Timeline

οὔτοι ἀπ’ ἀρχῆς πάντα θεοὶ θνητοῖσ’ ὑπέδειξαν,
ἀλλὰ χρόνωι ζητοῦντες ἐφευρίσκουσιν ἄμεινον.

XENOPHANES

Una cosa sono io, un'altra i miei scritti

23.02Una semplice questione di dolci grappoli d'uva può unire vita vissuta e vita pensata. Nella lettera di Nietzsche a Heinrich Köselitz (Peter Gast) datata 16 dicembre 1888 troviamo un primo accenno alle herrliche trauben.

Successivamente, nella lettera del 21 dicembre alla madre, Nietzsche ritorna sullo stesso concetto

Siehst Du, das ist das Kunststück: ohne Name, ohne Rang, ohne Reichthum werde ich hier wie ein kleiner Prinz behandelt, von Jedermann bis zu meiner Hökerin herab, die nicht eher Ruhe hat als bis sie das Süßeste aus allen ihren Trauben zusammengesucht hat (das Pfund jetzt 28 Pf.)

Vedi questo è il capolavoro: senza un nome, senza rango, senza ricchezze, io qui vengo trattato come un piccolo principe da qualsiasi persona, giù giù fino alla mia fruttivendola, che non ha pace finché non ha trovato per me il più dolce tra i suoi grappoli d'uva (che adesso costa 28 centesimi la libbra)

pressappoco con le stesse parole usate nel cruciale secondo paragrafo del capitolo Perché scrivo libri così buoni di Ecce homo, nel quale i dolci grappoli d'uva sembrano sostituirsi a Wagner come oggetto dell'interesse filosofico di Nietzsche.

Und, dass ich es bekenne, ich freue mich noch mehr über meine Nicht-Leser, solche, die weder meinen Namen, noch das Wort Philosophie je gehört haben; aber wohin ich komme, hier in Turin zum Beispiel, erheitert und vergütigt sich bei meinem Anblick jedes Gesicht. Was mir bisher am meisten geschmeichelt hat, das ist, dass alte Hökerinnen nicht Ruhe haben, bevor sie mir nicht das Süsseste aus ihren Trauben zusammengesucht haben. So weit muss man Philosoph sein…

E lo confesso, mi rallegrano ancor più i miei non lettori, quelli che non hanno mai udito il mio nome, né la parola filosofia; ma dovunque io arrivi, per esempio qui a Torino, ogni faccia si rasserena e si addolcisce al vedermi. Nulla mi ha lusingato tanto finora come certe vecchie fruttivendole che non hanno pace finché non sono riuscite a scegliermi i grappoli più dolci della loro uva. Fino a questo punto bisogna essere filosofi...

Questo è ciò che ci vuole per essere un filosofo....

Gli dei mostrano, gli uomini cercano

22.02Mortal and Divine in Early Greek Epistemology di Shaul Tor, recentemente publicato, dimostra il rinnovarsi dell'interesse per il fr. B 18 DK di Senofane. Il frammento è notoriamente ambiguo per quanto riguarda la posizione di Senofane sulla rivelazione divina ai mortali, ma è molto probabile che esprima, tra le altre cose, un atteggiamento polemico nei confronti della divinazione, la forma di manifestazione della divinità alla quale i greci attibuivano maggiore importanza.

⚛ it is very likely that B 18 conveys — among other things — a polemical attitude to divination, the most dominant form of divine disclosure

In questo senso il frammento 18 sembra implicare la coscienza della distinzione tra mantica e conoscenza umana. Cosi la traduzione Untersteiner.

Gli stessi dèi non hanno mostrato tutto fin dall'inizio ai mortali, ma con il tempo, cercando, trovano ciò che è meglio

Gli dei mostrano, gli uomini cercano. Analogo concetto esprime la traduzione Tannery:

Les dieux n'ont pas tout montré aux hommes dès le commencement, mais les hommes cherchent, et avec le temps ils trouvent le meilleur

Invece nella traduzione Lesher questa distinzione si perde un poco.

Indeed not from the beginning the gods intimated all things to mortals, but as they search in time they discover better.

L'idea che gli dei comunicassero con i mortali attraverso una varietà di segni era virtualmente ubiquitaria nell'antichità. Ciò che Xenophanes rifiuta - dice Lesher - non è un aiuto divino per i mortali in tutte le sue varie forme, ma piuttosto una comunicazione divina con loro, specialmente per mezzo di segni criptici.

The idea that the gods communicated with mortals through a variety of signs or signals was virtually ubiquitous in antiquity [..] What Xenophanes rejects is not divine aid to mortals in all its various forms, but rather divine communication with them, especially through the medium of signals or cryptic signs. [Lesher, 2001, p. 153]

Ma B 18 appare classicamente collegato anche a B 34 DK, dove la conoscenza degli dei, quale che sia, è messa in dubbio.

Il frammento 18 è, ora, chiaro: θεοί che conoscono ἀλήθειαν, φύσις, in quanto essi stessi sono ἀλήθεια, φύσις (79), rivelano πάντα cioè l'universa realtà [..] ma, da parte degli uomini la conquista dei πάντα, raggiunta per mezzo di εἰδέναι (80), è graduale: il σοφός vi riesce subito, anzi, in un primo tempo unico fra gli uomini (81), mentre gli altri possiedono solo δόκος (82). Tuttavia anche θνητοί passando attraverso lo stadio intermedio di δοξάζειν ἐοικότα τοῖς ἐτύμοισι (83), possono ἐφευρίσκειν ἄμεινον vale a dire progrediscono verso conoscenze sempre più ἐοικότα τοῖς ἐτύμοισι e, quindi, a un dato momento potranno identificarsi col σοφός o, comunque, avvicinarsi al massimo grado a costui, anche se Senofane, nell'orgoglio della propria scoperta, sembri addirittura escludere che ciò possa accadere [..]

Il fr. 18 ha, dunque, un significato nettamente gnoseologico e può valere bensì come visione del progresso umano, ma solo sulla via del conoscere.

Tutte bellissime letture, ma non ditemi che sono chiare.

Il caso Matthew Falder

21.02Il caso di Matthew Falder arrestato nel giugno scorso e condannato dalla Crown Court di Birmingham a 32 anni di reclusione per reati commessi esclusivamente attraverso l'utilizzo di internet merita qualche attenzione.

In primo luogo per le non comuni capacità intellettuali della persona. Masters degree e PhD a Cambridge, ricercatore di geofisica e oceanografia presso l'Università di Birmingham.

In secondo luogo per il tipo di crimine commesso. Nessun contatto fisico. Coinvolgimento esclusivamente psicologico. Sadismo per interposta persona. Abilità nello stabilire complicità. Utilizzo del ricatto come strumento per piegare le vittime. Apparente assenza di motivazioni economiche. Ricerca del consenso della rete. All'arresto apparente assenza di empatia. Si deve notare che le vittime erano adescate fra le persone comuni, prevalentemente adolescenti, che rivelavano agli occhi di Falder qualche debolezza. L'indagine è stata innescata dal tentativo di suicidio di tre delle sue vittime.

In terzo luogo per la complessità dell'indagine, conseguenza dell'abilità di Falder nell'uso delle tecnologie informatiche che gli consentivano di agire anonimamente. L'indagine, condotta dalla National Crime Agency (NCA) con l'aiuto del GCHQ, ha coinvolto anche agenzie investigative di altri paesi ed è durata anni.

Ci si può chiedere: "si tratta di una nuova tipologia criminale o di una nuova veste di un comportamento che prima dell'avvento della rete si manifestava con altre modalità?"

La disgiunzione

20.02Si può partire dal ragionamento di chi afferma - Nozick tanto per fare un esempio - che le tasse sono l'equivalente del lavoro forzato, cioè della schiavitù e di conseguenza ogni forma di tassazione è illegittima perché limita la libertà personale.

Se questo ragionamento è corretto - e lo consideriamo corretto, se non altro ai fini del nostro ragionamento - ne segue che la secessione di chi vuole pagare le tasse da chi non le vuole pagare è legittima e viceversa.

Non è lecito imporre di pagare le tasse a chi non le vuole pagare (indicato con A), ma non è lecito impedire di pagare le tasse a chi le vuole pagare (indicato con B).

Se questo ragionamento è corretto A e B sono disgiunti (OR) rispetto alla norma pagare le tasse (AT- OR BT+) e quindi sono disgiunti anche rispetto a tutte le conseguenze che ne derivano (AD- OR BD+).

Poiché la legislazione di A non si applica a B e viceversa è necessaria una legislazione di interscambio, che consenta ai due mondi di interfacciarsi, giuridicamente, economicamente e politicamente.

Clausola lockeana e legislazione minima

Questa legislazione minima dovrebbe riguardare sostanzialmente la sola clausola lockeana e le sue conseguenze. Non è poco, come potrebbe sembrare a prima vista. Infatti, questa legislazione minima non deve soltanto garantire la possibilità del libero scambio tra A e B - nel senso di Hayek - ma anche consentire di regolare pacificamente tutte le questioni relative al diritto di proprietà della terra. Ciò rende complicata, ma non impossibile, la disgiunzione politica ed economica tra A e B. Una legislazione minima, relativa ad una clausola lockeana estesa, diventa quindi la condizione necessaria affinché la secessione territoriale e la disgiunzione giuridica tra A e B possano prendere forma nel mondo reale. Non necessariamente una legislazione minima si deve identificare in uno Stato minimo.

Non chiamiamola più secessione. Chiamiamola disgiunzione.

Una legge stupida è ancora una legge?

19.02Accade sempre più frequentemente che vengano promulgate norme prive di buon senso ed anche manifestamente stupide.

Ci si deve chiedere allora se una legge stupida sia ancora una legge? Seguendo Hobbes alla lettera sembrerebbe di si. Una legge inutile o iniqua, financo una legge stupida deve essere rispettata. Sappiamo a quali contraddizioni ed a quali nefandezze conduca questa concezione della legge. Poiché Hobbes non era stupido e una legge stupida è un attacco alla credibilità dell'autorità qualcosa non quadra.

Una legge stupida è de facto incostituzionale? Credo tutti noi si sia portati a considerare nulla una legge stupida, ma affiché sia considerata nulla a tutti gli effetti la legge stupida deve essere dichiarata incostituzionale e poiché questo richiede del tempo la legge stupida continua ad operare.

Poichè le leggi stupide continuano ad aumentare di numero e ad operare in difetto di una normativa che ne sterilizzi le conseguenze, forse è il caso di rivedere tutta la normativa relativa al controllo di legittimità costituzionale e di conseguenza anche tutte le procedure di approvazione e promulgazione delle leggi.

Ci si dovrebbe anche chiedere quali provvedimenti adottare nei confronti di chi elabora ed approva leggi stupide o inique...

UBI rimane «fuori dal mercato»?

18.02Molto probabilmente la critica rivolta da Karl Polanyi al cosiddetto Speenhamland System non è storicamente fondata e quindi anche il paragone che l'articolo di Riccardo Evangelista ci propone tra Speenhamland ed il c.d. reddito di cittadinanza potrebbe non essere appropriato.

Più pertinenti e stimolanti mi sembrano invece le osservazioni che riguardano la concezione di Friedrich von Hayek relativamente al sussidio universale. Ammesso che effettivamente Hayek intendesse realmente riferirsi ad una qualche forma di reddito di base universale, il ché non è scontato.

※ Non vi è motivo per cui in una società libera lo Stato non debba assicurare a tutti la protezione contro la miseria sotto forma di un reddito minimo garantito, o di un livello sotto il quale nessuno scende. È nell’interesse di tutti partecipare all’assicurazione contro l’estrema sventura, o può essere un dovere di tutti assistere, all’interno di una comunità organizzata, chi non può provvedere a se stesso. Se tale reddito minimo uniforme è fornito fuori dal mercato a tutti coloro che, per qualsiasi ragione, non sono in grado di guadagnare sul mercato un reddito adeguato, ciò non porta a una restrizione della libertà, o a un conflitto col primato del diritto

⚛ Il punto nodale del ragionamento di Hayek è la delimitazione del reddito minimo (che in questo caso assomiglia all’idea di un sussidio universale) in un ambito che rimane «fuori dal mercato». In questo modo il reddito di cittadinanza assume il ruolo di salvagente del libero mercato nei momenti di performance negativa di quest’ultimo, quando cioè l’agognato equilibrio sul mercato del lavoro non si realizza e la disoccupazione rischia di diventare una minaccia all’integrità dell’intero sistema. Ad essere protetti, pertanto, non sono direttamente i lavoratori, ma il mercato stesso nella sua concezione liberale, secondo Hayek una necessità epistemologica prima ancora che economica.

In che senso UBI può rimanere fuori dal mercato, se la sua presenza condiziona - secondo il pensiero economico prevalente - i rapporti di forza tra lavoratore e datore di lavoro (aumentando il potere contrattuale del lavoratore se il valore di UBI è alto, diminuendolo se è basso). Questo ragionamento mi induce a pensare che Hayek non si riferisse a ciò che noi oggi intendiamo con UBI, ma ad una qualche forma di assistenza molto più simile allo Speenhamland System.

Per evitare il ritorno della prova dei mezzi

17.02 Ho scritto che voterò M5S e, nonostante questo recente post di Beppe Grillo, non cambierò idea.

Il reddito di cittadinanza è previsto solo per chi è in un momento di bisogno e solo a condizione di accettare un lavoro proposto dai centri per l’impiego. Dopo un massimo di 3 proposte rifiutate, il reddito non viene più erogato. Il reddito di cittadinanza esiste già nella maggior parte dei Paesi Europei e non ha senso chiedersi se possa funzionare. Già funziona.

Che il reddito di cittadinanza preveda la prova dei mezzi ed il lavoro coatto se lo è inventato Grillo. Ma il seguito del post è a dir poco esilarante. Dopo aver constatato che la disoccupazione aumenta ed aver giustamente perorato la causa della riduzione dell'orario di lavoro ecco lo spirito di Grillo sollevarsi in un vero e proprio volo pindarico, sottolineato con tanto di grassetto.

Andiamo verso un’epoca in cui il salariato non avrà più ragion d’essere. Perchè è il reddito che ti include nella società, non il lavoro.

Mi chiedo, e chiederei volentieri a Beppe Grillo di spiegarmi, perché - se è il reddito ad includere nella società ed il lavoro salariato non ha più ragion d'essere - il reddito di cittadinanza viene elargito solo a chi accetta il primo lavoro che capita e subito dopo poiché ha un lavoro non ne ha più diritto?

Non so chi abbia inventato questo trucco diabolico dove il jolly è sempre nelle mani di chi dà le carte, se Margaret Thatcher o Tony Blair, ma sentirselo riproporre come una panacea contro la povertà è un buon motivo per non votare M5S.

Ma Beppe Grillo è in buona compagnia. Anche in Quebec sembra si stiano contrabbandando dei means-tested benefit come basic income, cioè: dei sussidi attribuiti con la prova dei mezzi vengono politicamente venduti come reddito di base.

The province of Quebec, in Canada, has been fostering conversations around basic income and even, at a certain point in 2016, has appointed a long-time supporter of basic income, François Blais, as Minister of Employment and Social Solidarity. Although the term “guaranteed minimum income” has been used in an indiscriminate fashion ever since 2014, there has never been an actual mandate for Blais to implement basic income in Quebec. [..] So, the social security program sought is not an unconditional basic income. However, some media sources are portraying it in misleading headlines such as “Quebec to offer basic income for 84000 people unable to work” and “Basic income to be given to 84000 people in Canada”.

Il marketing politico si è accorto dell'impatto che l'idea di un reddito universale ha su un'ampia parte dell'elettorato e si propone di utilizzarla, non senza prima averla ridefinita secondo le proprie particolari esigenze. Per questo è necessario ripetere che l'unica definizione corretta di UBI è:

A basic income is a periodic cash payment unconditionally delivered to all on an individual basis, without means-test or work requirement.

Un reddito di base è un pagamento periodico in contanti consegnato incondizionatamente a tutti su base individuale, senza prova dei mezzi o requisiti di lavoro.

Ridurre la povertà per aumentare la libertà

16.02Guy Standing, economista della SOAS University of London e cofondatore di Basic Income Earth Network (BIEN), risponde sul Financial Times all'articolo di Ian Goldin concludendo così:

A BI as anchor of a new distribution system is justifiable for six reasons. It is a matter of social justice, would enhance freedom, produce basic security, cut poverty, promote political stability at a time of rising discontent, and, as India’s government recognised in a parliamentary report, even in a low-income country, a BI is affordable.

Sei ragioni che giustificano BI. 1) è una questione di giustizia sociale. 2) aumenterebbe la libertà. 3) produrrebbe sicurezza. 4) ridurrà la povertà. 5) promuoverà la stabilità politica. 6) anche in un paese a basso reddito BI è conveniente.

L'opinione di Guy Standing sul reddito di base forse è un pò troppo ottimistica. È però certo che se il lavoro morto prevale sul lavoro vivo la libertà viene messa in discussione. L'eutanasia del redditiero, auspicata da Keynes, non è avvenuta. Il lavoro morto sta prevalendo, ancora una volta, sul lavoro vivo corrompendo dal suo interno lo spirito del capitalismo.

Ceci n’est pas une bibliothèque

15.02I progettisti di chiese non frequentano le chiese. Ceci n’est pas une eglise. L’architetto è Massimo Rossi, l’edificio, peraltro architettonicamente pregevole, è ad Arezzo e la Parrocchia è quella di san Donato.

Non conosco le ragioni della separazione dei cataloghi delle biblioteche universitarie genovesi da quello delle biblioteche comunali. Ma la moltiplicazione dei cataloghi indica l'assenza di una politica della progettazione culturale collettiva e, viceversa, la presenza di una politica della gestione del proprio orticello.

Le tecnologie digitali stanno progressivamente trasformando in modo sostanziale anche il nostro modo di concepire le biblioteche. Il libro e la sua conservazione non sono più l'unica ragion d'essere delle biblioteche. Alle biblioteche vengono richieste nuove funzioni che tendono a renderle un'altra cosa, senza sapere ancora esattamente cosa.

Un esempio di questa evoluzione a tentoni è dato dal nuovo catalogo delle biblioteche universitarie di Genova che ha l'aspetto di un piccolo Google in miniatura. Intendiamoci, è assolutamente meritorio il tentativo di ritornare alla catalogazione degli articoli di rivista, come si faceva un tempo, ma perché catalogare anche i testi ai quali non si ha accesso, moltiplicando gli enti senza necessità. Sarà che i progettisti dei cataloghi online delle biblioteche non frequentano le biblioteche.

Evidenze empiriche che contraddicono Ian Goldin

14.02Evidenze empiriche suggeriscono che un trasferimento di denaro universale e permanente non riduce in modo significativo l'occupazione aggregata. Questo è quanto sostengono due ricercatori del National Bureau of Economic Research dopo aver elaborato i dati relativi ai residenti in Alaska, che dal 1982 hanno diritto a un dividendo annuale in contanti dall'Alaska Permanent Fund di circa 2000 dollari per abitante (circa 8000 dollari per una famiglia con due figli).

Using data from the Current Population Survey and a synthetic control method, we show that the dividend had no effect on employment, and increased part-time work by 1.8 percentage points (17 percent). Although theory and prior empirical research suggests that individual cash transfers decrease household labor supply, we interpret our results as evidence that general equilibrium effects of widespread and permanent transfers tend to offset this effect, at least on the extensive margin.

Questi dati sono in contrasto con i punti 3 e 4 dell'articolo di Ian Goldin sul Financial Times del quale ho scritto due giorni or sono.

Il problema di Casaleggio

13.02Fino a ieri ero fermamente deciso a non andare ai seggi. Sono ancora convinto dell'inutilità del voto del 4 marzo, ma il servizio delle Iene sui 23 milioni di euri versati di tasca propria dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle al fondo per il microcredito mi ha convinto a votare Grillo, seppure turandomi il naso come ci ha insegnato Indro Montanelli. Non credo nel microcredito, non credo nei Cinque Stelle, ma il gesto dei grillini merita comunque un riconoscimento.

Dato atto della buona fede del movimento bisogna riconoscere che quanto è accaduto mette in evidenza, ed in questo concordo con Pizzarotti, la disorganizzazione che regna nel M5S e la difficoltà oggettiva di creare dal nulla una classe politica onesta e organizzata. Questo è il vero problema che dovrebbe preoccupare Casaleggio e gli italiani...

Perché non bisogna scollegare banche e debito publico

12.02Il gioco al rialzo del debito, se così lo si può chiamare, è iniziato molti anni fa sciogliendo la Banca d'Italia dall'obbligo di acquistare tutti i titoli del debito publico che fossero rimasti invenduti. Oggi qualcuno punta ad impedire alle banche di investire in titoli publici per scollegarle dal rischio insito nel debito sovrano. Ciò significa che si potrà iniziare a scommettere sull'insolvenza dello Stato italiano senza che vi siano ripercussioni sistemiche. Ciò non accadrà, lo Stato italiano non fallirà, ma la scommessa avrà comunque come conseguenza un ulteriore aumento dei tassi d'interesse per gli italiani. Fin troppo facile prevederlo. Ma ci sarà anche un'altra conseguenza. Il gioco ridurrà l'importanza strategica del sistema bancario nazionale e l'esistenza delle banche territoriali avrà ancor meno senso.

A chi giova?


L’Horloge de Flore concerto per oboe ed orchestra di Jean Françaix. Commissionato da John de Lancie, oboista della Philadelphia Orchestra nel 1957. Completato nel 1959, prima esecuzione di John de Lancie con la Philadelphia Orchestra nel 1961.

Oboe Concerto in A minor di Ralph Vaughan Williams scritto per l'oboista Leon Goossens nel 1944. Prima esecuzione rinviata a causa della guerra e poi eseguita dalla Liverpool Philharmonic Orchestra nel 1944, dir. Malcom Sargent,

Sento il bisogno di iscrivermi ad un altro club

11.02L'edizione online del Financial Times ospita l'opinione di Ian Goldin, già professore ad Oxford, economista all'EBRD, all'OECD, ecc. ecc. [cfr. Wikipedia], su universal basic income. Non posso esimermi dallo scrivere qualche marginalia.

Per iniziare ecco schematizzate le cinque ragioni per le quali il reddito universale di base sarebbe una cattiva idea.

  1. UBI è finanziariamente insostenibile. Il suo costo sarebbe inaccettabile... sarebbero necessarie tasse molto più elevate o redistribuzioni di risorse...
  2. UBI porterà ad una maggiore disuguaglianza e povertà... riallocando i pagamenti del welfare dai trasferimenti mirati (come disoccupazione, invalidità o sussidi per l'alloggio) ad un trasferimento universale, l'importo che andrà ai più poveri sarà proporzionalmente inferiore. I miliardari invece otterranno un po' di più.
  3. UBI minerà la coesione sociale... attraverso il lavoro le persone ottengono non solo reddito, ma anche senso della vita, status, amicizie... premiare le persone per stare a casa porterà al crimine, alla droga e alla distruzione della famiglia.
  4. UBI mina gli incentivi a partecipare... l'aiuto invece dovrebbe essere progettato per convincere individui e famiglie a trovare un lavoro.
  5. UBI offre un alibi a manager e politici, permettendo di rinviare la discussione sul futuro dei posti di lavoro... ci deve essere più lavoro part-time, premi per l'imprenditoria privata, per le industrie creative e il volontariato... per invertire l'aumento della disuguaglianza e del disagio sociale, dobbiamo cambiare radicalmente il modo in cui pensiamo al reddito ed al lavoro.

Nella traduzione ho un pò estremizzato [quindi non si tratta di una vera e propria citazione], ma credo di avere bene interpretato il senso sotteso dal testo. Ci sono tutti i luoghi comuni del conservatorismo di destra e di sinistra, ma anche alcune vere e proprie barzellette come quella che i miliardari con UBI ci guadagnerebbero o quella che UBI favorirà il crimine e aumenterà il numero dei nullafacenti drogati. E poi, detto fra noi, mi sorge un dubbio, uno che vuole rifilarci l'idea che stiamo vivendo un Secondo Rinascimento non sarà mica un magliaro?

Quando leggo ragionamenti di tal fatta contrabbandati per buoni sento impellente il bisogno di iscrivermi ad un altro club. Nozick dove sei!

Suum cuique tribuere

10.02Esistono perlomeno due modi di concepire l'uguaglianza. Il primo consiste nel dare a tutti in parti eguali senza distinzione. Il secondo in base ai meriti o ai bisogni. Quale di questi due modi corrisponda meglio alla massima dare a ciascuno il suo rimane da stabilirsi, perché implica la conoscenza di quale sia il proprio di ciascuno.

Peraltro il problema - sociale, giuridico ed economico, in una parola politico - posto dalla necessità pratica di scegliere quale di queste due concezioni dell'uguaglianza sia giusto applicare è rilevante.

The Democrats are pushing for Universal Healthcare while thousands of people are marching in the UK because their U system is going broke and not working.

Dopo le manifestazioni di piazza contro le disfunzioni causate dalla riduzione dei fondi per il finanziamento del sistema sanitario britannico, contemporaneamente all'aumento della domanda dovuto all'invecchiamento della popolazione, anche Donald Trump si dice preoccupato per la tenuta dell'NHS e accusa i democratici di voler introdurre negli Stati Uniti un modello di assistenza sanitaria che non funziona.

La domanda alla quale è necessario dare una risposta è questa: Bisogna dare a tutti, senza distinzioni, un minimo di assistenza pagato collettivamente oppure è preferibile lasciare che ciascuno soddisfi tutte le sue esigenze in base alle proprie capacità e quindi al propro merito o che qualcuno, a nome dello Stato, decida quali sono i bisogni di ciascuno?

Perché non lasciare a ciascuno la scelta sulla risposta da dare a questa domanda? È una questione politica, ma la tecnologia della quale disponiamo lo consente.

Utopia, tra desiderio e velo d'ignoranza

09.02Trattandosi di una sublimazione del proprio desiderio le utopie non tengono conto dei desideri altrui. Quindi affinché un'utopia possa dirsi realizzabile deve potersi moltiplicare secondo gli infiniti desideri degli uomini. In questa prospettiva non esiste un'unica utopia, ma ne esistono infinite ed è possibile immaginare una metautopia, un mondo dove sia realizzabile un'utopia multipla.

Nozick chiede al lettore di sognare per se stesso un mondo ideale, vincolato solo dal riconoscimento che altri uomini, reali e immaginari, possono sognare i propri mondi. Questo esclude la tentazione egocentrica di inventare un'utopia dove altri si piegano alla volontà del sognatore. In questo contesto concettuale, Nozick descrive un mondo in cui ogni persona è socio di quel club che più soddisfa i suoi desideri, assicurandogli un valore netto dalla sua affiliazione che sia almeno pari al valore del suo contributo agli altri soci.

Questa utopia sarebbe interpretabile, secondo Nozick, in una forma a noi già nota: la teoria dei club (Tiebout) e l'economia di mercato.

Nell'utopia di Nozick si è ammessi in un club solo se si apporta un beneficio agli altri membri del club e viceversa si ambisce ad entrare in un club solo se si ritiene di ottenerne un vantaggio personale.

Queste condizioni sono chiaramente utopistiche e, in questi termini, non rispecchiano la realtà, ma solo il personale desiderio di Nozick. Esistono dei vincoli naturali dei quali l'utopia di Nozick non tiene conto e sono gli stessi per risolvere i quali Rawls ha immaginato che la scelta di appartenenza ad un club debba essere effettuata sotto un velo di ignoranza.

Le confessioni (senza fine) della carne

08.02Prendo lo spunto dal titolo della recensione di Leonardo Martinelli all'opera postuma di Michel Foucault in uscita presso Gallimard per fare alcune considerazioni, che non vogliono essere irriverenti bensì problematiche, sul sesso non consensuale secondo Foucault.

Racconta Michel Foucault di aver ricevuto dalla commissione per la riforma del diritto penale la richiesta di rispondere ad alcune domande sulla legislazione sessuale: voilà, on est en train d'étudier le chapitre de la législation sur la sexualité. On est très embarrassé, et l'on voudrait savoir ce que vous pensez là-dessus...

Foucault dice di non aver avuto problemi nel rispondere in generale, ma: Mais il y a deux domaines qui pour moi font problème. Celui du viol. Et celui des enfants.

La sessualità ci è imposta dalla natura quindi - argomenta Foucault - il sesso non dovrebbe mai essere oggetto della legge. Lo statuto della sessualità è diverso da quello della violenza. Nello stupro occorre distinguere la violenza, che è oggetto della legge, dal sesso, che non lo è.

M. Foucault : On peut toujours tenir le discours théorique qui consiste à dire : de toute façon, la sexualité ne peut en aucun cas être objet de punition. Et quand on punit le violon doit punir exclusivement la violence physique. Et dire que ce n'est rien de plus qu'une agression, et rien d'autre : que l'on foute son poing dans la gueule de quelqu'un, ou son pénis dans le sexe, cela n'appelle pas de différence... Mais primo : je ne suis pas sûr que les femmes seraient d'accord...

Non sono sicuro che le donne sarebbero d'accordo... Foucault ritorna sull'argomento nel corso dell'intervista con Jean François et John de Wit, in occasione delle conferenze tenute all'Università cattolica di Lovanio intitolate: Mal faire, dire vrai. Fonction de l'aveu en justice.

[..] le problème du viol. D'une part: est-ce que la sexualité peut être soumise en réalité à la législation? est-ce qu'en fait tout ce qui touche à la sexualité ne doit pas être mis en marge de la législation? Mais que faire d'autre part du viol, si aucun élément touchant à la sexualité ne doit figurer dans la loi? Voilà la question que j'ai posée. Au cours de la discussion avec Cooper, j'ai dit tout simplement que dans ce domaine il y avait un problème dont on devait discuter et pour lequel je n'avais pas de solution. Je ne savais qu'en faire, voilà tout.

Il problema che si pone Foucault è : come preservare l'espressività della sessualità?. Lo stesso che pone, in altri termini, Sigmund Freud ne Il disagio della civiltà. Non c'è risposta.


Semyon Bychkov conducts the fourth and fifth movements of Mahler Symphony No 2, 'Resurrection' with the London Symphony Orchestra, London Symphony Chorus, Christiane Karg and Anna Larsson live from the Barbican Centre on Sunday 4 February 2018

Gli italiani li vedo un pò rincoglioniti

07.02Una nazione che paga regolarmente 80-90 miliardi di interessi all'anno (mediamente il 5% del Pil) ad un tasso superiore alla media delle nazioni occidentali e lo fa da quarant'anni è una gallina dalle uova d'oro.

Forse ha ragione Di Battista!

Nessuna morale può dimostrare il contrario

06.02Il libro di John Kekes The Illusions of Egalitarianism è la dimostrazione dell'esistenza dell'ineguaglianza. MP e Kekes non sono uguali. La pensano in modo diametralmente opposto e non occorre altro per dimostrare l'inevitabilità dell'ineguaglianza fra gli esseri umani. MP desidera vivere in un mondo dove non ci sia Kekes e immagino Kekes desideri vivere in un mondo dove non ci sia MP. Ma, nel mondo, ci sono sia Kekes che MP e questo è sufficiente per dimostrare l'inevitabilità del postulato dell'uguaglianza fra gli esseri umani, affinché sia possibile mantenere la pacifica convivenza nella reciproca libertà. Nessuna morale può dimostrare il contrario.

Naturamente se si osserva con attenzione l'argomento proposto si è naturalmente indotti a pensare che la dialettica uguaglianza-diseguaglianza sia assolutamente priva di senso nei termini nei quali è ordinariamente impostata (anche da Kekes).

Giocare la carta della vittima

05.02Recentemente Chomper Schuld, alias Pup Chomper, ex Mr. Wisconsin Leather, ha publicato su Instigator Magazine, sofisticata rivista cartacea per Alpha Males, un articolo d'opinione che ha innescato un vivace dibattito in rete.

Devo ammettere che, per chi, come me, non è addentro alla leather subculture americana, anche i soli antefatti necessari per comprendere l'oggetto del contendere hanno richiesto un vero e proprio decriptaggio, ma ho ritenuto che l'argomento ne valesse la pena.

Si può iniziare dalla parola pup: cucciolo, specialmente di cane, giovane animale, ma anche giovinetto sbarbatello e presuntuoso. Questo non soddisfa la mia curiosità. Nell'Urban dictionary trovo altre più intriganti definizioni, tra le quali questa:

Pup: A pup is a gay adolescent or young man, with many of the attributes we associate with puppy dogs: cute, inexperienced, naive, bright-eyed, eager, energetic, huggable. Similar to a Twink, but with the possibility of a brain, not as edgy or trendy, and minus the sense that they're always one step from being totally wasted. A pup is also very like a cub, but isn't interested in bear culture, not a bear apprentice.

Tutto chiaro? Un pup è molto simile ad un giovane orso, ma non è un orso. Fin qui mi sembra tutto evidente.

Proseguiamo. Chomper incolpa QPOC di aver rovinato il Gene Pool - il corredo genetico - della comunità BDSM. La questione eugenetica è un terreno scivoloso e non mi ci voglio addentrare. Mi terrò ai margini cercando di capire cosa intenda esattamente Chomper con: playing the victim card.

This need for validation appears to be growing among younger members of the community. We are letting them believe the only way to get out attention is to play the victim cards of race, sexual orientation, and claims of gender preference [..] individuals playing this victim card are not only poisoning the system, but turning it into a system of inclusion. ‘Faggotry Politics’ of this nature ruins the risk of turning our once powerful community into a weakened joke defined by its passion for drama over just helping one another achieve orgasmic results. [1]

Non dobbiamo giocare a fare le vittime. Anche quando siamo realmente vittime non dobbiamo comportarci da vittime. Il vittimismo non fa parte del corredo genetico del BDSM. Questo mi sembra dica Chomper. Eppure BDSM è in qualche modo connaturato al teatrale gioco della vittima. Ma, forse, Chomper si riferisce alla messa in scena, che non può essere presa sul serio per ottenere i suoi effetti orgasmici. Mi sembra che la discussione debba vertere su questa ambiguità.


Alice sucht sich im Internet Männer aus. Dabei will sie keinen Partner für eine Beziehung, sondern einen BDSM-Kontakt. Bei FOCUS Online erzählt sie in Tagebuch-Form ihre Geschichte. Mit ihrem ersten Sex-Date testet Alice, wie weit sie gehen kann und stößt an ihre Grenzen.


04.02Si può ipotizzare che, probabilmente, in un futuro prossimo, verranno promosse azioni per ottenere il risarcimento dei danni a lungo termine provocati dall'uranio impoverito contro le nazioni e le organizzazioni che ne hanno fatto uso nei loro interventi militari.


03.02La domanda alla quale Kant diede la sua celabrata risposta potrebbe oggi essere posta così: Che cos'è la Ragione?

Naturalmente, per noi oggi, la Ragione non può più essere confusa con la pura e semplice razionalità. La Ragione è la razionalità spinta oltre, fino a ricomprendere le ragioni dell'irrazionale e della negazione della razionalità.

Una risata vi sepellirà

02.02Leggendo l'enumerazione dei misfatti perpetrati in quindici anni dal commissario governativo, legale rappresentante e amministratore unico di Ferrovie Sud Est dal 2001 al 2015, Luigi Fiorillo e dai suoi sodali, non si può che lasciarsi prendere da un'incontenibile risata.

Sdegnarsi non serve a nulla. L'unica reazione possibile, ovvero che abbia un senso liberatorio, all'operare fattuale del ceto politico è la risata. Come si può rispondere a chi vuole costruire il Mose, la Tav Torino-Lione o il ponte sullo stretto di Messina se non con una sonora risata!

Costi della politica non sono solo i vitalizi e i rimborsi spese, gli stipendi dei parlamentati, dei loro portaborse, dei loro barbieri e dei loro agenti di scorta. Sono costi della politica anche la cattiva gestione del territorio, il malaffare nelle opere publiche, l'incompetenza, le leggi mal scritte, le nomine clientelari, i concorsi truccati, l'inutilità di 950 parlamentari, di 654 dipendenti del Senato, (dati del 1 febbraio 2018) di 1469 dipendenti della Camera dei deputati, di non so quanti Consiglieri regionali e relativi dipendenti regionali, ma anche le inutili e costose procedure pseudo elettorali attraverso le quali la casta si autonomina, investendosi del potere di decidere per gli altri senza rispondere a nessuno del proprio operato.

Questo non vuol dire che non si possa e non si debba fare qualcosa, ed anche urgentemente, prima che sia troppo tardi. Ad esempio introducendo una norma che obblighi, in determinati casi, i parlamentari ed i membri del governo a rispondere del proprio operato non solo astrattamente attraverso il giudizio degli elettori, ma anche, penalmente e civilmente, attraverso i tribunali. Se ai Sindaci viene imputato il comportamento durante le alluvioni perché chi ha nominato e non ha controllato Fiorillo, per colpa o per dolo, non dovrebbe risponderne in prima persona?

Pena o risarcimento? Quale risarcimento o quale pena? Il carcere è, lo si voglia o no, un lascito dell'Illuminismo. Non per questo è una risposta razionale al comportamento delittuoso. In due casi in particolare oggi dimostra tutta la sua inadeguatezza: i delitti di chi persegue l'arricchimento violando deliberatamente la legge e l'omicidio volontario. In questi casi la pena non può che essere della stessa natura del delitto.


01.02Un sondaggio condotto nel 2017 da Gallup e Northeastern University ha rilevato che il 48% degli americani è favorevole ad un reddito garantito come soluzione alla disoccupazione indotta dall'automazione. Favorevole il 65 per cento degli intervistati che si dichiarano democratici e il 28 per cento fra gli elettori repubblicani. Per finanziare la misura solo il 45% dei favorevoli è disposto a pagare tasse più alte, la maggioranza degli intervistati ritiene che debbano essere le imprese che realizzano maggiori profitti utilizzando l'intelligenza artificiale a pagare.

Il piccolo Stato

31.01L'impasse, il cul-de-sac nel quale si è infilata la gestione castigliana della questione catalana ripropone, ancora una volta, la necessità di riconsiderare l'idea e la funzione dello stato-nazione. L'identificazione dello Stato con la grande nazione prende pienamente forma solo nella seconda metà del XIX secolo.

L'idea della nazione, che ancora nello spirito di Sismondi, Cattaneo, Möser, Adam Müller, Friedrich Schlegel e cento altri era stata l'alleata del piccolo Stato autonomo di origine medievale, intorno alla metà dell'Ottocento ha stretto connubio con il grande Stato: connubio, cui negli anni tra il 1848 e il 1870 è stato offerto un sacrificio ora volontario e pacifico, ora violento e sanguinoso di qualche dozzina di antichissime piccole formazioni statali.

Nei saggi che compongono le Historische Meditationen, Werner Kaegi non solo difendeva come cittadino l’integrità e la sovranità dei piccoli stati [..] ma fondava storiograficamente e argomentava il fondamentale valore politico dell’esistenza del piccolo stato in Europa.

Diversamente dal piccolo Stato che affonda le proprie radici nella storia, lo stato-nazione in quanto privo di storia ha bisogno narrazioni epiche unificanti.

Da cento anni il mondo si è assuefatto a considerare la storia d'Europa come una storia di nazioni. Un tempo si scriveva la storia degli Stati europei. L'idea di nazione, che come concetto storico fondamentale reca impresso fin dalla nascita il difetto della tendenza politica, ha provocato nelle cognizioni storiche dell'uomo di cultura europeo uno scompiglio non minore delle decretali pseudoisidoriane e di tutte le falsificazioni papali nel Medioevo. Anche se nessuno crede più seriamente alla genesi unitaria di una qualsivoglia nazione, natio continua per altro a significare una stirpe, e il concetto di nasci, insieme al nome della dea romana della generazione, Natio, continueranno a colorire la parola del loro significato fin quando ce ne serviremo. Mentre l'unità di lingua, legata al concetto di nazione ormai da intere generazioni, farà sempre rifluire nelle discussioni — come falso ingrediente — l'erronea immagine di una origine e storia unitarie di tutti coloro che parlano una lingua determinata. Ad una vera e propria falsificazione equivale il concetto di nazione appunto nel senso che a quella si attribuisce quando si parla della donazione di Costantino oppure dell'opera di Isidorus Mercator. Quel che in realtà è un programma, una velleità presente oppure proiettata nel futuro, viene spacciato come un dato di fatto del passato. Se la popolazione di un certo Stato, in contrasto con tutta la sua tradizione e ad onta delle differenze che caratterizzano la storia di ciascuna sua parte, possiede e proclama la salda volontà di essere un popolo, di comportarsi come una famiglia, come i figli di un medesimo genitore - è questa una libera scelta, e l'osservatore imparziale non può far altro che rallegrarsi di questa bella volontà di concordia. Se essa, invece, maschera questa volontà attuale e proiettata nel futuro in una immagine fittizia del passato, nel falso quadro di un passato in cui sarebbe stata dominante una volontà attuale - allora l'osservatore che si trova fuori da quei confin ha tutte le ragioni per distinguere con esattezza ciò che in quel quadro è autentica scienza da ciò che è aspirazione interessata.

All'instabilità dello stato nazione fa riscontro la persistenza del piccolo Stato, che ha la capacità di ricomporsi anche dopo secoli.

Per il nostro interesse alla teoria del piccolo Stato Cattaneo è importante in virtù di una tesi che si avvicina ad una reale intuizione storica. Nel piccolo scritto succitato Cattaneo percorre, partendo dalle posizioni di Sismondi, il cammino a ritroso e trova uno schietto e immediato rapporto fra il comune italiano del Medioevo e il municipium romano dell'antichità. Il senso del libriccino è nell'interpretare la città, con l'annesso territorio circostante, come la cellula originaria, non solo economica ma anche politica, come l'individualità determinante dell'intera storia italiana a partire dall'età preromana, attraverso l'organizzazione romana, nonostante l'interruzione determinata dal dominio ostrogoto e longobardo, come l'unità della vita politica di nuovo vittoriosa anche nel Medioevo. Questa comunanza vitale di città e contado è la naturale persona politica, lo Stato elementare, permanente e indissolubile. Affascinato, Cattaneo segue il rifiorire di questa unità dalle rovine delle migrazioni, nella forma della città-vescovato. Era come una selva atterrata che ripullula da sepolte radici. Nel momento in cui queste città medievali riescono a scuotere il potere politico del vescovo, esse tornano ad essere le città dell'epoca preromana, in molteplice differenziazione, in gara continua — le creatrici del Rinascimento.

Ne segue che la questione catalana non ha nessuna soluzione fuori dalla Catalogna.

Una notte a Copacabana

30.01Il testo seguente è in gran parte una collazione di citazioni da Julian Nida-Rümelin, Per un'economia umana, ma non può essere, solo per questo motivo, attribuito a Nida-Rümelin.

La teoria economica moderna collega preferenze e azioni. Le persone hanno preferenze quando si comportano in una determinata maniera. Supponiamo di essere nella zona di Copacabana, a Rio de Janeiro, intorno alle due di notte e qualcuno consegna un portafoglio a un giovane uomo. Quest'azione implica evidentemente una preferenza, quella di consegnare il portafoglio al giovane uomo. Supponiamo che il turista sia stato minacciato e messo davanti alla richiesta di consegnare il contenuto del suo portafoglio.

La situazione è ambigua. Non solo perché il giovane uomo minaccia il turista dopo una prestazione sessuale, ma anche perché implica una preferenza di entrambi per il contenuto del portafoglio rispetto alla prestazione sessuale. Ammesso che solitamente il contenuto di un portafoglio non viene impiegato per evitare ferite, si può assolutamente interpretare l'accadimento a Copacabana come un acquisto inabituale. Le preferenze sono proprio quelle che si mostrano in quello che volta per volta è il comportamento decisionale.

Se l'argomentazione esposta fino a qui regge, abbiamo mostrato che l'agire razionale non può consistere semplicemente nell'ottimizzare i propri interessi. Non c'è un'unica ragione epistemica alla quale ogni altra debba essere riconducibile per essere convincente. [Devo sottolineare questa cosa: non credo che un essere umano disponga di una particolare competenza per giudicare quale sarebbe una buona ragione dell'azione solo perché è uno scienziato]

Se la libertà di mercato conduce a una distribuzione del reddito e del patrimonio che minaccia l'uguale autonomia, allora la sua limitazione è legittima. Sarebbe proprio strano se, alla fine, l'economia capitalistica di mercato, che è un prodotto secondario della scoperta di libertà e uguaglianza, distruggesse proprio queste ultime. Attraverso la possibilità di trasmettere ai discendenti anche grandi patrimoni può sorgere una nuova forma di feudalesimo.

Chi vuole preservare la dinamica di un'economia capitalistica deve sostenere lo Stato sociale redistributivo. Il mercato abbandonato a se stesso ha come effetto un'alta concentrazione dei patrimoni; aziende, immobili e capitali ereditati provocano una nuova forma di discriminazione, una disuguaglianza basata sulle origini. Ciò mina la logica dell'economia capitalistica che presuppone una concorrenza sempre rinnovata tra uguali condizioni di partenza. Ma, soprattutto, ciò è contrario all'idea di un'uguale libertà e di un uguale rispetto.

Il ritorno della morte come pena

29.01In Turchia Recep Tayyip Erdogan si propone di ripristinare la pena di morte, abolita nel 2004 in vista dell'entrata nell'Unione Europea. Il parlamento israeliano ha avviato l'iter per rendere non giudicabile dai tribunali ordinari la morte dei terroristi palestinesi.

⚛ Mercoledì 3 gennaio, il Parlamento israeliano ha approvato, in via preliminare, il progetto di legge che facilita la condanna a morte dei “terroristi” con 52 voti favorevoli e 49 contrari. [..] Tale progetto di legge era stato approvato dalla coalizione di governo israeliana il 17 dicembre 2017 e, secondo quanto dichiarato dal quotidiano israeliano Times of Israel, si tratterebbe di una misura presa contro i terroristi palestinesi.

In Brasile [sondaggio di Datafolha] il 57% degli intervistati ha dichiarato che in occasione di un referendum voterebbe a favore della pena capitale.

In controtendenza gli Stati Uniti. Nel 2017 gli americani che, nel tradizionale sondaggio Gallup, si sono espressi a favore alla pena capitale sono scesi sotto il 60%. È la prima volta dal 1972

Gallup Poll. Oct. 5-11, 2017. N=1,028 adults nationwide. Margin of error ± 4.
"Are you in favor of the death penalty for a person convicted of murder?"
  Favorevoli % Contrari % Senza opinione %
5-11 ottobre 2017 55 41 3
5-9 ottobre 2016 60 37 3

In Italia l'ultimo sondaggio sull'argomento è dell'istituto DOXA e risale al 1996. La serie storica è questa (seo)

Anno 1949 1953 1974 1977 1982 1992 1996
Favorevoli 64% 46% 58% 51% 58% 52% 46%

L'analisi de La Civiltà cattolica:

Quanto a coloro che sono favorevoli o contrari alla pena di morte, si rilevano diversità di opinioni secondo il sesso, l'età, la zona geografica e il titolo di studio. Cosi del 45,6% degli italiani favorevoli, il 48,4% sono uomini e il 42,8% donne, mentre del 45,7% dei contrari, il 44,8% sono uomini e il 46,6% donne. Ciò significa che i più favorevoli alla pena di morte sono gli uomini.

Quanto all'età, tra i favorevoli prevalgono le persone dai ai 64 anni (55,8%), mentre i giovani fino a 24 anni sono il 59,8%; tra i contrari prevalgono i giovani fino a 24 anni (53%), seguiti dalle persone dai 25 ai 34 anni (50,8%), mentre le persone oltre i 64 anni sono solo il 36,5%, seguiti dalle persone dai ai 64 anni, che sono il 38,7%. Stando a questi dati si può prevedere che nel futuro crescerà il numero delle persone contrarie alla pena di morte, salvo che nei prossimi anni i giovani, oggi in maggioranza contrari, non diventino in maggioranza favorevoli: ciò che non è da escludere, data la tendenza giovanile ad assumere posizioni contrarie a quelle dei giovani che li hanno preceduti, come è avvenuto recentemente col passaggio dei giovani dalla sinistra alla destra.

Quanto alle zone geografiche, il più favorevole alla pena di morte è il Sud (49,6%) contro il 43,4% del Nord e il 44, del Centro, mentre i più contrari sono il Nord (47,3%) e il Centro (44,2%) contro il 42,6% del Sud. Se poi si considera il titolo di studio, si rileva che i laureati sono favorevoli per il 17% e contrari per l'80%; quelli che hanno un diploma di scuola media superiore sono favorevoli per il 33,9% e contrari per il 59%; quelli che hanno la licenza media sono favorevoli per il 49,3% e contrari per il 42,6% e quelli che hanno la licenza elementare o non hanno nessun titolo di studio sono favorevoli per il 57,2% e contrari per il 31,1%. Ciò indica che quanto più alto è il titolo di studio, tanto più alto è il numero di coloro che sono contrari alla pena di morte. La stessa cosa deve dirsi della condizione economico-sociale: quanto più questa si eleva tanto più cresce la contrarietà alla pena di morte.

La conclusione che si può trarre da questi dati è che la pena di morte è tanto più ammessa e accettata quanto maggiore è l'età e più basso è il livello culturale ed economico-sociale. Si può quindi prevedere che quanto più crescerà il livello culturale e socio-economico della popolazione italiana, tanto più diminuirà il numero dei favorevoli alla pena di morte.

In sostanza i più favorevoli alla pena capitale sarebbero gli stessi sui quali più facilmente essa verrebbe applicata.

La regola della prossimità

28.01Sia Pornhub che xHamster hanno recentemente reso noti i rapporti annuali per il 2017. Non sono in grado di giudicare se questi dati siano significativi. La statistica è una scienza i cui risultati sono molto difficili da interpretare.

Maïa Mazaurette, su Le Monde, trae da questi dati un'acuta osservazione di costume. Contrariamente alla credenza popolare, la nostra ricerca sulle piattaforme per adulti è sorprendentemente ripetitiva e predilige la prossimità. Il nostro desiderio sessuale sembra essere pigro e privo di fantasia e si ferma, per lo più, ai confini del paese nel quale il nostro immaginario si è formato.

Non si vuole misurare la disoccupazione reale

27.01Il tasso di disoccupazione non misura la disoccupazione. La misura ufficiale della disoccupazione non è la misura della disoccupazione reale.

Dal 2013 al terzo trimestre del 2017 si osserva infatti il recupero di quasi un milione di occupati. I nuovi assunti, però, provengono in prevalenza dall’area di coloro che avevano dichiarato di non cercare lavoro o di non essere immediatamente disponibili a lavorare. [..] I migliori risultati degli inattivi emergono anche osservando le serie mensili destagionalizzate delle forze di lavoro. Dal settembre 2013 all’ottobre 2017 gli occupati risultano in aumento, di 964 mila unità, a seguito di una diminuzione di 226 mila disoccupati e di 1,066 milioni di inattivi. [..] È molto probabile anche che non abbiano mai cercato lavoro nelle forme consuete, così come definite dall’International labour organizzation, e che siano entrati nel mondo del lavoro grazie a rapporti diretti con il datore di lavoro in virtù dei loro legami professionali, parentali o di amicizia.

L'articolo è la dimostrazione empirica che il tasso di disoccupazione è calcolato con un metodo sbagliato. Per chi pensa male, e qualche volta ci azzecca, questo errore non è casuale. Non si vuole misurare la disoccupazione reale.

Lo scopo, dare un'immagine diversa della realtà.


26.01Arietta Mata, prostituta ungherese di 24 anni trovata morta sui binari tra Modena e Castelfranco Emilia, dopo essere stata travolta da un treno è stata rapinata e strangolata. Il suo cadavere è stato messo sui binari per simulare un incidente. Per il suo omicidio è stato fermato un 50enne sardo. L’uomo ha già un precedente. Era stato arrestato negli anni '90 per aver ucciso un’anziana ad Olbia. Ha scontato 23 anni di carcere.

La disuguaglianza è un problema?

25.01La disuguaglianza è un problema? si chiede Guido Alfani, professore associato di storia economica presso l’Università Bocconi, e autore di The rich in historical perspective. Poiché la storia dimostra che, con l'eccezione di alcuni decenni del novecento a cavallo delle due grandi guerre, il livelli di disuguaglianza nelle civiltà fiorenti sono sempre stati elevati sembrerebbe di no.

Se colleghiamo i dati prodotti da Einite [Economic Inequality across Italy and Europe, 1300-1800] per il 1300-1800 con quelli pubblicati da Thomas Piketty per i due secoli successivi, troviamo una perfetta continuità nel ritmo di accrescimento della disuguaglianza passando dall’età moderna al XIX secolo, e una quasi perfetta coincidenza nei livelli attorno al 1800 (Piketty stima che nel 1810 il 10 per cento più ricco della popolazione europea possedeva l’82 per cento della ricchezza complessiva, mentre le stime Einite indicano il 77 per cento nel 1800)

La domanda puà essere attualizzata così: Perché Matteo Salvini pone nel suo programma elettorale la crescita della disuguaglianza?

Per quanto [riguarda] la situazione attuale [..] l’introduzione di una flat tax al posto di un sistema ad aliquote crescenti, [..] riduce la progressività dell’imposizione. Quindi, favorisce la crescita della disuguaglianza. Si tratta di un effetto indesiderato, e sono previsti dei correttivi per evitarlo? Oppure si ritiene che la disuguaglianza non costituisca, oggi, un problema reale?

Non è vero che la flat tax aumenti necessariamente la disuguaglianza, dipende dall'aliquota e dal valore dell'imposta negativa sul reddito ad essa associata. Se l'aliquota è del 15% e l'imposta negativa è quasi zero, come vuole Matteo Salvini, allora aumenta la disuguaglianza, ma se l'aliquota è al 30% e l'imposta negativa è di 6.000 € allora diminuisce la disuguaglianza.

Potere duale

24.01Invece delle riforme o della rivoluzione, per la sua personale utopia Jameson propone ciò che chiama Dual Power. Questo termine sembra essere stato originariamente utilizzato da Lenin e si riferisce alla contemporanea presenza di due poteri su un unico territorio. Si tratta di situazioni che vengono considerate di passaggio, poiché non si ammette la possibilità dell'esistenza di due strutture di potere parallele che non siano in conflitto fra loro.

Il modello classico di rivoluzione comporta innanzitutto il rovesciamento dello Stato e, successivamente, la creazione di nuove istituzioni. Il modello dual power capovolge l'ordine degli eventi. La struttura alternativa di governance è costruita ed entra in funzione prima della rivoluzione e si sostituisce allo Stato solo quando questo si è estinto.

Peccato che l'utopia sia un sottogenere socioeconomico della fantascienza, quindi essenzialmente un genere letterario.

Soldi in mano

23.10Cash in hand. Soldi in mano, così conclude il rapporto di Otto Lehto per l'Adam Smith Institute sullo stato dell'arte del reddito di cittadinanza (UBI).

Ma le modalità di implementazione del reddito universale, cioè come distribuire il contante, sono un problema non ancora risolto. Le nuove tecnologie offrono degli strumenti, impensabili fino a pochi anni or sono, che si trascinano dietro dei rischi, il Grande fratello, e delle opportunità. Di questi argomenti, a mio avviso, la ricerca si occupa ancora troppo poco, mentre si disperdono energie in inutili diatribe sui massimi sistemi che non portano in nessun luogo.

Ci sono argomenti che riguardano il nostro essere così come si è sui quali non si cambia facimente idea, perché ne va della nostra identità. Per questo motivo occorre trovare un modo di convivenza che consenta a ciascuno di vivere secondo le proprie convinzioni, cioè di mantenere la separatezza nella prossimità.

La fioritura delle masse

22.01Un articolo di Edmund Phelps sul Sole 24 Ore, che riprende i temi di Mass Flourishing, mi consente di aggiungere qualcosa sul ruolo che i costi della politica esercitano su produttività ed innovazione.

La causa immediata della stagnazione in Occidente è il persistente rallentamento della produttività, che è cominciato in America intorno al 1968 [1]

Il fulcro del successo di un'economia moderna è il dinamismo. Phelps descrive il dinamismo di un'economia come la volontà e la capacità di innovare. [3] Ma all'origine del dimanismo e dell'innovazione non sono la libertà d'impresa, le istituzioni che la regolano e la proteggono, e neppure la scienza, bensì una cultura dell'individualità.

My account of the phenomenon of dynamism recognizes that myriad economic freedoms are a key element [..] Yet the rise of economic modernity required more than the existence and enforcement of legal rights and more than various commercial and financial institutions. My account of dynamism does not deny that science has been advancing but does not link prosperity to science. In my account, attitudes and beliefs were the wellspring of the dynamism of the modern economies. It is mainly a culture protecting and inspiring individuality, imagination, understanding, and self-expression that drives a nation's indigenous innovation. [2, p. X]

Il tema viene declinato anche in termini di valori in un passo ampiamente citato. [ad esempio in 6 e 7]

Modernist values include norms like thinking and working for yourself and self-expression. These values also include attitudes toward others: readiness to accept change caused or desired by others; eagerness to work with others; the desire to test one's self against others, thus to compete; and the willingness to take the initiative, thus to go first. [..] Other modernist attitudes are the desire to create, explore, and experiment, the welcoming of hurdles to surmount, the desire to be intellectually engaged, and the desire to have responsibility and to give orders. Behind these desires is a need to exercise one's own judgment, to act on one's own insights, and to summon up one's own imagination. This spirit does not involve a love of risk — hence enjoying a bet on the toss of a fair coin. It is a spirit that views the prospect of unanticipated consequences that may come with voyaging into the unknown as a valued part of experience and not a drawback. Self-discovery and personal development are major vitalist values. [..] Modernist beliefs include some distinctive ideas of what is right: the rightness of having to compete with others for positions of higher responsibility, the rightness of greater pay for greater productivity or greater responsibility, the rightness of orders from those in responsible positions and the rightness of holding them accountable, the right of people to offer new ideas, and the right of people to offer new ways of doing things and to offer new things to do. AII this stands in contrast to traditionalism with its notions of service, obligation, family, and social harmony. [2, pp. 98–99]

La narrazione di Pelps è un'esaltazione dell'individualismo ed una perorazione contro il corporativismo dalla quale è difficile non lasciarsi affascinare. Mass Flourishing avrebbe potuto intitolarsi Contra-Corporatism poiché il cuore di questo bel libro è un attacco alla "terza via" tra capitalismo e socialismo [4] che ha nella dottrina sociale della chiesa cattolica la sua espressione più forte. [5]

Eppure qualcosa non quadra. La lettura dei fatti proposta da Phelps non spiega in modo sufficiente il rallentamento della produttività nei paesi occidentali, ammesso che un tale rallentamento si sia effettivamente verificato e siano stati bene interpretati i dati. [9 e 10]

Come ho detto altrove, l'origine del rallentamento della crescita, non della produttività, dovrebbe essere ricercato nel progressivo aumento della quota di prodotto nazionale accaparrato dalla politica per i propri scopi e a causa dei suoi errori e delle sue inefficienze. Si tratta di un effetto strutturale della dépense politica, legato alla senescenza delle civiltà, che può essere interrotto, ma non fermato, aumentando il dinamismo e la produttività degli investimenti publici. In questo seguo Phelps.

Rimane però valida l'obiezione di Samuel Brittan, posta a chiusa della recensione sul Financial Times: "Nel mondo di Phelps chi non può o non vuole essere innovativo avrebbe ancora il diritto di non esserlo?".

What Phelps and those who think like him have still to demonstrate is that the more lethargic, who do not want to be fiercely innovative either in their work or in their leisure, will still benefit more from a competitive capitalist economy than from any of the alternatives proffered so far. This applies, after all, to some of us all of the time and to most of us some of the time. [8]

C'è una alternativa, lasciare ai singoli individui la possibilità di decidere a quale legislazione essere sottoposti e scegliere l'agenzia di protezione corrispondente alla legislazione scelta. In questo modo la concorrenza non sarà solo fra individui, ma anche tra valori collettivi e nessuno sarà costretto a vivere in un mondo disegnato da altri. I costi della politica saranno complessivamente più alti, ma ciascuno sarà più felice e produttivo perché contribuirà a realizzare ciò in cui crede al prezzo che è disponibile a spendere.

Scegliere una safeword non è complicato

21.01L'edizione inglese di Metro riporta la notizia che Lovehoney, azienda britannica specializzata nell'e-commerce di sex toys e lingerie, ha condotto un sondaggio dal quale è risultato che Donald Trump è una delle safeword più usate dai BDSMer.

Ci sta, intuitivamente la notizia è attendibile. La safeword, per ottenere il suo effetto, deve essere straniante, creare un attimo di disorientamento attraverso il quale sia possibile ritornare gradualmente alla realtà. L'ambiguità di ciò che si cela dietro le parole Donald Trump è tale da prestarsi ottimamente alla bisogna.

La politica costa troppo

20.01Pochi in Danimarca e Svezia sostengono che le tasse siano troppo alte, molti in Italia e Francia. Eppure in Danimarca e Svezia le tasse sono più alte che in Italia e Francia. ※

Che spiegazione dare a questa differente percezione? Si può ipotizzare l'esistenza di una relazione tra costo della politica e imposizione fiscale. Come per ogni prodotto, anche per la politica, il costo si misura sulla qualità della merce. Una politica scadente costa sempre troppo.

La prima conseguenza di questa situazione dovrebbe essere il miglioramento dell'efficienza della politica, invece la richiesta che più si fa sentire è sempre quella di ridurre le tasse. Ne è esempio la Francia dove questa richiesta si esprime attraverso una vasta publicistica. Prendo lo spunto dal recente pamphlet di Philippe Nemo.

Per Philippe Nemo esistono due concezioni dell'imposta. La prima è quella liberale dell'impôt-échange, imposta come contropartita delle prestazioni fornite dallo Stato: difesa della proprietà, infrastrutture, giustizia, etc. La seconda è l'impôt-redistribution, l'imposta-redistribuzione socialista, che fa pagare le tasse ai più ricchi per distribuire risorse ai più poveri.

Si comprende immediatamente come il vero obiettivo di Nemo non siano le tasse, ma la redistibuzione a favore dei poveri che, a suo avviso, il sistema progressivo di tassazione imporrebbe senza motivo.

Da liberale, quale mi ritengo, penso che Nemo dimentichi la vera ragione per la quale un liberale non può confutare, ma anzi deve sostenere, il principio della progressività dell'imposta. ⚛

L'imposta progressiva è lo strumento che la borghesia liberale si è data per raccogliere il denaro necessario per difendere la proprietà privata e la pace sociale durante le guerre napoleoniche e poi in tutte le successive guerre che ha sostenuto e dovrà ancora sostenere.

Mi sembra lapalissiano che in nessun contratto sociale stia scritto che la difesa della proprietà privata vada pagata da chi non ha proprietà. Sebbene noi tutti si sappia che gli esclusi, se non pagano in denaro, pagano comunque in cadaveri.

Ma c'è di più. Come si vede dagli esempi di Svezia e Danimarca, un'alta imposizione fiscale con scopi redistributivi è perfettamente compatibile con il capitalismo liberale e con una produttività superiore alla media dei paesi con una minore imposizione fiscale.

Quindi dov'è il problema se non nell'elevato costo della politica?

L'uso scorretto della matematica

19.01La statistica è una scienza... se la statistica è una scienza. Dipende dall'uso che se ne fa. La neutralità dei dati statistici deve essere posta in discussione. L'uso politico, ad esempio, fa sì che i dati forniti dalle rilevazioni statistiche non si possano considerare oggettivi e quindi non si possano neppure considerare politicamente neutrali.

Naturalmente noi tutti ci fidiamo della matematica. La riteniamo uno strumento sicuro ed efficace di conoscenza e quindi riteniamo attendibili i risultati che il suo corretto uso ci fornisce.

Proprio questa affidabilità ci induce in errore tutte le volte che non consideriamo le condizioni di applicabilità dei numeri al reale. Se è vero, ed è vero, che tutto ciò che è materia è numero e tutto ciò che è numero è materia, non sempre questa correlazione è direttamente biunivoca. Politica, economia e in generale tutti gli ambiti nei quali interviene la possibilità di scegliere propria dell'essere umano ne sono un chiaro esempio.

A volte, come nel caso della statistica, l'imponenza del corredo matematico utilizzato nell'elaborazione dei dati ci induce nell'errore di considerare troppo frettolosamente attendibili i risultati che questa scienza ci offre, senza considerare l'elemento spirituale, cioè il particulare, sul quale sono fondati.


Si possono citare alcuni casi nei quali l'elaborazione statistica non è politicamente neutrale, ovvero situazioni nelle quali le modalità di rilevamento e di calcolo dei dati influiscono sulla determinazione degli indici relativi. Gli indici statistici attraverso i quali vengono stabilite importanti misure di politica sociale sui quali si possono sollevare delle obiezioni sono:

  1. durata della vita
  2. inflazione
  3. disoccupazione

Se, ai fini pensionistici, utilizzo la stessa durata media della vita per categorie di lavoratori che hanno una diversa vita media commetto un errore.

Se, per calcolare la rivalutazione necessaria per mantenere il potere d'acquisto dei minimi salariali e pensionistici, utilizzo l'indice generale dell'inflazione e non quello specifico per i beni primari commetto un errore.

Se, per calcolare il tasso di disoccupazione, creo la categoria fittizia degli scoraggiati e considero un'ora di lavoro precario o stagionale allo stesso modo di quella di un dipendente a tempo indeterminato commetto un errore.

Poichè questi errori stanno in mezzo, tra il matematico ed il particulare, nessuno dei due ammetterà spontaneamente di esserne il responsabile ed entrambi avranno ragione e torto allo stesso tempo.

Paesaggi palestinesi

18.01La storia della Palestina nel XX secolo rappresenta un vero e proprio inciampo per la veridizione della teoria del titolo valido di Robert Nozick.

Nessuna persona ragionevole venderebbe l'aria che respira o la terra nella quale vive senza una contropartita che gli consenta di continuare a respirare e di usufruire dei prodotti della terra. Ne segue che nessuno ha un titolo valido, cioè può dirsi legittimamente e legalmente proprietario, senza una contropartita ragionevole.

La storia della Palestina dimostra che un titolo [di proprietà] si può acquistare solo con l'inganno e la forza, quindi non è mai un titolo [di proprietà] valido nel senso di Nozick.

Certamente esistono delle gravi responsabilità delle élite arabe nella genesi dell'attuale intricata situazione in Palestina. Ci si può chiedere, ad esempio, se i latifondisti mussulmani che hanno venduto le loro proprietà conoscessero le reali intenzioni dei sionisti che le hanno acquistate. O, forse, pensavano di non aver effettivamente ceduto ciò che avevano a tutti gli effetti venduto? Anche questo pone un problema alla teoria di Nozick.

Financial fetish. Tra Rockefeller e von Sacher-Masoch

17.01Tecnodominazione e dimensione mistica del sadomasochismo.

Engadget è una rivista online - ma Wikipedia la definisce un blog e podcast multilingue - incentrata sulle notizie più importanti nel mondo della tecnologia, dei gadget e dell'elettronica di consumo. Quindi anche delle interazioni tra sessualità e nuove tecnologie. Un articolo recente narra di Mistress Harley, enfaticamente definita, come peraltro si conviene alla situazione, one-and-only Techdomme, ovvero: unica e sola Dominatrice tecnologica.

Her most loyal customers sign legally binding debt contracts, agreeing to pay her a set amount over time usually in the tens of thousands of dollars. At least one man has even given her full control of his web cameras and intercom systems, which she uses to rouse him from sleep for impromptu worship sessions by blasting Wagner throughout his house.

Questa introduzione mi consente di inquadrare l'argomento con alcune citazioni da un libro inusuale nel panorama culturale italiano e per questo più meritevole di nota.

È da qualche tempo che un nuovo fenomeno si profila all'orizzonte [..] peculiare manifestazione che [..] vede il suo fulcro nella negazione, nell'apparente paradosso per cui "voluttuosamente" si mercanteggia, integralmente, proprio la 'schietta' frustrazione. Fenomeno originale, innanzitutto, nei caratteri e nelle modalità, che a modo e 'convenientemente' intessono inconscio oscuro e tecnologia raggiante [..]

Fenomeno nuovo e originale, il rapporto sessuale virtuale, dovuto all'invenzione del World Wide Web e al conseguente intreccio tra inconscio e rete. Nel caso della Money Mistress il rapporto sessuale non esiste, neppure virtualmente, ma si sublima in una dazione priva di contropartita.

L'oggetto alla base della nostra analisi è dato, in ogni modo, da un incontro, che avviene per lo più in via informatica, per cui un soggetto attribuisce dei beni, sotto forma di regolare o sporadica corresponsione di denaro o di differenti utilità ad un altro, senza un'apparente contropartita da parte di quest'ultimo, salvo per l'appunto la richiesta di tale arricchimento. Più precisamente, inserendo finalmente gli elementi di specificità differenzianti [senza il quale la predetta definizione potrebbe far intendere riferimenti assai vari, dalla rapina all'elemosina, dalla truffa alla generica donazione], quel di cui si va a trattare riguarda e si inquadra tra i rapporti di dominazione/sottomissione sessuale (in senso lato intesa) e intercorre, generalmente, tra uno o più individui soprattutto di sesso femminile che sollecitano e pretendono nella particolare forma dell'umiliazione scenografica e (poi) del ricatto ostentato, e un singolo, prevalentemente del sesso opposto , che manifesta (e quindi attua) la volontà di impegnarsi, senza alcun compenso, al detto pagamento.

All'immediato, la vistosa convenzione economica parrebbe, volendo ricalcare la falsariga teorica civilistica, priva di corrispettività , per cui si assisterebbe ad una netta sperequazione con obbligazioni a carico di uno solo dei "contraenti". In realtà, il vincolo sinallagmatico potrebbe darsi egualmente come rispettato , in quanto costituito, nel secondo elemento, proprio da quanto viene fatto ruotare attorno all'atto della pretesa e da questa stessa, di guisa che la prestazione corrispettiva alla dazione di denaro è rappresentata dal predisporre la situazione con cui si spinge ai versamenti; vale a dire dal provvedere e dal mantenere la cornice eccitante del ritrovo, nonché, esattamente, dal fatto del reclamare, nella maniera propizia ad un impulso erotico di soggezione.

Tre aspetti sono meritevoli di nota. Le implicazioni fisiologiche.

In rapporto all'aspetto propriamente fisico del sadomasochismo, invece, nei nostri casi di dominazione finanziaria comunque di per sé assente, si rammenti, per un'indagine attinente di fisiologia, l'unicità dei recettori del dolore e del piacere, interessati da risposte direttamente proporzionali all'intensità con cui essi vengono sollecitati; nonché, si ricordi come il dolore stesso sia responsabile della produzione delle endorfine ('morfine naturali') da parte del cervello, neurotrasmettitori chimici dall'effetto euforizzante (oltre che di encefaline, che agiscono come anestetici). Viceversa, pienamente presenti nel Financial fetish sono le reazioni puramente fisiche legate all'acquisita dinamica di dipendenza (nonché a tutto ciò che ruota attorno alla "sofferenza" non meramente corporea): ognuna delle varie "malattie della volontà" (con la loro attitudine ad incentrarsi su un personalissimo meccanismo di "gratificazione") interagisce con il sistema dopaminergico.

Quelle sociologiche.

va sottolineato che la dominazione finanziaria è manifestazione propria dell'Occidente 'progredito': non solo perché in questi luoghi esistente (e possibile materialmente), ma anche, e soprattutto, in quanto qui culturalmente concepibile. In più, particolarmente sensibili si mostrano i (soggetti dei) Paesi ad impronta protestante/capitalista (le due qualifiche strettamente interconnesse, acquisito il nesso tra protestantesimo e spirito del capitalismo).

Quelle metafisiche o più propriamente mistiche.

La dissoluzione monetaria, secondo quanto qui apparirà, può essere vista come sacrificio incondizionato (puramente privativo o finemente oblativo) a un principio (o principe) superiore che segna una funzione comunque alla propria esistenza?

Le guerre di Freud

16.01Le resistenze prodotte dalla psicoanalisi possono essere oggetto di indagine? Il libro dell'antropologo Samuel Lézé, École Normale Supérieure de Lyon, ne è la riprova. Chiacchiere e pettegolezzi sono buoni argomenti di dissezione per comprendere lo scontro intellettuale come segno dell'istituzione di nuove norme e nuovi valori morali nella società e, in ultima analisi, per capire noi stessi.

Et si nos querelles ont ressuscité de vieux contes, et les
ont surchargés d'un ou deux nouveaux mensonges, on
ne peut, comme vous le savez, m'en blâmer ni quelque
autre. Ils étaient devenus traditionnels; leur renaissance
est d'ailleurs utile à notre gloire par un contraste que tous
deux nous sommes également curieux d'établir; de plus,
elle tourne au profit de la science. Les scandales morts
sont de bons sujets à disséquer.
Lord Byron

L'expression Freud wars désigne couramment une série de polémiques s'étant déroulées dans la presse aux États-Unis entre 1993 et 1995. Chose curieuse, l'objet des disputes portait essentiellement sur la personnalité de Freud. Pourtant, depuis au moins le milieu des années 1980, la psychanalyse n'est plus aux manettes de la psychiatrie américaine et ne s'enseigne presque plus dans les facultés de psychologie [..] Il faut attendre dix ans pour observer, dans de tout autres circonstances, un remake français de cet épisode. Cest au début entre 2005 et 2010 que des polémiques se déclenchent autour du Livre noir de la psychanalyse et surtout du Crépuscule d'une idole (essai de Michel Onfray sous-titré : L'affabulation freudienne). Là encore, la personnalité de Freud est la cible principale des attaques. La guerre des psys devient une formule en circulation dans les médias français et les essais critiques, mais l'enjeu politique semble bien plus clair : une génération nouvelle de professionnels de la santé mentale entend prendre la place de l'ancienne génération formée dans le giron de la psychanalyse au début des années 1980. Dans les deux cas, au demeurant, la mémoire de ces polémiques s'efface peu à peu. Cet effacement signale-t-il un phénomène superficiel qu'il faudrait laisser à la critique rongeuse des souris (selon l'expression de Karl Marx)? Bien au contraire : les scandales morts forment de bons sujets de dissection pour appréhender la contestation intellectuelle comme le signe de l'instauration de nouvelles normes et valeurs morales au sein de la société, et, in fine, pour nous comprendre nous-mêmes.

Nada de ramas de olivo o de palabras en catalán

15.01In attesa di conoscere l'evoluzione della situazione politica in Catalunya annoto una nuova analisi del comportamento di Felipe VI.

Dos discursos marcan los últimos años de la monarquía española: el de la abdicación de Juan Carlos I el lunes 2 de junio de 2014 y el catalán de Felipe VI el martes 3 de octubre de 2017. Los dos causaron sorpresa. Nadie esperaba que el padre fuera a abdicar. Tampoco que el hijo mostrara tan pronto el hierro del que está hecho. «Es responsabilidad de los legítimos poderes del Estado asegurar el orden constitucional... y el normal funcionamiento de las instituciones, la vigencia del Estado de derecho y el autogobierno de Cataluña, basado en la Constitución y en su Estatuto de Autonomía», dijo Felipe VI, vestido de oscuro, a juego con el ambiente sombrío de su despacho. Nada de ramas de olivo o de palabras en catalán, un idioma que domina...

L'atto sessuale è diventato una prestazione

Citazione dall'intervista di Sophie Pujas a Régis Jauffret in occasione della publicazione di Microfictions presso l'editore Gallimard.

L'acte sexuel est devenu une performance comme une autre. Le plaisir même est une donnée, il faut jouir, beaucoup, autrement c'est un dysfonctionnement et on doit remuer ciel et terre pour y remédier. Cela ne concerne d'ailleurs pas uniquement le sexe, il y a une volonté performative générale, l'idéologie est au dépassement de soi. L'érotisme est devenu depuis un certain temps déjà une dimension obligée de nos existences, mais, maintenant, même l'amour est devenu une composante de la santé humaine. On ne peut être réputé heureux et sain dans notre société si on n'est pas amoureux et aimé, et à partir de quarante ans, si on n'a pas un ou deux enfants pour manifester sa foi en l'avenir.


L'enigma da risolvere in Europa è: come sia stato possibile che nazioni governate democraticamente abbiano trasferito tutte le decisioni cruciali che le riguardano ad un centro assolutamente privo di ogni carattere democratico.

No, Europa es exactamente lo opuesto a democracia. Aunque es verdad que nuestros estados miembros son democracias en su funcionamiento, "Europa" (es decir, la Unión Europea) es una "zona libre de democracia". Y aquí está el enigma: Estados perfectamente democráticos han transferido todas las decisiones cruciales a un centro que carece totalmente de carácter democrático. En comparación, los defectuosos y muy problemáticos Estados Unidos son un parangón de democracia. ¡Este es el triste estado de nuestra Europa hoy!

Dallo Stato sociale allo Stato senza tasse

14.01Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha vinto le elezioni anticipate del 22 ottobre 2017 promettendo di alzare le imposte sul consumo dall'8 al 10% (aumento già programmato e rinviato) per aumentare le risorse per istruzione e sicurezza sociale anziché ridurre il debito publico. Ma, anche in Giappone, c'è chi vorrebbe uno Stato esentasse. L'idea, in sé, non deve essere demonizzata.

Konosuke Matsushita, founder of Panasonic, proposed the ‘tax-free state’ as an ideal form of government. In 1979 Matsushita proposed that the government “pool at least 10% of the tax revenue until we have a reserve of around JPY 1 Quadrillion and use it wisely to make taxation unnecessary”.

La proposta consisterebbe nel trasformare il governo della nazione in un fondo comune gestito come una società per azioni che distribuisce gli utili ai cittadini. L'idea fin qui è percorribile. Ma è sorprendente la chiusa dell'articolo. Il fine ultimo di questa trasformazione sarebbe quello di sradicare il marxismo e istituire uno Stato religioso... e qui casca l'asino.

L'alba del socialismo americano

13.01 Immagina che in America nessuno abbia mai sentito parlare di neoliberismo. Sarebbe come se nell'Unione Sovietica nessuno avesse mai sentito parlare di comunismo.


Per affinità aggiungo un rimando ad un articolo di Gordon Hull sui monopoli.


Alan Hovhaness (1911 – 2000) Etchmiadzin è la capitale religiosa dell'Armenia e la sinfonia n. 21 è stata commissionata in onore di Vasken I Katholicos di Armenia.

Reddito di cittadinanza e matematica

12.01Il calcolo, molto sofisticato, ma comunque approssimativo, presentato nell'articolo di Massimo Baldini e Francesco Daveri, che riprende le linee di calcolo della spesa necessaria per implementare il c.d. reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 stelle producendo risultanze molto diverse da quelle previste dal M5S, è l'esempio di come impostare la lotta alla povertà utilizzando la prova dei mezzi, con le complicazioni e le approssimazioni che ne conseguono, alla fine si dimostri inconcludente, senza neppure avvicinarsi al principio minimo di uguaglianza, che è quello matematico. Chi si occupa di politica tende a burlarsi dei numeri finché i numeri non si burlano di lui.

FairTax

11.01 È molto probabile che la riforma fiscale voluta da Donald Trump, i cui effetti reali sono un'incognita, si dimostri essere solo una fase di sperimentazione e rappresenti un momento di passaggio verso una struttura fiscale più stabile e definitiva.

A questo proposito quanto sta accadendo in Kansas è significativo. Nel 2012, il governatore republicano Sam Brownback si è fatto promotore di una riforma fiscale molto simile a quella voluta da Trump, real live experiment, così l'ha definita. Dopo cinque anni di applicazione le entrate statali si sono drasticamente ridotte, l'economia è cresciuta più lentamente che negli stati confinanti, il rating del Kansas è crollato e lo Stato ha tagliato i fondi per l'istruzione e le infrastrutture, accumulando nello stesso tempo un debito di 900 milioni di dollari.

In conseguenza di questa situazione lo scorso anno l'assemblea legislativa del Kansas, a maggioranza republicana, ha pesantemente ridimensionato le misure fiscali introdotte nel 2012, superando anche il veto del governatore Brownback, e una sentenza della Corte Suprema del Kansas ha imposto allo Stato di aumentare le spese per l'istruzione.

Partendo da questi presupposti riveste un certo interesse il libro di T. R. Reid, Un bel disordine: una ricerca globale per un sistema fiscale più semplice, equo e più efficiente.

P.S. Ogni allusione alla situazione italiana è voluta.

Le radici ideologiche dei problemi di Israele

10.01L'esistenza dello Stato di Israele come democrazia non è assicurata. La democrazia si fonda sull'uguaglianza fra gli individui, indipendentemente dalla razza, dalla religione e dalle ideologie politiche. Secondo le regole della democrazia rappresentativa l'esistenza di una maggioranza araba all'interno del territorio di Israele in un tempo più o meno lungo farebbe perdere agli ebrei il potere politico e questo difficilmente potrebbe essere accettato pacificamente. In questo caso - come ha scritto Michelle Goldberg - il sionismo liberale e con esso l'idea di un Israele che sia allo stesso tempo ebraico e democratico sarebbe fondamentalmente morto

Come ho già accennato in precedenza lo Stato di Israele si trova nella situazione ideale per implementare la con-presenza di due diverse legislazioni e due poteri politici e amministrativi su un unico territorio. Naturalmente ciò non va inteso come apartheid, ovvero la situazione che si va progressivamente delineando nei territori occupati, con la formazione di enclave palestinesi all'interno di uno Stato nel quale la cittadinanza appartiene di diritto solo agli ebrei.

La strategia per distruggere il welfare

09.01Salon.com riprende la notizia, riportata dal Bangor Daily News, che il governatore del Maine, Paul LePage, ha reindirizzato 1,7 milioni di dollari del TANF, programma federale istituito nel 1996 e destinato ad aiutare le famiglie che vivono in condizioni di povertà, verso i programmi per il doposcuola, originariamente finanziati con fondi statali. Gli Stati sono diventati sempre più audaci nel sottrarre fondi TANF dai programmi anti-povertà per finanziare altri programmi statali destinati principalmente alla classe media. Quando era governatore dell'Indiana, Mike Pence, oggi vicepresidente, ha reindirizzato $ 3,5 milioni in fondi TANF ai crisis pregnancy centers, centri anti-aborto che spesso si travestono da cliniche per attirare le donne che vogliono abortire. Le motivazioni sarebbero essenzialmente ideologiche (ma occorre tenere conto del fatto che trasferire fondi federali ad attività finanziate dallo Stato riduce le imposte statali, con evidente beneficio politico).

※ The reason for the shift is likely ideological. LePage is an ardent opponent of welfare, and he heavily pushes the two repeatedly disproved myths that welfare fraud is rampant and that people are on welfare because they're too lazy to work.

Secondo questa lettura la strategia del Grande Vecchio Partito GOP sarebbe quella di affamare i poveri, utilizzando per altri scopi le risorse ad essi destinati, per poterli meglio condizionare.


Joep Franssens, Dwaallicht, (1989) for 2 sopranos and ensemble: text (Latin) by Spinoza


La Flat tax è di sinistra?

08.01Premesso che il sistema fiscale vigente in Italia ha dei problemi di equità e di progressività e quindi la sua difesa è certamente un atto ipocrita di conservazione dei privilegi ovvero di destra, occorre fare chiarezza ed ammettere, per onestà, che la tassa piatta è ambivalente e può essere sub conditione di destra o di sinistra. Le condizioni sono l'aliquota e l'imposta negativa.

Più l'aliquota e l'imposta negativa sono alte e più la flat tax è di sinistra e viceversa. Un'aliquota al 15% è più a destra di un'aliquota al 25%. Si può parlare di flat tax di sinistra a partire da un'aliquota unica del 30% su tutti i redditi, senza esclusioni, collegata con un'imposta negativa pari almeno al 50% del salario minimo dei dipendenti publici. Mi sembra di essere stato chiaro.

P.S. L'esistenza di un'imposta negativa naturalmente implica, oltre all'eliminazione di ogni deducibilità e detraibilità nel calcolo dell'imponibile, anche una riforma strutturale sia del sistema previdenziale che di quello assistenziale.

In particolare, il sistema previdenziale dovrebbe essere suddiviso in due parti. La prima di carattere universalistico, compresi quindi i non lavoratori, agevolata e garantita dallo Stato sia nei confronti dell'inflazione che del mercato, volta ad ottenere un minimo pensionistico uguale per tutti, da sommarsi all'imposta negativa, che riduca di conseguenza la spesa per l'assistenza publica. La seconda di carattere privatistico, anche nel caso sia svolta da un ente publico come oggi accade con l'Inps, regolata dalle leggi attuariali e di mercato.

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

07.01 Ho atteso qualche giorno per esprimere un commento sulla farsa mediatica innescata dalla nuova legge [1] che obbliga i consumatori ad acquistare i sacchetti prodotti da una ditta notoriamente amica del Partito Democratico. [2]

Il problema ovviamente non è la farsa bensì la legge. O meglio, il problema è il legislatore che non è in grado di legiferare secondo ragione o, peggio, se si vuole pensare male, un legislatore corrotto che detta le leggi con la volpe sotto l'ascella. Disgraziatamente i fatti sembrano dimostrare vere entrambe le cose. Per questo motivo considero i commenti di Milena Gabanelli e Mario Deaglio un depistaggio e una banalizzazione, perché contribuiscono a celare la stupidità che si nasconde dietro ogni cattiva norma. [3]

Quindi non mi occuperò del Legislatore corrotto, né delle porte girevoli tra industria e politica, ma solo del Legislatore stupido, quello che non sa fare i coperchi.

Tutto ha origine da una direttiva europea [4] che si prefigge il fine di obbligare gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per conseguire sul loro territorio una riduzione sostenuta dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero e a tal fine stabilisce delle specifiche e delle prescrizioni da trasformare in legge nazionale, si presume cum grano salis.

Perché il legislatore italiano si complica la vita in una materia già tanto complicata normando l'utilizzo delle borse di plastica in materiale ultraleggero se la direttiva europea dice che possono essere escluse da tali misure?

perché il governo ha reso obbligatorie e a pagamento queste bustine per gli alimenti sfusi nei supermercati dopo aver cominciato a incentivare (in accordo con le politiche energetiche dell’Ue) gli impianti per la produzione di biogas e biometano dai rifiuti organici, dove però i sacchettini creano più di un problema e vengono quindi eliminati in ingresso. [5]

Forse la mano destra non deve sapere cosa fa la mano sinistra? O più semplicemente il legislatore italiano non conosce la materia che è chiamato a normare?

Il fine della direttiva europea è quello di ridurre il consumo dei sacchetti di plastica e l'obbligo del loro pagamento ha il solo scopo di disincentivarne l'uso, non di creare una nuova tassa, invece l'obbligo del monouso stabilisce per legge un aumento del consumo. Il che è contrario allo spirito della direttiva europea e non è detto che la norma non determini di rimbalzo anche altri effetti indesiderati:

poiché per legge il costo dell’imballaggio non può essere assorbito nel prezzo complessivo del servizio, molti consumatori abbandoneranno il prodotto sfuso e si rivolgeranno ai prodotti già confezionati. Invece di prendere i frutti con il guanto usa-e-getta, pesarli nel sacchetto biodegradabile, etichettarli e poi alla cassa pagare il sacchetto, molti consumatori prenderanno la vaschetta di polistirolo con i frutti già imbustati. In altre parole, più imballaggi in circolazione. [6]

C'è poi il problema delle circolari interpretative, come quella emanata dal ministero dell'Ambiente che trasmette un'informazione falsa. L'obbligo di pagamento di una merce non ne riduce il consumo se non è consentita nessuna alternativa all'uso di quella merce.

l’art. 226-ter, comma 5 del medesimo D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse ultraleggere, “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”. L’obbligo di pagamento delle borse ultraleggere, che trova la sua ratio nell’esigenza di avviarne una progressiva riduzione della commercializzazione, decorre dal 1° gennaio 2018». [7]

Quanto alle sanzioni previste per i trasgressori sono fuori misura ed hanno un carattere vessatorio, sebbene non siano neppure in grado di coprire il costo della loro applicazione.

Caro Matteo [8] credimi, il problema non sono le borse ultraleggere, ma come liberarsi delle fake news non biodegradabili disperse nell'ambiente dal Legislatore stupido.

P.S. La direttiva europea prescrive l'etichettatura delle borse biodegradabili e compostabili. Siamo sicuri che nella legge 123 l'etichettatura sia correttamente normata?


06.01 Fino al 1979, il tipico americano medio poteva aspettarsi di vivere circa 1,5 anni in più rispetto al residente medio di uno degli altri paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. I bambini americani nati nel 1979 avevano un'apettativa di vita di circa 73,9 anni, mentre per i bambini nati in uno degli altri 34 paesi dell'OCSE era di 72,3 anni.

Nel 2015 questo divario si è capovolto. L'americano medio nato nel 2015 ha un'aspettativa di vita di circa 79 anni, i bambini nati in un paese dell'OCSE di quasi 81 anni.

Se si tiene conto del fatto che la popolazione americana più ricca ha un'aspettativa di vita ben superiore alla media ne segue che l'aspettativa di vita della maggioranza degli americani si stia avvicinando a quella dei paesi più poveri. Ciò sembra essere dovuto alla progressiva riduzione del welfare state. ※

Nelle estrapolazioni dei dati statistici per fini politici, ad esempio nei calcoli pensionistici, di questa differenze non si tiene sufficientemente conto.


Venerdì 5 gennaio, dopo la pubblicazione del libro Fire and Fury, che riporta le confidenze di Steve Bannon, il capo della diplomazia americana, Rex Tillerson, ha ritenuto necessario difendere la sanità mentale di Donald Trump. Se la sanità mentale di Donald Trump è un argomento di attualità su tutti i media del mondo dal giorno della sua elezione a presidente degli Stati Uniti è necessario porsi delle domande.

La personalità e lo stato mentale di chi governa condizionano pesantemente le decisioni politiche. Ne abbiamo numerosi esempi. Si può anche sostenere che ambire al potere sia un sintomo...


05.01 In The Associational State: American Governance in the Twentieth Century, Brian Balogh offre una nuova prospettiva sul ruolo che il settore privato, le associazioni di categoria e le organizzazioni professionali hanno svolto nell'attuazione delle politiche pubbliche dalla fine del XIX al XXI secolo. Il meccanismo associativo

caratterizza ancora oggi lo Stato americano, sebbene sia svuotato del suo originario contenuto progressista essendo diventato strumento anche per politiche di stampo e contenuto neoliberale e neo-conservatore

Balogh vuole rimodellare la storia politica americana a partire dagli organizational-associational concepts di Louis Galambos ed Ellis Hawley, per creare una associational synthesis che tenga conto dell'interazione delle burocrazie pubbliche con le organizzazioni private, nella governance del ventesimo secolo.

L’autore rivendica per la storia il ruolo di autorità pubblica. La sua convinzione è che una nuova sintesi storiografica attorno alla categoria di Associational State possa contribuire alla definizione di una narrazione della storia nazionale che consenta di superare un dibattito politico sempre più polarizzato attorno al ruolo del governo (big government contro small government) che impedisce di comprendere come lo Stato americano abbia storicamente funzionato e funzioni ancora oggi.

Questa nuova concettualizzazione, sostiene Balogh, offre l'opportunità di trascendere la tesi "progressista" dominante ma limitata che contrappone il liberalismo al conservatorismo.

E' il "contratto sociale" che va rimesso in gioco

04.01Ho ripescato casualmente questo post su lavoce.info di qualche anno fa in risposta ad un articolo peraltro condivisibile di Paolo Brunori, che mostra quanto il Legislatore sia lontano dalla vita concreta e quanto ciò renda necessario un nuovo contratto sociale.

milva   12.04.2011

Quarantasei anni belli e compiuti, contratto a tempo indeterminato con azienda che mi licenzia. Mi assorbe altra azienda, per lo stesso lavoro di prima, che mi paga di meno, mi fa lavorare di più e mi demansiona, ma che in compenso mi fa un contratto a tempo determinato...scaduto in questi giorni. Cercavo informazioni su se, e quanto, mi spetta di indennità di disoccupazione se, come sembra, l'azienda non rinnoverà il contratto... e mi sono imbattuta in questo articolo. Penso che sia necessario parlare di reddito, sganciandolo dal lavoro e dal tipo di contratto, non di indennità di disoccupazione che prevede che tu sia stato occupato con tutta una serie di condizioni. Gli affitti in dieci anni sono aumentati del 130%. Le assicurazioni rc? Almeno il doppio. La sanità? Provate ad ammalarvi poi ne parliamo. L'istruzione? I ragazzi si devono portare la carta igienica da casa. Se non parliamo di reddito di cittadinanza o non abbiamo case popolari o sanità gratuita etc., parliamo solo di fuffa fritta. E' il "contratto sociale" che va rimesso in gioco.

Economia bipolare e sottosviluppo

03.01

Non si può escludere che la struttura sociale degli Stati Uniti diventi sempre più simile a quella dei paesi in via di sviluppo, dove esiste una netta distinzione tra un numero ralativamente ristretto di ricchi ed una grande maggioranza di poveri senza quasi nulla in mezzo.

Peter Temin nel libro The Vanishing Middle Class - la classe media svanita - identifica due tipi di lavoratori. I primi sono lavoratori qualificati, esperti di tecnologia e manager con diplomi universitari e alti stipendi che si concentrano pesantemente in settori come la finanza, la tecnologia e l'elettronica, che chiama "settore FTE". Rappresentano circa il 20% dei circa 320 milioni di persone che vivono in America. L'altro gruppo è costituito da lavoratori poco qualificati, che chiama indistintamente "settore a basso salario".

Temin sostiene che la storia e la politica americana, in particolare la schiavitù e le sue conseguenze, svolgono un ruolo importante nel crescente divario tra ricchi e poveri. Gli americani più poveri vivono in condizioni simili a quelle di un paese in via di sviluppo: istruzione scadente, alloggi fatiscenti e poche opportunità di lavoro stabile. E anche se quasi la metà degli americani neri sono poveri, la maggior parte dei poveri non è nera. I politici conservatori fanno appello al razzismo degli elettori bianchi poveri per ottenere sostegno a politiche che li danneggiano, indicando i destinatari dei programmi sociali come l'Altro, il nero, il latino.

I politici usano anche l'incarcerazione di massa come strumento per impedire ai neri ed ai poveri di partecipare pienamente alla vita sociale. Il denaro va ad un esteso sistema carcerario piuttosto che all'educazione. Nel sistema della doppia giustizia, i ricchi pagano le multe ed i poveri vanno in prigione.

Se l'ipotesi di Robert C. Allen che lo sviluppo economico ed il progresso scientifico dipendano dalla persistenza di una relativa scarsità di mano d'opera e alti salari è corretta allora è possibile pensare che gli Stati Uniti siano un paese in via di sottosviluppo.

Nazionalismi

02.01La strategia degli indipendentisti catalani è chiara e lineare, quella del Ministero dell'istruzione italiano invece è oscura e contorta.

Ci permettiamo di dare un suggerimento al Ministero dell’istruzione: visto che l’italiano per loro è evidentemente una lingua inutile, la prossima volta scrivano il bando direttamente in inglese; forse, allora, riusciremo a prenderli sul serio.


Nel febbraio 2013 Eric Loomis, cittadino statunitense, veniva arrestato per due reati che in Italia potremmo qualificare come ricettazione (di un’auto) e resistenza a pubblico ufficiale. Per tali fatti Loomis veniva condannato alla pena di sei anni di reclusione, una pena particolarmente severa determinata sulla scorta dell’alto punteggio ( score) risultante a suo carico da COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions ), un algoritmo predittivo di valutazione del rischio di recidiva.


Jochen Bittner redattore politico del quotidiano Die Zeit in un interessante articolo per il New York Times esamina le ragioni della crisi del partito socialdemocratico tedesco a partire dalla contraddizione tra la coscienza politica, che indurrebbe a sostenere l'internazionalismo, e la pratica della tutela concreta dei lavoratori, che invece porta alla difesa degli interessi nazionali.

※ In Germany, the Social Democrats’ woes are as simple to explain as they are difficult for the party to accept. It begins with a rift between political consciousness and practice: Despite its internationalist outlook, social democracy has always relied on the nation-state as the framework for safeguarding the rights of workers and redistributing wealth.

La comoda auto-illusione dei decenni "neoliberisti", teorizzata nella terza via di Anthony Giddens, era che potevi rafforzare nello stesso tempo la democrazia nazionale (incluso il welfare-state capitalism) che la democratizzazione del processo decisionale transnazionale. Davos e Bruxelles erano le capitali di questo elitario autocompiacimento. Ma c'è una seconda contraddizione; insolubile per il partito socialdemocratico nei termini in cui la pone Jochen Bittner:

Social democracy’s second contradiction is that you can’t promote a borderless world and the welfare state at the same time. Ms. Merkel’s predecessor, the Social Democrat Gerhard Schröder, recognized this and pruned back Germany’s overgenerous welfare spending to make the economy more competitive. It was the right move, however unpopular, and the party wisely defends it today. But following these welfare restrictions, how can you convey to your electorate that you are opening the doors of your country to a million refugees and migrants who are entitled to welfare payments?

Poiché non esiste soluzione a questa contraddizione il declino della socialdemocrazia europea continuerà. E giustamente.

Prosit

01.01Voglio regalarmi e quindi regalare anche a tutti voi la possibilità un mondo diverso. Nel 494 avanti l'era volgare la plebe romana ha immaginato una risposta assolutamente innovativa al conflitto che la opponeva al governo dei patrizi: la secessione. L'esito finale di questo primo atto pienamente politico è stata la possibilità di concepire la legittimità della separazione legislativa. La Res publica Populi Romani è fondata sulla distinzione della legislazione plebea dalla legislazione patrizia.

Sulla separazione legislativa è fondata anche l'utopia immaginata da Robert Nozick. Ma l'utopia così come è stata pensata da Nozick nasconde un problema: la scarsità delle risorse rende necessaria l'applicazione erga omnes della clausola lockeana.

Ammesso che ciascun individuo possa scegliere l'associazione di protezione più vicina ai propri ideali si pone il problema della suddivisione della terra comune e dei beni primari ad essa legati tra le diverse associazioni di protezione, che può avvenire solo con il consenso di tutti, ammesso che il principio di equità sia una condizione necessaria e ineliminabile di ogni accordo.

Nell'utopia di Nozick si riproduce scalarmente, ma senza risolverlo, il problema della regolamentazione dell'accesso ai beni primari in una società qualsiasi. La costruzione immaginata da Nozick evidenzia la necessità di un accordo preliminare sulle regole dello sfruttamento della terra comune. La qual cosa così chiara non è; essendo data come già risolta mentre non lo è affatto.

MP

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