismo filosofico ha una storia che dagli antichi greci arriva sino a Galileo, Descartes e Gassendi per poi perdersi lentamente nella scienza sperimentale. Così per l'etica.

Annotazioni psico-lessicali

06.09Nei fogli sparsi dell'anno 1918 dei Diari di André Gide compaiono queste annotazioni psicolessicali.

Io chiamo pederasta colui che, come dice la parola, s'invaghisce dei ragazzi. Chiamo sodomita ("Si dice sodomita, signore," rispondeva Verlaine al giudice che gli chiedeva se fosse davvero sodomista) colui che desidera gli uomini fatti.

Chiamo invertito colui che, nella commedia dell'amore, recita la parte della donna e desidera essere posseduto.

Queste tre specie di omosessuali non sono sempre nettamente separate; esistono possibili sconfinamenti dall'una all'altra; ma, quasi sempre, la differenza tra loro è tale che essi provano un profondo disgusto gli uni degli altri; disgusto accompagnato da una condanna che a volte non è inferiore a quella che voi (eterosessuali) manifestate aspramente per tutte e tre le specie.

I pederasti, tra cui mi annovero (perché non posso dirlo in tutta semplicità senza che immediatamente voi pretendiate di vedere, nella mia ammissione, una vanteria?), sono molto più rari, i sodomiti molto più numerosi di quanto credessi all'inizio. Ne parlo stando alle confidenze che ho ricevuto, e voglio credere che in un altro tempo e paese non sarebbe stato così. Quanto agli invertiti, che ho frequentato assai poco, mi è sempre parso che solo loro meritassero l'accusa di devianza morale o intellettuale e di cadere sotto i colpi di determinate accuse comunemente rivolte a tutti gli omosessuali.

Aggiungo una cosa che potrà sembrare speciosa, ma che credo assolutamente esatta: molti omosessuali, sia per timidezza, sia per semi-impotenza, in presenza dell'altro sesso si comportano da donne e, in un connubio apparentemente "normale", interpretano il ruolo di veri e propri invertiti. Sarei tentato di chiamarli lesbici. Posso dire che li credo alquanto numerosi?

Perché annotare tutto questo?

05.09Esitazioni di chi scrive un diario. Avrà un senso quello che sto facendo? Risvolto utilitaristico...

Parigi, Lutelia, 16 dicembre 1921

Ieri, giovedì, iniziata tranquillamente la mia giornata in questa camera al sesto piano, dove mi trovo veramente bene. Scritto a Em. e al bravo piccolo René Michelet, dal quale ho finalmente ricevuto una lettera. Stato poi a La NRF a parlare con Prunières, Allard, Gallimard e Jean Schlumberger. L'atmosfera della redazione è ora gradevolissima, e il disordine è pressoché scomparso. A pranzo dagli Allégret. Speravo di potervi condurre Marc: ma abbiamo pranzato solo all'una e per giunta era il compleanno della bambina. Perdita di tempo esasperante. Prima di metterci a tavola, ho avuto un colloquio piuttosto lungo con André circa il suo fidanzamento; secondo me sta facendo un passo falso e ho cercato di aprirgli gli occhi. Nulla di più pericoloso del ruolo che ho svolto nella circostanza... peraltro senza alcun risultato.

Pagato un conto da Foinet, il corniciaio. Ottima visita a Paul Laurens. Poi in Rue Vaneau, alla clinica dove Nicole è stata operata di appendicite. C'era Valentine. Nicole era uno splendore di grazia e di bellezza. Ritorno in albergo, dove mi raggiungono Mme Mayrisch e Marc. Mentre li aspettavo, ho scritto a Alibert. Preso il tè con loro; poi usciti tutti e tre per fare spese. Rientro solo al Lutetia; cenato in camera con del paté e le uova sode che Em. mi ha messo in valigia. Poi, alle 8, da Roger Martin du Gard, dal quale rimango fino all'una di notte, a leggergli le prime pagine del mio romanzo, a commentarle, ad analizzarle, e a parlare di Browning.

Perché annotare tutto questo...? Per mostrare come si passa una giornata a Parigi; e per insegnare a me stesso a perdere, oggi, meno tempo.

A futura memoria

04.09Piange Carlo De Benedetti, che avrebbe ospitato proprio Gentiloni sulla sua barca quest'estate, e che aveva puntato molto sulle elezioni anticipate, come ha potuto verificare chiunque abbia aperto certe pagine di ''Repubblica'' nelle scorse settimane.

MP. Occorre riflettere sui conflitti di interesse delle proprietà delle imprese editoriali.

Le azioni influenzano le idee

03.09L'approccio standard alla teoria politica presuppone che le azioni siano semplici conseguenze delle nostre preferenze. La psicologia sociale, in particolare la teoria della dissonanza cognitiva, suggerisce il contrario: le preferenze possono essere influenzate dalle azioni compiute.

La teoria della dissonanza cognitiva tende a spiegare questa influenza come un tentativo di ridurre la distanza tra il nostro comportamento e la nostra concezione del mondo, tra esigenze esterne ed esigenze interne dell'individuo.

In generale si può dire che l'azione corporea, oserei dire muscolare, è all'orgine di molte idee che noi consideriamo di natura esclusivamente mentale. Qualcosa di analogo sembra avvenire ad esempio anche nell'apprendimento di ciò che consideriamo l'essenza del pensiero astratto, la matematica.

UBI e BJ

02.09L'antropologo David Graeber ha dedicato un libro al fenomeno dei lavori del cazzo (BJ), da non confondere con i lavori di merda (BJ), dal quale ho tratto queste conclusioni.

Ragionevolmente, si può supporre che il benessere sociale e le possibilità di sviluppo economico di una società siano inversamente proporzionali alla quantità di lavoro senza senso e quindi inutile presente in quella società.

Se così è, la struttura della distribuzione del lavoro che si sta configurando nelle società occidentali avanzate prelude al loro declino.

Il reddito minimo universale (UBI) potrebbe essere (è) in grado di mettere fuori mercato buona parte del lavoro privo di senso che affligge le società occidentali.

Cosa ha a che fare la libertà con il rispetto?

01.09Premesso che l'etichetta commercio equo e solidale è un prodotto del marketing ed ha generato un mercato delle certificazioni che grava sul prezzo finale dei prodotti e quindi potrebbe essere considerata in qualche modo una mancanza di rispetto nei confronti dei consumatori più poveri, non capisco in che modo possa rappresentare una forma di rispetto (considerazione) nei confronti dei produttori acquistare un prodotto ad un prezzo più alto di quello stabilito dal mercato, a meno che alla parola rispetto non si voglia attribuire un altro significato (es. persona di rispetto). Naturalmente il ragionamento viene meno qualora si consideri non libera la contrattazione di mercato. Ma, in questo caso, la mancanza di rispetto non può essere eliminata dal fair trade perché è già tutta nella mancanza di libertà nella contrattazione.


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Flaubert, ça va sans dire

31.08Quando leggo: l'assolutizzazione dello stile è la formula letteraria del principio democratico di eguaglianza; sono preso da una sorta di vertigine. Il confine, seppure vago, che esiste tra discorso politico e narrazione letteraria viene meno e non sono più in grado di comprendere quale parola parla.

I mille modi per fare profitto

30.08Il manifesto sottoscritto da 181 amministratori delegati delle più grandi imprese americane intitolato Statement on the Purpose of a Corporation si dice abbia messo in discussione uno dei capisaldi del capitalismo occidentale: ossia che la finalità dell’impresa sia quella di creare il massimo valore per i propri azionisti. Anche questo è un modo per fare profitto.

L’ombra delle elezioni

29.08Da mesi su tutti i quotidiani, con poche eccezioni, si instillava nelle menti dei lettori la necessità di andare al più presto al voto senza tenere in alcun conto la volontà del Parlamento e dei parlamentari che lo compongono. Non sono in grado di dire se questa sospetta coincidenza di opinioni fosse dovuta ad una corretta percezione dell'effettiva situazione politica o non fosse preordinata ad esasperare i toni del confronto politico e a tendere una trappola ad una o ad entrambe le componenti del governo giallo-verde. Fatto sta che nella trappola Matteo Salvini c'è caduto.

Tempo e logica

28.08Una sequenza temporale è anche una sequenza logica e viceversa una sequenza logica non può non essere anche una sequenza temporale. Questo è il motivo che mi ha convinto a disporre ciò che scrivo in ordine cronologico.


Luis de los Cobos Almaraz (1927 – 2012) L'anello mancante nella musica spagnola del XX secolo.

La questione urbana

27.08Beni posizionali ed esclusione spaziale. La distinzione sociale si è trasferita dall'architettura (separazione verticale) all'urbanistica (separazione orizzontale).

Vi è divergenza di interessi

26.08Nel diritto statunitense le imprese a fini di lucro esistono solo a beneficio dei propri azionisti. La legge statunitense si spinge fino a concedere agli azionisti il diritto di citare gli amministratori qualora questi ultimi non perseguano gli interessi dei propri azionisti.

La trattazione della separazione tra proprietà e controllo viene fatta comunemente risalire al libro The Modern Corporation and Private Property di Berle e Means (1932) nel quale gli autori sostengono che la separazione tra proprietà e controllo sia diventata reale, data la nascita di un'ampia categoria di detentori di titoli che non esercitano pressoché nessun controllo sulla ricchezza che loro stessi o i loro predecessori hanno fornito all'impresa; la separazione tra proprietà e controllo genera una situazione in cui vi è divergenza di interessi tra proprietario e amministratore.

Discontinutà ed elezioni sono la stessa cosa

25.08Ho detto all'inizio della crisi che il nuovo governo Pd-M5S si può fare in poche ore, è sufficiente cancellare alcuni punti del contratto e sostituire i ministri nominati dalla Lega con ministri nominati dal Pd. Chi pensa ad altre strade non vuole un accordo di governo, ma vuole le elezioni. Naturalmente i quotidiani del gruppo Gedi si prodigano perchè si vada al voto.

Precisazione. Mi considero un liberale, laico, di sinistra, deluso dalla sinistra e mi andava bene il governo M5S-Lega. Dopo l'azzardo di Salvini penso che l'unica strada percorribile sia un governo M5S-Pd, oggi, non dopo le elezioni. Per questo considero scellerati tutti coloro che si prodigano per le elezioni.

Il caso della compassione razionale

24.08Non è cosa buona predicare la bontà. Neppure se si tratta di bontà razionale e compassionevole.

In una democrazia decidono gli elettori?

23.08Quando, a bocce ferme, si cercherà una spiegazione alla disgraziata decisione di Matteo Salvini di romprere la coalizione giallo-verde e provocare la crisi del governo guidato da Giuseppe Conte si dovrà partire dall'editoriale di Fabio Tamburini, direttore del quotidiano di Confindustria.

Quando fate congetture politiche siete fantastici voi del Sole!, commenta un lettore. Curioso il finale populista aggiunge un altro, Con questa violenta presa di posizione dove pensa di arrivare il Sole24ore? crede che un governo leghista decisionista e autoritario sia un toccasana, vista la lucidità, la cultura e la preparazione dei personaggi coinvolti? Veramente infantile e preoccupante invocare il giudizio del popolo specialmente da chi sta con le banche.

Anche gli investitori internazionali sembra non siano dell'opinione di Tamburini, se è vero che lo spread BTP-Bund, nell'ipotesi di un governo Pd-M5S, sta scendendo.

Rispetto e distinzione

22.08Rispetto è una parola polisemica che contiene in sé il principio della distinzione ed è quindi intrinsecamente ambigua qualora sia associata alla parola eguale.

Un atteggiamento di rispetto è, in generale, una relazione tra un soggetto e un oggetto (che può essere un soggetto) in cui il soggetto risponde all'oggetto con un sentimento o un comportamento e quindi riconosce all'oggetto una sua propria dignità ed un suo proprio valore.

Il concetto di eguale rispetto è applicabile correttamente solo in termini oggettivi; il rispetto (oggettivo) della legge impone l'eguale rispetto (oggettivo) di tutti coloro che sono soggetti alla stessa legge; come termine morale (e quindi soggettivo) il concetto di eguale rispetto (soggettivo) è invece contraddittorio perché implica una intrinseca mancanza di rispetto per la soggettività dell'altro, cioè della sua (del soggetto) costitutiva diversità in quanto soggetto.

L'unica forma di eguale rispetto concepibile in termini morali (soggettivi) è la reciproca tolleranza dell'altrui diversità (soggettiva), ma questa forma (l'eguale rispetto) non è una forma dell'uguaglianza bensì della distinzione. Sarebbe come dire eguale distinzione. Per questo motivo (l'ambiguità) mi trovo in sostanziale disaccordo con l'utilizzo etico del termine eguale rispetto.

Paradosso del Comma 22

21.08Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dal carcere, ma chi chiede di essere esentato dal carcere non è pazzo - Corte costituzionale, sentenza n. 99 del 19 aprile 2019.

Aliquote fiscali - Economia sommersa

20.08 ※ A differenza di studi precedenti, la nostra analisi fornisce una forte evidenza di una relazione positiva tra le aliquote dell'imposta sul reddito e le dimensioni dell'economia sommersa. Anche gli effetti della progressività strutturale e della complessità degli schemi fiscali nazionali sono positivi e statisticamente significativi. Di conseguenza, la transizione verso sistemi di imposta sul reddito più semplici e più piatti sembra ridurre le dimensioni dell'economia sommersa.

Questi effetti positivi sono rafforzati quando le modifiche fiscali sono accompagnate dal miglioramento dei controlli e dal rafforzamento del sistema giuridico. D'altro canto, corruzione, istituzioni giuridiche deboli e controlli inefficaci tendono ad attenuare la reattività dell'economia sommersa alla variazione delle aliquote fiscali.

Le stime suggeriscono che mentre l'aliquota fiscale forfettaria aiuta a ridurre l'economia sommersa nel breve termine, questo effetto diminuisce e scompare nel lungo termine.

Il fatto che una maggiore progressività e una maggiore complessità fiscale siano associate a una quota maggiore di economia sommersa non implica di per sé che sia socialmente ottimale avere un sistema fiscale più piatto.

שבולת‎

19.08Nello spazio publico israeliano la delegittimazione di Israele da parte di forze ostili è considerata un fatto provato. Una spiegazione del fenomeno figura anche sul sito ufficiale del Ministero degli Affari esteri israeliano:

La delegittimazione è una campagna politica, economica filosofica che ha l'obiettivo di compromettere il diritto all'esistenza dello Stato di Israele ed a negare al popolo ebraico il diritto all'autodeterminazione nella sua patria.

Riferendosi ad un'attitudine ostile nei riguardi dello Stato ebraico, diventato l’Ebreo fra le nazioni, l'espressione la delegittimazione di Israele, ormai consacrata dall'uso, si collega ad un immaginario di persecuzione fondato su una lunga e dolorosa storia, che è alla base della doxa ebraica. Ma la formula non si accontenta d'essere incantatoria: essa è utilizzata per fini pratici. Così l'introduzione del libro di Ruth Amossy.

Nella guerra delle parole alcune formule retoriche vengono utilizzate come segni di riconoscimento - shibboleth - per individuare chi sta da una parte e chi sta dall'altra. Per poter svolgere la loro funzione queste formule devono essere caratterizzate da un'intrinseca ambiguità sintattico-semantica.

Diritti umani e/o neoliberismo

18-08La position ici tenue n’est, au fond, pas nouvelle qui souligne l’impuissance constitutive des droits humains à être des armes pour la justice sociale et contre les inégalités matérielles, parce qu’ils sont dépourvus d’un contenu qui pourrait s’opposer à ces dernières. La singularité de l’ouvrage tient moins à ce constat qu’à la manière dont il est établi et qui fait l’originalité de la thèse proprement dite.

Contro la democrazia

17.08La carenza informativa degli elettori circa le questioni del governo rende il suffragio universale meno efficiente della selezione dei governanti attraverso le competenze. Questa grossomodo la tesi.

Il desiderio non è il consenso

16.08Il desiderio non è la volontà. L'eccitazione che provoca il desiderio non è il consenso. Il consenso è esclusivamente il consenso.

Contro la bontà assoluta

15.08Kraut paragona l'idea della bontà all'idea del flogisto. Entrambe sono ciò che resta di una visione del mondo travisata. Il discorso sulla bontà non è privo di significato; è semplicemente falso.

Qual'è il numero ottimale di parlamentari?

14.08La crisi economica e la diffusa percezione dell'inefficienza della classe politica hanno determinato una crescente insofferenza verso le spese per il mantenimento delle istituzioni rappresentantive, che si traduce nella richiesta di ridurre il numero dei parlamentari.

...

Dati la popolazione e l'estensione di una nazione, è possibile determinare il numero ottimale di parlamentari per quella nazione?

...

Democratizzare la finanza

13.08La cosiddetta crisi dei mutui subprime è la conseguenza, in sostanza, dell'esplosione di una bolla speculativa nel mercato della casa, iniziata negli Stati Uniti nel 2006 e diffusasi a cascata in molti altri paesi sotto forma di fallimenti finanziari e di una stretta creditizia. Probabilmente le forze scatenate dalla crisi continueranno a imperversare per anni, provocando una quantità crescente di danni collaterali. La chiave per risolvere la crisi e limitare i danni collaterali è nella democratizzazione della finanza. Così scriveva Robert Shiller nel 2008.

Non so cosa significhi democratizzare la finanza, ma non credo sia possibile indurre i poveri ad investire le loro limitate risorse economiche ed intellettuali in assicurazioni e previdenza, al solo fine di sgravare i ceti sociali più agiati dall'obbligo, non solo morale, alla solidarietà, senza una spinta più o meno gentile e, in ogni caso, assai poco democratica.

Gli Stati Uniti hanno attraversato due grandi crisi economiche nel secolo scorso: la Grande depressione iniziata nel 1929 e la Grande recessione iniziata nel 2008. Una sorprendente e spesso trascurata somiglianza tra queste due crisi è che entrambe sono state precedute, per un periodo di alcuni decenni, da un forte aumento della disuguaglianza dei redditi e da un altrettanto marcato aumento del rapporto debito / reddito tra le famiglie a basso e medio reddito. In entrambi i casi la percezione che il livello del debito era diventato insostenibile ha contribuito a scatenare una crisi finanziaria eccezionalmente profonda.

Il potere economico ottenuto da alcuni membri della comunità attraverso l'attività finanziaria disturba profondamente molte persone perché non viene associato ad alcun reale vantaggio per la comunità. Uno dei motivi per cui nelle società di successo si affermano élite che detengono il potere è che in queste società esiste una leadership in grado di far eseguire le cose.

Politica come gestione del rischio

Oggi in tutto il mondo è normale che a chi investe nelle azioni di un'impresa quotata in borsa sia assicurata la responsabilità limitata: ciò equivale a dire che gli investitori non possono essere citati in giudizio per eventuali responsabilità dell'impresa. L'investitore può stare tranquillo: l'ammontare massimo della perdita che può subire è quanto speso per l'acquisto delle azioni. Per molti questo si traduce in un'esperienza piacevole, come comprare un biglietto della lotteria.

Facciamo un ragionamento semplice semplice

12.08Se Zingaretti chiude adesso al M5S con chi pensa di governare dopo le elezioni? Con Salvini forse? O forse sostiene la posizione di Salvini perché pensa di liberarsi di Renzi e dei 5 stelle? Ma in questo modo dopo le elezioni del Pd non rimarrà più nulla. La soluzione migliore, se ci fossero i numeri in Parlamento, sarebbe ovviamente un governo di legislatura Pd - M5S. Salvini è stato malconsigliato. Me ne dispiace perché era simpatico.

PS. Se vuole sopravvivere anche il Movimento 5 Stelle deve fare un bagno di umiltà.

Le origini dell'economia moderna

11.08Essendo in un certo senso un materialista, sono ostile agli argomenti, come quelli di Mokyr, nei quali alla fine contano solo le idee e l'evoluzione culturale. Sono molto sospettoso verso gli argomenti che danno un valore particolare alla cultura, specialmente quando è la mia cultura. Tendo invece a ricercare meccanismi causali concreti, piuttosto che agitare le mani dicendo "era nell'aria". Nonostante tutto questo, il libro di Joel Mokyr è una narrazione ben costruita e di gradevole lettura.

Se lo vuole

10.08Se lo vuole, Giuseppe Conte è l'unico politico italiano che può battere - facilmente - Matteo Salvini.

La sindrome Matteo

09.08Matteo sta diventando antipatico... era già successo all'omonimo... per ora é solo una sensazione... ma... attenzione... non è una questione politica... è una questione di pelle...

Ancora sulla Voodoo Economics

08.08L'idea di Arthur Laffer, che abbassare le tasse potrebbe aumentare le entrate, è logicamente corretta. Però Laffer si sbagliava nel pensare che le aliquote dell'imposta sul reddito negli anni '70 del XX secolo fossero così elevate che il loro taglio avrebbe aumentato le entrate. George H. W. Bush, notoriamente, ha definito tutto ciò Voodoo Economics.

Da tutto ciò si potrebbe inoltre dedurre che, finché l'aumento delle aliquote fiscali non riduce le entrate, aumentare le tasse è economicamente e socialmente preferibile al taglio della spesa publica per ridurre il debito.

Potere, piacere, profitto. Perché occuparci di queste di sciocchezze?

07.08L'unica recensione alla traduzione italiana di The scientific intellectual di Lewis S. Feuer reperibile sul web è quella di Mario Viganò, apparsa su La civiltà cattolica, dalla quale ho tratto l'incipit:

« Aristotele non si è acquistato sì grande autorità se non per forza delle sue dimostrazioni e della profondità dei suoi discorsi; ma bisogna intenderlo, e non soltanto intenderlo, ma avere tanta pratica dei suoi libri, che se ne sia fatta un'idea perfettissima, in modo che ogni suo detto vi sia sempre dinanzi alla mente; perché e' non ha scritto per il volgo, né si è obbligato a infilzare i suoi sillogismi con il metodo triviale ordinato, anzi, servendosi del preturbato, ha messo talora la prova di una proposizione fra testi che par che trattino di ogni altra cosa, e però bisogna aver tutta quella grande idea, e saper combinare questo passo con quello, accozzar questo testo con quell'altro remotissimo; ch'e' non è dubbio che chi avrà questa pratica, saprà cavar dai suoi libri le dimostrazioni di ogni scibile, perché in essi è ogni cosa » (Galileo, Opere, VII, 134).

Questa mirabile dottrina esegetica di Simplicio è stata assimilata da L.S. Feuer, il quale, disponendo non di un solo autore, ma di una copiosa raccolta di annali biografici e di storici della scienza, pur non essendo storico specialista di nessuno dei periodi presi a trattare, è riuscito con una ammirevole opera di mosaico a dimostrare che lo spirito scientifico moderno non è un prodotto dell'ascetismo protestante, ma piuttosto di un'etica edonistico-libertaria (pp. 1-2).

Potremmo chiederci se era necessario un così ampio sfoggio di erudizione per provare una tesi tanto ovvia, specialmente se per «ascetismo protestante» si intende una forma di masochismo che è esistita solo nella fantasia dell'autore, e per «etica edonistica-libertaria» si intende, come è spiegato alle pp. 15-19, che gli scienziati erano mossi particolarmente dal piacere della ricerca in se stessa, dalla coscienza dei vantaggi che dalla loro opera avrebbero potuto derivare per l'umanità e dal desiderio della gloria personale.

Mi tocca convenire con il recensore. Edonismo-libertario e ascetismo-masochista sono categorie interpretative psicologicamene e sociologicamente inconsistenti e l'armamentario esplicativo messo in campo nel libro di Feuer è troppo esile. Ma l'idea di una ricerca storica sulle carattestistiche psicologiche dell'intellettuale scientifico merita maggiore attenzione. Non si può ridurre tutto all'etica protestante.

Rignano sul Membro

06.08La capacità di percepire la percezione che gli elettori hanno della situazione sociale nella quale sono immersi è una, forse la principale, qualità richiesta oggi a chi si occupa di politica.

Conseguenze dell'immanenza dell'estetico

05.08Utilizzando il termine «estetico» per designare un atteggiamento esistenziale, quello proprio di chi vive nel, grazie al, del e per l’estetico, inteso come ciò per cui egli è immediatamente ciò che è, Victor Eremita trasforma la scelta etica in un gesto estetico annullandone ogni effetto trascendente.

QED

04.08Molto interessante...

Siamo un popolo di corrotti e di corruttori

03.08L'attivismo mediatico di Giuseppe De Rita, ottantasette anni, presidente della Fondazione Courmayeur Mont Blanc e da oltre mezzo secolo alla guida del Censis, è sospetto. Cosa vuole? Sono cinquant'anni che il Censis vaticina sull'Italia senza alcun profitto per i committenti delle sue ricerche...

Il fatto è che non siamo un popolo di analfabeti, ma di corrotti e di corruttori

Percepire sé stessi come Dio

02.08In preda al crollo della propria mente, con la forza contemplativa del pensiero e le capacità creative che gli rimangono, Nietzsche rimane a guardare sé stesso crollare; interpretando ciò che gli sta accadendo come l'emergere psicofisico di quanto aveva immaginato a livello teorico fino a quel momento. All'interno della struttura testuale delle ultime lettere è possibile intuire l'esistenza di una narrazione fine a sé stessa. Anche se non dovesse rimanere niente dei suoi progetti e dei testi a livello filosofico e teologico, niente delle speculazioni a livello psicologico e fisiologico, delle costruzioni storico-religiose e storico-ideologiche, ecco che rimarrebbero comunque queste narrazioni, che si intrecciano alla fine in un'unica grande narrazione.

Tag. Intelletto come narrazione di sé stessi a sé stessi.

Le radici inglesi della moderna democrazia

01.08Harrington è stato ispirato anche da pensatori i cui nomi non sono sopravvissuti nella memoria popolare. Uno di questi è l'olandese Peter Cunaeus il cui libro De Republica Hebraeorum, apparso nel 1617 come parte di una serie di opere prodotte dallo stampatore olandese Elsevier sulle republiche passate e presenti, fu tradotto in inglese da Clement Barksdale nel 1653.

Harrington era particolarmente interessato a due aspetti del racconto di Cunaeus sul Commonwealth ebraico. Il primo di questi era la legge del giubileo, il secondo riguardava i rapporti tra Chiesa e Stato.

MP