Timeline

Si (je dis) je me trompe, je dis vrai, et si je dis vrai, c'est donc que je ne me trompe pas quand (je dis) je me trompe. Il je me trompe è solo in funzione del je dis o anche del je suis? Ovvero, se mi sbaglio è che sono nel vero quando mi sbaglio e quindi non mi sbaglio oppure mi sbaglio e quindi non mi sbaglio solo perché dico di dire il vero quando dico che mi sbaglio ?


L'uso dei verbi viene appreso dopo l'uso dei nomi. Il bambino dà un nome alle azioni dopo aver dato un nome alle cose. Le azioni sono legate alle sensazioni cenestetiche, le cose alle sensazioni provenienti dagli organi di senso. Quindi si deve supporre logicamente che le sensazioni che generano il concetto di azione precedano nel bambino le sensazioni provenienti dagli organi di senso. Eppure la nominazione delle cose precede la nominazione delle azioni, come se il concetto di cosa fosse sinapticamente più semplice del concetto di azione. Lo stesso dovrebbe avvenire per le macchine se...


Occorre fare in modo che ciascuno viva nel mondo che ha contribuito a costruire. La secessione legislativa è l'unico strumento che ci consente di scegliere il mondo che vogliamo costruire per noi, e non il mondo che vogliamo imporre agli altri.


Considerazioni sulle biblioteche. Dalla tipologia dei libri dispersi o resi illeggibili dalle sottolienature è possibile individuare a quale categoria appartengono i responsabili. Gli studenti di filosofia sono certamente tra le categorie più rappresentate. Questo conduce ad una riflessione. Chi toglie a se stesso le opere di Spinoza e di Kant può anche leggerle ma non le comprenderà mai e quindi potrebbe anche evitare di rubarle.


Se osserviamo il comportamento delle persone che si occupano di politica, specie quelle che non lo fanno manifestamente per denaro, siamo portati a pensare che la loro personalità sia in qualche modo disturbata. Ergo, sarebbe molto interessante indagare, anche attraverso test mentali, la loro psiche al fine di disporre dei loro profili psicologici prima di decidere se assegnare loro l'incarico.


In margine ad un libro che non ho letto

Harry G. Frankfurt
Sulla disuguaglianza. Perché l’uguaglianza economica non è un ideale da perseguire
Guanda, Milano 2015

Sull'inesistenza tour-court di un valore intrinseco, e quindi morale, del concetto di uguaglianza, anche economica, ho qualche dubbio. Il contratto, che nel bene e nel male, regge la società si fonda sul riconoscimento, che ciascuno fa all'altro, dell'esistenza di una convenzione inter nos che riguarda l'uguaglianza. Questo contratto, senza il quale ogni convivenza sarebbe oggettivamente difficile, è un valore in sé. Senza questa convenzione, come dice Hobbes, ciascuno farebbe per sé.

Vero è che l'uguaglianza in sé e per sé non ha senso alcuno. Nella realtà ciascuno, effettivamente, fa per sé. Prova ne sia che c'è chi si ingegna a dimostrare che la disuguaglianza, anche economica, deve essere accettata come naturale portato delle diverse capacità naturali degli uomini. E così facendo dimostra semplicemente che ciascuno fa per sé, senza tener conto del contratto che ha stipulato per non essere ucciso nel momento stesso in cui rifiutasse di riconosce l'altro come avente uguali diritti.

Ma da un punto di vista contrattuale, e non morale, è importante che ciascuno abbia abbastanza. Frankfurt su questo ha ragione. Quindi se la disuguaglianza, in questo caso la grande disuguaglianza, incide sull'abbastanza di ciascuno, non c'è dubbio che ciò abbia rilevanza, non solo contrattuale, ma anche morale.

Il vero spirito olimpico: il denaro

Tra il 2013 e il 2017 sono stati investiti negli sport olimpici e paraolimpici quasi 350 milioni di sterline, che persino con il cambio al ribasso dopo la Brexit ammontano all’astronomica cifra di 406 milioni di euro. Sono finanziamenti pubblici, ma non sono tasse. E arrivano grazie alla decisione di un governo conservatore. L’avvento della National Lottery nel 1994 e la decisione dell’allora premier John Major di destinare allo sport gran parte dei guadagni ottenuti dalla vendita dei biglietti sono all’origine di una rivoluzione persino esagerata [..] Dopo l’abbuffata di Londra 2012, un dossier del ministero dello Sport dovette ammettere che all’incremento della medaglie in sport da sempre negletti non corrispondeva alcun aumento del numero di praticanti. «Team Gb» è ormai una entità autonoma al servizio non di un intero movimento, ma solo dei suoi migliori talenti individuali. È stata creata una struttura che seleziona l’atleta e la disciplina con maggiori possibilità di medaglia e concentra ogni investimento su di loro. La redistribuzione delle quote viene fatta in base ai risultati. Se perdi, addio denaro, come accaduto dopo Londra 2012 al volley e al ping pong, che pure sono sport molto popolari. Se vinci, anche in discipline sconosciute, ne avrai sempre di più per continuare a vincere. Anche la Bbc ha cominciato a farsi qualche domanda, ammettendo che esistono questioni sia etiche che economiche, siamo pur sempre in tempi di crisi.

Come italiano povero mi rattristo ad ogni medaglia olimpica vinta dall'Italia, perchè viene pagata con il denaro publico che, in una equa redistribuzione, spetterebbe a me.

Il Barnum della politica

Il Barnum della politica ha bisogno di istanze, che diano origine a pezze giustificative, per potersi sentire autorizzato a spendere il denaro dei cittadini. Va bene tutto, qualsiasi progetto, anche il più strampalato: l'Expo, le Olimpiadi, il Blueprint. Luca Cordero di Montezemolo ci prova con le olimpiadi a Roma. Magari ci esce una poltrona come presidente del Comitato olimpico. Renzo Piano invece ha capito tutto, per questo lo hanno fatto senatore. Ogni due o tre anni butta lì con noncuranza un progetto. Una volta lo spostamento dell'areoporto. Un'altra le pale eoliche sulla diga foranea. Non sempre gli va bene, ma quando gli va bene sono centinaia di milioni che si muovono. Con il Blue print sembra che siano 150, ma è una stima iniziale e saranno certamente di più a lavori ultimati.

In realtà non sarei così contrario al Blueprint se nel progetto fosse compresa, anziché la demolizione del palazzo della Nira - perché buttare via tanti soldi inutilmente? - la demolizione dell'orrido padiglione Blu progettato da Atelier Jean Nouvel, inaugurato nel 2009 è già costato 40 milioni (più 800.000 l'anno solo di manutenzione), ma Coopsette ne richiede altri 23, oltre alla liquidazione dell'Ente Fiera di Genova che lo aveva commissionato.


Citare un verso, una frase, una parola insomma è altra cosa dal citare un pensiero, una costruzione logica, un costrutto mentale. Nel primo caso si cita un colore, un'impressione, un sentimento, nel secondo una relazione, una serie di relazioni, una struttura. Riscrivere un pensiero non sempre riproduce lo stesso pensiero.


Nel momento in cui l'indicizzazione delle pensioni (dei salari) viene fatta sui prezzi diventa evidente l'importanza della rilevazione statistica. Togliendo o aggiungendo qualche decimale si possono ottenere consistenti risparmi sulla spesa publica (sul costo del lavoro). Se è così acquista un senso, non proprio tranquillizzante, la richiesta della troika di mettere sotto controllo l'istituto di statistica greco come condizione per il sostegno del debito.


Una notizia grave

Il 12 agosto il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto la richiesta del giornalista Guido Romeo di ottenere copia di 13 contratti in derivati, per i quali è ancora presente la clausola di recesso anticipato, attualmente in vigore tra lo Stato italiano e banche e istituti finanziari. Ciò in quanto non sussisterebbe un interesse giuridicamente rilevante (come richiesto dalla legge 241/90) alla conoscenza di detti atti.

Nelle retrovie si vincono le guerre

Il Movimento cinque stelle soffre dello stesso male che colpì il Partito socialista alla nascita del primo governo di Centro-sinistra: la mancanza di militanti di comprovata onestà e sufficiente preparazione, necessari per occupare tutte le cariche politiche e amministrative che, da un giorno all'altro, si renderanno disponibili.

Ne abbiamo già avuto una prima prova. A Roma qualcosa non ha funzionato. Se ne sono accorti tutti. La difficoltà di nominare i nuovi assessori è stato un evidente segno di impreparazione. Come se l'elezione della Raggi a Sindaco avesse colto i 5Stelle di sorpresa.

Più delicata appare la scelta del candidato premier. Come nota ironicamente Pierfranco Pellizzetti la corsa tra Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio è già iniziata. Ma, se fossi Grillo o Casaleggio, non mi preoccuperei di questo, il vero problema sono le retrovie, che il giorno dopo le elezioni, non un mese dopo, dovranno essere pronte a governare.

«Le polemiche sulle nomine? Bè, a Roma scontiamo una mancanza di classe dirigente». Stefano Vignaroli è romano, deputato del M5S, compagno di Paola Taverna, l’uomo che ha preso il posto di Roberta Lombardi nel minidirettorio capitolino e che è stato anche tirato in ballo, l’altro giorno, dal post su Facebook di Francesca De Vito, sorella di Marcello.

Timida presa di coscienza del problema.

I candidati alle cariche non elettive di nomina politica devono essere conosciuti e quindi devono manifestare publicamente la propria disponibilità prima delle elezioni. Anche per evitare che i peggiori salgano sul carro del vincitore

L'idea l'ho esposta. In merito Sun Tzu tace.


Il numero 16 della rivista Methodos è dedicato a La notion d'Intelligence (nous-noein) dans la Grèce antique. Alcuni articoli affrontano il problema dell'interpretazione del frammento B3.


Occorre trovare un sistema nel quale sia possibile dare a ciascun individuo (cittadino è troppo restrittivo) la possibilità di scegliere le regole (la legislazione) a cui sottostare, allo stesso modo in cui l'occidente, dopo le guerre di religione nel diciassettesimo secolo, ha deciso che ciascuno fosse libero di scegliere la propria religione.


Poiché il legislatore italiano si è bellamente fatto beffe del principio di progressività dell'imposta, sancito in Costituzione, e disatteso le istanze in esso contenute, riducendo le aliquote, moltiplicando bonus e detrazioni fiscali, tanto varrebbe tornare ad un'imposta proporzionale con una sola aliquota - alta - ed una unica detrazione, negativa per chi non ha reddito. Un'imposta proporzionale così concepita sarebbe certo più vicina allo spirito della Costituzione. Naturalmente si può immaginare che l'aliquota sia la stessa per tutti i tipi di imposizione.


Fallimento dell'opzione voce e utilizzo dell'opzione uscita nella politica contemporanea.


ISTAT

Il valore dell'inflazione è diverso a seconda del reddito. L'inflazione non colpisce in egual misura tutti i beni, quindi non incide in egual misura su redditi diversi. Quando si indicizzano pensioni e salari sull'inflazione di quale indice occorre tenere conto? Quello della fascia alta o quello della fascia bassa della popolazione. Anche la media non è un indice neutrale, un buon indice.

Per essere corretto il calcolo dell'inflazione dove riguardare lo stesso prodotto, di qualità identica. Le trasformazioni tecnologiche e dei costumi di consumo modificano la qualità dei prodotti nel tempo (in meglio o in peggio).


Esistono dei lavori, anche estremamente necessari, la cui resa è inferiore al costo di produzione.

Esistono altri lavori che diventano convenienti solo se il committente supera una certa soglia di reddito. Se guadagno cento euro l'ora mi conviene lavorare un'ora in più e andare a pranzo in trattoria, piuttosto che cucinarmi il pranzo.

Esistono infine lavori il cui costo di produzione è gravato da oneri indiretti (legislativi, burocratici, etc) tali che diventano improduttivi.

Esempi di questi lavori sono i lavascale, i portinai, e i lavori a bassa specializzazione in genere. Se per fare il lavascale, la cui resa produttiva è bassa, occorre una laurea per sbrigare le incombenze burocratiche si ridurrà la disponibilità di lavoro e conseguentemente dei servizi.

A questi inconvenienti si può ovviare in modi antitetici.

  1. riducendo gli oneri impropri, legislativi, burocratici, etc
  2. sovvenzionando i committenti. Direttamente attraverso la legge o indirettamente favorendo il lavoro nero
  3. sovvenzionando direttamente i lavoratori attraverso un reddito di cittadinanza

Sovvenzionare i committenti attraverso bonus di categoria è la strada scelta dal governo Renzi.


Ogni filosofia che si ponga come sistema è ontologicamente difettosa.


Il sapere serve a prendere posizione. Con questa scritta uno studente ha imbrattato la facciata di palazzo Balbi, sede della facoltà di filosofia.


Qualsiasi cosa si perda fuori di noi possiamo sostituirla, sovente con una migliore. Invece qualsiasi cosa accada al nostro corpo è per sempre e ci costringe ad un adattamento. Questo sono la malattia e la vecchiaia.


L'idea che sia possibile una politica come scienza risale, è noto, ad Hobbes. Di questa scienza, però, né Hobbes, né altri hanno ancora dato i termini.

Non si dà democrazia del sapere, perché la scienza quando sia scienza presuppone la convergenza dell'opinione. Nella democrazia è prevista la non convergenza dell'opinione, per questo la democrazia è il governo di una parte contro l'altra, una maggioranza contro una minoranza.


Io penso, e credo lo pensino anche i gestori degli hedge found, che la maggioranza delle banche italiane abbia il destino segnato. Se ne salverà qualcuna, ma, per ora, è difficile capire quale. Per questo anche Banca Intesa, che forse si salverà, non sfugge al ribasso.

Il motivo è semplice. Le banche seguono il destino della nazione che le ospita. Per questo motivo forse Banca Intesa si salverà.


Ancora due domande sulle banche. Se MPS non è in grado di incassare i crediti perché si deve pensare che qualcun'altro lo sarà? Se MPS non è in grado di quantificare quanto può incassare cedendoli non migliorerà in nulla la propria situazioni.


Ai poveri si applica l'economia di mercato, ai ricchi l'economia del dono.


I ricchi hanno i migliori avvocati, hanno i migliori commercialisti e sanno come funziona il sistema. Sono ricchi per questo.

Ogni parola è interessata, perciò deve scontare la possibilità di non essere quello che sembra.

Linea del tempo. Caratteristica del concetto di storia è la sua ambiguità semantica, in quanto esso indica tanto le res gestae (gli «eventi»), quanto l’historia rerum gestarum (il «racconto degli eventi»).


Approvata la nuova legge sul recupero degli alimenti in scadenza

Cinquecento chili di alimenti destinati ai ragazzi del centro estivo salesiano di Gressoney in Valle d'Aosta. Tutti scaduti o in cattivo stato di conservazione. La polizia stradale di Torino di corso Giambone ieri pomeriggio ha sequestrato un camion da 35 quintali che era in viaggio sulla Torino-Aosta tra Ivrea e Quincinetto. Quando gli agenti hanno aperto il cassone dell’Iveco Daily hanno trovato uova scadute a giugno, confezioni di carne che si stavano scongelando nella cella frigorifera spenta dato che il veicolo era stato declassato a normale furgone. Decine di scatole piene di alimenti congelati o sottovuoto, la maggior parte scaduti, oltre a vasetti di sugo e marmellate e brodo scaduti da oltre due anni sono stati scaricati e sequestrati. Dovevano arrivare in serata nel centro estivo dei Salesiani dedicato agli ex allievi e alle loro famiglie.

Mala tempora currunt

Se cadi in una buca o avvallamento di un marciapiede dissestato non è colpa del Comune che non rifà le strade, ma tua che ti ostini a percorrere il percorso pedonale rovinato. La curiosa sentenza del tribunale riguarda una vicenda che coinvolge la signora Franca Forlini, 70 anni, insegnante e cavaliere della Repubblica (da anni impegnata nel sociale). La donna è caduta (nel 2010) percorrendo il marciapiede in via Pian di Scò, all'altezza del civico 26, zona Montesacro, procurandosi la frattura del IV e V metacarpo della mano destra. Portata dolorante al pronto soccorso ne è uscita con una prognosi di oltre 30 giorni. Così ha deciso di fare causa al Comune e chiedere un risarcimento. Ma la sentenza, arrivata pochi giorni fa, le ha dato torto, condannandola anche a pagare 3.995,07 euro di spese legali all'avvocato del Campidoglio, altre per quello della ditta responsabile per la manutenzione «più spese varie», sottolinea la signora Franca. «Dovrò pagare in tutto 10mila euro - aggiunge - Una cosa assurda, ancora non ci posso credere. Io questi soldi non li ho, in più ho uno sfratto in corso perché l'ente proprietario dell'appartamento ha deciso di vendere la casa». Non solo, bisogna pensare anche a Roberto, il figlio 50enne, con una grave disabilità dalla nascita. «Non avrei mai pensato di dovermi trovare in una situazione simile: oltre al danno anche la beffa - aggiunge - Se poi non stai attenta a fotografare immediatamente lo stato dei luoghi ti può anche capitare, come è accaduto a me, che il giorno dopo la ditta che si occupava della manutenzione invii subito qualcuno a sistemare il marciapiede. I vigili poi sono venuti quattro giorni dopo a fare il verbale» .

Il casquet di Renzi

Anche sotto gli ombrelloni della Versilia si può percepire la caduta di popolarità (e di simpatia) dell’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi, nella sua stessa Toscana. Quest’anno era tutto un pettegolare acido sul premier ducetto che a gennaio, cioè a iscrizioni rigorosamente chiuse e con una lunga lista d’attesa, è riuscito a far iscrivere i propri figlioli nell’esclusiva scuola americana di Firenze, trasferendoli dalle scuole pubbliche di Pontassieve dove insegna pure la mamma Agnese Landini.


Siamo tratti in inganno dall'idea che la democrazia sia una e che corrisponda all'idea che ne abbiamo. Ma, la democrazia non è una e non corrisponde all'idea che ne abbiamo.

Quaestio

Uno degli argomenti addotti più frequentemente contro la redistribuzione operata dal welfare è che non corrisponde a principi di equità. Principi di equità vorrebbero che chi consuma debba pagare per ciò che consuma. Se esaminiamo i benefici della spesa publica si può facilmente dimostrare che le classi abbienti ricevono dallo Stato più di quanto non diano.

Si prenda ad esempio le spese per il mantenimento dell'ordine publico e la difesa dello Stato. Queste spese che sono a carico di tutta la comunità, e a volte siano anche pagate con il sangue delle classi meno abbienti, beneficiano solo le classi più abbienti. Ai poveri non importa praticamente niente d'essere governati da una o da un'altra élite sociale.

Quindi non appare empiricamente sostenibile l'idea che la redistribuzione avvenga a favore delle classi più povere e lavoratrici e sia a carico delle classi più abbienti.


Ciò che contraddistingue il problema è però la vendita di una verità insostenibile da parte dei "neoconservatori"


David Hume

Consigli al Principe

È un metodo violento, e in molti casi irrealizzabile, quello di obbligare il lavoratore a faticare per trarre dalla terra più di quanto serva a mantenere sé e la sua famiglia. Offritegli invece manufatti e beni di consumo e lo farà spontaneamente. In seguito vi riuscirà facile prendere parte di questo lavoro superfluo e utilizzarlo a servizio dello Stato, senza rendergli la contropartita richiesta.

Contro la flat tax

Gli storici informano che una delle principali cause della distruzione dello Stato romano fu l'alterazione che Costantino introdusse nelle finanze, sostituendo una tassa personale universale al posto di tutte le decime, dogane ed accise che costituivano le entrate dell'Impero.

Le imposte sui consumi, specialmente quelli di lusso, sono le migliori, poiché tali tasse sono le meno sentite dal popolo.


Elogio dello scroccone. Se l'interesse personale del birraio beneficia la comunità allora lo scroccone che persegue con metodo il proprio interesse è un grande benefattore.


Come difendersi dai comportamenti opportunistici delle istituzioni e dei loro gestori


L'idea che lo Stato possa sconfiggere il fenomeno mafioso con strumenti militari e giudiziari è sostanzialmente stupido. Mi sembra che l'idea di risolvere il problema con l'uso della forza sia la stessa che guida l'agire mafioso. Seguite l'idea con pazienza.


La Fiera del libro si trasferisce a Milano

Ma di cosa stanno parlando? Ieri sono entrato nel nuovo store Mondadori e, con una certa sorpresa, per la prima volta nella mia vita ho avuto la sensazione di entrare in un negozio qualsiasi. Il libro è morto, è un oggetto (non ho detto merce) come gli altri. Quindi, se gli amministratori publici di Milano e Torino si accapigliano perché Marina Berlusconi ha deciso che la fiera del libro si deve fare a Milano stanno parlando d'altro. Forse di una pezza giustificativa per avere l'autorizzazione a spendere denaro publico a fini privati?


La tesi di Popper

[nelle Leggi] Platone elabora freddamente e accuratamento la teoria dell'inquisizione. Il libero pensiero, la critica delle istituzioni politiche, l'insegnamento di nuove idee ai giovani, i tentativi di introdurre nuove pratiche religiose o anche nuove opinioni, sono tutti reati considerati degni della pena capitale. Nello stato di Platone, a Socrate non sarebbe mai stata data la possibilità di difendersi publicamente ed egli sarebbe stato certamente affidato al tenebroso consiglio inquisitoriale affinché ne "curasse" l'anima squilibrata e, alla fine, lo punisse.

Mi sfugge la differenza. A Socrate non è servita molto la possibilità di difendersi publicamente. La sentenza era già stata scritta.


Dans son livre sur Hobbes paru en 1938 et fortement imprégné d'antisémitisme, Schmitt attribuait au liberalisme moderne, de Hobbes mais sourtout de Spinoza, la brèche entre l'Ètat et la conscience [..] Ce geste porte en germe, pour Schmitt, la ruine de l'Ètat [..] Cette brèche [..] Taubes, discutant Schmitt, la trouve déjà en germe chez Paul lui-même, dans l'épître aux Romains 13. Mais [..] la séparation entre [..] le spirituel et le politique, est un bien précieux aux yeux de Taubes [..]

Jacob Taubes
- Vom Adverb 'Nichts' zum Substantiv 'das Nichts'. Überlegungen zu Heideggers Frage nach dem Nichts, in Poetik und Hermeneutik, 1957, pp. 141-153; poi in Assmann, Hartwich, Menninghaus (ed.) Vom Kult zur Kultur, Fink Verlag, München, 1996
- Dall'avverbio «nulla» al sostantivo. «il Nulla». Alcune riflessioni sulla questione del nulla nin Heidegger, in Esposito, Galli, Vitiello (ed.) Nichilismo e politica, Laterza, 2000

Forse si può far risalire l'origine dell'intolleranza religiosa al monoteismo giudaico. Il dio della Bibbia è il primo dio intollerante verso gli altri dei.


L'argomento di Simon Mago.

Simone: “Mi è chiaro ormai che tu non puoi provare che l’anima è immortale; ed è per questo che sei così cavilloso, perché ti rendi conto che se si dimostra che è mortale, tutta la professione di fede in questa tua religione che ti affanni a sostenere va completamente a rotoli. Mi congratulo perciò per la tua scaltrezza, ma non approvo le tue motivazioni. Stai facendo opera di persuasione su un sacco di gente perché accolgano la tua religione e pongano freno alle proprie passioni ventilando la speranza di beni futuri, con la conseguenza di privarle del godimento delle realtà presenti e di illuderle su quelle future. Una volta morti, infatti, anche la loro anima si spegnerà. (Clemente, Recognitiones, III, 41)

Pietro: “[…] ti sei buttato a giurare che l’anima è mortale, con lo scopo di sconsigliare la gente a vivere rettamente e secondo giustizia nella speranza dei beni futuri. […] A me dai dell’empio perché vorrei impedire agli uomini – facendo balenare futuri beni – di metter mano alle armi, di battersi, di lacerare e di sconvolgere il mondo […]. Ma che razza di vita sarebbe mai, questa da te pubblicizzata, dove gli uomini si azzuffano e si ammazzano, si arrabbiano e si inquietano e vivono continuamente nella paura? […] Non ti accorgi, tu, di essere un istigatore di violenza e non di pace, di ingiustizia anziché di giustizia? (Clemente, Recognitiones, III, 42)


Le ragioni sociali del celibato ecclesiastico


Pena di morte ed ergastolo. Uno degli argomenti, anche se non tra i più importanti, in favore della pena di morte è relativo al carattere deterrente variabile rispetto all'età del condannato, delle altre pene, alternative rispetto a questa, e restrittive della libertà personale. L'ergastolo o una condanna a trent'anni, è pena pur sempre terribile per un ventenne o trentenne. Lo è enormemente meno per un settantenne o ottantenne. Vi sarà dunque ingiustizia oggettiva in condanne ad egual pena per rei dello stesso crimine, ma di età diversa, ed effetto deterrente ugualmente molto differente per i possibili delinquenti futuri, in ragione della loro età.
Si può obiettare che una tale sperequazione sussiste anche per la pena di morte: ma in questo caso l'effetto deterrente sui terzi non varierà molto, e resterà sostanzialmente stabile, indipendentemente dall'età.


Prima si stabiliscono dei principi sacri ed inviolabili, poi si dà mandato ad un organo legislativo, che costantemente li disattende, di metterli in atto. Come è possibile che tutto ciò avvenga senza che nessuno abbia il diritto di intervenire? In questo modo il tutto appare come una finzione.

Sembra che il principio dei diritti acquisiti sia superiore al diritto costituzionale all'uguaglianza. Dove sta scritto in Costituzione il principio dei diritti acquisiti?

Effetti imprevisti e paradossali dell'azione umana.

Non è detto che il problema della rappresentazione dei fatti economici sia la matematica ma che sia invece questa matematica. le formule matematiche utilizzate per rappresentare i fenomeni fisici non sono equivalenti fra loro. Quelle usate in economia si.

Numerosi fatti mi vanno convincendo sempre di più della necessità di trovare nuove forme politiche che portino al superamento delle nazioni territoriali e delle forme di democrazia maggioritaria ed a sostituirle con nazioni legislative che consentano una separazione ed una autonomia legislativa delle minoranze.


Il vero problema di oggi, però, è quello di sapere se nei casi come quelli di Blair e Bush, bisogna ricorrere alla Corte penale internazionale per crimini di guerra. Vi è un problema politico e uno più strettamente giuridico.

Iniziamo dal primo e da una affermazione di Blair. “Quello che non posso fare – dice l’ex primo ministro – è quello che non farò mai, è di riconoscere che noi abbiamo preso una cattiva decisione a proposito della guerra in Iraq”. Bene, di fronte a tali affermazioni, la scelta di tradurlo davanti alla Corte sarebbe un atto a dimostrazione che tale istituto non funziona solo per qualche dittatore di un qualsiasi Stato africano, ma può funzionare anche per l’illuminata classe politica occidentale. Poi vi sono gli aspetti strettamente giuridici. Senza entrare in una discussione tecnica, va detto che secondo alcuni giuristi “la competenza della Corte penale internazionale è complementare e si esercita se l’azione interna non è iniziata” (La Matinale 9/7 2016). C’è da sperare che la Corte saprà andare avanti dimostrando che la giustizia è un’esigenza internazionale e che non vi sono stati uomini di Stato che possono godere di favori e privilegi rispetto ad altri.

Rimane un altro problema che non può essere risolto dallo stato d’animo triste e dalla contrizione con i quali Tony Blair si è presentato davanti alla televisione per parlare agli inglesi. Il problema delle scuse che un paese e un governo dovrebbero a un popolo, quello iracheno, massacrato dalla follia degli Stati civilizzati.

Unisco al seguente questa citazione, perché l'argomento è lo stesso.

Le responsabilità della politica

Un commentatore, sul Corriere della Sera, tratta con velata ironia una richiesta, apparentemente paradossale, che, se portata avanti con coerenza, potrebbe avere ripercussioni profonde non solo sulla storia del medio oriente, ma sulla stessa concezione della politica.

«Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico». Così Lord Arthur Balfour, ministro degli Esteri, prendeva nel 1917 l’impegno di destinare al movimento sionista parte delle terre ancora da spartirsi dell’impero Ottomano. [..] il presidente Abu Mazen [..] sta pensando di chiedere il risarcimento al governo britannico per il «danno subito allora». Non è chiaro a quale tribunale internazionale voglia rivolgersi e se abbia calcolato l’entità dell’indennizzo. Per lui ha parlato Riad Al Malki, il ministro degli Esteri, che al vertice della Lega Araba ha chiesto il sostegno delle altre nazioni: «Sulla base della promessa fatta da una parte che non possedeva questa terra a una che non la meritava migliaia di ebrei europei sono venuti ad abitare in Palestina».


Il pdf, publicato su EPIC, dal titolo “L’irrilevanza dell’equilibrio economico” di Nicholas Kaldor, pubblicato su “The Economic Journal, Vol. 82, No. 325 (Dic., 1972), pag. 1237-1255” è il “frutto” di una presentazione tenuta dall’autore alla Conferenza di Goodricke presso la “University of York”, il 10 maggio del 1972.


Della serie: Cominciano ad accorgersene

Voi pensate che sia davvero irrazionale, per un giovane disoccupato povero francese, temere la concorrenza per il lavoro di un giovane immigrato povero maghrebino? O per una famiglia che aspira a una casa popolare di Torino? O per una mamma che iscrive il figlio nella graduatoria di un asilo nido a Roma? Che risposte hanno dato le élite liberali, sinistra e destra tradizionali, a queste paure, tranne ripetere che sono esagerate?


La migrazione degli agnelli

La risposta di John Elkann all'editoriale di Ferruccio de Bortoli non si è fatta attendere. Non sono trascorse neppure 24 ore ed Exor ha annunciato il trasferimento della sede in Olanda. Pura coincidenza.

Mancava Exor, la capogruppo. John Elkann ha chiuso il cerchio ieri: anche la holding porta la sede in Olanda. A differenza di Fiat Chrysler Automobiles, Ferrari e Cnh Industrial, che l’hanno preceduta trasferendo da Torino ad Amsterdam la base legale ma scegliendo Londra come residenza fiscale, Exor avrà l’una e l’altra nei Paesi Bassi. Per l’Italia, assicurano al Lingotto, non cambierà nient’altro, a partire dalla Borsa di quotazione: il titolo è e resterà «esclusivamente sul mercato telematico» di Piazza Affari. Novità sul fronte societario però potrebbero essercene: è probabile che entrino, o aumentino partecipazioni già in portafoglio, azionisti di livello globale che fanno parte del «network» costruito negli anni della presidenza Elkann. Azionisti che si chiamano Bill Gates, attraverso Cascade Investments, o lord Jacob de Rothschild, o quel Nassef Sawiris che non a caso è stato l’esponente del capitalismo familiare internazionale invitato all’ultima assemblea della Giovanni Agnelli & C. Ovvero della cassaforte della dinastia Agnelli-Elkann, che ovviamente manterrà il suo ruolo di socio di maggioranza e potrebbe, anzi, incrementare il proprio 52,99%.

La metamorfosi è compiuta. [..] Exor d’un colpo si regala una governance più semplice, allinea i business, si dispone al rispetto di un solo codice civile, quello olandese. Pragmatico come le genti dei Paesi Bassi che lo hanno disegnato.

Il tovagliolo di Laffer condito in salsa di Tobin

Siccome Londra, come conseguenza della Brexit, si appresta a diventare un paradiso fiscale e poiché Milano aspira a diventare una piazza finanziaria alternativa a Londra, perché non dare un segnale agli operatori di borsa abolendo la Tobin Tax? Questa è l'opinione espressa da Ferruccio de Bortoli nell'editoriale del Corriere della Sera di oggi.

C’è un segnale che il governo potrebbe dare subito? Sì c’è, e sarebbe molto apprezzato dagli operatori e dai mercati. L’abolizione, o quantomeno la sospensione, dell’inutile e dannosa tassa sulle transazioni finanziarie, meglio conosciuta come Tobin tax. La introdusse il governo Monti con la legge 228 del 24 dicembre del 2012 [..] forse anche per dare un contentino alla sinistra da parte di un governo che aveva appena tagliato le pensioni con la legge Fornero.

Il ragionamento di de Bortoli è semplice. Non illudiamoci di fare concorrenza agli inglesi se non riduciamo l'imposizione fiscale sulla ricchezza.

E noi vogliamo fare concorrenza a Londra mantenendo la Tobin tax che il resto d’Europa non ha alcun interesse ad adottare?

Fin qui il ragionamento non fa una piega. Poi, però, cerca di propinarci il teorema del tovagliolo di Laffer condito in salsa di Tobin. Eliminando la Tobin Tax aumenteranno le entrate fiscali.

Non illudiamoci. Fosse utile, ma non lo è. Il suo gettito è contenuto: non più di 450 milioni l’anno. Addirittura negativo se si considera l’impatto penalizzante sul volume d’affari degli intermediari italiani. Lavorando di meno si contribuisce meno all’economia e all’Erario. La tassa sulle transazioni finanziarie disincentiva l’investimento in aziende italiane, ostacola la mobilità dei capitali, crea distorsioni a tutto vantaggio dei concorrenti industriali e finanziari delle aziende nel nostro Paese.

E chi se la beve! Quello che de Bortoli velatamente propone è semplicemente un trasferimento dell'imposta dai possessori ai non possessori. I 450 milioni della Tobin tax dovranno essere comunque coperti in qualche modo. Non penso che Bruxelles farà sconti, nonostante l'abilità di Padoan nel gioco delle tre carte. E allora de Bortoli dica esattamente come vuole recuperare le mancate entrate e poi se ne potrà parlare.

Ma, non credo che questo sia sufficiente. L'Italia e neppure l'Europa non saranno mai in grado di fare concorrenza a Londra su questa strada. L'Italia non è il Delaware e neppure il Lussemburgo. A monte, c'è un ineliminabile problema di mentalità giuridica che ci ostacola e di questo de Bortoli sembra non tenere conto.


L'equazione da risolvere è: Definire un sistema previdenziale tale che: - fornisca un'erogazione che, unita ad UBI, consenta un tenore di vita dignitoso, sia universale (riguardi tutti i cittadini senza separazioni di categoria e di reddito), sia obbligatorio, indipendente da eventi demografici avversi (o almeno abbia un delta demografico definito), sia finanziato da contributi personali (poiché deve funzionare unitamente ad UBI finanziato attraverso la fiscalità) il cui tasso di rendimento sia garantito dallo Stato contro l'inflazione, eventuali variazioni di rendimento siano fatte valere in egual misura sia per il passato che per il futuro. Trattandosi di un fondo soggetto a norme attuariali le eventuali eccedenze non potranno essere redistribuite nell'anno in cui si verificano, ma dovranno essere impiegate in titoli di Stato del debito publico con rendimento analogo a quello garantito per l'erogazione delle prestazioni e utilizzate per compensare eventuali variazioni congiunturali negative.

La previdenza pensionistica ha come unico fine di sollevare nella misura più ampia possibile la collettività e quindi la fiscalità generale dal costo dell'assistenza dovuta alle persone anziane e prive di reddito. Non esistono altri scopi della previdenza pensionistica. Ne segue che lo scopo della previdenza pensionistica non è assicurare una pensione adeguata allo stipendio percepito ai redditi più alti e neppure assicurare l'erogazione delle prestazioni promesse dalle casse previdenziali separate - ai giornalisti, piuttosto che ai ragionieri o agli psicologi - quando queste falliranno. Perché inevitabilmente sono destinate a fallire.

Tanto maggiore è l'importo delle pensioni erogate con il contributo dello Stato tanto maggiore è il fallimento del sistema pensionistico.


'O puttaniggio


La nazionalizzazione del beo

Nel paese dove ho trascorso la mia infanzia l'energia elettrica era publica e veniva prodotta drenando l'acqua del torrente Stura in un canale, il beo.

Pare che bevere sia l'intero, come più vicino al Lat. bibere, o bivere, e che bere sia abbreviato; onde eziandio beo sia sincopato da bevo.

Beo, sostantivo maschile, canale idraulico, voce dialettale ligure, da beo - bevo; da non confondere con beo, voce del verbo beare, mi beo.

L'utilizzo dello scorrimento dell'acqua è un mezzo molto elementare per produrre energia. Forse troppo semplice. Quando l'energia elettrica è stata nazionalizzata il beo è stato interrato e qualche anno dopo il torrente ha attraversato il paese.

Gli effetti della nazionalizzazione dell'energia elettrica, cavallo di battaglia di Ernesto Rossi sulle pagine del Mondo di Pannunzio, non sempre sono stati positivi. Privilegi retributivi dei dipendenti dell'Enel economicamente ingiustificati dovuti alla rendita di monopolio, controllo politico che genera clientelismo ed inefficienza gestionale, ostacoli all'innovazione tecnologica, ecc.

Un altro degli effetti perversi della nazionalizzazione dell'energia elettrica fu l'instabilità dei mercati finanziari. A causa del prezzo, forse eccessivo, pagato per l'acquisto delle imprese privatizzate, si formarono grandi capitali privi di impiego, che impreversarono per decenni nell'economia italiana.

Oggi, cinquant'anni dopo, la riprivatizzazione dell'energia elettrica inizia a produrre i suoi effetti, non necessariamente positivi.

Il garante della concorrenza ha inviato una segnalazione a governo, Parlamento e Autorità per l’energia (Aeegsi) sottolineando come l’attuale quadro normativo in materia sia incompleto, poco chiaro e limiti la concorrenza e lo sviluppo di nuove reti private in Italia. Nel mirino finisce, in particolare, la disciplina che blocca i Sistemi di Distribuzione Chiusi (Sdc), sistemi geograficamente limitati, costituiti da un soggetto che produce energia, una rete elettrica che la trasferisce e utenti che la utilizzano. Il sistema Sdc permette ad esempio a un centro commerciale di alimentare con un impianto le utenze di tutti i suoi negozi. Un modo per rendersi autonomi nella produzione e nell’utilizzo di energia (autoconsumo). Ciò è alla base della generazione distribuita, grazie alla quale si può produrre esattamente dove serve, senza dispersioni e con maggiore efficienza. Dando al contempo una forte spinta allo sviluppo delle rinnovabili, che appunto rendono maggiormente in loco. Oggi invece il modello è centralizzato a livello pubblico, per cui tutto questo non è possibile. E a beneficiarne poche grandi società.

“Eventuali ostacoli all’esistenza di reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell’elettricità e dell’unità di consumo”, dice l’Antitrust, spiegando che tutto ciò “riflette per lo più le scelte tecnologiche compiute nel passato e non favorisce l’evoluzione delle reti verso nuovi modelli di organizzazione del sistema elettrico che possono utilmente contribuire al raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell’energia per gli utenti, innovazione, sicurezza e sostenibilità finanziaria del sistema elettrico nazionale, oltre che di tutela della concorrenza”. Di qui quindi la richiesta di rivedere l’intera disciplina normativa e regolamentare sui Sistemi di Distribuzione Chiusi. L’iniziativa del Garante nasce su segnalazione del senatore del M5S Gianni Girotto, che a fine 2015 aveva scritto due volte per evidenziare gli effetti potenzialmente restrittivi della concorrenza di una recente delibera dell’Aeegsi sulle regole sui Sdc. [..] il M5S è tornato alla carica presentando un apposito emendamento al ddl concorrenza, in discussione in commissione X del Senato, che definisce “attività libera” la realizzazione di reti private da fonti rinnovabili e cogenerazione con le caratteristiche di sistemi di distribuzione chiusi. L’emendamento è però stato bocciato, con dieci voti contrati (Pd e Area Popolare) e 7 a favore. [..]


Gli Erzelli portano sfiga

La multinazionale tedesca Siemens ha comunicato che cederà un ramo d'azienda di tre quarti dei suoi dipendenti attivi nel parco tecnologico degli Erzelli a Genova alla società controllata Sisw, lo scorporo fissato dal primo ottobre 2016 interesserà 265 su 360 lavoratori.

Erzelli sono solo l'ultimo episodio di una lunga serie. Le amministrazioni che per quaranta anni hanno governato Genova si sono distinte in una sola ed unica cosa: la speculazione edilizia. E solo per questa verranno ricordate. Fin troppo evidente che ci deve essere sotto un interesse economico della classe politica - disse Karl Marx.


No comment

Volevo solo portare qualcosa a mia figlia". Si è giustificato così un disoccupato che, a Torino, il 18 luglio è stato arrestato per avere tentato di fare la spesa senza pagare in un supermercato. L'uomo, oggi, è stato condannato a cinque mesi, con le attenuanti, e scarcerato con l'obbligo di presentazione alle forze dell'ordine. A margine dell'udienza, in tribunale, si è appreso che i carabinieri, vista la situazione e sapendo che ieri cadeva il compleanno della bambina, le hanno portato un dolce.

La refurtiva consisteva in parmigiano, scatolette di tonno e un dessert. Quando il direttore e un'addetta lo hanno fermato, lui si è divincolato: così è scattata anche la tentata rapina. "Dal verbale - ha detto lo stesso pm di udienza, Sabina Merlatti - si capisce bene che era soltanto spaventato. Non siamo in presenza di una persona violenta". La giudice Irene Gallesio ha accolto questa lettura della vicenda.


La tecnologia elimina i mediatori culturali.

continua

MP