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Più è utile il tuo lavoro e meno ti pagano

17.07In un'epoca che premia l'efficienza, la proliferazione dei lavori inutili è un enigma. Perché nella società capitalista i datori di lavoro si comportano come le burocrazie della vecchia Unione Sovietica, distribuendo salari a lavoratori di cui non sembrano avere nessun bisogno? Dal momento che i lavori di merda non hanno alcun senso economico, sostiene Graeber, la loro funzione deve essere politica: una popolazione occupata è meno probabile che si ribelli.

Il discorso che si regge sulle sue gambe

16.07 Penso, come Searle, che la citazione sia inessenziale al discorso che si regge sulle sue gambe.

I libri che lessi durante la mia infanzia filosofica — Wittgenstein, Austin, Strawson, Ryle, Hare ecc. — contenevano pochi o addirittura nessun riferimento bibliografico. Credo di aver acquisito inconsciamente la convinzione che la qualità di un'opera filosofica sia inversamente proporzionale al numero dei riferimenti bibliografici che contiene e che nessuna opera importante abbia mai contenuto molte note a piè pagina. (In questo senso, Lo spirito come comportamento di Ryle, per quanti difetti possa avere, è davvero esemplare, visto che non ne ha nemmeno una).

Sebbene ogni riferimento - parergon - sia in realtà un pretesto per conferire al discorso che si regge sulle sue gambe uno sfondo.

Per un egualitarismo minimo

15.07Concordo con l'opinione espressa da Emiliano Mandrone.

la questione si riduce a decidere se il sistema previdenziale assolva prioritariamente una funzione di assicurazione dal rischio povertà in tarda età o se è prevalente la funzione finanziaria, come un piano di risparmio oppure, verosimilmente, un ragionevole compromesso tra le due [..] Le evidenze confermano come il fine della previdenza rimanga quello di preservare dal rischio di indigenza la popolazione anziana o inabile. Sono quindi difficili da giustificare le pensioni alte, anche se sorrette da adeguata contribuzione

Si può immaginare un sistema sociale fondato su un egualitarismo minimo che preveda due distinti, ma complementari, strumenti di sostegno dell'individuo: un reddito universale di base ed una previdenza universale di base.

La scelta di un sistema sociale anziché di un altro è una questione politica e dovrebbe riguardare la libera scelta dei singoli individui, ma l'implementazione degli strumenti nei quali ogni sistema sociale si esprime è essenzialmente una questione tecnica e non riguarda le opinioni politiche di chi è chiamato ad implementarli.

Complessità del concetto di uguaglianza

14.07Derubare un povero è un crimine più grave che derubare un ricco. Perché il furto al povero produce un danno maggiore che al ricco. Così Hobbes:

La gravità dei crimini nei confronti dei privati dipende dalla persona, dal tempo e dal luogo. Infatti, uccidere il proprio genitore è un crimine più grave che uccidere qualcun altro, perché il genitore dovrebbe essere onorato come un sovrano, anche se ha ceduto il suo potere alla legge civile, dato che originariamente ce l'aveva per natura. E rubare ad un povero è un crimine più grave che rubare ad un ricco, perché sul primo produce un danno più sensibile.

Allo stesso modo il furto compiuto da un ricco è un crimine più grave del furto compiuto da un povero. Perché la sua motivazione è più futile. Tutto questo è utile come introduzione ad una riflessione sulla complessità del concetto di uguaglianza.

Corretto uso delle parole e propaganda politica

13.07Mi associo a Peter Gomez nel suggerire al Movimento 5 Stelle di cambiare nome al reddito di cittadinanza e utilizzare i termini corretti, forniti dalla lingua italiana, per definire un provvedimento del genere – e cioè sussidio di disoccupazione.

Pastiche

Non pensare all'elefante

12.07Permettere agli omosessuali di sposarsi non costa nulla. Creare occupazione invece richiede capacità imprenditoriali e investimenti. Migliorare la sanità significa rinunciare alle clientele. Difendere il welfare non è più di moda. I diritti civili fanno più cronaca dei diritti sociali. Un homeless che muore di freddo o di fame fa meno cronaca di un orinatoio destinato ai transgender.

Le forze progressiste, travolte da un senso di impotenza verso le ingiustizie economiche e nell'illusione che il proletariato si fosse ormai estinto, hanno cominciato a indirizzare la loro lotta principalmente verso l'estensione dei diritti civili. In questo modo la sinistra non si è accorta di aver perso di vista le istanze del suo tradizionale corpo elettorale senza acquisirne uno nuovo.

Di fronte al progressivo riorientamento della sinistra in direzione della tutela della minoranze, dell'esaltazione del valore della differenza, del cosmopolitismo e del relativismo culturale, i ceti popolari si sono sentiti spogliati pure dell'ultimo privilegio che credevano di possedere, ossia quello di incarnare una presunta identità nazionale in virtù della loro stretta connessione con il territorio.

Alle molte persone appartenenti alle classi lavoratrici che si sentono discriminate dal discorso politico dominante e si chiedono perché solidarietà e fratellanza vengano proclamate, almeno attraverso i media istituzionali, più nei confronti degli immigrati che nei loro, i progressiti non possono rispondere con disprezzo considerandoli animati solo da rancore o peggio da razzismo.

Il decadimento sociale trascina facilmente con sé la regressione culturale e civile. Il declassamento economico comporta facilmente un degrado intellettuale, culturale e umano. La non cultura centrifuga in un frullato molti elementi autentici, spesso ignorati o falsificati dalla cultura alta. Ma esiste anche un totalitarismo ideologico della scienza, o meglio degli scienziati.

Il nuovo (vecchio) paradigma economico

Negli ultimi anni si è venuta sempre più affermando l'ideologia secondo la quale la performance del mercato non può essere migliorata da nessun intervento publico. L'efficienza massimale del processo di produzione e di allocazione delle risorse è ottenuta lasciando semplicemente operare il mercato, che deve essere sgravato da tutti quei vincoli che gli impediscono di esprimere il suo potenziale creativo.

Sull'onda del fenomeno tanto inedito quanto dirompente della stagflazione, i tentativi piuttosto incerti degli economisti keynesiani di preservare le loro dottrine per mezzo di opportuni ritocchi teorici che tenessero conto della nuova congiuntura economica subiscono una sconfitta metodologica epocale.

Il nuovo approccio - al contario della tradizione keynesiana secondo la quale gli agenti sono miopi al momento di formarsi delle anticipazioni sul futuro - parte dall'ipotesi che gli agenti economici sappiano anticipare l'evoluzione delle variabili economiche più rilevanti ai fini dell'adozione di comportamenti economicamente e socialmente efficaci.

L'ipotesi delle anticipazioni razionali è densa di conseguenze su ciò che può fare o non fare la politica economica. Supporre degli agenti razionali mette in discussione la credibilità delle politiche economiche annunciate dal governo e dalla banca centrale. La capacità di distinguere correttamente gli obiettivi che la banca centrale realmente persegue mette in discussione la capacità della politica monetaria di rappresentare un efficace strumento di lotta contro la disoccupazione.

La relazione tra inflazione e disoccupazione postulata dalla curva di Phillips si trova superata da un'altra che stabilisce che il tasso di disoccupazione converge verso il suo livello naturale a prescindere dal tasso di inflazione e riflette esclusivamente la sfera reale dell'economia. Se la politica monetaria non può incidere sulla disoccupazione, la creazione di inflazione non è più giustificata in nessun caso.

In questo modo la teoria delle aspettative razionali ridimensiona drasticamente il contributo che le politiche economiche (fiscali e monetarie) possono apportare alla crescita, all'impiego e più in generale al benessere dell'intera comunità. Gli individui sono, quindi, vittime della loro stessa razionalità, che rende del tutto inefficace ogni politica attuata nel loro interesse.

La fine delle banche

11.07Un sistema finanziario privo di attività bancaria, concepita come creazione di moneta attraverso il credito, è desiderabile e nel contempo possibile. Questo è l'assunto dal quale gli autori di The End of Banking traggono alcune singolari conseguenze. Una, in particolare, ha attratto la mia attenzione. Si tratta della dimostrazione della giustificazione economica del reddito incondizionato.

Il reddito incondizionato è lo strumento giusto per una politica monetaria che si prefigga la stabilità dei prezzi. Considerare il reddito incondizionato uno strumento di politica monetaria, inoltre, aiuta a rendersi conto di quanto sia iniqua la politica monetaria del nostro attuale sistema bancario. Non c'è ragione al mondo per cui poche istituzioni private debbano godere di un accesso privilegiato alla moneta. Nel nostro sistema bancario, per riprendere George Orwell, alcuni animali sono più uguali degli altri.

Un reddito incondizionato, al contrario, è per principio egualitario. L'autorità monetaria indipendente emette nuova moneta semplicemente trasferendola ai cittadini. Ognuno riceve lo stesso ammontare di reddito incondizionato a prescindere dalle condizioni personali, quale l'età o la qualifica professionale. Il concetto, dunque, è simile a quello di un reddito di base garantito. [..]

Usato come strumento di politica monetaria, però, il reddito incondizionato è troppo basso per garantire uno standard di vita al di sopra della soglia di povertà. È dunque inappropriato chiamarlo reddito di base. Inoltre, il reddito incondizionato è solo lo strumento verso un fine, e il fine è la stabilità dei prezzi. Se il fine è la stabilità dei prezzi, il reddito incondizionato non può essere fissato una volta per tutte, e dunque non può essere considerato un reddito garantito. Per preservare la stabilità dei prezzi in un sistema economico dinamico, l'autorità monetaria dovrà di tanto in tanto aggiustare l'ammontare di questo reddito.

Oggi i profitti derivanti dalla creazione di moneta esterna da parte delle banche centrali sono di norma canalizzati verso il governo. [..] Alcune proposte che fanno da contorno al concetto di narrow bank non si discostano da questo meccanismo, perché la creazione di nuova moneta esterna avviene tramite un trasferimento diretto al governo. Noi pensiamo che ciò sia sbagliato. Ci rendiamo conto che, se un governo è rappresentativo, la nostra proposta di un reddito incondizionato può sembrare una questione minore. Ma l'iniezione di moneta nel sistema attraverso un reddito incondizionato presenta due importanti vantaggi.

In primo luogo, la distribuzione continua di un reddito incondizionato alla popolazione rende la politica monetaria immediatamente efficace e la diffonde capillarmente. Le persone usano il proprio reddito incondizionato o per investire o per consumare. Se l'iniezione di moneta, invece, avvenisse tramite la spesa pubblica, il processo politico influenzerebbe il come, il dove e il quando la moneta entrerebbe davvero nell'economia. Gli effetti di questa iniezione sul sistema dei prezzi sarebbero meno immediati e più discontinui. Per la stabilità dei prezzi, la spesa pubblica è uno strumento meno efficace del reddito incondizionato. Lo stesso può dirsi a proposito della politica monetaria attuale. Oggi le banche centrali iniettano moneta nel sistema comprando attività finanziarie, e dunque influenzano e distorcono i prezzi di queste attività. Solo una politica monetaria basata sul reddito incondizionato permette un'iniezione di moneta senza che il sistema dei prezzi ne venga distorto. [..]

In secondo luogo, in un sistema in cui l'iniezione di moneta avviene tramite la spesa pubblica, le pressioni di natura politica sull'autorità monetaria risultano maggiori. In una situazione di questo tipo, il governo potrebbe essere tentato dall'idea di aumentare il signoraggio a spese della stabilità dei prezzi. Invece, se l'autorità monetaria è vincolata dalla costituzione a iniettare moneta nel sistema solo attraverso lo strumento del reddito incondizionato, l'interferenza governativa sulle misure di politica monetaria non può che essere molto ridotta.

Naturalmente nella visione di Jonathan McMillan il reddito incondizionato è un sottoprodotto della politica monetaria, non un obiettivo dell'economia politica.

Caro Beppe, ti scrivo perché non capisco

10.07Ho letto il post nel quale affermi che Muhammad Yunus è favorevole all'implementazione immediata del reddito di base universale. Ma Yunus per publicizzare il suo ultimo libro ha rilasciato un'intervista, publicata su La Stampa, nella quale alla domanda:

- Cosa pensa dell’idea di un reddito di cittadinanza? Può essere una soluzione al problema della povertà?

Risponde:

- No, per niente, non è utile a chi è povero e a nessun altro, è una tipica idea di assistenzialismo occidentale, che considera l’uomo una creatura artificiale da nutrire in laboratorio, con lo Stato e le istituzioni incaricate di procurare il nutrimento. Ma questa è la negazione dell’essere umano, della sua funzionalità, della vitalità, del potere creativo. L’uomo è chiamato a esplorare, a cercare opportunità, sono queste che vanno create, non i salari sganciati dalla produzione, che per definizione fanno dell’uomo un essere improduttivo, un povero vero (cito da next, perché La Stampa ha messo l'articolo integrale a pagamento)

Pur non essendo certo che il principio enunciato da Aristotele in Bekker 1005 b 19-20 sia applicabile in ogni circostanza, di fronte a due affermazioni contraddicentesi in modo così assoluto non posso che rimanere interdetto.

Lacan e la dissoluzione della psicoanalisi

09.07L'analisi non ha termine, ma si dissolve.

Mir liegt Ethik ferne

08.07»L'etica non mi interessa« Così scrive Sigmund Freud a Oskar Pfister, il 9 ottobre 1918, esprimendo riserve sul contenuto di Wahrheit und Schönheit in der Psychanalyse :

C'è un punto di cui non sono soddisfatto: quando Lei controbatte la mia teoria sessuale e la mia etica. Vale a dire, lascio a Lei la seconda: l'etica mi è estranea e Lei è pastore d'anime. Non sto molto a rompermi la testa sul bene e sul male, ma, in media, ho trovato poco "bene" negli uomini. Secondo le mie esperienze essi non sono per la maggior parte che gentaglia, sia che professino a gran voce questa o quella dottrina etica, o nessuna. Questo Lei non può dirlo ad alta voce, e forse neppure pensarlo, benché sia difficile che la Sua esperienza di vita sia stata molto diversa dalla mia. Se proprio bisogna parlare di etica, allora professo un ideale elevato, dal quale la maggior parte di coloro che ho conosciuto si discostano in modo assai desolante.

La frase deve essere letta, in primis, nel contesto. Freud si sottrae al confronto intellettuale e si richiama alla comune esperienza psicologica: Secondo le mie esperienze, professo un ideale elevato.

L'etica è estranea alla psicoanalisi, che ci invita a sospendere il giudizio sul bene e sul male attraverso l'uso del metodo delle associazioni libere, e Freud come analista non può che dirsi non interessato al confronto nel quale il pastore Pfister lo vuole coinvolgere. Ma Freud, come uomo comune, ha le idee ben chiare sui suoi simili.

Troppi errori sulle pensioni

07.07Sulle pensioni, a partire dalla riforma del 1968, sono stati commessi troppi errori. Mi sembra che le pur necessarie proposte di modifica della legge Fornero perseverino nell'errore di pensare che si possa mantenere la sostenibilità del sistema pensionistico procedendo per ritocchi determinati da richieste di istituzioni internazionali che si fanno portavoce degli interessi del mercato o da contingenti esigenze elettoralistiche.

Personalmente ritengo che il sistema pensionistico italiano nel suo complesso, comprese quindi anche le casse previdenziali dei professionisti e indipendentemente dal metodo di calcolo contributivo o retributivo, nel lungo periodo sia insostenibile perché è basato su un vero e proprio errore metodologico. E non mi riferisco all'intrinseca difficoltà di prevedere l'evoluzione delle variabili attuariali (demografica, tecnologica, politica, etc.) della quale nessuno, politici e consulenti, ha tenuto debito conto, bensì allo stravolgimento della finalità intrinseca al principio della previdenza publica.

La previdenza publica ha il compito di promuovere il risparmio al fine di assicurare che tutte le persone anziane abbiano un reddito dignitoso. Ma lo Stato non è tenuto a garantire il mantenimento delle differenze nel tenore di vita dopo la cessazione del lavoro. Non è materialmente in grado di farlo senza trasferire ricchezza dalle classi più povere alle più ricche.

Tutto il resto è fuffa

06.07In un paese normale il costo del lavoro dei contratti a termine dovrebbe essere più alto di quello dei contratti a tempo indeterminato (in proporzione alle ore lavorate). Mi sembra un concetto di elementare buon senso. Naturalmente nel "libero mercato" questo non è possibile perché il lavoratore più bisognoso accetterà comunque il salario offerto dal mercato, che non tiene in nessun conto il costo sociale del lavoratore. Però esiste uno strumento per riequilibrare il prezzo del lavoro più disagiato utilizzando le leggi del mercato: il reddito minimo universale associato ad una flat tax sufficientemente alta, diciamo con un'aliquota almeno del 30%.

La crisi del sistema-mondo

05.07Nella terza delle conferenze tenute alla British Columbia University nel 2004 e raccolte nel volume La retorica del potere il sociologo ed economista statunitense Immanuel Wallerstein afferma che negli ultimi anni il sistema-mondo moderno sta rendendo impossibile continuare a promuovere l'accumulazione del capitale.

Poiché il principio fondamentale dell'economia-mondo capitalistica è l'incessante accumulazione di capitale e tutte le istituzioni sono regolate dall'esigenza di perseguire questo obiettivo, ricompensando tutti coloro che agiscono in questo senso e penalizzando coloro che non lo fanno siamo messi di fronte ad un punto di crisi che mina la raison d'être del sistema capitalistico.

Dice Wallerstein: Per comprendere tutto questo, occorre prestare attenzione ai processi fondamentali attraverso cui un processo produttivo in un sistema capitalistico ha conseguito plusvalore/profitti accumulabili come capitale. Fondamentalmente, i profitti di ciascuna impresa sono dati dalla differenza fra i costi di produzione e il prezzo che il prodotto permette di realizzare sul mercato. Solo i prodotti relativamente monopolizzati sono stati in grado di conseguire grandi profitti, dal momento che i prodotti concorrenziali spingono verso il basso i prezzi di vendita. Ovvero solo il monopolio consente di realizzare facilmente grandi profitti, in tutti gli altri casi i profitti sono condizionati dai costi di produzione, cioè dal costo del lavoro, dal costo degli input e dal livello di tassazione .

Dopo aver scomposto e analizzato le vicende conseguenti all'aumento dei costi di produzione, Wallerstein lascia al lettore una conclusione inaspettata. Poiché per ragioni strutturali inerenti al sistema-mondo tutti i costi di produzione sono inevitabilmente destinati ad aumentare, il movimento neoliberista sarebbe stato il tentativo di preservare l'economia-mondo capitalistica, mantenendo elevato il livello dei profitti, agendo sui costi di produzione attraverso la riduzione del costo del lavoro, la riduzione della tassazione, l'esternalizzazione e la socializzazione del costo dei fattori di produzione.

Autodelegittimazione

04.07Sono numerosi i motivi che giustificano un ripensamento delle attuali forme della governance europea. La direttiva sul copyright arrivata al voto del Parlamento europeo è uno di questi.

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l'approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d'autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell'informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all'accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee, 169 accademici, 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica e di Wikimedia Foundation.

Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell'enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un'enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l'attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall'abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l'estensione della libertà di panorama a tutta l'UE e la protezione del pubblico dominio.

La presa di posizione della comunità italiana di Wikipedia riassume il disorientamento di tutti coloro che ancora credono nella libertà della rete.

Memento - Il prossimo anno si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Ricordati di non votare Antonio Tajani!

Utopie realizzabili

03.07Il libro di Yona Friedman parte da una critica molto generica della democrazia (lo Stato-mafia) e della comunicazione globale (la mafia dei media) - fondata sulla convinzione che le professioni di fede dei governanti (arrivare a una pianificazione vantaggiosa per le grandi masse) e quelle dei media (arrivare a una comunicazione e a un'informazione globale) sono irrealizzabili le prime a causa del fenomeno della massa critica che colpisce le aggregazioni sociali che superano una certa dimensione e le seconde a causa del problema dell'accesso - per disegnare un'utopia sociale fondata sui piccoli gruppi. C'è qualcosa di sessantottino in tutto questo. Non è un caso se la prima edizione del libro è del 1974.

Le società sono fondate sull'interazione di gruppi di individui. Il problema da risolvere dal punto di vista della società non sono i gruppi, ma l'interazione. Le utopie si presentano come soluzione di questo problema. Ma il numero, cioè la quantità, condiziona la funzionalità, cioè la qualità, delle interazioni. Un'utopia che controlla tutte le interazioni non è desiderabile e quindi non può essere considerata un'utopia.

Siamo abituati a pagare direttamente il calzolaio, il tassista o il portabagagli per il loro lavoro. Invece consideriamo inammissibile pagare direttamente un giudice, un poliziotto o un Presidente della Repubblica.

In realtà questo sistema funziona male. Il calzolaio, il tassista o il portabagagli si sentono responsabili del proprio lavoro perché sono retribuiti in funzione della soddisfazione dei clienti. Il giudice, il poliziotto o il Presidente della Repubblica invece pensano che lasciarvi usufruire del loro lavoro sia farvi un favore e (generalmente) non si preoccupano affatto di sapere se questo lavoro è ben fatto o meno, visto che non ne rispondono.

A mio parere - dice Friedman - sarebbe necessario cercare di capire come superare il sistema di retribuzione dei servizi publici da parte dello Stato, per sostituirlo con l'acquisto diretto dei servizi publici da parte dei cittadini. Ovviamente questo sistema funziona correttamente solo se esiste un controllo publico. Ma il controllo publico è possibile solo all'interno dei piccoli gruppi...

Non è chiaro

02.07Posto che l'uso improprio delle parole a fini politici ha determinato la necessità di rendere con precisione il significato di ogni termine, nell'articolo di Marta Cristofaro non è chiaro se il reddito minimo garantito al quale ci si riferisce sia condizionato o incondizionato.

Anche la lettera della Costituzione italiana è fonte di ambiguità. Nella Costituzione è certamente affermato il diritto ad un lavoro ed al relativo compenso, come è pure previsto un sostegno economico a carico dello Stato per tutti coloro che non sono in grado di lavorare. Non è invece prescritta, ma neppure proibita, l'attibuzione a tutti i cittadini di un reddito minimo incondizionato a carico della fiscalità comune. Semplicemente non se ne parla perché era assolutamente fuori dall'orizzonte mentale del Costituente anche la semplice possibilità di concepire una qualsiasi redistribuzione egualitaria della ricchezza al di fuori del lavoro.

Che si possa dedurre la prescrittività costituzionale di un reddito minimo garantito e incondizionato deriva non tanto dalla lettera della Costituzione italiana quanto dai principi generali di uguaglianza e libertà in essa richiamati. È lecito credere che lo ius existentiae deve essere inscindibilmente legato ai diritti fondamentali, e ciò è possibile farlo attraverso la previsione di un reddito minimo garantito posto come prescrizione costituzionalmente vincolante.

Sulla necessità politica di una costituzionalizzazione del principio di secessione mi sono già espresso ripetutamente.

Quale classe sociale è rappresentata dal M5S?

01.07La domanda se Beppe Grillo abbia mai letto il testo del disegno di legge sul Reddito di cittadinanza proposto dal Movimento Cinque Stelle ne nasconde una più rilevante alla quale ancora nessuno ha dato una risposta convincente, che potrebbe essere così formulata: Chi ha materialmente elaborato la proposta di legge sul così detto Reddito di cittadinanza? E cioè: Quale classe sociale è rappresentata dal Movimento 5 Stelle?

MP

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