Separare il grano dal loglio

La democrazia ha qualche problema

Se il metodo democratico produce assemblee legislative composte in prevalenza da incompetenti e corrotti; se il popolo elegge liberamente, seguendo esclusivamente il proprio giudizio, Donald John Trump (USA, 2016), Rodrigo Duterte (Filippine, 2016), Benjamin Netanyahu (Israele, 2015), Damodandras Modi Narendra (India, 2015), Recep Tayyip Erdoğan (Turchia, 2014), Silvio Berlusconi (Italia, 2008); se l'esperimento del comunismo reale ha prodotto soltanto monarchie ereditarie come quella dei Kim di Pyongyang; allora la politica, in quanto scienza, ha qualche problema, perché contraddice l'ipotesi fondamentale di razionalità e quindi di prevedibilità su cui si basa la scienza, anche quella indeterministica.

Ma sarebbe troppo semplice dire che la politica non è scienza. Sebbene molti neghino alla politica in quanto tale lo statuto di scienza - a volte per attribuirle quello di arte del governo - certe ricorrenze sono troppo regolari per essere spiegabili solo con il calcolo delle probabilità.

Allo stesso modo non si può negare l'evidenza di una forza, una razionalità intrinseca all'essere umano, che determina il comportamento sociale degli uomini verso il miglioramento complessivo delle condizioni di vita.


Se il metodo democratico si trova indifeso verso i retori e porta ad eleggere alle più importanti cariche publiche un numero consistente di psicopatici allora la stessa democrazia è un problema.


La possibilità di scegliere determina la necessità della concorrenza. Se scelgo metto in concorrenza. La possibilità di essere scelto determina la libertà dell'altro di scegliere.

La domanda alla quale la politica deve rispondere è: che cosa viene chiesto quando si manifesta una domanda sociale conservatrice?

MP