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Se

Se la parola democrazia significa ancora qualcosa occorre dare una spiegazione non retorica all'ostilità delle organizzazioni sovranazionali alla manovra del governo italiano, che segue le indicazioni (buone o cattive che siano) della maggioranza degli elettori.

Il denaro è un prodotto della mente matematica

Finanza è un termine polisemico, che si definisce solo all'interno del contesto nel quale viene usato. Intesa come tecnologia relativa alla manipolazione della ricchezza, l'attività finanziaria, la finanza è la creazione di denaro attraverso la logica, la matematica, gli algoritmi. Questa definizione non compare in Money Changes Everything: How Finance Made Civilization Possible di William N. Goetzmann, almeno non direttamente e in questa forma, ma pervade comunque tutto il libro.

Il denaro è un prodotto della mente matematica. Il potere della finanza è legato alla capacità di trasportare valore economico da un luogo ad un altro, avanti e indietro lungo la linea del tempo. Questo può avvenire solo attraverso l'unità di conto, il denaro appunto, ed il calcolo. La cosa straordinaria in tutto questo è che il calcolo non solo sposta denaro, lo produce dal nulla.

Decisioni catastrofiche

Nell'immediatezza degli eventi la decisione di evacuare gli abitanti delle case in prossimità del Ponte Morandi e di chiudere al transito tutte le strade che lo intersecano era obbligata.

Se, però, questa decisione permane, senza che vi siano evidenze, non solo potenziali, di un crollo di quanto rimane del ponte, determinando un rilevante danno economico alla città ed ai suoi abitanti si pone un problema.

In un'economia di mercato la decisione di ridurre le spese di esercizio per massimizzare il profitto rappresenta un comportamento obbligato.

Se, però, per diminuire le spese si decide di ridurre oltre certi limiti la manutenzione di un importante fattore di produzione e questa decisione determina un evento catastrofico si pone un problema.

I casi qui rappresentati sono interessanti sotto molti aspetti. Da una parte c'è un decisore, il commissario di governo o l'amministratore delegato, che è ha l'autorità per imporre la sua decisione, ma non ha la competentenza necessaria per stabilire con cognizione di causa quale decisione prendere e quindi deve rivolgersi a degli specialisti. Dall'altra parte c'è uno specialista che ha la competenza necessaria e quindi di fatto prende la decisione, ma non ha l'autorità per attuarla. Poiché gli interessi del decisore e degli specialisti possono non coincidere, si ipotizza che in presenza di complessità questo sostanziale sdoppiamento del decisore sia causa di decisioni catastrofiche.

C'è scienza e scienza

Le industrie si sono infiltrate nel sistema di produzione della conoscenza. La ricerca scientifica sponsorizzata dalle industrie differisce nei risultati da quella finanziata in altro modo.

Immaginate di essere il direttore del personale

La teoria dei giochi è una scienza relativamente giovane che ha già fornito molti contributi utili anche dal punto di vista pratico. Sebbene gran parte del pensiero strategico continui ad essere un'arte pratica che pone dei problemi da risolvere caso per caso, come ogni scienza può essere espressa in un linguaggio hard, astratto, matematico e in un linguaggio soft, divulgativo. Il libro di Avinash Dixit e Barry Nalebuff espone appunto l'estesa e complessa casistica della teoria dei giochi con un linguaggio piano e divulgativo.

Immaginate, ad esempio, di essere il direttore del personale di una multinazionale e dovete assumere giovani brillanti e con un innato talento manageriale. Avrete bisogno di strumenti che vi permettano di selezionare i candidati più meritevoli.

Escluse le lettere di raccomandazione, Dixit e Nalebuff vi propongono di utilizzare come signaling per lo screening il costo del master biennale in economia aziendale (MBA) stimato in circa 200.000 dollari (tenendo conto delle tasse di frequenza e dello stipendio non percepito).

In che modo l'elevato costo dell'MBA vi permettere di riconoscere nei candidati il talento manageriale che vi consentirà non solo di compensare la traslazione dei costi ma anche di aumentare i profitti dell'azienda?

La risposta è : l'MBA funziona come discriminante perché il suo costo reale è inferiore per i candidati più dotati.

Immaginate che chiunque abbia simili qualità sia sicuro di superare gli esami e ottenere l'MBA; gli altri invece hanno solo il per 50 cento di possibilità di farcela. Ora immaginate di offrire un po' più di 90.000 dollari, diciamo 100.000 dollari, al titolare di un MBA. Per il candidato realmente capace varrà la pena iscriversi e otterrà il titolo. Quello meno dotato, invece, ha un 50 per cento di possibilità di conseguire l'MBA e ottenere un compenso di 100.000 dollari annui, e un altro 50 per cento di possibilità di non riuscirci e di dover ripiegare su un lavoro con una retribuzione di 50.000 dollari all'anno. Con una possibilità di appena il 50 per cento di raddoppiare lo stipendio, un MBA frutterebbe una media di solo 25.000 dollari oltre allo stipendio, una cifra insufficiente ad ammortizzare in cinque anni le spese sostenute per ottenere il master. Perciò al candidato meno capace non conviene iscriversi all'MBA. [※ p. 294]

Intendiamoci, nella realtà non funziona esattamente così. Gli autori riducono di molto le variabili considerate, il ché pone dei limiti alla capacità predittiva della loro tesi, ma la dimostrazione ha comunque un certo fascino.

Il presupposto della fiducia

Ho la sensazione, ma è solo una sensazione, che in Carl Schmitt sia presente una discrasia tra pensiero e azione, ovvero tra la dottrina e la sua applicazione.

Se si priva il concetto di legge di ogni riferimento contenutistico alla ragione e alla giustizia, e se al tempo stesso si mantiene lo Stato legislativo con il suo concetto specifico di legalità, che concentra nella legge tutta l'autonomia e la dignità dello Stato, allora ogni disposizione di qualuque genere, ogni comando e provvedimento, ogni ordine a un ufficiale o a un soldato, ogni singola direttiva a un giudica si può emanare in modo legale e conforme al diritto, in forza della supremazia della legge, per mezzo di una delibera parlamentare o delle istanze coinvolte nella procedura legislativa. Il puramente formale si riduce allora alla formula vuota e all'etichetta di legge, e perde il legame con lo Stato di diritto. Tutta la dignità e l'autorità della legge dipendono esclusivamente e direttamente da questa fiducia nella giustizia e razionalità del legislatore stesso e di tutte le istanze coinvolte nella procedura legislativa. Ogni garanzia e tutela giuridica, ogni protezione contro l'abuso è trasferita nella persona del legislatore onnipotente o nella peculiarità della procedura legislativa. Affinché questo principio non sia completa assurdità e mero arbitrio, dev'essere dominato interamente dal presupposto di quella fiducia, che sola porta alla congruenza fra diritto e legge formale. [p. 55 e p. 132]

Queste, però, sono anche la definizione e l'obiezione che si possono applicare all'agire del sovrano nello stato di eccezione.

Postilla. Naturalmente il presupposto della fiducia è l'orizzonte del diritto, ma assolutamente al di fuori della sua portata in ogni caso.

Segui le tracce

La négation de l'idée de l'irresponsabilité conduit à l'affirmation de trois inventions morales: la liberté, l'égoïsme et la providence. Trois inventions qui posent aux philosophes des problèmes insolubles, des contradictions dont il n'est pas possible de sortir: trois faux problèmes, parce qu'il n'y a pas de liberté, pas d'égoïsme, pas de providence, — au sens moral du mot, s'entend. [..] La notion d'égoisme ne cesse de poser à la pensée un problème insoluble: ceci provient de ce qu'il est mal posé parce qu'on a pris l'habitude morale d'essayer de le comprendre en l'opposant à l'altruisme, habitude dont il faut nous défaire si nous voulons comprendre l'essence de l'égoïsme. En effet «égoïsme» (au sens moral) et altruisme se ressemblent en ce qu'ils affirment, l'un et l'autre, un mérite. La seule différence provient de ce que les premiers rapportent ce mérite à eux-mêmes, et que les seconds l'attribuent plus volontiers à autrui; différence de taille, dira-t-on. Peut-étre, mais pas suffisante pour les séparer définitivement à nos yeux: en fait, l'altruisme nous apparaît très voisin de l'égoïsme, et même se confond avec lui, si on leur oppose une conception tragique des valeurs. Altruisme et égoïsme repoussent en effet cette conception tragique, et pour une même raison: refuser une vision pure de l'altérité telle qu'elle existe en réalité, s'illusionner sur le sens de la communion humaine, refuser de contempler l'autre en tant qu'autre, parce que cette vision de la solitude de l'ego effraie.

La forma della curva dell'imposta

La forma della curva delle imposte è dipendente dalla forma della curva di distribuzione del reddito.

Ma anche. La forma della curva delle aliquote d'imposta dovrebbe essere costruita in funzione dalla forma della curva di distribuzione del reddito reale in quel dato momento.

O meglio. Equità vorrebbe che struttura delle aliquote d'imposta sia determinata in funzione della forma della curva delle imposte che si vuole ottenere, che, a sua volta, dipende dalla forma della curva di distribuzione del reddito in quel dato momento.

Perché i liberali odiano il popolo?

Se, come dice Zielonka, nella Polonia già governata dall'attuale Presidente del Consiglio europeo, Donald Franciszek Tusk, gli ospedali non hanno l'aria condizionata e le banche sì, allora sorge legittimamente il dubbio che il liberalismo non sia una cosa buona per il popolo.

Se è pur vero che il liberalismo non costituisce un fenomeno unitario e coerente, la prova di sé che ha dato nell'ispirare la governance dell'Unione Europea viene percepita dalla maggioranza dei governati come univocamente reazionaria ed assolutamente insoddisfacente.

Non riesco ad immaginare un rimedio di matrice liberale diverso da un'evoluzione secessionista [ecc. ecc.] alla situazione di progressiva disintegrazione dell'UE e non mi pare che il «neomedievalismo» di matrice althusiana, auspicato da Zielonka, con il rafforzamento di attori politici intermedi, come le città, le regioni e le organizzazioni non governative (ONG), sia concettualmente diverso dal ritorno al puro e semplice nazionalismo.

Stralci

È questa notte, dopo mezzanotte (le cinque del mattino da noi) che dovevano essere giustiziati Sacco e Vanzetti. Come dicevo due giorni fa al Mercure, la questione ha un altro lato. Se il giudice in questione si fa un'alta idea della giustizia (ci si può fare un'alta idea della giustizia, è strano ma è possibile), se egli trova la sentenza giusta, la pena meritata, c'è una certa grandezza nella sua resistenza a tutte queste iniziative in favore della grazia.


Michel Corrette (1707-1795), Les délices de la solitude. Sonates pour le violoncelle, la viole ou le basson avec la basse continue, Paris, Boivin - Le Clerc, ca 1739; Op. 20

Jacques il sofista

Dalla sofistica alla psicoanalisi la somiglianza esteriore è fin troppo sorprendente. Però non mi riferisco al fatto che sofisti e psicoanalisti vendono sempre a prezzo troppo caro, il loro savoir faire discorsivo, ma al fatto che entrambi lavorano con le parole.

Non sempre il lavoro con le parole è considerato un lavoro. I sofisti, diceva Aristotele, parlano per il piacere di parlare. Trarre un guadagno economico da un piacere è considerato disdicevole.

Gli enunciati del senso comune sono veri

Gli enunciati del senso comune sono veri, nel senso che la loro negazione implica contraddizione di fatto, ma sono veri fino a che non vengono analizzati. Essi dunque enunciano immediatamente dei fatti, ma non dei significati. Non esiste una visione del mondo del senso comune, ma solo un insieme di enunciati pragmaticamente certi.

Peer-to-peer hypermedia protocol

L'evoluzione di un sistema complesso non è mai lineare. Più i punti di partenza e di arrivo sono distanti e meno lineare sarà il percorso (anche mentale) necessario per collegarli. L'evoluzione del Web non sfugge a questa regola.

Un'unica vita buona

Nozick non è d'accordo sul fatto che esista qualcosa come un'unica vita buona. Ogni individuo ha una propria concezione del bene ed è improbabile che tutti gli esseri umani possano vivere una vita felice o appagante in una società utopica fondata su un'unica concezione del bene.

Logiche del diritto

Il diritto viene visto da prospettive diverse e logiche diverse secondo il punto di vista dal quale viene traguardato. Mi sembra un fatto incontrovertibile che il modo di porsi del Legislatore nei confronti della produzione legislativa sia diverso da quello del cittadino tenuto ad osservare la legge, ma è anche molto diverso dal punto di vista traguardato dalla Corte costituzionale o dal giurista. La logica del diritto non è una.

Azzeccagarbugli

Nel 1995 il Bundesverfassungsgericht ha emesso una sentenza secondo la quale un'imposta sui beni immobili dovrebbe essere considerata confiscatoria se non potesse essere pagata con i proventi che ci si può ragionevolmente attendere dall'uso dei suddetti beni.

Inoltre ha stabilito l'esistenza di un limite necessario al carico fiscale complessivo gravante sulla famiglia. La somma tra quanto dovuto a titolo di imposta patrimoniale e di imposte sui redditi non può superare la metà del reddito ritraibile dal patrimonio.

L'argomentazione del Bundesverfassungsgericht ha preso piede dalla necessità, di rilevanza costituzionale, di lasciare al privato la disponibilità del risultato della propria attività economica e quindi delle proprie proprietà. Avendo riconosciuto nella Vermôgensteuer un'imposta sul reddito ritraibile dal patrimonio, la Corte ha creduto che il valore della proprietà potesse essere lasciare intatto solo a patto che l'imposta fosse pagata mediante i redditi che normalmente sarebbero stati ritraibili dal bene: ecco quindi la considerazione del carico fiscale complessivo delle imposte sul patrimonio e di quelle sul reddito. Nella ricostruzione della Corte tedesca i limiti all'imposizione patrimoniale si fonda anche su un approccio sistematico alla pluri-imposizione: lo scarso spazio d'azione concesso all'imposta patrimoniale deriva infatti dalla considerazione della « vita » del bene che non solo incorpora redditi già sottoposti a tassazione (teoria tradizionale della pluri-imposizione del risparmio), ma su cui anche si sono dovute pagare le imposte indirette sui trasferimenti. [pp. 74-75]

Prima obiezione - Stabilire un limite massimo all'imposta - come sembra essere il caso della sentenza della Corte Costituzionale tedesca - è un artifizio retorico per annullare la progressività dell'aliquota.

Seconda obiezione - Ai fini dell'utilità il 50% di cinque milioni di unità di conto non è comparabile al 50% di cinquantamila unità di conto. Per questo motivo la prescrizione di un unico limite superiore appare non obbedire al criterio di ragionevolezza, perché non tiene conto della differenza qualitativa che esiste tra il 50% di cinque milioni ed il 50% di cinquantamila.

Terza obiezione - La Corte nello stabilire questi principi generali non rileva il fatto che sono quantitativi e quindi non sono applicabili a situazioni qualitativamente diverse senza violare il principio di uguaglianza.

Osservazione - Consciamente o inconsciamente siamo portati a sostenere le opinioni che corrispondono al nostro ceto sociale, alla nostra educazione ed alle nostre inclinazioni psicologiche. Questo vale per le persone che compongono le Assemblee Costituenti, le Consulte ed i tribunali di Stato. A maggior ragione vale anche per me.

Il diritto all'uguaglianza

Robert Alexy nota come l'art. 3 della Legge fondamentale della Republica tedesca nel prescrivere l'uguaglianza fra gli uomini non faccia riferimento al legislatore, bensì alla legge. Questa omissione, che si ritrova espressa negli stessi termini in buon parte delle carte costituzionali continentali, con la notevole eccezione della dichiarazione dell'Ottantanove che non fa riferimento alla legge ma ai diritti, è l'oggetto della riflessione che intendo proporre.

L'incongruità della formulazione costituzionale Tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge apparirebbe in tutta la sua evidenza qualora la legge prescrivesse la disuguaglianza. Quindi si deduce che la funzione di questa formulazione non è l'uguaglianza fra gli uomini, ma l'osservanza della legge. Cioè tutt'altra cosa.

Daltronde, e più in generale, l'obbligo di uguaglianza nella creazione del diritto, quale si ricava dalla lettura delle carte costituzionali, è più simile ad un'inferenza che ad una prescrizione; lasciando al legislatore e all'interpretazione giuridica ampi margini di discrezionalità e arbitrio.

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Perché c'è qualcosa piuttosto che nulla?

La domanda perché esiste qualcosa piuttosto che nulla, niente di più di una riformulazione della domanda sull'eternità del mondo, ha una risposta aperta. Per questo motivo da sempre interroga i filosofi e si nega agli scienziati.

L'inconscio, un'ipotesi pericolosa

Alain ha una pessima opinione dell'inconscio freudiano. Gli è estraneo e non lo comprende. L'inconscio per Alain non è però una finzione, è il corpo.

L'inconscient est donc une manière de donner dignité à son propre corps; de le traiter comme un semblable; comme un esclave reçu en héritage et dont il faut s'arranger. L'inconscient est une méprise sur le Moi, c'est une idolâtrie du corps.

Opinione discutibile, ma non banale.

Ibn Tufayl (Abentofail, Abubacer)

Si sforzava di raggiungere la capacità di non pensare che a Lui e di non associarGli alcun altro; otteneva ciò girando intorno a sé stesso e accelerando il suo movimento. A volte il suo pensiero era puro da ogni contaminazione e con esso contemplava l'Essere necessario. Poi le facoltà corporee lo assalivano e il suo stato si alterava e tornava allo stato precedente. Si dedicò a questo per un certo tempo. Si mise infine a cercare la terza assimilazione. Riflettendo sulle qualità dell'Essere necessario gli era apparso chiaro che erano di due generi. Qualità positive, come la scienza, la potenza, la sapienza. Attraverso queste qualità la Sua Essenza non diveniva molteplice poiché si riducevano tutte ad un solo concetto che era la Sua Essenza stessa. Si mise a cercare come sarebbe potuto divenire simile a Lui. Sapeva che la conoscenza che Egli aveva di Sé non era un concetto che si aggiungeva alla Sua Essenza, ma la Sua Essenza era il Suo stesso conoscersi e il Suo conoscersi era la Sua Essenza. Gli fu chiaro che se gli fosse stato possibile conoscere la Sua Essenza, quella scienza con cui lo avrebbe conosciuto non sarebbe stata un concetto aggiunto alla Sua Essenza ma sarebbe stata Egli stesso. Si applicò a questo.

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Nonostante ci abbia provato ripetutamente non riuscirò mai a scrivere un diario intimo, è contro la mia natura.

MP

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